Adenoviridae

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Adenovirus
Adenovirus 4.jpg
Classificazione dei virus
Dominio Acytota
Gruppo Gruppo I (Virus a dsDNA)
Famiglia Adenoviridae
Generi

Adenoviridae è il nome di una famiglia di virus di dimensioni medie il cui genoma è costituito da DNA lineare a doppio filamento, e i cui membri presentano simmetria icosaedrica e sono privi di rivestimento lipidico.

Indice

Struttura [modifica]

Le particelle degli adenovirus hanno un capside icosaedrico dal diametro di 60-90 nm e sono prive di involucro lipidico. Sono i più grandi virus privi di involucro. Il capside è formato da 252 capsomeri di cui 240 esoni e 12 pentoni collocati ai vertici; all'apice di ciascun vertice si trova una fibra che facilita l'attacco alle cellule bersaglio risultando tossica, così come lo è la sua base. La fibra è formata anche da proteine virali d'attacco (VAP). Le grandi dimensioni degli adenovirus ne rendono ugualmente possibile l'entrata all'interno delle cellule bersaglio attraverso i pori, senza dover ricorrere alla fusione degli involucri. Ogni adenovirus è costituito da una molecola di DNA lineare a doppio filamento (dsDNA) costituita da 30-36 Kb paia di basi e codificante per 30-40 geni, un numero maggiore rispetto a virus del medesimo gruppo. Una proteina si lega covalentemente con l'estremità 5' e forma un genoma pseudocircolare mediante legame non covalente con l'estremità 3'. Il genoma codifica, tra gli altri polipeptidi, per 9 proteine strutturali che formano il virione (L1, L2, L3, L4, L5...) e 2 proteine associate al DNA.

Replicazione [modifica]

L'adenovirus attacca le cellule mediante le fibre virali che legano il recettore coxsackie-adenovirus, una proteina della famiglia delle immunoglobuline oppure MHC I, entrambe poste sulla membrana plasmatica della cellula bersaglio. A questo punto la base del pentone si lega all'integrina αv che promuove l'endocitosi del virus nella cellula. Nel citoplasma l'adenovirus lisa l'endosoma in cui è contenuto, si porta presso il nucleo e rilascia il DNA al suo interno. Il DNA di adenovirus viene trascritto su entrambi i sensi e spesso a partire dagli stessi promotori, le singole proteine vengono ottenute per splicing alternativo. La prima proteina precocissima codificata è E1A, ottenuto per splicing da E1; questa proteina è un transattivatore della trascrizione delle altre proteine precoci e un inibitore di Rb, il che lo rende oncogeno dato che promuove la proliferazione cellulare. E1B è un'altra proteina precocissima oncogena che inibisce p53. La replicazione del DNA avviene nel nucleo da parte di una DNA-polimerasi DNA-dipendente codificata dal genoma del virus che utilizza come primer la proteina terminale ad esso attaccata replicando entrambi i filamenti. Alla fine della replicazione del DNA inizia l'espressione dei geni tardivi che codificano per il capside. I loro mRNA sono tradotti dai ribosomi nel citoplasma, poi trasportate di nuovo al nucleo per essere assemblate con il DNA (che vi penetra attraverso l'apertura ad uno dei vertici) in modo da formare nuovi virioni. La replicazione di adenovirus è nel complesso particolarmente inefficiente per questo sono di normale riscontro decine o centinaia di virioni difettosi nelle cellule infettate. Nelle cellule permissive la replicazione del DNA virale e la traduzione delle sue proteine determina lisi della cellula, mentre nelle cellule non permissive si stabilisce un'infezione latente. [1][2].

Classificazione [modifica]

Ad oggi si conoscono 100 sierotipi di adenovirus, 57 di questi possono potenzialmente infettare l'uomo e sono suddivisi in sei specie (Human Adenovirus + lettera dalla A alla G). Sulla base dei caratteri antigeni gli adenovirus umani sono distinti in 57 sierotipi diversi che, a loro volta, sono raggruppati in 6 diversi sottogeneri o sottogruppi, indicati con le lettere da A a G, a seconda della presenza o meno di altri caratteri.

  • A: 12, 18, 31
  • B: 3, 7, 11, 14, 16, 21, 34, 35, 50, 55
  • C: 1, 2, 5, 6, 57
  • D: 8, 9, 10, 13, 15, 17, 19, 20, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 32, 33, 36, 37, 38, 39, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 51, 53, 54, 56
  • E: 4
  • F: 40, 41
  • G: 52

Gli adenovirus più diffusi sono anche i primi ad essere stati scoperti (sierotipi 1-7). Alcuni tipi, in particolare il 12, 18 e 31 (gruppo A), hanno una notevole capacità di tumorigenesi in animali da esperimento.

Atendovirus [modifica]

Adenovirus bovini

Aviadenovirus [modifica]

Infetta gli uccelli (es.: adenovirus degli uccelli di tipo 1)

Mastadenovirus [modifica]

Infetta i mammiferi (es.: adenovirus umano di tipo 2 o 5)

Siadenovirus [modifica]

(es.: adenovirus 1 degli anfibi e adenovirus 3 del tacchino)

Genoma di adenovirus.

Epidemiologia [modifica]

Gli adenovirus sono insolitamente resistenti a cambiamenti chimici o fisici dell'ambiente nel quale si trovano, il che ne rende possibile la sopravvivenza anche per lunghi periodi al di fuori dei fluidi corporei: sono tuttavia eliminabili mediante il calore e l'uso di candeggina.
Il contagio avviene principalmente attraverso la saliva: la maggior parte delle specie infetta i vertebrati, tuttavia un genere parassita i funghi[3]. Generalmente questi virus determinano patologie non particolarmente gravi, tuttavia in rari casi è stata riportata la morte della persona colpita[4][3]

Patogenesi [modifica]

Clinica [modifica]

Tra le possibili patologie causate da adenovirus vi sono congiuntiviti, gastroenteriti, cistiti e polmoniti.

Voci correlate [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Wu and Nemerow (2004). Virus yoga: the role of flexibility in virus host cell recognition. Trends Microbiol 12: 162–168. DOI:10.1016/j.tim.2004.02.005. PMID 15051066.
  2. ^ Meier and Greber (2004). Adenovirus endocytosis. J Gene Med 6: S152–S163. DOI:10.1002/jgm.553. PMID 14978758.
  3. ^ a b Fenner, Frank J.; Gibbs, E. Paul J.; Murphy, Frederick A.; Rott, Rudolph; Studdert, Michael J.; White, David O., Veterinary Virology (2nd ed.), Academic Press, Inc, 1993. ISBN 0-12-253056-X
  4. ^ Amy Burkholder, A killer cold? Even the healthy may be vulnerable, CNN, 19 dicembre 2007. URL consultato in data 19 dicembre 2007.

Bibliografia [modifica]

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