Arturo Tudor

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Regno d'Inghilterra
Tudor
Tudor Rose.svg

Enrico VII (1485 - 1509)
Enrico VIII (1509 - 1547)
Edoardo VI (1547 - 1553)
Jane Grey (1553)
Maria I (1553 - 1558)
Elisabetta I (1558 - 1603)
Ritratto del Principe Arturo Tudor

Arturo Tudor (Winchester, 20 settembre 14862 aprile 1502) fu l'erede al trono d'Inghilterra con il titolo di principe del Galles e fratello maggiore del re Enrico VIII.

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Arturo Tudor nacque il 20 settembre 1486 da Enrico VII d'Inghilterra ed Elisabetta di York. La Guerra delle due rose che aveva insanguinato l'Inghilterra per trent'anni era finita, ufficialmente, con l'ascesa di Enrico al trono e l'unione del Casato di Lancaster a quello di York era stato sancito dal matrimonio di Enrico ed Elisabetta. Per trent'anni non c'era stata una pacifica successione al trono, nel 1461 Enrico VI d'Inghilterra, della casa di Lancaster, era stato detronizzato dal cugino yorkista Edoardo IV d'Inghilterra, quando lui era morto nel 1483 gli era succeduto il figlio Edoardo V d'Inghilterra, egli però era solo un ragazzo ed era stato imprigionato alla Torre di Londra insieme al fratello Riccardo di Shrewsbury dallo zio che si era incoronato Riccardo III d'Inghilterra, infine nel 1485 il lancastriano Enrico aveva invaso l'Inghilterra, sconfitto e ucciso Riccardo alla Battaglia di Bosworth Field e presa la corona per diritto di conquista. Ora Enrico doveva consolidare la propria posizione e lo aveva fatto sposando Elisabetta, che aveva più sangue reale di lui e per rafforzarla ulteriormente ordinò ai suoi genealogisti di trovare un legame con un regnante mitico, importante, che facesse presa sulla mente dei sudditi ed essi asserirono che Enrico era un discendente di Cadwaladr Fendigaid ap Cadwallon. I genealogisti fecero anche di più arrivando ad affermare che Enrico discendeva per via diretta da Re Artù identificando Winchester con Camelot. Quando Elisabetta rimase incinta subito dopo il matrimonio egli decise che il primogenito si sarebbe dovuto chiamare come l'illustre antenato, nacque un maschio che venne puntualmente chiamato Arturo. Appena nato Arturo venne battezzato all'Abbazia di Westminster, suoi padrini furono Thomas Stanley, I conte di Derby e John de Vere, XV conte di Oxford, mentre la nonna materna Elisabetta Woodville fu incaricata di portarlo. Sulla salute di Arturo da bambino non ci sono testimonianze univoche, se alcuni storici affermano che egli fosse un bimbo forte e in salute altri invece credono che sia cresciuto malato e gracile[1]. Se Arturo fosse sopravvissuto e la pace nel regno mantenuta alla morte di Enrico la sua sarebbe stata la prima successione incotestata e non violenta dopo quasi cinquant'anni.

L'addestramento al trono in attesa della sposa[modifica | modifica wikitesto]

Enrico desiderava anche rafforzare la propria posizione contro la Francia e contro tutti i pretendenti al trono che si affacciavano anche troppo spesso, per questo motivo egli scelse di fidanzare Arturo a Caterina d'Aragona, figlia di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, una delle coppie reali più prestigiose d'Europa. Quando Arturo ebbe due anni venne stilato un accordo di matrimonio con il Trattato di Medina del Campo del 26 marzo 1489, gli spagnoli non avevano nessuna fretta di legarsi agli inglesi, tanto più che il trono di Enrico era tutt'altro che sicuro tanto più che qualche anno dopo uno dei tanti millantatori che affermavano di essere uno dei Principi nella Torre, nel caso specifico, Perkin Warbeck, aveva trovato terreno fertile di supporto in Scozia. L'ambasciatore spagnolo Pedro de Ayala venne quindi mandato in Scozia perché comprendesse la portata del pericolo, Warbeck venne catturato e ucciso nel 1499 e nello stesso anno venne giustiziato anche Edoardo di York uno dei figli superstiti di Giorgio Plantageneto, I duca di Clarence (zio della regina e fratello di Riccardo III ed Edoardo IV). Queste furono le ultime minacce significative al trono di Enrico e il matrimonio tornò ad essere appetibile anche per gli spagnoli. Dell'omicidio di Edoardo di York Caterina si sentì in colpa e in futuro avrebbe attribuito come causa delle sue sventure il sangue innocente fatto versare dai dubbi di suo suocero.


