Ármin Vámbéry

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Ármin Vámbéry (dipinto di Mihály Kovács del 1861)

Ármin Vámbéry, (Arminius Vámbéry) nato Hermann Bamberger, conosciuto anche come Ármin Bamberger (Dunaszerdahely, 19 marzo 1832Budapest, 15 settembre 1913), è stato uno storico, linguista, orientalista e scrittore ungherese.

Gioventù difficile[modifica | modifica sorgente]

Ármin Vámbéry, nato a Dunaszerdahely, Alta Ungheria, era originario di una povera famiglia ungherese di religione ebraica. Morto il padre nel 1831, fu allevato dalla madre e per aiutare la famiglia fece molti lavori umili. All'età di tre anni rimase offeso a una gamba.
Nato in un contesto familiare e sociale plurilingue, ben presto mostrò particolari doti nell'apprendimento delle lingue. Nonostante problemi di salute e finanziari, con l'aiuto di parenti e amici, riuscì a continuare i suoi studi a Szent-György.

All'età dei sedici anni conosceva già, oltre all'ungherese, al tedesco e al latino (allora ancora lingua ufficiale del paese), il francese, l'inglese, le lingue scandinave, il russo, il serbo e altre lingue e dialetti slavi.

Nel 1846 si trasferì a Presburgo, allora importante città ungherese, chiamata Pozsony (oggi Bratislava). Dopo tre anni si trasferì a Vienna, poi a Kecskemét e quindi a Pest.

Il viaggiatore[modifica | modifica sorgente]

Vámbéry era molto attratto dalle lingue e dalle culture dell'Impero ottomano, soprattutto della Turchia. All'età di venti anni aveva già una padronanza tale del turco da poter recarsi, con l'aiuto del barone József Eötvös, a Costantinopoli, dove si mise ad insegnare lingue.
Divenuto educatore nella casa del pascià Huseyin Daim, si inserì bene nella società turca, grazie anche all'influente amico e insegnante Ahmet Efendi. Fu segretario di Fuat Pascià.
Grazie ad alcune traduzioni di scritti ottomani di carattere storico, fu fatto membro corrispondente dell'Accademia Ungherese delle Scienze. Durante i sei anni in Turchia, pubblicò il "Dizionario turco-tedesco" e vari altri studi linguistici, oltre a imparare una ventina di altre lingue e dialetti.

Tra le opere più importanti eseguite in Turchia ricordiamo anche la traduzione dal turco di una antica "Storia d'Ungheria", il cui originale (in latino) era stato a sua volta tradotto in turco da Mahmud Tercüman[1] (1510-1575), interprete di origine bavarese di Solimano I, che lo aveva salvato nel 1543 dal rogo della biblioteca reale ungherese di Szekesfehervar.

Anticipato dalla fama delle sue opere, nel 1861 ritornò a Budapest, dove ricevette dall'Accademia Ungherese delle Scienze la cospicua somma di 1000 fiorini ungheresi e - con il falso nome di "Reshit Efendi" e travestito da derviscio sunnita - si trasferì alla periferia di Costantinopoli. Passò quindi a Trebisonda e a Teheran per recarsi poi con un gruppo di pellegrini alla Mecca. Trascorse poi alcuni mesi in Asia Centrale (in particolare a Tabriz, Zanjan e Kazvin), per poi recarsi a Shiraz, via Isfahan, giungendo nel giugno del 1863 a Khiva, dove ebbe modo di incontrare il locale khan. Viaggiando sempre con alcuni compagni, passò da Bukhara e giunse a Samarcanda, dove insospettì per un momento le autorità locali per poi essere allontanato ricolmo di doni. Fece ritorno a Costantinopoli nel marzo del 1864 via Herat, Tehran, Trebisonda ed Erzurum.

Fu il primo occidentale a fare un viaggio del genere e per evitare di essere scoperto poté prendere solo pochi appunti (e di nascosto).

Le informazioni che raccolse durante il suo viaggio furono trasmesse a vari paesi europei, tra i quali il Regno Unito.

Nel giugno 1864 si recò a Londra, dove fu accolto come una celebrità.

L'attività accademica[modifica | modifica sorgente]

Tornato in Ungheria l'anno seguente, fu nominato professore di Lingue orientali all'Università di Budapest (dove insegnò fino al 1905) e pubblicò il suo Viaggi in Asia Centrale

Durante i suoi studi portò avanti la teoria (non più seguita dall'accademia ungherese ma ancora di moda in Turchia) di una comune origine per il turco e l'ungherese.

Le sue idee rimangono comunque ancora importanti per chi studia turcologia e ungherese.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Vámbéry conosceva il romanziere irlandese Bram Stoker autore del libro Dracula. Qualcuno sostiene che sia stato il linguista ungherese a fornire le informazioni a Stoker sulla storia della Transilvania e del principe valacco "Dracula".

