Charlotte Perkins Gilman

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Charlotte Perkins Gilman in una fotografia di Frances Benjamin Johnston (1900 circa).

Charlotte Perkins Gilman (Hartford, 3 luglio 186017 agosto 1935) è stata una sociologa, scrittrice, poeta e saggista statunitense.

Fu una femminista utopista, in un periodo storico in cui le sue conquiste ebbero un peso eccezionale per tutte le donne, e divenne un modello per le generazioni future di femministe a causa dei suoi concetti e del suo stile di vita non ortodossi. La sua opera oggi più nota è il suo romanzo breve semiautobiografico La tappezzeria gialla, da lei scritto dopo un grave attacco di psicosi post-partum.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Gilman nacque il 3 luglio 1860 ad Hartford, nel Connecticut, da Mary Perkins (da nubile Mary Fitch Westcott) e Frederick Beecher Perkins. Ebbe un solo fratello, Thomas Adie, più grande di lei di quattordici mesi, perché un medico aveva detto a Mary Perkins che se avesse avuto altri figli avrebbe potuto morire. Durante l'infanzia di Charlotte, suo padre abbandonò moglie e figli, lasciandoli in uno stato di indigenza. Poiché la madre nonera in grado di sostenere la famiglia, i Perkins furono spesso in compagnia di zie per parte di padre, soprattutto di Isabella Beecher Hooker, una suffragetta, Harriet Beecher Stowe (autrice de La capanna dello zio Tom) e Catharine Beecher.

All'età di cinque anni, la Gilman imparò da sola a leggere. La madre, per evitare che i suoi figli avessero a soffire come era capitato a lei, proibì loro di stringere amicizie. Nella sua autobiografia, The Living of Charlotte Perkins Gilman, la Gilman scrisse che la madre mostrava affetto soltanto quando pensava che la sua bambina dormisse. Benché vivesse un'infanzia di indigenza, si preparava per la vita, frequentando spesso la biblioteca pubblica e studiando le civilità del passato. Inoltre, fu influenzata dall'amore per la letteratura tramandatagli dal padre, e anni dopo fu proprio il padre a fornire a Charlotte una lista di libri che riteneva sarebbe stato utile che lei leggesse.

La Gilman trascorse gran parte della sua giovinezza a Providence, nel Rhode Island. Gli amici che ebbe furono principalmente maschi, e non si vergognava di definire se stessa un "maschiaccio". Frequentò sette diverse scuole pubbliche e fu corrispondente scolastica per la Società per il supporto dell'educazione scolastica domiciliare", tuttavia studiò solo fino all'età di sedici anni.

La sua intelligenza naturale e la vastità delle sue conoscenze impressionarono sempre i suoi insegnanti che tuttavia erano delusi percè era comunque una studentessa mediocre. La sua materia preferita era la "filosofia naturale," specialmente ciò che successivamente sarebbe diventata la Fisica. Nel 1878, a diciotto anni, si iscrisse alla Scuola di disegno del Rhode Island con l'aiuto economico del padre lontano; successivamente si mantenne da sola dipingendo biglietti da visita commerciali. Fu anche tutrice, e incoraggiò altri a migliorare la loro creatività artistica. Fu anche pittrice.

Età adulta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1884, sposò l'artista Charles Walter Stetson dopo avere inizialmente rifiutato la sua proposta a causa di una sensazione viscerale le avesse fatto presentire che non era una buona cosa per lei. La loro unica figlia, Katharine Beecher Stetson, nacque l'anno successivo. Charlotte Perkins Gilman soffrì di un gravissimo attacco di depressione post-partum nei mesi successivi alla nascita di Katharine. Era il periodo in cui le donne erano considerate "isteriche" ed esseri "nervosi"; pertanto, quando una donna dichiarava di essere molto malata dopo il parto, talvolta veniva bollata come invalida.

Nel 1888, Charlotte si separò dal marito — evento raro nel tardo diciannovesimo secolo, ma necessario per il miglioramento della sua salute mentale. I due divorziarono legalmente nel 1894. Dopo la separazione, Charlotte si trasferì con la figlia a Pasadena, in California, dove divenne attivista di diverse organizzazioni femministe e riformiste come l'Associazione Femminile della Stampa della Costa Occidentale (The Pacific Coast Woman's Press Association), L'Alleanza Femminile (the Woman's Alliance), il Club Economico (the Economic Club) la Ebell Society, l'Associazione dei Genitori (the Parents Association), e il Consiglio di Stato delle Donne (the State Council of Women), oltre a scrivere e curare il Bulletin, un giornale pubblicato da una delle precedenti organizzazioni.

Nel 1894, la Gilman mandò la figlia ad est a vivere con l'ex marito e la sua seconda moglie, Grace Ellery Channing, che era un'amica intima della Gilman. La stessa Gilman riportò nelle sue memorie di essere felice per la coppia, poiché la seconda madre di Katharine era una buona come la prima, (e forse) meglio sotto certi aspetti. La Gilman aveva anche vedute progressive riguardo ai diritti paterni e riconobbe che il suo ex marito "aveva il diritto di stare in compagnia di Katharine e che Katharine "aveva il diritto di conoscere e voler bene al padre".