Nel 1489 Arturo venne creato Principe di Galles il 29 novembre e il giorno prima era nata sua sorella Margherita Tudor. Quale erede al trono Arturo ricevette un'educazione accurata, fra i suoi istitutori si ricordano John Rede, il poeta Bernard André (1450-1522) e Thomas Linacre che cominciò ad occuparsi di lui quando era adolescente. Gran parte di questi anni Arturo li passò fra Haddon Hall, nel Derbyshire e il Castello di Ludlow situato al confine con il Galles. Il maniero era vecchio ed Enrico lo aveva fatto riparare per renderlo più confortevole, ma questo non cambiava il fatto che il Galles era all'epoca una provincia ostile, barbara e ribelle. Gli abitanti non riconoscevano l'autorità del re d'Inghilterra, considerato un conquistatore sgradito. A Ludlow, dove già aveva vissuto lo sfortunato Edoardo V, Arturo visse circondato e servito da alcuni dei nobili del paese fra cui Gerald FitzGerald, IX conte di Kildare, che era stato portato a corte dall'Irlanda dopo che suo padre aveva appoggiato il pretendente Lambert Simnel nei primi anni del regno di Enrico[2] e i FitzGerald erano, all'epoca, una delle famiglie più potenti d'Irlanda. Fra gli altri nobili c'erano Robert Radcliffe, I conte di Sussex che servì anche il fratello di Arturo, Enrico VIII d'Inghilterra e Gruffydd ap Rhys ap Thomas (478circa-1521) il cui padre aveva aiutato Enrico alla battaglia di Bosworth.

Il breve matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni di fidanzamento Arturo scrisse numerose lettere in latino alla promessa sposa cui Caterina risposa diligentemente[3], poiché i due non si erano mai incontrati è probabile che vi fosse la mano dei tutori dietro la loro corrispondenza che era più cortese che appassionata. Nel 1500 Ferdinando ed Isabella acconsentirono a mandare Caterina in Inghilterra che vi giunse effettivamente solo l'anno dopo, arrivando a Dogmersfield il 4 novembre 1501. Sulle loro prime impressioni non vi sono molte testimonianze anche se in una lettera ai futuri suoceri Arturo scrive che sarebbe stato un marito amorevole e che trovava molto bella la sua promessa sposa[4]. Deve notarsi che i due giovani sposi non erano, al momento del loro primo incontro, in grado di comunicare tra loro neppure in latino, lì già che entrambi avevano studiato SIn dall'infanzia, poiché le rispettive pronunce erano differenti. Dieci giorni dopo, il 14 novembre i due si sposarono all'Old St Paul's Cathedral. Subito dopo la cerimonia i due tornarono al castello di Ludlow, in primavera Arturo si ammalò gravemente e morì il 2 aprile 1502, alcuni storici imputano la causa della morte alla tubercolosi, altri invece alla malattia del sudore, una condizione altamente contagiosa che colpì l'Inghilterra in quel periodo, oggi ritenuto forse essere l'hantavirus.[5]. Anche Caterina si ammalò, ma sopravvisse, rimasta vedova ella era ora in un regno straniero quasi in ostaggio in quanto il padre non aveva ancora finito di pagare la sua dote. La giovane vedova si ritrovò di fatto ad essere un peso sia per il padre sia per il suocero e visse in relative ristrettezze economiche e periodicamente afflitta da problemi di salute (forse di origine psicosomatica) fino alla morte del suocero avvenuta nel 1509 e coincidente con il suo matrimonio con il cognato Enrico VIII d'Inghilterra che era divenuto Principe di Galles subito dopo la morte del fratello e prima ancora di sapere se Caterina avrebbe partorito un figlio postumo. Arturo venne sepolto presso la Cattedrale di Worcester.