Qualcuno suggerisce anche che la figura del Professor Van Helsing nel romanzo di Stoker Dracula sia modellata su quella di Vámbéry. Resta il fatto che nel capitolo 23 del romanzo si parla di un "friend Arminius of Buda-Pesth".

  • Nel fumetto Sluggy Freelance c'è un acchiappa-fantasmi di nome Arminius Vambrey.
  • Nel fumetto Dampyr numero 133 134 135 136 viene romanzata parte della vita di Vámbéry.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • "Deutsch-Türkisches Taschenwörterbuch", Costantinopoli, 1858 (dizionario turco-tedesco)
  • "Abuska", Budapest, 1861 (dizionario turco-chagatai)
  • "Reise in Mittelasien", Leipzig, 1865 (seconda ed. 1873)
  • Dervisruhában Közép-Ázsián át mek.oszk.hu (1864; Bp., 1966; Dunaszerdahely, 2000)
  • "Cagataische Sprachstudien", Leipzig, 1867
  • "Meine Wanderungen und Erlebnisse in Persien", Leipzig, 1867
  • Vándorlásaim és élményeim Perzsiában www.terebess.hu (Budapest, 1867)
  • "Skizzen aus Mittelasien", Leipzig, 1868
  • A keleti török nyelvekről (Pest, 1869)
  • A magyar és török-tatár nyelvekbeni szóegyezések (Pest, 1869)
  • "Uigurische Sprachmonumente und das Kudatku-Bilik", Innsbruck, 1870
  • "Uigurisch-Türkische Wortvergleichungen", Budapest, 1870
  • Indiai tündérmesék (Pest, 1870)
  • "Geschichte Bocharas", Stuttgart, 1872, 2 volumi (trad. anche in inglese)
  • "Der Islam im Neunzehnten Jahrhundert", Leipzig, 1875
  • Keleti életképek www.terebess.hu (Bp., 1876)
  • "Sittenbilder aus dem Morgenlande", Berlin, 1876
  • "Etymologisches Wörterbuch der Turkotatarischen Sprachen", Leipzig, 1878
  • "Die Primitive Cultur des Turkotatarischen Volkes", Leipzig, 1879
  • A hunok és avarok nemzetisége (Budapest, 1881)
  • "Der Ursprung der Magyaren", Leipzig, 1882
  • A magyarok eredete", Budapest, 1882
  • "Arminius Vámbéry, His Life and Adventures", London, 1883 (autobiografia)
  • "Das Türkenvolk", Leipzig, 1885
  • "Die Scheïbaniade, ein Oezbegisches Heldengedicht", Budapest, 1885
  • "Story of Hungary", London, 1887
  • "A magyarság keletkezése és gyarapodása" mek.oszk.hu (Budapest, 1895; Dunaszerdahely, 2003)
  • "Travels and Adventures of the Turkish Admiral Sidi Ali Reis in India, Afghanistan, Central Asia, and Persia During the Years 1553-1556", Budapest, 1899
  • "Alt-Osmanische Sprachstudien", Leyden, 1901
  • "Struggles of My Life", London, 1904 (autobiografia)
  • "Küzdelmeim" www.terebess.hu (Budapest, 1905; Dunaszerdahely, 2001)
  • "Nyugat kultúrája Keleten", Budapest, 1906)
  • "A magyarság bölcsőjénél", Budapest, 1914)
  • "Hogyan határoztam el, hogy Európába utazom ..." www.terebess.hu (Budapest, 1915)

(Oltre ad altri articoli e libri soprattutto in tedesco e ungherese)

Opere politiche[modifica | modifica sorgente]

  • "Russlands Machtstellung in Asien", Leipzig, 1871
  • "Oroszország hatalmi állása Ázsiában", Pest, 1871
  • "Zentralasien und die Englisch-Russische Grenzfrage", Leipzig, 1873
  • "The Coming Struggle for India", London, 1885
  • "Oroszok" www.mek.iif.hu (Budapest, 1915)

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

I suoi libri sono stati tradotti soprattutto in francese e inglese. Il libro "Meine Wanderungen und Erlebnisse in Persien" è stato tradotto in farsi, dal famoso regista cinematografico iraniano Khosrow Sinai.

In italiano esistono le seguenti traduzioni:

  • Viaggi di un falso dervish nell'Asia centrale da Teheran a Khiva, Bokhara e Samarcanda per il gran deserto turcomanno, Milano: Treves, 1876 (Touring Club Italiano, 1997, ISBN 978-88-365-1218-8)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dove la parola "Tercüman" non è un cognome ma il termine per indicare un traduttore da lingue orientali (dragomanno).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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