Vulcanologia d'Italia

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L'Italia è un paese vulcanicamente attivo, che contiene gli unici vulcani attivi nell'Europa continentale. Il vulcanismo del paese è dovuto principalmente alla presenza, a breve distanza a sud, del confine tra la placca euroasiatica e la placca africana. Si pensa che il magma eruttato dai vulcani italiani sia il risultato della subduzione e della fusione di una piastra sotto l'altra.

Esistono tre gruppi principali di vulcanismo: una linea di centri vulcanici che corrono verso nord-ovest lungo la parte centrale del continente italiano (l'arco vulcanico campano); un ammasso nel nord-est della Sicilia; e un altro gruppo attorno all'isola mediterranea di Pantelleria.

Vulcani attivi[modifica | modifica wikitesto]

Tre vulcani italiani hanno eruttato negli ultimi cento anni:

Vulcani dormienti[modifica | modifica wikitesto]

Almeno altri nove centri vulcanici hanno visto eruzioni in tempi storici, tra cui alcuni vulcani sottomarini (montagne sottomarine). Nell'ordine delle eruzioni più recenti, sono:

  • Pantelleria, al largo delle coste della Tunisia, eruttò per l'ultima volta intorno al 1000 a.C. Nel 1891 ci fu un'eruzione sottomarina a pochi chilometri a nord-est dell'isola, che probabilmente era collegata al vulcano principale.
  • Vulcano, parte delle isole Eolie, eruttò per l'ultima volta nel 1888-1890.
  • L'Isola Ferdinandea eruttò alcuni chilometri a nord-ovest di Pantelleria nel 1831 ad un'altezza massima di 63 metri, ma fu erosa di nuovo al livello del mare nel 1835. La cima è ora a pochi metri sotto la superficie del mare. Uno sciame di piccoli terremoti nel 2002 portò a pensare che il magma si stesse muovendo sotto il vulcano, ma non si è verificata alcuna eruzione.
  • Vulcanello è un piccolo vulcano collegato da un istmo all'isola di Vulcano, che ha eruttato dal mare nel 183 a.C e ha mostrato attività occasionale in seguito fino al 16° secolo.
  • I Campi Flegrei, un'enorme caldera contenente l'area occidentale di Napoli, eruttarono nel 1538, generando un piccolo cono di tufo denominato Monte Nuovo.
  • Ischia, un'isola a 20 chilometri a ovest di Napoli, l'ultima eruzione fu nel 1302.
  • Larderello, nel sud della Toscana, eruttò per l'ultima volta nel 1282 con una piccola eruzione freatica.
  • Lipari, un'isola a un paio di chilometri da quella di Vulcano, ha un vulcano che eruttò per l'ultima volta nel 729.
  • Vulsini (vulcano Bolsena, vulcano Latera, vulcano Montefiascone), un complesso di caldera all'estremità settentrionale della provincia magmatica romana (a nord del complesso vulcanico dei Monti Cimini). Eruttò per l'ultima volta nel 104 a.C.
  • Monte Albano, un tranquillo complesso vulcanico nei pressi di Roma (sud). Le eruzioni più recenti hanno prodotto il Lago di Nemi e il Lago di Albano. Eruttò l'ultima volta nel 5000 a.C.
  • Monti Sabatini (vulcano Bracciano e Sacrofano), un complesso vulcanico e la caldera vicino a Roma (nord). Eruttò per l'ultima volta nel 40.000 a.C
  • Monti Cimini (Monte Cimino e vulcano Vico), un complesso vulcanico e caldera a nord del complesso vulcanico di Sabatini. Eruttò per l'ultima volta nel 90.000 a.C

Status[modifica | modifica wikitesto]

Diversi vulcani in Italia hanno eruttato in passato, ma questi eventi non sono confermati:

  • Roccamonfina, un complesso vulcanico a 50 km a nord di Napoli, eruttò nel 270 a.C, ma non è sicuro se questo evento sia stato davvero un'eruzione vulcanica o meno.
  • Monte Vulture, complesso vulcanico in Basilicata. L'ultima eruzione fu nel 40.000 a.C.
  • Marsili, un vulcano sottomarino nel Mar Tirreno. Marsili sorge a 3000 metri dai fondali marini del Mar Tirreno a sud-ovest di Napoli. La sua cima è a soli 500 metri sotto la superficie dell'acqua. Il vulcano non è esploso durante la storia registrata, ma è attivo.[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]