Stefano Cairola

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Stefano Cairola (Siena, 29 novembre 1897Milano, 24 marzo 1972) è stato un gallerista, mercante d'arte, critico d'arte e antiquario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Abbandona giovanissimo la propria città natale, Siena, che sente troppo provinciale. Si arruola nel corpo degli Alpini e partecipa alla prima guerra mondiale. Finita la guerra si stabilisce a Milano dove trova lavoro presso la redazione de Il Corriere della Sera in qualità di correttore di bozze[1].

La prima occasione di avvicinarsi all'arte si presenta al Cairola nel 1933 quando Agostino Mario Comanducci, antiquario di Borgo San Sepolcro, gli propone di svolgere una ricerca in vista della pubblicazione de I pittori italiani dell'Ottocento. Dizionario critico e documentario[2].

A Genova[modifica | modifica wikitesto]

Fino ai primi anni quaranta Cairola vive a Genova, dove lavora come curatore presso il Cenacolo della Galleria San Giorgio e dove nel 1935 assume la direzione della Galleria Genova di Gino Tonini, per poi rilevarne la gestione l'anno successivo[3]. All'interno della galleria cerca di favorire un clima salottiero, attirare visitatori e suscitare vivaci dibattiti intorno agli artisti ospitati.
Tra il 1934 e il 1940 vi espongono gran parte dei protagonisti del rinnovamento artistico del novecento: Arturo Molinari, Prampolini, Stephania Guerzoni, Ida Donati, Carrà, Morandi, Martini, Marussig, Marini, Fontana, Campigli, de Chirico, Severini, Bernasconi, Reggiani, Gigiotti Zanini, Melotti, Paresce, Gino Ghiringhelli, Funi, Romanelli, Borra, Daphne Maugham Casorati, Licini, Fiorenzo Tomea, Umberto Mastroianni, Toti Scialoja, Domenico Cantatore, Guglielmo Pasqualino Noto, Aurelio de Felice e molti altri. Nel 1940 allestisce una personale di Ottone Rosai e l'anno successivo di Filippo de Pisis.

Nel frattempo stringe rapporti d'affari con galleristi milanesi, in particolare con la Galleria il Milione, con cui tratta artisti noti ma anche giovani emergenti, o sconosciuti di provincia; fra loro Guttuso, Migneco, Franchina, Manzù, Birolli, Sassu, Soldati, Menzio e Fontana[4].

Inizia a collaborare con Alberto della Ragione, anche lui residente a Genova, mecenate e collezionista d'arte già in possesso di un cospicuo numero di opere rappresentative della nuova pittura italiana.

A Milano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940 a Milano gestisce una galleria in via del Corso che solo due anni dopo viene distrutta da un bombardamento aereo. Sposta definitivamente la propria residenza nel capoluogo lombardo quando Alberto della Ragione, all'inizio del 1942 gli offre la direzione della Galleria della Spiga e di Corrente, (ex Bottega di Corrente), che aveva appena rilevato. Le prime mostre milanesi organizzate da Cairola sono dedicate a Birolli e ai disegni inediti di Scipione. Ma la collaborazione con della Ragione non dura a lungo, fra loro emergono contrasti e divergenze; nel luglio dello stesso anno Cairola si licenzia[5] e alla direzione della galleria gli succede Raffaele De Grada[6].

Lo scoppio della seconda guerra rallenta l'attività espositiva, fino ad interromperla completamente quando un'irruzione della polizia nell'aprile del 1943, durante una mostra dedicata a Vedova, provoca la chiusura della Galleria della Spiga[7]. Sarà riaperta nel 1945/46 da Cairola a Palazzo Garzanti, al numero 30 della stessa via della Spiga.

Nel periodo post bellico di maggior crisi, per venire incontro agli artisti, soprattutto scultori, promuove il "Premio di Scultura della Spiga" (25 maggio-13 giugno 1946), insieme allo scultore Giacomo Manzù e ai pittori Aligi Sassu e Carlo Zocchi. Alla mostra prendono parte una cinquantina di scultori, alcuni già affermati, altri pressoché inediti[8].

