Vulcanologia d'Italia

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L'Italia è un paese vulcanicamente attivo[1], che contiene gli unici vulcani attivi nell'Europa continentale (mentre isole vulcaniche sono presenti anche in Grecia, nell'arco vulcanico dell'Egeo meridionale). Il vulcanismo del paese è dovuto principalmente alla presenza, a breve distanza a sud, del confine tra la placca euroasiatica e la placca africana. Si pensa che il magma eruttato dai vulcani italiani sia il risultato della subduzione e della fusione di una piastra sotto l'altra.

Esistono tre gruppi principali di vulcanismo: una linea di centri vulcanici che corrono verso nord-ovest lungo la parte centrale del continente italiano (l'arco vulcanico campano); un ammasso nel nord-est della Sicilia; e un altro gruppo attorno all'isola mediterranea di Pantelleria e al Canale di Sicilia.

A causa della loro posizione in zone densamente abitate, l'Etna e il Vesuvio sono stati inseriti nell'elenco dei Vulcani del decennio, una lista dei vulcani da tenere più sotto stretta sorveglianza stilata a livello globale.

Vulcani attivi[modifica | modifica wikitesto]

Tre vulcani italiani hanno eruttato negli ultimi cento anni:

Vulcani dormienti[modifica | modifica wikitesto]

Almeno altri nove centri vulcanici hanno visto eruzioni in tempi storici, tra cui alcuni vulcani sottomarini (montagne sottomarine). Nell'ordine delle eruzioni più recenti, sono:

  • Pantelleria, al largo delle coste della Tunisia, eruttò per l'ultima volta intorno al 1000 a.C. Nel 1831 e nel 1891 ci furono delle eruzioni sottomarine a pochi chilometri a nord-est dell'isola, che probabilmente erano collegata al vulcano principale.[5]
  • Vulcano, parte delle isole Eolie, eruttò per l'ultima volta nel 1888-1890.[6]
  • Vulcanello è un piccolo vulcano collegato da un istmo all'isola di Vulcano, che ha eruttato dal mare nel 183 a.C e ha mostrato attività occasionale in seguito fino al 16º secolo. Viene solitamente considerato come parte di Vulcano.[6]
  • I Campi Flegrei, un'enorme caldera contenente l'area occidentale di Napoli, eruttarono l'ultima volta nel 1538, generando un piccolo cono di tufo denominato Monte Nuovo.[7]
  • Ischia, un'isola a 20 chilometri a ovest di Napoli, l'ultima eruzione fu nel 1302.[8]
  • Larderello, nel sud della Toscana, eruttò per l'ultima volta nel 1282 con una piccola eruzione freatica. La sua natura di vulcano è stata però messa in discussione dal Global Volcanism Program,[9] e non è presente nell'elenco dell'INGV[1].
  • Lipari, un'isola a un paio di chilometri da quella di Vulcano, ha un vulcano che eruttò per l'ultima volta nel 1230.[10]
  • Vulsini (vulcano Bolsena, vulcano Latera, vulcano Montefiascone), un complesso di caldera all'estremità settentrionale della provincia magmatica romana (a nord del complesso vulcanico dei Monti Cimini ). Potrebbe aver eruttato per l'ultima volta nel 104 a.C.[11]
  • Colli Albani, un tranquillo complesso vulcanico nei pressi di Roma (sud). Le eruzioni più recenti hanno prodotto il Lago di Nemi e il Lago di Albano . Potrebbe aver eruttato l'ultima volta nel 5000 a.C, ma recentemente l'idea di eruzioni durante l'Olocene è stata messa in discussione[12], e l'ultima eruzione accertata è invece avvenuta nel 34.000 a.C.[13] Poiché tale intervallo temporale è paragonabile al tempo medio di dormienza del vulcano, esso non può comunque essere considerato spento.[14]
  • Panarea, parte delle Isole Eolie, eruttò l'ultima volta nel Pleistocene, ma un'elevata attività sismica e gassosa fa supporre che possa essere considerato quiescente.[15]
  • Monti Sabatini (vulcano Bracciano e Sacrofano ), un complesso vulcanico e la caldera vicino a Roma (nord). Eruttò per l'ultima volta nel 70.000 a.C, ma, come per i Colli Albani, non può ancora essere considerato spento.[14]
  • Monti Cimini (Monte Cimino e vulcano Vico), un complesso vulcanico e caldera a nord del complesso vulcanico di Sabatini. Eruttò per l'ultima volta nel 90.000 a.C
  • Roccamonfina, un complesso vulcanico a 50 km a nord di Napoli, eruttò per l'ultima volta nel Pleistocene. La testimonianza di un'eruzione nel 270 a.C. è considerata dubbia.[16]

