Ammasso Globulare di Ercole

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Ammasso Globulare di Ercole
Ammasso globulare
L'Ammasso Globulare di Ercole
L'Ammasso Globulare di Ercole
Scoperta
Scopritore Edmond Halley
Anno 1714
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Ercole
Ascensione retta 16h 41m 41.44s [1]
Declinazione +36° 27′ 36.9″[1]
Distanza 25100 a.l.
(7695 pc)
Magnitudine apparente (V) 5,8[1]
Dimensione apparente (V) 23.0'
Caratteristiche fisiche
Tipo Ammasso globulare
Classe V
Massa 6×105[2] M
Dimensioni 165 a.l.
(51 pc)
Età stimata 12-14 miliardi di anni
Altre designazioni
M 13, NGC 6205[1]
Categoria di ammassi globulari

L'Ammasso Globulare di Ercole (conosciuto anche come M 13 dalla sua posizione nel Catalogo di Messier, oppure come NGC 6205) è un ammasso globulare visibile nella costellazione di Ercole.

Si tratta dell'ammasso globulare più luminoso dell'emisfero boreale ed è visibile anche ad occhio nudo.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare M13.

Localizzare M13 è abbastanza semplice, dato che la costellazione di Ercole in cielo forma un trapezio facilmente riconoscibile. Tenendo il trapezio in verticale, M13 è sul lato destro, a circa un terzo del lato partendo dall'alto. Data la sua magnitudine di 5,8 è appena visibile ad occhio nudo in condizioni favorevoli, in un cielo molto scuro e lontano da ogni fonte di luce; è invece facilmente visibile con un binocolo 7x30 e 10x50. La risoluzione in stelle inizia con un telescopio da 114mm e ingrandimenti medio-alti; con un 200mm si possono notare facilmente diverse decine di componenti fino alla quattordicesima grandezza e l'alone appare del tutto risolto.[3]

M13 può essere osservato da entrambi gli emisferi terrestri, sebbene la sua declinazione settentrionale favorisca notevolmente gli osservatori dell'emisfero nord; dalle regioni boreali si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti d'estate, mentre dall'emisfero australe resta sempre molto basso, ad eccezione delle aree prossime all'equatore. È comunque visibile da quasi tutte le aree abitate della Terra.[4] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra aprile e ottobre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

M13 fu osservato per la prima volta da Halley nel 1715. Messier lo osservò nel 1764 e lo descrisse così: "Nebulosa senza stelle, scoperta nella cintura di Ercole; è rotonda e brillante, il centro più splendente dei bordi, la si vede con uno strumento da un piede; è vicina a due stelle, entrambe di ottava magnitudine, una sopra e una sotto: la nebulosa è stata determinata in base a e Herculis. M. Messier l'ha riportata sulla Carta della Cometa del 1779...Vista da Halley nel 1714. Rivista il 5 e il 30 gennaio 1781. È riportata sul Celestial Atlas inglese. " Il primo a risolverlo in stelle fu William Herschel.[3]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

M13.

M13 ha una magnitudine apparente di 5,8. Il suo diametro angolare è di 23', mentre il suo diametro reale è di circa 165 anni luce.[3]

M13 contiene diverse centinaia di migliaia di stelle, la più brillante delle quali è di magnitudine 11.95. Attorno al suo nucleo, le stelle sono circa 500 volte più concentrate che nei dintorni del sistema solare. L'età di M 13 è stata stimata tra i 12 e i 14 miliardi di anni. La sua distanza dalla Terra è di 23.157 anni luce. Apparendo così luminoso ad una così grande distanza, la sua luminosità reale è elevatissima, oltre 300.000 volte quella del Sole.[3]

La velocità radiale è di circa 250 km/s in avvicinamento. Questo moto risulta dalla combinazione di tre diverse velocità: la rotazione della Galassia, il moto del Sole nello spazio, e il moto di rivoluzione dell'ammasso attorno al centro galattico.[3]

Il messaggio di Arecibo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 fu fatto un tentativo simbolico di inviare un messaggio verso altri mondi. Per celebrare un consistente ampliamento del radiotelescopio da 305 metri di Arecibo, un messaggio in codice di 1.679 bit fu trasmesso verso M13.

M13 nella fantascienza[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database in Results for NGC 6205. URL consultato il 15 novembre 2006.
  2. ^ Leonard, Peter J. T.; Richer, Harvey B.; Fahlman, Gregory G., The mass and stellar content of the globular cluster M13.
  3. ^ a b c d e Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  4. ^ Una declinazione di 36°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 54°; il che equivale a dire che a nord del 54°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 54°S l'oggetto non sorge mai.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]



Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 6203  •  NGC 6204  •  NGC 6205  •  NGC 6206  •  NGC 6207   
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