Dragomanno

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Amédée Jaubert (a sinistra col turbante) fu "l'aiutante orientalista preferito e dragomanno" di Napoleone Bonaparte.[1] Accompagnò inoltre l'inviato persiano Mirza Mohammed Reza Qazvini al Palazzo Finckenstein per incontrare Napoleone nell'aprile 1807 per la sottoscrizione del trattato di alleanza anti-russo tra lo scià Fath Ali Shah e l'impero francese. Dettaglio da un dipinto di François Mulard.

Il dragomanno (dal greco moderno δραγουμάνος, dragūmánus, derivato dall'arabo tarjumān, "interprete"[2]), era originariamente una figura amministrativa degli antichi Stati crociati fondati in Palestina. Il termine è passato poi a definire genericamente un interprete orientale presso le ambasciate europee.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il dragomanno era in particolare il funzionario addetto alle relazioni tra il signore franco da un lato e i musulmani e le altre popolazioni indigene che si trovavano sotto la sua giurisdizione. Pertanto era fondamentale per un incarico di questo tipo una approfondita conoscenza dei costumi e della lingua locali: non a caso infatti spesso un dragomanno aveva madre indigena, a testimonianza dei frequenti matrimoni misti in Terra santa, un'usanza questa che si diffuse particolarmente presso i crociati non nobili. In seguito il termine venne utilizzato con un'accezione più generica, indicando semplicemente un interprete conoscitore dell'arabo e delle lingue vicino-orientali (arabo, turco e persiano).

I dragomanni erano impiegati nelle ambasciate e nei consolati, al seguito di missioni politiche e commerciali, negli uffici portuali e nelle dogane, nelle corti europee e presso i sovrani orientali.

Il termine turcimanno è un sinonimo che ne condivide l'etimologia; è adoperato anche in tono scherzoso.[3] Alessandro Manzoni lo usa ne I promessi sposi (cap. XXVII): "tanto Agnese quanto il suo turcimanno furono ben lontani di ricavare un costrutto chiaro e intero".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Alastair Hamilton, Alexander H. de Groot e Maurits H. van den Boogert, Friends and rivals in the East: studies in Anglo–Dutch relations in the Levant from the seventeenth to the early nineteenth century, BRILL, 2000, pp. 230 ss. ISBN 978-90-04-11854-6.
  2. ^ Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, "dragomanno" in Nuovo vocabolario illustrato della lingua italiana, 1ª ed., Le Monnier, 1987. ISBN 88-7045-081-3.
  3. ^ Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, "turcimanno" in Nuovo vocabolario illustrato della lingua italiana, 1ª ed., Le Monnier, 1987. ISBN 88-7045-081-3.
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