Cyanus montanus

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Fiordaliso montano
Centaurea montana2.jpg
Cyanus montanus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Genere Cyanus
Specie C. montanus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Nomenclatura binomiale
Cyanus montanus
(L.) Hill, 1768
Nomi comuni

Centaurea montana

Il fiordaliso montano (nome scientifico Cyanus montanus (L.) Hill, 1768) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere deriva da una antica parola greca ”kyanos” (= sostanza di colore blu scuro simile ai lapislazzuli) e si riferisce al colore prevalente dei fiori di questo genere.[1]
Il binomio scientifico di questa pianta è stato proposto inizialmente da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, perfezionato poi dal botanico inglese John Hill (1716-1775) nella pubblicazione ”Hort. Kew.: 64” del 1768.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

L’altezza di queste piante varia da 2 a 8 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la pianta è sparsamente pubescente per peli infeltriti biancastri misti a peli pluricellulari.[3]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da fittone.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte aerea del fusto è eretta con ali decorrenti, è semplice e generalmente monocefala.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie

Le foglie hanno una lamina lanceolata con base ristretta, più o meno amplessicaule e lungamente decorrente sul fusto. Spesso le foglie vicine all’infiorescenza (lineari e acute) superano il capolino. Dimensione delle foglie: larghezza 3 – 4 cm; lunghezza 8 – 12 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L’involucro

Le infiorescenze consistono in capolini per lo più solitari. I capolini sono formati da un involucro a forma cilindrico-ovata composto da diverse squame (o brattee) disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le squame sono provviste di una appendice con 5 – 9 brevi ciglia scure per lato (lunghezza delle ciglia 0,5 – 1,5 mm). Diametro dei capolini: 45 – 70 mm. Diametro dell’involucro: 12 – 20 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori

I fiori sono tutti del tipo tubuloso[4] (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono ermafroditi (in particolare quelli centrali), tetra-ciclici (sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi).

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[5]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è tubulosa con apice a 5 lobi esili. Quelli centrali sono zigomorfi e sono ermafroditi, quelli periferici sono attinomorfi, più grandi (i lobi sono allargati), sterili e disposti in modo patente per rendere più appariscente tutta l’infiorescenza.[6] Il colore del tubo (lungo 20 mm) è bianco-roseo, mentre le lacinie (lunghe 15 mm) sono azzurro-violette.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi ma corti (sono pelosi verso la metà della loro lunghezza), mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo e lungo quasi quanto la corolla; la parte superiore è costituita da prolungamenti coriacei.[7] I filamenti delle antere sono provvisti di movimenti sensitivi attivati da uno stimolo tattile qualsiasi (come ad esempio un insetto pronubo) in modo da far liberare dalle antere il polline. Contemporaneamente anche lo stilo si raddrizza per ricevere meglio il polline.[6]
  • Antesi: da (maggio) giugno a luglio.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono lunghi 5 – 6 mm; il pappo è lungo 1 – 1,5 mm.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[9] – Distribuzione alpina[10])
  • Habitat: l’habitat tipico per questa pianta sono le boscaglie, i cedui e i prati pingui; ma anche le praterie rase subalpine, anche rocciose, i margini erbacei, i megaforbieti, i popolamenti a felci, peccete, lariceti, abetine, faggete, betuleti, pino laricio silano e in ultimo anche coltivi ornamentali (soprattutto giardini rocciosi alpini). Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.[10]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 300 fino a 1900 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e subalpino oltre in parte a quello collinare.

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[10]

Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Mulgedio-Aconitetea
Ordine: Calamagrostietalia villosae
Alleanza: Calamagrostion arundinaceae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza della Cyanus montanus (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]). Il genere Cyanus contiene circa 50 specie, quattro delle quali fanno parte della flora spontanea italiana.
La C. montanus appartiene al gruppo delle centauree dall'involucro con le squame con appendice decorrente fino più o meno alla base della squama (in base alla suddivisione indicata da Pignatti[13]). Gli altri gruppi hanno: (1) squame appuntite senza appendice, (2) appendice nettamente separata da una strozzatura, (3) squame terminati in spine. Questa suddivisione comunque è priva di valore tassonomico ed è puramente di comodo, dato il grande numero di specie spontanee appartenenti al gruppo di generi affini come Centaurea, Rhaponticoides e Cyanus presenti sul territorio italiano.

Da un punto di vista più specificatamente tassonomico la C. montanus fa parte del Gruppo di Cyanus triumfetti[3] insieme alla specie Cyanus triumfetti. Sono piante dall’aspetto grigio- o bianco- tomentoso; i fusti sono poco ramosi; le foglie sono quasi sempre intere a forma per lo più lanceolata; il capolino (piuttosto grosso) è caratterizzato dall’avere i fiori tubulosi esterni raggianti azzurri, mentre quelli centrali hanno un tubo roseo-biancastro.
Il basionimo per questa specie è: Centaurea montana L..[14]

Sinonimi e nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti: [15]

  • Centaurea angustifolia Mill.
  • Centaurea montana L.
  • Centaurea montana L. subsp. angustifolia (Mill.) P.Fourn.
  • Centaurea montana L. subsp. montana
  • Centaurea montana L. var. alba Hort.
  • Centaurea montana L. var. montana
  • Cyanus montanus subsp. montanus

Nomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

  • Cyanus montanus subsp. maramarosiensis (Jáv.) Soják</smal> (sinonimo di Cyanus maramarosiensis (Jáv.) Dostál
  • Cyanus montanus subsp. mollis (Waldst. & Kit. ex Waldst. & Kit.) Soják</smal> (sinonimo di Cheirolophus sempervirens (L.) Pomel)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

La specie Cyanus triumfetti è molto simile a quella di questa voce. Le due specie si distinguono per le seguenti caratteristiche:[3]

  • C. triumfetti: le ciglia su ciascun lato dell’appendice delle squame sono pallide e sono da 9 a 15; sono inoltre più lunghe del margine sottostante di colore bruno o nero; le parti infeltrite sono prive di peli pluricellulari; le foglie sono lievemente più strette e quelle superiori non sorpassano il capolino.
  • C. montanus: le ciglia su ciascun lato dell’appendice delle squame sono nere e sono da 5 a 9 e non sono più lunghe del margine sottostante di colore nero; le parti infeltrite sono miste a peli pluricellulari; le foglie sono lievemente più larghe e quelle superiori sorpassano il capolino.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la medicina popolare la centaurea montana ha le seguenti proprietà curative:[16]

  • antitosse;
  • astringenti (limita la secrezione dei liquidi);
  • diuretica (facilita il rilascio dell'urina);
  • emmenagoga (regola il flusso mestruale);
  • oftalmica (facilità il flusso del sangue agli occhi e quindi rafforza la resistenza alle infezioni);
  • purgativa;
  • tonica (rafforza l'organismo in generale).

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La centaurea montana in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Berg-Flockenblume
  • (FR) Centaurée des montagnes
  • (EN) Perennial Cornflower

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 16 settembre 2012.
  2. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 16 settembre 2012.
  3. ^ a b c Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 205
  4. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 2
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  6. ^ a b Motta 1960, Vol. 1 - pag. 514
  7. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  8. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  9. ^ Conti et al. 2005, pag. 83
  10. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 616
  11. ^ Judd 2007, pag. 520
  12. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  13. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 174
  14. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 17 settembre 2012.
  15. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 17 settembre 2012.
  16. ^ Plants For A Future. URL consultato il 17 settembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, pag. 514.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 205, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 598-600.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 83, ISBN 88-7621-458-5.

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