Francesco Nullo

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Busto di Francesco Nullo

Francesco Nullo (Bergamo, 1º marzo 1826Krzykawka, 5 maggio 1863) è stato un patriota e militare italiano.

La tomba di Francesco Nullo a Olkusz, in Polonia

La famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Arcangelo e Angelina Magno, personaggio di grande coraggio, visse nel XIX secolo e legò il suo nome a numerose imprese patriottiche in Italia e Polonia. Di famiglia agiata, era commerciante di tele di lino e possedeva una fabbrica di tessuti. Partecipò, coi suoi due fratelli, a fianco della popolazione milanese nelle barricate delle cinque giornate di Milano, durante i moti del 1848, fatto che gli causò numerosi problemi con la polizia austriaca. Arruolatosi nei Corpi Volontari Lombardi del generale Michele Allemandi nel mese di aprile prese parte alla sfortunata invasione del Trentino.

Il patriota[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Nullo

Animato da profondo spirito patriottico, si unì nel 1859 a Garibaldi nelle file dei Cacciatori delle Alpi per combattere contro gli austriaci. Ma l'impresa per la quale passò alla storia fu la spedizione dei Mille. Nullo si occupò personalmente dell'arruolamento dei volontari nella propria città che, visto il grande numero di adesioni, si poté fregiare dell'appellativo di Città dei Mille.

Inoltre si dice che, grazie alla sua attività nel campo dei tessuti, fornì le camicie rosse utilizzate dai garibaldini nella spedizione.

La spedizione dei Mille lo vide protagonista di atti di valore, tanto che fu lui a piantare il primo tricolore a Palermo, il 27 maggio 1860. Scrisse sul Libro d'Onore dei volontari bergamaschi

« Io sono superbo di appartenere alla valorosa schiera dei figli di Bergamo che fregiano i fogli di questo libro d'onore e di vedere il mio nome accanto a quelli di tanti compagni d'armi »
(Bortolo Belotti, Storia di Bergamo e dei bergamaschi, Bergamo, Bolis, 1989)

Nell'elenco ufficiale dei partecipanti all'impresa, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878, lo si trova al numero 695.[1]

Ebbe una carriera militare assai veloce, che lo vide passare dal grado di capitano (dopo il suo ferimento a Calatafimi) a quello di tenente colonnello, per terminare a quello di generale. Nel 1862 venne arrestato con altri 123 garibaldini mentre organizzava una spedizione per la liberazione del Veneto, ricordata come fatti di Sarnico. Continuò ad essere fedele compagno di Garibaldi anche nella seconda spedizione in Sicilia con lo scontro d'Aspromonte.

In Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Francesco Nullo a Varsavia (scultore Gianni Remuzzi)

Dopo la caduta del governo Rattazzi, a causa della generale indignazione per i fatti d'Aspromonte, il nuovo primo ministro Farini incoraggiò Nullo a formare una legione di volontari per intervenire al fianco degli insorti polacchi contro la dominazione russa, assicurando il proprio intervento presso il Re, affinché dichiarasse guerra all'Impero russo. Malgrado la caduta di Farini (che aveva minacciato il re con un coltello durante un consiglio dei ministri manifestando i segni di un disturbo psichico) Nullo riuscì a partire per la Polonia, alla testa di una formazione raccogliticcia di circa 600 volontari italiani e francesi, tra i quali una sessantina di camicie rosse. Durante il viaggio di trasferimento, si aggregarono alla legione franco-italiana anche piccoli gruppi di cacciatori polacchi in esilio e gli Zuavi della Morte, guidati dal tenente François Rochebrune.

La Legione varcò i confini della Polonia del Congresso il 3 maggio 1863 presso Krzeszowice. Quel giorno venne ingaggiata la prima battaglia del gruppo in Polonia a Podłęże, dove sconfisse una pattuglia zarista.

Successivamente, il 5 maggio 1863 la Legione prese parte nella battaglia di Krzykawka, dove insieme agli Zuavi della Morte subì pesanti perdite; Nullo cadde in battaglia trafitto da un proiettile cosacco, avendo solo il tempo di sussurrare, in dialetto bergamasco: Sò mòrt! ("sono morto").

Nonostante l'inesperienza degli insorti polacchi, si batté con un coraggio tale da creare attorno a sé un alone di invulnerabilità e guadagnarsi l'ammirazione di tutti. Nello stesso scontro altri italiani furono fatti prigionieri e deportati in Siberia, tra cui il cornigliese Giovanni Rustici. Con Nullo fu ferito anche Stefano Elia Marchetti nella città polacca di Olkusz e fu trasportato a casa di un capitano austriaco, vicino al confine della Polonia austriaca, a Chrzanów, dove Marchetti morì sei giorni dopo a causa delle ferite riportate[2]. È stato sepolto a Olkusz, in Polonia.

Ricordo[modifica | modifica wikitesto]

In Polonia Francesco Nullo è considerato un eroe nazionale. Il Governo Nazionale Polacco gli conferì il grado di generale. Nella Seconda Repubblica di Polonia, fu patrono del 50º Reggimento Fucilieri di Kresy (50 Pulk Piechoty Strzelców Kresowych). Anche durante gli anni della guerra fredda, un console andava a Bergamo per rendergli omaggio ai piedi del monumento che la sua città natale gli ha dedicato. Diverse strade e scuole in Polonia portano il suo nome.

Giovanni Bottesini scrisse una "Fantasia funebre a grande orchestra alla memoria del colonnello Nullo".[3].

Un cacciatorpediniere italiano di classe Nazario Sauro, costruito a Fiume e in servizio dal 1926 al 1941, ha portato il suo nome. Varie città italiane, tra cui Milano, Bologna, Genova e la sua Bergamo gli hanno dedicato una strada...

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco Garibaldini
  2. ^ Stefano Elia Marchetti in Vite degl'italiani benemeriti della libertà e della patria
  3. ^ Cesare Fertonani,Amadeus n.252 pag.32: Il virtuoso viaggiatore

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]