Nell'ottobre del 1946 partecipa alla costituzione del gruppo Nuova Secessione Artistica Italiana. Sono un gruppo di artisti la cui attività si sviluppa intorno a tre sedi: una base veneziana, gestita da Giuseppe Marchiori, una milanese, avente come esponenti Birolli e Morlotti (che vivevano a Parigi), coordinata da Cairola e dallo stesso Marchiori; una romana, organizzata attorno alla figura di Guttuso, che per dare un carattere di specificità generazionale al movimento, spingerà per il cambio del nome in Fronte nuovo delle arti. Il gruppo pubblica un proprio manifesto, i firmatari sono: Emilio Vedova, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Armando Pizzinato, Giuseppe Santomaso, Alberto Viani, Bruno Cassinari, Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi. Successivamente aderiranno al gruppo anche: Mafai, Santo Marino, Consagra, Corpora, Fazzini, Giovanni Paganin, Afro e Mirko Basaldella, Treccani, Moreni[9]. Nel 1947 alla Galleria della Spiga viene allestita la prima mostra del Fronte Nuovo delle Arti (12 giugno - 12 luglio) sostenuta criticamente da Giuseppe Marchiori[10], ma non ottiene il successo sperato, vengono venduti solo alcuni quadri di Guttuso[11]. Dopo il fallimento della mostra Cairola cambierà il nome della galleria in Galleria d'arte Cairola[12].

Divulgatore e talent scout[modifica | modifica wikitesto]

Il desiderio di favorire l'affermazione di giovani artisti e la convinzione della necessità di portare l'arte verso tutte le classi sociali, induce Cairola ad uscire dalla propria galleria e a decentrare parte dell'attività: organizza eventi espositivi in centri periferici e di villeggiatura; sostiene e istituisce Premi in piccoli paesi e ne presiede la giuria, sempre con lo scopo di accorciare la distanza fra l'arte e i suoi destinatari.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1947, il Premio nazionale di pittura Auronzo[13].
  • 1948, il Premio Suzzara[14], organizzato in collaborazione con Dino Villani e Cesare Zavattini[15][16] per consentire al comune di costituire un primo nucleo di opere per una futura pinacoteca, grazie alla formula del premio-acquisto. Gli artisti vincitori vengono premiati con prodotti locali: insaccati, vino, formaggi, o con animali come puledri, vitelli, suini, ecc. Nel 1953 Cairola ospiterà alla Spiga l'edizione milanese del Suzzara; qui le opere verranno assegnate a chi offrirà un premio-acquisto, costituito da elettrodomestici, biciclette e motocicli, abiti e persino una Fiat 500 offerta dalla Sipra[17].
  • 1950, a Bolzano Cairola mostra una certa attenzione, allora inconsueta, per la pittura femminile attraverso il Premio Bolzano per le pittrici che nel 1954 si trasforma in IV Premio internazionale per le pittrici[18].
  • 1957, a Forlì per l'apertura della Casa-Albergo per artisti voluta da Aldo Garzanti, organizza il Premio Forlì per la pittura, la scultura e il disegno.
  • 1961, a Milano il Premio Koh-I-Noor 1961 per il disegno voluto dalla società Koh-I-Noor Hardtmuth; la Galleria d'Arte Cairola per l'occasione collabora con la Galleria Mediterranea. Vi partecipano 67 artisti da tutta Italia tra cui Giovanni Brancaccio, Alberto Chiancone, Carlo Striccoli[19].

