BepiColombo

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BepiColombo
Dati della missione
Proprietario Agenzia Spaziale Europea (ESA), Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA)
Destinazione Mercurio
Esito in preparazione
Vettore Ariane 5
Luogo lancio Centre spatial guyanais
Lancio 9 luglio 2016[1] (previsto)

BepiColombo è una missione dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con la Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) e rappresenta le fondamenta del programma di esplorazione di Mercurio dell'ESA. La missione è attualmente nella fase di costruzione e test e la divisione tedesca di Astrium Satellites guida il consorzio di imprese a cui è stato assegnato il contratto per la costruzione della sonda.

La Missione[modifica | modifica wikitesto]

La Missione è basata su due sonde distinte, il Mercury Planetary Orbiter (MPO), che trasporterà gli strumenti destinati allo studio della superficie e della composizione interna del pianeta, e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO), che trasporterà gli strumenti dedicati allo studio della magnetosfera del pianeta. Originariamente la missione prevedeva anche un lander (il Mercury Surface Element detto anche MSE) ma è stato cancellato a causa dell'eccessivo costo. I due elementi saranno lanciati contemporaneamente da un Ariane 5 nel luglio del 2016[1]. Le sonde effettueranno quindi un viaggio di 7 anni verso Mercurio, collegate tra di loro tramite lo specifico modulo Mercury Transfer Module (MTM), usando una propulsione solare elettrica e la spinta gravitazionale della Terra, di Venere e di Mercurio. L'ingresso in orbita attorno a Mercurio è previsto per il 2022[2][3].

Nome della missione[modifica | modifica wikitesto]

La missione è stata dedicata a Giuseppe Colombo, detto Bepi, eminente matematico e fisico italiano del XX secolo.

Obiettivi della missione[modifica | modifica wikitesto]

La missione è progettata per studiare la composizione, la geofisica, l'atmosfera, la magnetosfera e la storia di Mercurio. In particolare la missione ha i seguenti obiettivi scientifici[1]:

  • Studiare l'origine e l'evoluzione di un pianeta vicino alla sua stella
  • Studiare Mercurio nella sua forma, struttura interna, geologia, composizione e crateri
  • Esaminare ciò che resta dell'atmosfera di Mercurio (esosfera): la sua composizione e le sue dinamiche
  • Sondare la magnetosfera del pianeta: la sua struttura e le sue dinamiche
  • Determinare le origini del campo magnetico di Mercurio
  • Studiare i depositi polari del pianeta: la loro composizione ed origine
  • Effettuare dei test sulla teoria della relatività generale di Einstein

Componenti[modifica | modifica wikitesto]

rappresentazione delle orbite di MPO ed MMO attorno a Mercurio

La missione si compone di due sonde distinte che opereranno autonomamente una volte giunta in orbita di Mercurio:

  • Mercury Planetary Orbiter (MPO): progettata e costruita sotto la guida dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA)
  • Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO): progettata e costruita sotto la guida dell'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA)
  • Mercury Transfer Module (MTM): serve unicamente durante la fase di viaggio e per l'inserimento in orbita. Non ha carico scientifico

Programma della missione[modifica | modifica wikitesto]

Traiettoria prevista della sonda nell'avvicinamento a Mercurio
Data Evento[1]
9 luglio 2016 Lancio
16 luglio 2018 Sorvolo ravvicinato della Terra
22 settembre 2019 Primo sorvolo ravvicinato di Venere
4 maggio 2020 Secondo sorvolo ravvicinato di Venere
23 luglio 2020 Primo sorvolo ravvicinato di Mercurio
14 aprile 2021 Secondo sorvolo ravvicinato di Mercurio
6 luglio 2022 Terzo sorvolo ravvicinato di Mercurio
29 dicembre 2022 Quarto sorvolo ravvicinato di Mercurio
4 febbraio 2023 Quinto sorvolo ravvicinato di Mercurio
1 gennaio 2024 Arrivo ed ingresso in orbita attorno a Mercurio
1 aprile 2025 Fine della missione nominale
1 aprile 2026 Fine dell'ipotizzata missione estesa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Sito ESA: BepiColombo Fact Sheet. URL consultato il 24 giugno 2014.
  2. ^ Sito ESA: Firma del contratto industriale per BepiColombo. URL consultato il 18 gennaio 2008.
  3. ^ (EN) BepiColombo in a nutshell. URL consultato il 2 gennaio 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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