Analessi

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L'analessi o retrospezione o, impropriamente, flashback è una figura retorica che consiste nell'evocazione più o meno ampia di un evento anteriore al punto della storia in cui ci si trova.

Indice

[modifica] Analessi

Più precisamente, in un testo, quando l'autore vuole spiegare qualcosa avvenuto in tempo passato rispetto a quello narrativo nel brano, sceglie di interrompere la narrazione nel tempo presente e di retrocedere nel passato, narrando così eventi passati come se stesse narrando eventi al presente. E in questo caso si parla di analessi.

L'analessi perciò è un rivolgimento della struttura della fabula cioè della sequenza logica e cronologica degli avvenimenti. L'analessi è di grande effetto nei romanzi.

Ad esempio, nell'Iliade, il narratore, dopo aver evocato la contesa fra Achille e Agamennone, punto di partenza del suo racconto, ritorna indietro di una decina di giorni per esporne la causa in una quarantina circa di versi retrospettivi. O ancora, nell'Odissea, quando Ulisse narra le sue avventure.

Un racconto quasi interamente basato sull'analessi è La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda. In quest'opera infatti continuamente la narrazione si interrompe per recuperare episodi del passato.

[modifica] L'uso cinematografico: il flashback

Il corrispettivo dell'analessi letteraria è costituito al cinema dal flashback. Esso rappresenta un salto all'indietro, la visualizzazione di eventi già accaduti in precedenza. Il flashback può essere soggettivo o impersonale: nel primo caso, la rievocazione del passato si affida al ricordo o al racconto di uno dei personaggi, mentre nel secondo è l'istanza narrante che, intervenendo e manipolando la configurazione dell'intreccio, sceglie di tornare indietro per presentare alcuni fatti, interrompendo il flusso 'naturale' della storia.

Nella pratica cinematografica questi salti temporali vengono resi riconoscibili attraverso una serie di espedienti linguistici ricorrenti: per esempio, quando il flashback è associato ad uno dei personaggi spesso si ha l'avvicinamento della macchina da presa al volto, seguito da una dissolvenza che introduce la visualizzazione del ricordo. Tramite queste soluzioni lo spettatore è in grado di riconoscere l'anacronia e di ricomporre mentalmente la successione logico-temporale dei fatti. L'uso di tali marche discorsive è tipico soprattutto del cinema classico. Molta cinematografia moderna e contemporanea tende invece a impiegare il flashback nell'ottica di una maggiore libertà e frammentazione del tempo narrativo, rendendo più difficile per lo spettatore seguire gli 'slittamenti' tra tempo della storia e tempo del discorso. Un esempio celebre è dato da Hiroshima Mon Amour (1959) di Alain Resnais, in cui tramite il montaggio i ricordi della protagonista punteggiano il film accavallandosi con il presente in modo inatteso, associando il dolore storico e collettivo ai ricordi privati del personaggio.

Un esempio assai famoso di flashblack è rappresentato dal film La Fiamma del Peccato di Billy Wilder, del 1944. Il film è quasi interamente composto da un flashback, che va a riallacciarsi con la parte iniziale, per poi concludersi in una terza parte. Ma soprattutto Quarto potere di Orson Welles (1941) costituisce un esempio emblematico di utilizzo del flashback, che ne contrassegna la struttura: il reporter protagonista si sforza di compiere una ricognizione nel passato di Charles Foster Kane, il magnate la cui morte viene annunciata all'inizio del film. Raccoglie così le testimonianze di coloro che lo avevano conosciuto in vita: di volta in volta, il racconto ci trasporta nel passato attraverso la rievocazione di uno dei personaggi, determinando così una flessione continua del punto di vista.

La funzione del flashback è generalmente quella di ovviare ad un'omissione o lacuna presente in precedenza nel tessuto narrativo. Esso illustra cioè fatti e circostanze capaci di spiegare il comportamento di un personaggio, di indicare la causa di una certa azione o giustificare come si sia arrivati alla situazione attuale. Tale funzione esplicativa non è però l'unica possibile, anzi, in certi casi può essere intenzionalmente rovesciata ai fini di spiazzare il pubblico: l'esempio più famoso è quello di Paura in palcoscenico (1950) di Alfred Hitchcock, dove all'inizio del film uno dei personaggi racconta tramite un flashback i motivi per cui si trova ricercato dalla polizia. Tuttavia, come si scoprirà in seguito, il personaggio in realtà ha mentito: lo stesso flasbhack va dunque a ingannare il pubblico, tradendone in modo imprevisto le aspettative alla conclusione del racconto.


[modifica] Prolessi

Il contrario dell'analessi, cioè la narrazione di eventi collocati nel futuro, è detto prolessi. Numerosi esempi di prolessi si trovano ne I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

[modifica] Altro

L'analessi è anche la ripetizione delle stesse parole nella parte centrale di più enunciati.

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