Dopo la morte della madre, nel 1893 Charlotte decise di tornare ad est per la prima volta dopo otto anni. Contattò Houghton Gilman, suo cugino di primo grado, che non vedeva da circa quindici anni e che lavorava come avvocato a Wall Street. Quasi subito cominciarono a trascorrere molto tempo insieme e si trovarono coinvolti emotivamente. Mentre lei andava in giro a tenere conferenze, Houghton e Charlotte si scambiavano lettere e trascorrevano quanto più tempo possibile prima che lei partisse. Nei suoi diari, lei lo descrive come "piacevole" ed è chiaro che lei era molto interessata molto in lui. Dal loro matrimonio, nel 1900 e fino al 1922, vissero a New York. Il loro matrimonio non fu per nulla simile a quello tra Charlotte e Walter. Nel 1922, la Gilman si trasferì da New York alla città natale di Houghton, Norwich, Connecticut. Dopo l'improvvisa morte di Houghton a causa di un'emorragia cerebrale, nel 1934, la Gilman tornò a Pasadena, in California, dove risiedeva la figlia.

Nel gennaio del 1932, alla Gilman fu diagnosticato un carcinoma mammario incurabile. Propugnatrice dell'eutanasia per i malati terminali, la Gilman si suicidò il 17 agosto 1935 assumendo un'ovedose di cloroformio. Sia nella sua autobiografia che nel biglietto lasciato al momento del suicidio, scrisse che "preferiva il cloroformio al cancro" e morì rapidamente e tranquillamente.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Dopo il suo ritorno a Pasadena, Charlotte divenne attiva nell'organizzazione di movimenti di riforma sociale. Come delegata, rappresentò la California nel 1896 sia al Convegno per il Suffragio Universale, tenutosi a Washington che al Congresso Internazionale Socialista e del Lavoro tenutosi in Inghilterra. Nel 1890, fu introdotta al Nazionalismo, movimento che lavorava per porre fine all'avidità del capitalismo e alle distinzioni di classe promuovendo al contempo l'avvento di una razza umana pacifica, etica, e realmente progressiva". Pubblicata sulla rivista Nationalist, la sua poesia, Similar Cases (Casi simili) costituì un revisione satirica sulle persone che si opponevano al cambiamento ricevendo risposte positive dai critici. Per tutto il corso di quel medesimo anno, 1890, trovò la sufficiente ispirazione per scrivere quindici saggi, poesie, una novella, e il romanzo breve The Yellow Wallpaper (La tappezzeria gialla). La sua carriera subì uno slancio quando iniziò a dare lezioni sul Nazionalismo guadagnandosi l'attenzione del pubblico con il suo primo volume di poesie In This Our World (In questo nostro mondo), pubblicato nel 1893. Come conferenzier di successo che si guadagnava da vivere pronunciando discorsi, la sua fama crebbe di pari passo con quella del suo circolo sociale di attivisti e scrittori del movimento femmininista che ne condividevano le idee.

"La tappezzeria gialla"[modifica | modifica sorgente]

Per quanto non fosse il primo o il più lungo dei suoi lavori, senza dubbio l'opera più famosa della Gilman rimane il suo romanzo breve " The Yellow Wallpaper" (La tappezzeria gialla), che divenne un best seller della Stampa Femminista. Lo scrisse il 6 e il 7 luglio del 1890 nella sua casa di Pasadena, e fu pubblicato un anno e mezzo dopo, sul numero di gennaio del 1892 del The New England Magazine. Fin dalla sua prima edizione, è stata antologizzata in numerose collezioni di letteratura femminile, di letteratura Americana, e di manuali, anche se non sempre nella sua forma originale. Per esempio, molti manuali omettono l'espressione "nel matrimonio" da una frase molto importante all'inizio della storia: "John ride di me , certo, ma uno deve aspettarselo nel matrimonio." La ragione di questa omissione rimane un mistero, dato che le idee della Gilman sul matrimonio sono chiare in tutto il romanzo.

La storia ha per protagonista una donna che soffre di un disturbo mentale dopo essere stata rinchiusa per tre mesi in una stanza dal marito per la sua salute. Diviene così ossessionata dall'orribile carta da parati gialla. Gilman scrisse questo romanzo allo scopo di cambiare la mentalità della gente sul ruolo delle donne nella società, illustrando come la mancanza di autonomia delle donne vada a detrimento del loro benessere mentale, emotivo e perfino fisico. La narratrice della storia deve fare come il marito, che è anche il suo medico, desidera, anche se il trattamento che egli prescrive è in diretto contrasto con ciò di cui lei ha veramente bisogno - stimoli mentali e la libertà di sfuggire alla monotonia della stanza in cui è confinata. "La tappezzeria gialla" costituiva essenzialmente una risposta al medico che aveva cercato di curare la sua depressione con una "terapia a base di riposo", il Dr. Silas Weir Mitchell, a cui lei mandò una copia del libro.

Note[modifica | modifica sorgente]


Further resources[modifica | modifica sorgente]

  • Perkins Gilman, Charlotte (2014). La carta da parato gialla", Traduzione Erminia Passannanti, Brindin Press, Ristampa. ISBN 978-1499318654

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