Caterina d'Alessandria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Santa Caterina d'Alessandria
Santa Caterina d'Alessandria, di Raffaello Sanzio
Santa Caterina d'Alessandria, di Raffaello Sanzio

Vergine e martire

Nascita 287
Morte 305
Venerata da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 25 novembre
Attributi ruota dentata, palma del martirio, spada, anello, corona, abiti regali, libro
Patrona di sarte, studenti, filosofi, mugnai, ceramisti, cartai

Santa Caterina d'Alessandria (287Alessandria d'Egitto, 305[1]) vergine e martire, è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e, in generale, da tutte le Chiese Cristiane che ammettono la venerazione dei Santi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Oltre all'incerta data di nascita (probabilmente 287) e al fatto che fu sottoposta a martirio ad Alessandria d'Egitto nel 305 (circa), della sua vita si sa poco ed è difficile distinguere la realtà storica dalle leggende popolari. Esistono anche delle fonti scritte, tutte però posteriori di diversi secoli; la più antica è una Passione in greco del VI-VII secolo; poi ci sono un'altra passione[2] dell'XI secolo e la Leggenda Aurea[3], che risale addirittura al XIII secolo.

Secondo la tradizione, Caterina è una bella giovane egiziana; la Leggenda Aurea specifica che era figlia di re e istruita fin dall'infanzia nelle arti liberali.

La leggenda del martirio[modifica | modifica sorgente]

Nel 305 un imperatore romano tenne grandi festeggiamenti in proprio onore ad Alessandria. Anche se la Leggenda Aurea parla di Massenzio, molti ritengono che si tratti di un errore di trascrizione e che l'imperatore in questione sia invece Massimino Daia, che proprio nel 305 fu proclamato cesare per l'oriente nell'ambito della tetrarchia. (Governatore d'Egitto in quell'anno era invece, fin dal 303, il prefetto Clodio Culciano, che non pare possa essere il protagonista della storia.) Ricordiamo inoltre che la data del 305 non è stabilita con certezza.

Caterina si presentò a palazzo nel bel mezzo dei festeggiamenti, nel corso dei quali si celebravano feste pagane con sacrifici di animali e accadeva anche che molti cristiani, per paura delle persecuzioni, accettassero di adorare gli dei. Caterina rifiutò i sacrifici e chiese all'imperatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità, argomentando la sua tesi con profondità filosofica.

L'imperatore, che, secondo la Legenda Aurea, sarebbe stato colpito sia dalla bellezza che dalla cultura della giovane nobile, convocò un gruppo di retori affinché la convincessero ad onorare gli dei. Tuttavia, per l'eloquenza di Caterina, non solo non la convertirono, ma essi stessi furono prontamente convertiti al Cristianesimo.

L'imperatore ordinò la condanna a morte di tutti i retori e dopo l'ennesimo rifiuto di Caterina la condannò a morire anch'essa su una ruota dentata. Tuttavia, lo strumento di tortura e condanna si ruppe e Massimino fu obbligato a far decapitare la santa.

Il monastero[modifica | modifica sorgente]

Secondo un'altra leggenda, il corpo di Caterina fu trasportato dagli angeli sul monte Sinai. In questo luogo, nel VI secolo, l'imperatore Giustiniano fondò il monastero che porta il nome della santa (Monastero di Santa Caterina).

Devozione[modifica | modifica sorgente]

Le scarse notizie sulla sua vita hanno sempre fatto dubitare della reale esistenza di una santa Caterina d'Alessandria d'Egitto. La stessa Chiesa cattolica ha spesso espresso i suoi dubbi, culminati nell'esclusione dal martirologio tra il 1962 e il 2002, nonostante il permesso del Vaticano di festeggiarla ugualmente.

Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto si festeggia il 25 novembre. È identificata, insieme a Santa Margherita d'Antiochia ed all'Arcangelo Michele, come una delle Voci che ispirarono Santa Giovanna d'Arco. Negli anni in cui la festa di Santa Caterina cade di domenica, si festeggia Cristo Re.

