La cognizione del dolore
| La cognizione del dolore | |
|---|---|
| Autore | Carlo Emilio Gadda |
| 1ª ed. originale | 1963 |
| Genere | Romanzo |
| Lingua originale | italiano |
La cognizione del dolore è un romanzo incompiuto dello scrittore italiano Carlo Emilio Gadda.
Indice |
[modifica] Trama
La vicenda è ambientata in un'improbabile America del Sud, nel paese immaginario del Maradagal, fresco vincitore di una guerra contro il vicino Stato di Parapagal, l'hidalgo decaduto Gonzalo Pirobutirro d'Eltino, ingegnere a cui è appena mancato il fratello in guerra, amante della letteratura e impossibilitato a dedicare a essa il tempo che vorrebbe dalle necessità di lavoro, vive con l'anziana madre, in solitudine, odiando il mondo circostante e nutrendo velleità letterarie.
Dopo aver rifiutato la protezione da parte di un gruppo di reduci di guerra, il Nistitùo de vigilancia para la noche, al ritorno da un viaggio di lavoro ritrova la madre morta, vittima di percosse.
[modifica] Tematiche
[modifica] Rapporto con la famiglia
Il triste rapporto con i genitori e con l'ombra del fratello morto sono la materia biografica di cui è intriso il romanzo. La figura del padre è dileggiata, la madre maltrattata con una ferocia che finisce nel comico. I romanzi incompleti di Gadda sembrano alludere ad una sorta di anti-provvidenza manzoniana che invece di dipanare gli imbrogli li complica sempre di più sino a rompere il filo narrativo e disarticolare qualsiasi ricerca di senso. Quegli "esseri meccanici" da Manzoni trattati con aristocratica bonomia sono da Gadda apertamente disprezzati, e nel caso di Gonzalo l'aristocrazia è una specie di corto circuito autoreferenziale, un'eclissi, una disperata solitudine. La patria, tanto importante per il giovane Gadda, è qui il Maradagal, uno dei tanti anagrammi del suo nome di cui sono ricchi i suoi romanzi. I trascorsi argentini di Gadda e la sua dimestichezza con lo spagnolo, la sua amata Milano ed i Promessi Sposi, tutto quanto si somma e si addensa nell'incubo letterario prodotto da Gadda che è voluto essere uno spietato ritratto del suo autore ed una sua trionfale apologia.
Molti sono i motivi autobiografici del romanzo, a cominciare dal triste rapporto di Gadda con i genitori, con l'ombra del fratello morto, con la patria italiana (qui trasfigurata nel Maradagal), anagramma di Gadda, reame shakespeariano ricolmo di straordinaria (anzi ordinaria) stupidità, ma anche la sua esperienza argentina e il suo "mestiere" di ingegnere-scrittore.
[modifica] La pera butirro
La Pera butirro o butirra è il frutto coltivato in Maradagal, il paese "immaginario" in cui è ambientato il romanzo, replica dell'Italia fascista e della Brianza.
Sono il simbolo delle aspirazioni piccolo-borghesi dell'Italia fascista, uno degli elementi più importanti della villa del protagonista Gonzales. Di tale frutto immaginario Gadda offre anche un dettaglio biologico: «Le pere butirro, spiccate a metà ottobre, maturano repentinamente, nel corso di una notte, tra il 2 e il 7 novembre.»[1]. Il termine deriva, è da ritenere certo, dal dialettate pér butér, che definisce nel milanese e nella Brianza pere dalla scorza legnosa a tarda e lenta maturazione, con un interno sodo e tenero ad un tempo, simili alla varietà denominata passacrassana.
[modifica] Genesi e pubblicazione
Gadda iniziò la stesura dell'opera a seguito della morte della madre, avvenuta nel 1937. Venne pubblicato, incompleto, tra il 1938 e il 1941 sulla rivista Letteratura, e l'editore Sansoni prima, ed Einaudi poi, cercarono di convincere Gadda a completarlo e pubblicarlo in volume. Quest'ultimo, dopo un lavoro preparatorio ad opera di Gian Carlo Roscioni, lo pubblicò nel 1963, con una prefazione di Gianfranco Contini (Saggio introduttivo) ed una sezione intitolata L'editore chiede venia del recupero chiamando in causa l'Autore, con alcune indicazioni di Gadda sull'opera.
Nel 1970 venne pubblicata una nuova edizione dell'opera, ampliata da Gadda.
[modifica] Analisi
Lo sfondo autobiografico di Gadda si fonde al Maradagal, cioè all'Italia del primo dopoguerra e dell'avvento del fascismo, che riflette il caos ed i mali della società italiana, convogliati nel fascismo.
Inoltre, personaggi e società sono trasposti in un immaginario paese sudamericano, con tutti i grotteschi e barocchi miscugli di linguaggi e comportamenti.
[modifica] Edizioni
- Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore, collana Gli elefanti, Garzanti, 2000.
Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore - edizione critica commentata con un'appendice di frammenti inediti a cura di Emilio Manzotti, 1987, Einaudi - coll. Gli struzzi n. 328, pp. 580
[modifica] Note
- ^ (La cognizione del dolore, parte II, capitolo 7
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