Cyanus segetum

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Fiordaliso
Kornblume.jpeg
Cyanus segetum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Genere Cyanus
Specie C. segetum
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Centaureinae
Nomenclatura binomiale
Cyanus segetum
Hill, 1769
Nomi comuni

Ciano

Il fiordaliso (nome scientifico Cyanus segetum Hill, 1769) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere deriva da una antica parola greca ”kyanos” o ”κύανο” (= sostanza di colore blu scuro simile ai lapislazzuli) e si riferisce al colore prevalente dei fiori di questo genere.[1] Il nome specifico (segetum) deriva da una parola latina ”ségetis” (= “dei campi di grano” o anche “il seminato”) con probabile riferimento al suo habitat più usuale: i campi di cereali.[2] Il suo nome comune deriva invece dal francese "fleur de lys" (fior di giglio). È chiamato anche Cìano (dal greco – vedi sopra) sebbene il termine sia in disuso o di impiego poetico.[3]
Il binomio scientifico di questa pianta (Centaurea cyanus) è stato proposto dal botanico inglese John Hill (c. 1716 – 1775) nella pubblicazione “Herb Brit 1: 82” del 1769 riferendosi a due episodi della mitologia romana: il primo narra della dea Flora, innamorata di un giovanotto di nome Cyanus, che quando lo ritrovò morto disteso in un campo di fiordalisi diede a quei fiori il nome del suo amato, e il secondo invece (Centaurea) prende il nome da Chirone, un centauro, che rimase ferito al piede da una freccia avvelenata e si curò con il succo tratto da questo fiore.[4]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

È una pianta annuale[5] (raramente biennale) che può avere un'altezza di 20–90 cm[6]. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante che essendo annuali superano la stagione avversa sotto forma di seme; sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutta la pianta è ricoperta da una tomentosità molle e biancastra.[7][8][9]

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono secondarie da fittone.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

La parte aerea del fusto è lunga e ampiamente ramificata (ramificazioni di tipo piramidale); la consistenza è flaccida; la superficie presenta una pelosità ragnatelosa (aracnoide).

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie

Sono presenti delle foglie radicali picciolate disposte a rosetta basale; la lamina è intera o pennatifida con segmenti lineari (da 1 a 3 per lato). La parte abassiale delle foglie ha una superficie bianco grigiastra e scarsamente tomentosa; quella adassiale è da verde a grigio-verde e scarsamente aracnoide. Le foglie cauline più ridotte, di forma da lineare- lanceolata a lineare acuta, sono disposte ad alternanza lungo il fusto[5] e sono sessili; la lamina è per lo più intera e trinervia. Dimensioni delle foglie: larghezza 3 — 8 mm; lunghezza 20 — 70 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L’involucro

Le infiorescenze sono formate da pochi o molti capolini su lunghi peduncoli afilli ed eretti. Le infiorescenze possono essere del tipo corimboso o panicolato. I capolini sono formati da un involucro piriforme (o ovale) composto da diverse squame (o brattee) disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le squame spesso sono arrossate con strette appendici brune portanti ciglia di 1 mm di colore argenteo; la superficie è pubescente; sono disposte su sei file circa; hanno una forma da ellittica a strettamente ellittica. Diametro dei capolini: 20 — 40 mm. Diametro dell’involucro: 5 — 13 mm. Dimensione delle squame esterne: larghezza 2 — 4 mm; lunghezza 3 – 6 mm. Dimensione delle squame interne: larghezza 3 — 4 mm; lunghezza 10 — 11 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori

I fiori sono tutti del tipo tubuloso[10] (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono ermafroditi (in particolare quelli centrali), tetra-ciclici (sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi).

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[11]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è tubulosa con apice a 5 lobi esili. La corolla dei fiori centrali è zigomorfa, quella dei fiori periferici è attinomorfa, più grande (i lobi sono allargati in sette-nove divisioni irregolari), e disposta in modo patente per rendere più appariscente tutta l’infiorescenza.[12] Il colore della corolla è di norma azzurro-violetta, ma può variare in intensità, in lucentezza, in vivacità in relazione con l’acidità del suo succo cellulare[8]. Lunghezza dei fiori: 16 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi ma corti (sono pelosi verso la metà della loro lunghezza), mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo e lungo quasi quanto la corolla; la parte superiore è costituita da prolungamenti coriacei.[13] I filamenti delle antere sono provvisti di movimenti sensitivi attivati da uno stimolo tattile qualsiasi (come ad esempio un insetto pronubo) in modo da far liberare dalle antere il polline. Contemporaneamente anche lo stilo si raddrizza per ricevere meglio il polline.[12]
  • Antesi: da maggio a ottobre (fino ad agosto a quote più alte).

