Charles de Foucauld

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Beato Carlo di Gesù
(Charles de Foucauld)
Charles de Foucauld.jpg

Religioso e martire

Nascita 15 settembre 1858
Morte 1º dicembre 1916
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa d'Inghilterra[1]
Beatificazione 13 novembre 2005, da papa Benedetto XVI.

Charles Eugène de Foucauld, visconte di Pontbriand, in religione fratel Carlo di Gesù (Strasburgo, 15 settembre 1858Tamanrasset, 1º dicembre 1916), è stato un religioso francese, esploratore del deserto del Sahara e studioso della lingua e della cultura dei Tuareg: il 13 novembre 2005 è stato proclamato beato da papa Benedetto XVI.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia e la giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in Alsazia, da una famiglia nobile. Nel 1864 perse entrambi i genitori all'età di 6 anni e venne affidato al nonno materno. Nel 1876 entrò all'École Spéciale Militaire de Saint-Cyr. Due anni dopo, alla morte del nonno, ricevette un'ingente eredità che dilapidò in poco tempo. Non si dimostrò uno studente brillante: arrivò ultimo nelle selezioni del proprio corso, anche perché distratto dalla relazione con una fanciulla di dubbia reputazione. Nel 1880 si trasferì in Africa, in Algeria. Si distinse per le sue buone qualità di soldato, ma lasciò l'esercito per dedicarsi a spedizioni geografiche in Marocco avendo come guida Mardochée Aby Serour e studiò l'arabo e l'ebraico. Si fidanzò con una fanciulla, Marie-Marguerite Titre, ma fu costretto a lasciarla per l'ostilità della famiglia. Nel 1885, ricevette la medaglia d'oro dalla Società Francese di Geografia per il viaggio di esplorazione del Marocco. L'anno successivo ritornò in Francia.

La conversione e la prima scelta religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo stato battezzato, Charles non aveva mai vissuto una vera e propria vita di fede, ma tornato in patria sentì il bisogno di conoscere meglio la religione cattolica. Iniziò, così, un cammino spirituale che, agli inizi del 1889, lo portò in Palestina, a Nazaret. Rimase affascinato da quella realtà e comprese di essere chiamato a vivere come "viveva la Santa Famiglia di Nazaret".

Nel 1890 entrò nella trappa "Notre Dame des Neiges" in Francia, dopo sei mesi però si ritirò in una trappa molto più povera in Siria, ad Akbes. Redasse, in questo periodo, un primo progetto di congregazione religiosa e chiese di essere dispensato dai voti. Nell'ottobre del 1896 venne mandato a Roma per studiare. Nel 1897 l'abate generale dei Trappisti lo lasciò libero di seguire la sua vocazione.

Nello stesso anno si recò a Nazaret, dove lavorò come domestico delle monache Clarisse abitando in una capanna del loro giardino. Restò a Nazaret tre anni, visitando anche le zone circostanti come Taybeh, e decise di divenire sacerdote. Tornato in Francia nel 1901, venne ordinato prete a Viviers nell'Ardèche.

Beni Abbes e Tamanrasset[modifica | modifica wikitesto]

Eremo di Charles Foucauld, costruito nel 1911, sul pianoro Assekrem (2780 m) nel Hoggar (80 km da Tamanrasset nel sud algerino).

Nel 1901 giunse in Algeria stabilendosi a Beni-Abbés nel deserto del Sahara, ai confini con il Marocco. Iniziò una vita conforme allo "stile di Nazaret", basata sulla preghiera, sul silenzio, sul lavoro manuale e l'assistenza ai poveri. Definì le linee del suo pensiero e gli statuti dei "Piccoli fratelli del Sacro Cuore", congregazione religiosa che non riuscì a fondare.

A Beni Abbes fondò un romitorio, dove accolse i poveri della regione e studiò, per agevolare il lavoro dei futuri missionari, la lingua dei Tuareg. Viaggiò nel deserto e tra le città algerine e, a Tamanrasset, fondò un eremo. Si impegnò, inoltre, nella difesa delle popolazioni locali dagli assalti dei predoni.

Si recò tre volte in Francia, tra il 1909 ed il 1913, nell'intento di fondare l'"Unione dei fratelli e delle sorelle del Sacro Cuore", associazione di laici per l'evangelizzazione dei popoli.

Nel 1916 costruì, intorno all'eremo di Tamanrasset, un fortino per proteggere la popolazione dai predoni. Nello stesso anno, il 1º dicembre, proprio durante un loro assalto, perse la vita.

In Francia, l'Associazione dei fratelli e delle sorelle del Sacro Cuore di Gesù, il cui statuto era stato approvato dalle autorità religiose, contava appena quarantanove iscritti.

La famiglia spirituale[modifica | modifica wikitesto]

De Foucauld non riuscì a fondare i "Piccoli fratelli del Sacro Cuore", riuscì appena a far riconoscere l'associazione di fedeli, che contava un numero minimo di aderenti. La diffusione dei suoi scritti e la fama circa la radicalità evangelica della sua vita hanno fatto sì che nascessero, nel corso degli anni, ben diciannove differenti famiglie di laici, preti, religiosi e religiose che vivono il Vangelo nel mondo seguendo le sue intuizioni (tra le maggiori, le fraternità dei Piccoli Fratelli e delle Piccole Sorelle di Gesù). Inoltre, la spiritualità di De Foucauld è tra gli elementi ispiratori dell'azione di Kiko Argüello, iniziatore del Cammino neocatecumenale e dell'opera di Annalena Tonelli[2].

La beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Padre Charles de Foucauld è stato beatificato da papa Benedetto XVI il 13 novembre 2005 [1], durante la cerimonia, officiata da José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il pontefice ha dichiarato che la sua vita è "un invito ad aspirare alla fraternità universale".

L'opera scientifica[modifica | modifica wikitesto]

A Tamanrasset padre Charles de Foucauld intraprese lo studio della lingua berbera dei Tuareg, inizialmente col solo scopo di tradurre in tale lingua i Vangeli, ma in seguito soprattutto per conoscere a fondo la ricca cultura orale di quel popolo.

Le opere da lui composte sulla lingua berbera sono:

  • Dizionario tuareg-francese (dialetto dell'Ahaggar). Opera monumentale in quattro volumi, che costituisce da sola una sorta di enciclopedia della società tradizionale dell'Ahaggar;
  • Poesie tuareg. Due volumi contenenti centinaia di poesie nel testo tuareg, con traduzione interlineare e corrente, accompagnate da numerose spiegazioni e osservazioni che permettono di coglierne meglio il valore ed il significato;
  • Testi tuareg in prosa. Volume contenente soprattutto testi etnografici, che descrivono i vari aspetti della vita nell'Ahaggar
  • Note per servire a un saggio di grammatica tuareg (dialetto dell'Ahaggar). Volume piccolo ma denso che, nonostante l'umiltà del nome, costituisce un saggio grammaticale estremamente preciso e di assoluto valore.

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La mia fede. Charles de Foucauld. Testi scelti a cura di un Piccolo fratello. Roma, Città nuova, 1972
  • Meditazioni. Meditazioni sui passi dei Vangeli relativi a Dio solo, fede, speranza, carità, 1897-98. Roma, Città nuova, 1973
  • Ritiri. La vita nascosta: ritiri in terra santa, 1897-1900. Roma, Città nuova, 1974
  • Ritiri. All'ultimo posto: ritiri in terra santa, 1897-1900. Roma, Città nuova, 1974
  • Ritiri. Solitudine con Dio: ritiri per le ordinazioni e nel Sahara, 1900-1909. Roma, Città nuova, 1975
  • Meditazioni. Piccolo fratello di Gesù: meditazioni, 1897-1900. Roma, Città nuova, 1975
  • Per una fraternità universale: scritti scelti. Brescia, Queriniana, 2001. ISBN 88-399-1395-5
  • La fraternità a costo della vita: 100 pagine di Charles de Foucauld. Roma, Città nuova, 2004. ISBN 88-311-4264-X
  • Pensieri e parole di Charles de Foucauld. Milano, Paoline, 2006. ISBN 88-315-3066-6

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.churchofengland.org/prayer-worship/worship/texts/the-calendar/holydays.aspx
  2. ^ "Sono partita per l’Africa decisa a ‘gridare il Vangelo con la vita' sulla scia di Charles de Foucauld" (Annalena Tonelli) L’opera di Annalena Tonelli è ancora viva a 10 anni dal suo omicidio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniel-Rops. L'eremita bianco del Sahara. Mensile Historia, numero 46, settembre 1961, pp. 60–65, Cino del Duca Editore.
  • Antonio Furioli, La preghiera: elemento unificante le varie componenti della testimonianza di Charles de Foucauld di fronte all'Islam, in La preghiera del povero, Borla, Torino 1982, pp. 98–125.
  • Antonio Furioli, Charles de Foucauld: predicare il Vangelo in silenzio, in Le grandi scuole di spiritualità, Teresianum-Opera della Regalità, Roma-Milano 1984, pp. 699–729.
  • Luigi Rosadoni. Charles de Foucauld fratello universale. Torino, P. Gribaudi, 1991. ISBN 88-7152-286-9.
  • Denise e Robert Barrat. Charles de Foucauld e la fraternità. Cinisello Balsamo, Edizioni paoline, 1991. ISBN 88-315-0397-9.
  • Jean Jacques Antier. Charles de Foucauld. Casale Monferrato, Piemme, 1998. ISBN 88-384-3090-X.
  • Antonio Furioli. Charles de Foucauld. L'amicizia con Gesù. Milano, Ancora, 2002, seconda edizione, ISBN 88-514-0067-9.
  • Petits freres de Jesus. Come Gesù a Nazaret: al seguito di Charles de Foucauld. Cinisello Balsamo, San Paolo, 2004. ISBN 88-215-5202-0.
  • Annunziata di Gesù. Charles de Foucauld e l'islam. Magnano, Qiqajon, Comunità di Bose, 2005. ISBN 88-8227-192-7.
  • Rene Bazin. Charles de Foucauld: esploratore del Marocco, eremita nel Sahara. Milano, Edizioni paoline, 2006. ISBN 88-315-2955-2.
  • Antonio Furioli, Il valore e il ruolo dell'esperienza spirituale in Charles de Foucauld, in Rivista di Ascetica e Mistica, aprile-giugno 2007, n. 2, pp. 377–391.

Andrea Mandonico, "Nazaret nella spiritualità di Charles de Foucauld". Padova. Ed. Il messaggero, 2002. ISBN 88-250-1081-8.

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 71391094 LCCN: n79032820