Blocco Nazionalista Galiziano

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Il Blocco Nazionalista Galiziano (Bloque Nacionalista Galego, BNG) è una formazione politica spagnola.

Il BNG si caratterizza per posizioni di nazionalismo di sinistra, battendosi infatti per un decisa autonomia della Galizia. Il BNG non è un partito quanto una federazione di diversi movimenti politici. Il 70% dei militanti di BNG, tuttavia, non è iscritto ad alcuno dei movimenti politici che la compongono, bensì direttamente alla federazione.

I movimenti e i partiti membri di BNG sono:

  • Unione del Popolo Galiziano (Unión do Povo Galego, UPG) nazionalisti e comunisti;
  • Sinistra Nazionalista (Esquerda Nacionalista, EN)
  • Partito Nazionalista Galiziano-Partito per la Galizia(Partido Nacionalista Galego-Partido Galeguista, PNG-PG) partito nalizionalista di centro socio-liberale;
  • Collettivo Socialista (Colectivo Socialista);

Al momento BNG conta 595 consiglieri comunali, 15 deputati provinciali, 13 deputati regionali e 2 deputati statali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1975, venne fondata l'Assemblea nazional-popolare galiziana (Asemblea Nacional-Popular Galega), nata dall'incontro tra l'UPG e vari movimenti socialisti e nazionalisti. Del resto già negli anni sessanta l'UPG ed il Partito Socialista Galiziano avevano collaborato per tutelare l'autonomia galiziana. Nelle elezioni democratiche del 1981 il PSG e l'UPG si presentarono uniti ed elessero 3 deputati nel parlamento della Galizia, ma il governo regionale andò ad Alleanza Popolare (Alianza Popular), movimento conservatore formato da ex-franchisti, poi divenuto Partito Popolare. Nel 1982 l'UPG, il PSG e L'Assemblea diedero vita al BNG. Alle elezioni regionali del 1985 il Blocco ottenne solo 1 seggi, il PSG, presentatosi autonomamente ed alleatosi con la Sinistra Galiziana, 3. Undici seggi andarono alla Coalizione Galiziana, un partito nazionalista centrista oggi membro di Terra Galiziana (Terra Galega). Le elezioni furono nuovamente vinte dall'Alleanza Popolare.

Nel 1986 il BNG si impegna per il No al referendum sull'ingresso nella NATO, nel frattempo la componente più a sinistra abbandonò la federazione e diede vita ala Partido Comunista de Liberación Nacional. Il BNG, guidato da Xosé Manuel Beiras Torrado di Sinistra Nazionalista, decide in questi anni di fare propria una politica più moderata.

La scelta di maggiore moderazione e la crescita[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni del 1989, il nuovo corso politico permise al BNG di ottenere l'8% dei voti e 5 deputati regionali. I comunisti non elessero alcun seggio, mentre il PSG ottenne 2 seggi. L'ingresso in BNG del PNG-PG e di Unità Galiziana (PSG e Sinistra Galiziana), permette al Blocco di conquistare nelle elezioni regionali del 1993 il 18.5% dei voti e 13 deputati. Nelle elezioni nazionali del 1992 il BNG riesce anche ad eleggere 2 deputati. Nel 1997 il BNG diviene la seconda forza politica dopo i socialisti del PSOE, con il 24,8% dei voti e 18 seggi al parlamento regionale. È il periodo di massima floridezza del BNG, tanto che alle elezioni nazionali del 2000 elegge 3 deputati.

Le elezioni regionali del 2001 vedono il BNG calare leggermente i propri consensi, 22,6% dei voti, ma conquistare lo stesso numero di seggi dei socialisti, 17. È anche l'anno del ricambio generazionale con l'elezione quale portavoce di Anxo Manuel Quintana González.

Le recenti difficoltà[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni nazionali del 2004 il BNG elesse 2 deputati, ma nessun senatore. La scelta di presentarsi alle elezioni europee del 2004, con il Partito Nazionalista Basco e la catalana Convergenza e Unione, nella lista GalEusCa, non fu premiata dagli elettori, tanto che il BNG non elesse alcun deputato europeo.

Nelle elezioni regionale del 2005, il BNG ritorna ai livelli del 1993, elegge 13 deputati, 4 in meno delle elezioni precedenti. Ciononostante la sconfitta del Partito Popolare, permette la nascita di un governo a guida socialista in cui il BNG ottiene la vicepresidenza. L'ex ministro franchista Manuel Fraga, storico leader del PP galiziano, viene sconfitto e costretto a lasciare la presidenza dall'alleanza tra socialisti e nazionalisti, in linea con la prospettiva di revisione dello Stato delle Autonomie del governo Zapatero.

Il 16 gennaio 2012, seguito ad un accordo con ERC, Ana Miranda diventa deputata europea, Iscritta nel gruppo Verdi/Alleanza libera europea.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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