Il matrimonio consumato?[modifica | modifica wikitesto]

Diversi anni dopo la morte di Arturo si scatenò un aspro dibattito circa la questione della consumazione delle nozze fra lui e la moglie al tempo in cui Enrico VIII stava cercando di divorziare da Caterina per sposare Anna Bolena. Per Caterina ed Arturo mettere al mondo un erede era un dovere fondamentale e poiché entrambi gli sposi erano giovani ed apparentemente sani, è lecito pensare che abbiano consumato le nozze. Nonostante molte fonti abbiano descritto il principe Arturo come un giovane malaticcio ed immaturo per la sua età, deve notarsi che i suoi contemporaneo lo descrissero come forte e sano ed infine un aspirante sposo di salute fragile (tanto più in presenza di un secondogenito maschio certamente forte e vigoroso come il futuro Enrico VIII)) non sarebbe mai stato reputato un partito accettabile per la figlia dei potentissimi sovrani spagnoli.

Dal canto suo, il giovane Arturo, il mattino dopo le nozze, si sarebbe vantato con gli astanti del fatto che "è un bel passatempo avere la moglie", ed un gentiluomo del suo seguito ricordò che il principe, appena sveglio, avrebbe esclamato: "Willoughby, portatemi un boccale di birra, ché stanotte sono stato nel bel mezzo della Spagna"; in effetti, simili dettagli salaci emersero oltre due decenni dopo, allorché era in discussione la validità del matrimonio tra Enrico VIII, fratello di Arturo e la stessa Caterina, anche se alcuni ritennero che fossero esagerazioni - comprensibili in un adolescente - per coprire il fallimento nella consumazione.[6]

Va notato che, in gioventù, lo stesso Enrico si sarebbe vantato di aver trovato la moglie vergine, la prima notte di nozze e, persino in seguito, non affermò mai esplicitamente il contrario. Caterina, dal canto suo, giurò fino al letto di morte di non avere mai consumato il matrimonio con il giovane sposo e, se da un lato la sua fede ardente era nota a tutti, il che rendeva difficile per i contemporanei non crederle, è altresì vero che la questione venne fuori al tempo in cui Enrico cercava di ottenere l'annullamento delle nozze ed è possibile - e, dal suo punto di vista, realistico - che ella abbia mentito per proteggere se stessa e soprattutto i diritti della figlia Maria, che diversamente sarebbe stata dichiarata illegittima ed avrebbe perso qualsiasi pretesa al trono inglese.

Quando Enrico intendeva sposare Anna Bolena, da anni la sua favorita, un figlio maschio non era ancora nato. Caterina, oltre ad aver avuto numerosi aborti spontanei aveva partorito diversi figli, anche maschi, dei quali solo Maria era sopravvissuta - circostanza questa non insolita in tempi di elevatissima mortalità infantile - e una donna al trono si credeva che non sarebbe stata accettata; peraltro, l'unico esempio precedente, quello di Matilde d'Inghilterra, aveva generato un periodo di guerra civile. Con il passare degli anni era sempre più improbabile che Caterina, più vecchia del marito di sei anni, ormai entrata precocemente in menopausa e di salute sempre più cagionevole, partorisse un erede ed Enrico imputò questa incapacità al fatto che essi sposandosi erano andati contro le Scritture offendendo Dio[3].

Ovviamente la verità non è mai stata chiarita: Caterina non rinnegò mai la propria verginità al momento delle nozze con Enrico, Enrico non cedette, Arturo era morto da più di vent'anni e Roma non concesse l'annullamento al sovrano. Poco tempo dopo Enrico diede vita allo Scisma anglicano e divorziò da Caterina sposando Anna che gli diede un'unica femmina, Elisabetta.

Arturo Tudor al Cinema[modifica | modifica wikitesto]


Anno Film Attore Note
1970 "Catherine of Aragon", episodio della miniserie The Six Wives of Henry VIII Martin Ratcliffe Miniserie TV
1972 "The Fledgling", episodio della miniserie The Shadow of the Tower Jason Kemp Miniserie TV
"The King Without a Face", episodio della miniserie The Shadow of the Tower

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fuller, Thomas (1840). The history of the worthies of England, Volume 2. Nuttall and Hodgson.
  2. ^ Bennett, Michael., Lambert Simnel and the battle of Stoke (Stroud, 1987)
  3. ^ a b Fraser, Antonia, The Six Wives of Henry VIII
  4. ^ Spain - 1501 | Calendar of State Papers, Spain, Volume 1 (pp. 253-265)
  5. ^ M Taviner, G Thwaites, and V Gant, The English sweating sickness, 1485–1551: a viral pulmonary disease?, Medical History, 1998 January; 42(1): 96–98.
  6. ^ David Starkey: Six Wives, harper Collins, 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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