In Italia è patrona di:

La santa è festeggiata anche a Novi Ligure, ad Acqui Terme a Rivoli («Fiera di Santa Caterina» il lunedì più vicino al 25 novembre), e a Cortemilia («Fiera di Santa Caterina» il 25 novembre). Pur non essendo la santa patrona, viene festeggiata con un'importante fiera a Udine.
Santa Caterina è compatrona con San Michele Arcangelo di Grammichele; i festeggiamenti avvengono il 6,7 e 8 maggio giornata conclusiva. La santa è compatrona insieme con San Marco Evangelista anche del comune di Cellino San Marco dove da secoli si svolge una grande fiera mercato il 25 novembre, conosciuta in tutto il Salento come la fera te lu cappottu: la fiera, molto grande, dura per tutta la giornata fino a sera inoltrata. Sempre nel Salento la santa è venerata a Galatina: festeggiata anche in questa cittadina tradizionalmente il 25 di novembre, alla santa è dedicata una magnifica basilica d'origine tardo gotica - romanica completamente affrescata al suo interno in puro stile giottesco - senese con attinente un chiostro d'origine romanico anch'esso. Questa chiesa viene considerata uno dei pochissimi esempi di architettura gotica nella penisola salentina. Santa Caterina è anche patrona dello "studio dei legisti" (la moderna Giurisprudenza) dell'Università di Padova e dell'Università di Siena.

La sua è vissuta come la festa dei giovani. In Francia è patrona degli studenti di teologia e protettrice delle apprendiste sarte. Da Caterina di Alessandria deriva il termine francese catherinette (caterinetta) che in origine indicava una giovane donna da marito. La tradizione torinese, invece, indicava con il termine "caterinette" le giovani sartine e le modiste che svolgevano il loro apprendistato negli atelier di confezioni della città, e che assai sovente diventavano oggetto dei corteggiamenti da parte degli studenti universitari.

Nella provincia di Ravenna il 25 novembre (Giorno di Santa Caterina d'Alessandria) è tradizione regalare dei biscotti a forma di bambola alle bambine, chiamate "Caterine". Il corrispettivo per i maschietti è un biscotto a forma di galletto.

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

Il matrimonio mistico di Santa Caterina (Parmigianino)

Santa Caterina d'Alessandria viene rappresentata con la corona in testa e vestita di abiti regali per sottolineare la sua origine principesca. La palma che tiene in mano indica il martirio. Il libro ricorda la sua sapienza e la sua funzione di protettrice degli studi e di alcune categorie sociali dedite all'insegnamento (insegnanti e Ordini religiosi come i Domenicani e gli Agostiniani). Infine viene rappresentata con una spada, l'arma che le tolse la vita, e la ruota dentata, lo strumento del martirio, elemento che lega la santa a numerose categorie di arti e mestieri che hanno a che fare con la ruota. Forse è questo l'elemento che unisce santa Caterina ai ceramisti, di cui è protettrice.

I dubbi sulla sua esistenza storica hanno spinto la Chiesa cattolica ad escludere santa Caterina dal Martirologio Romano dal 1969 al 2002 ma anche in quel periodo il Vaticano non proibì il culto della santa come dimostrano le tante chiese ad essa dedicate. Dal 2003 la memoria liturgica è stata ripristinata nella Chiesa cattolica, seppure come memoria facoltativa che si celebra il 25 novembre.[4].

Dipinti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dipinti su santa Caterina d'Alessandria.

Chiese dedicate alla Santa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Santa Caterina
  2. ^ Anonimo - Passio sanctae Katherinae Alexandriensis - 1033-1048
  3. ^ Jacopo da Varagine (Varazze) - Legenda aurea - ca.1260-1298 - cap. CLXIX
  4. ^ : Basilica Orsiniana - Santa Caterina d'Alessandria Parrocchia e Convento dei Frati Minori Francescani in Galatina (Lecce) :

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 87, 122, 149, 229, 234-236, 249-251, 259nota, 267, 268, 308, 316, 342nota, 382, 437.
  • Caterini Carlo, Gens Catherina de terra Balii, Edizioni Scientifiche Calabresi. Rende 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 172114573 LCCN: no2011107294