Vulcani sottomarini[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai vulcani sulla terra emersa, sono presenti numerosi vulcani sottomarini nei mari che circondano l'Italia, in particolare nel Tirreno sud-orientale e nel Canale di Sicilia:

  • Marsili, un vulcano sottomarino nel Mar Tirreno. Marsili sorge a 3000 metri dai fondali marini del Mar Tirreno a sud-ovest di Napoli. La sua cima è a soli 500 metri sotto la superficie dell'acqua. Il vulcano ha eruttato l'ultima volta tra 2100 e 5000 anni fa[17], ed è considerato attivo, e potenzialmente pericoloso, in quanto un eventuale collasso dell'edificio vulcanico potrebbe innescare un maremoto.
  • L'Isola Ferdinandea emerse, in seguito a un'eruzione di tipo surtseiano, alcuni chilometri a nord-ovest di Pantelleria nel 1831, raggiungendo un'altezza massima di 63 metri, ma fu erosa di nuovo al livello del mare dopo alcuni mesi. La cima è ora a pochi metri sotto la superficie del mare. Potrebbe essersi verificata un'eruzione successiva nel 1863, ma non è dimostrato.[18] Uno sciame di piccoli terremoti nel 2002 portò a pensare che il magma si stesse muovendo sotto il vulcano, ma non si è verificata alcuna eruzione. Si ritiene che si tratti di un cono accessorio del vulcano sottomarino Empedocle.
  • Palinuro, un vulcano sottomarino del Mar Tirreno vicino alla costa del Cilento. Eruttò per l'ultima volta all'incirca nell'8000 a.C., e come il Marsili è considerato attivo e potenzialmente pericoloso.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b I vulcani in Italia, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  2. ^ Etna, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  3. ^ Stromboli, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  4. ^ Somma - Vesuvio, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  5. ^ Pantelleria, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  6. ^ a b Vulcano, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  7. ^ Campi Flegrei, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  8. ^ Ischia, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  9. ^ (EN) Robin George Andrews, An Italian Volcano Turned Out to Be a Fraud, su The Atlantic, 13 agosto 2019. URL consultato il 29 novembre 2020.
  10. ^ Lipari, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  11. ^ (EN) Global Volcanism Program | Vulsini, su Smithsonian Institution | Global Volcanism Program. URL consultato il 29 novembre 2020.
  12. ^ ingvvulcani, Le eruzioni recenti ai Colli Albani: un "mito" moderno, su INGVvulcani, 7 luglio 2020. URL consultato il 29 novembre 2020.
  13. ^ Colli Albani, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  14. ^ a b Redazione INGVvulcani, Monti Sabatini e Colli Albani: i vulcani gemelli addormentati alle porte di Roma, su INGVvulcani, 8 giugno 2020. URL consultato il 29 novembre 2020.
  15. ^ Panarea, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  16. ^ (EN) Global Volcanism Program | Roccamonfina, su Smithsonian Institution | Global Volcanism Program. URL consultato il 30 novembre 2020.
  17. ^ Marsili, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  18. ^ Ferdinandea, su INGVvulcani. URL consultato il 29 novembre 2020.
  19. ^ (EN) Global Volcanism Program | Palinuro, su Smithsonian Institution | Global Volcanism Program. URL consultato il 30 novembre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]