M90 (astronomia)

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M90
Galassia spirale
La galassia “ M90”
La galassia “ M90”
Scoperta
Scopritore Charles Messier
Anno 1781
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Vergine
Ascensione retta 12h 36m 48s
Declinazione +13°10'
Distanza 60 milioni a.l.
(18,36 milioni pc)
Magnitudine apparente (V) 9,3
Dimensione apparente (V) 9,5’x4,5'
Velocità radiale -235 km/s
Caratteristiche fisiche
Tipo Galassia spirale
Classe SAB(rs)ab
Altre designazioni
NGC 4569, UGC 7786, PGC 42089, Arp 76
Categoria di galassie spirali

M 90 (nota anche come NGC 4569) è una galassia a spirale visibile nella costellazione della Vergine; è una delle otto galassie trovate e catalogate da Charles Messier il 18 marzo 1781 nella regione Chioma-Vergine, assieme all'ammasso globulare M92 dell'Ercole.

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Mappa per individuare M90.

M90 si trova in una regione di cielo priva di stelle di riferimento, fra le costellazioni della Vergine e della Chioma di Berenice; si tratta di una delle galassie più brillanti del gruppo della Vergine: può essere individuato persino con un binocolo, se la notte è particolarmente propizia, mentre un semplice telescopio amatoriale da 60-80mm è in grado di mostrarla come una macchia allungata e con un leggero alone. Il nucleo, ben visibile in strumenti a partire da 140mm, è di aspetto puntiforme e di dodicesima magnitudine, mentre l'alone debole e tagliato in due da una barra più luminosa.[1]

M90 può essere osservata con facilità da entrambi gli emisferi terrestri e da tutte le aree abitate della Terra, grazie al fatto che la sua declinazione non è eccessivamente settentrionale; dalle regioni boreali è maggiormente osservabile e si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti di primavera, mentre dall'emisfero australe appare mediamente più basso, ad eccezione delle aree prossime all'equatore.[2] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra marzo e agosto.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica sorgente]

M90 è stata descritta per la prima volta da Charles Messier nel 1781 come una nebulosa priva di stelle; William Herschel la indica come una macchia larga e luminosa al centro, dove è presente un nucleo ben definito. La descrizione più accurata proviene da Padre Heinrich Ludwig d'Arrest, che la descrisse come una nube di forma ellittica il cui nucleo brilla come una stella di dodicesima grandezza, di cui possiederebbe pure l'aspetto; le dimensioni sono di 7' x 2'.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

M90 è una delle galassie a spirale più grandi (9,5x4,5') dell'Ammasso della Vergine.[3] Ha bracci a spirale, molto stretti e uniformemente brillanti, che sembrano completamente "fossilizzati", nel senso che non sembra esserci formazione di stelle in corso, con la sola eccezione della regione interna del disco, vicino ad alcune linee scure di polvere. Probabilmente il suo mezzo interstellare è stato in gran parte strappato via dalle intense forze mareali presenti all'interno dell'ammasso in cui si trova; altre teoria affermano che sia stato spazzato via da esplosioni multiple di supernovae avvenute nella regione del nucleo, dove la formazione stellare è ancora attiva.[4][5] J.D. Wray ha formulato l'ipotesi che questa galassia si stia evolvendo verso uno stato simile a quello di M64, per poi diventare un sistema lenticolare (S0).

Benché M90 sia una grande e notevole galassia, Holmberg ha trovato un valore piuttosto basso per la sua massa, e quindi per la sua densità.

La sua distanza è approssimativamente 60 milioni di anni luce ed ha una magnitudine apparente di 9,3. Dal momento che si avvicina a noi a una velocità di 383 km/s, si deve muovere a una velocità particolarmente elevata, vicina a 1.500 km/s, attraverso l'Ammasso della Vergine nella nostra direzione, ed è possibile che sia sul punto di fuggire dall'ammasso; secondo alcune fonti avrebbe già lasciato l'ammasso e adesso sarebbe molto più vicina a noi. Solo un'altra galassia di Messier, M86, ha una velocità di avvicinamento più rapida.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  2. ^ Una declinazione di 13°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 77°; il che equivale a dire che a nord del 77°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 77°S l'oggetto non sorge mai.
  3. ^ B. Binggeli, A. Sandage, G. A. Tammann, Studies of the Virgo Cluster. II - A catalog of 2096 galaxies in the Virgo Cluster area in Astronomical Journal, vol. 90, 1985, pp. 1681–1759, DOI:10.1086/113874.
  4. ^ D. Tschöke, D. J. Bomans, G. Hensler, N. Junkes, Hot halo gas in the Virgo cluster galaxy NGC 4569 in Astronomy and Astrophysics, vol. 380, 2001, pp. 40–54, DOI:10.1051/0004-6361:20011354.
  5. ^ R. A. Koopmann, J. D. P. Kenney, Hα Morphologies and Environmental Effects in Virgo Cluster Spiral Galaxies in Astrophysical Journal, vol. 613, 2004, pp. 866–885, DOI:10.1086/423191.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica sorgente]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 4567  •  NGC 4568  •  NGC 4569  •  NGC 4570  •  NGC 4571