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni a forma ellissoide sono lunghi 3 – 4 mm; i lati sono striati longitudinalmente; la superficie è scarsamente pubescente. Il pappo è formato sia da setole esterne lunghe 2 – 3 mm, che da scaglie più interne lunghe 1 – 2 mm, disposte su più righe.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[14] – Distribuzione alpina[15])
  • Habitat: il suo habitat tipico sono i campi di cereali; cresce inoltre in luoghi come prati, terreni incolti e ai bordi delle strade. Fa parte delle specie cosiddette "messicole". Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[15]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 0 fino a 1500 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico questa specie appartiene alla seguente comunità vegetale:[15]

Formazione: delle comunità terofitiche pioniere nitrofile
Classe: Stellarietea mediae
Ordine: Centaureetalia cyani

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza della Cyanus segetum (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[20] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[21]). Il genere Cyanus contiene circa 50 specie, quattro delle quali fanno parte della flora spontanea italiana.
La C. segetum appartiene al gruppo delle centauree dall'involucro con le squame con appendice decorrente fino più o meno alla base della squama (in base alla suddivisione indicata da Pignatti[22]). Gli altri gruppi hanno: (1) squame appuntite senza appendice, (2) appendice nettamente separata da una strozzatura, (3) squame terminati in spine. Questa suddivisione comunque è priva di valore tassonomico ed è puramente di comodo, dato il grande numero di specie spontanee appartenenti al gruppo di generi affini come Centaurea, Rhaponticoides e Cyanus presenti sul territorio italiano.
Il numero cromosomico di C. segetum è: 2n = 24 e 48[9].

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[23]

  • Centaurea concinna Willd. ex Steud.
  • Centaurea concinna (Boiss. & A.Huet.) Trautv.
  • Centaurea cyaneum St.-Lag.
  • Centaurea cyanocephala Velen.
  • Centaurea cyanus L.
  • Centaurea cyanus L. subsp. coa <smal> Rech.f.
  • Centaurea cyanus L. subsp. cyanus
  • Centaurea cyanus L. var. cyanus
  • Centaurea cyanus L. var. denudata <smal> Suksd.
  • Centaurea hortorum Pau
  • Centaurea lanata Roxb.
  • Centaurea pulchra DC.
  • Centaurea rhizocephala Trautv.
  • Centaurea segetalis Salisb.
  • Centaurea umbrosa Reut.

Altre notizie[modifica | modifica sorgente]

Il fiordaliso in altre lingue è chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Kornblume
  • (FR) Bleuet
  • (EN) Cornflower

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 16 settembre 2012.
  2. ^ Botanical names. URL consultato il 27 settembre 2012.
  3. ^ Si veda: G. Carducci, "Idillio maremmano", verso 22.
  4. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 27 settembre 2012.
  5. ^ a b c Cornflower, ARKive.org. URL consultato il 17 marzo 2012.
  6. ^ Cornflower, BBC. URL consultato il 17 marzo 2012.
  7. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 206
  8. ^ a b Motta 1960, op. cit., Vol. 1 - pag. 517
  9. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 28 settembre 2012.
  10. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 2
  11. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  12. ^ a b Motta 1960, op. cit., Vol. 1 - pag. 514
  13. ^ a b Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  14. ^ Conti et al. 2005, op. cit., pag. 83
  15. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 618
  16. ^ Scheda colturale di fiordaliso. URL consultato il 17 marzo 2012.
  17. ^ Action plan for Centaurea cyanus. URL consultato il 17 marzo 2012.
  18. ^ Wildflowers of the United States. URL consultato il 17 marzo 2012.
  19. ^ Centaurea cyanus, Atlas of Living Australia. URL consultato il 17 marzo 2012.
  20. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  21. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  22. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 174
  23. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 28 settembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dizionario di Botanica, Rizzoli, 1984, ISBN 88-17-74802-1.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, pag. 514.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 206, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 618.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 83, ISBN 88-7621-458-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]