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • 1949, a Milano nella propria galleria, durante il concorso di Miss Italia organizza la mostra La Bella Italiana nella Pittura Contemporanea, esperienza che ripeterà nell'edizione del 1953 spostando l'esposizione direttamente ad Alassio[20].
  • 1950-51, in occasione del Giro d'Italia, allestisce una mostra itinerante dal titolo 196 pittori al Giro d'Italia della pittura contemporanea, che toccherà numerose tappe[21], spesso piccoli centri, che vedono per la prima volta opere di artisti dei quali forse non hanno mai sentito parlare.
  • 1951, ad Acitrezza realizza in funzione turistico-artistica il Premio Acitrezza, un premio tematico destinato a opere che rappresentano paesaggi ed immagini suggestive della città stessa; in seguito le opere vincitrici vengono esposte nelle più grandi città italiane.
  • 1952, nei padiglioni della fiera di Messina è la volta della Prima mostra della ceramica italiana; qui Cairola allestisce una sala completamente dedicata alle ceramiche di Picasso; inoltre incoraggia e favorisce l'iniziativa di Tullio Mazzotti che fa eseguire pezzi unici in ceramica da pittori e scultori come Manzù, Fontana, Sassu, Fabbri, Parini, per promuovere la ceramica di Albissola[22].
  • 1957, a Messina mostra Cento opere di sessantasette "firme" a Messina
  • 1958, a Trapani mostra Trenta artisti alla Galleria d'arte della città di Trapani
  • 1958, a Cantù, durante lo svolgimento del Premio città di Cantù. Pittura e scultura nell'arredamento, espone le opere nei Saloni del Mobile, locali allestiti e arredati similmente alle abitazioni dei potenziali acquirenti.

Stefano Cairola è anche un talent scout: scopre alcuni artisti come il pittore-contadino Bruno Rovesti e lo sculture-boscaiolo Alberto Sani, per entrambi organizza mostre e stampa cataloghi. Negli ultimi anni promuove pittori italiani anche all'estero, inserendo anche i naïf, e li porta in tournée per l'Europa.

Muore a Milano il 24 marzo 1972.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

(Elenco non esaustivo)

  • Corinna Pastore pittrice, Milano, Artisti d'Italia, 1932.
  • Francesco Vercelli pittore paesista (1842-1927), Milano, Artisti d'Italia, 1932.
  • Angelo Malinverni: pittore, Milano, Artisti d'Italia, 1932.
  • Giuseppe Moreno: acquafortista, Milano, Artisti d'Italia, 1932.
  • Raccolta Luigi Arnaldo Vassallo (Gandolin). Cenacolo Galleria San Giorgio, Genova, Danovaro, 1933.
  • Disegni inediti di Scipione dal 28 Marzo al 12 Aprile 1942, Milano, Galleria della Spiga, 1942.
  • Il Fiore, Galleria d'arte moderna, Firenze, Giannini & Giovannelli, 1943.
  • Arte italiana del nostro tempo. Saggi critici di Luciano Anceschi, Bergamo, Arti Grafiche, 1946.
  • Prima mostra del Fronte nuovo delle arti, catalogo della mostra, Milano, Galleria della Spiga, 1947.
  • 196 pittori al 1º Giro d'Italia della pittura contemporanea (1950-1951), Milano, Galleria Cairola, 1950.
  • 5 pittori di Marsala: Galleria d'arte Cairola, Milano, Galleria d'arte Cairola, 1956.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo Stefano Cairola[23] nel 2001 è stato donato dagli eredi alla Biblioteca Umanistica dell'Università degli studi di Siena[24]. Gli estremi cronologici vanno dal 1931 al 1973.

I materiali riguardano:la corrispondenza, circa 1500 tra lettere, cartoline, telegrammi; atti e documenti di carattere amministrativo, dichiarazioni di autenticità di opere, verbali di giurie di premi; materiale bibliografico, giornali, riviste; circa 400 fotografie relative a singoli artisti e alle loro opere; tre schizzi non firmati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cairola Stefano da Siena, su http://siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 10 marzo 2018.
  2. ^ Agostino Mario Comanducci, I pittori italiani dell'ottocento: dizionario critico e documentario, Milano, Casa Editrice Artisti d'Italia, 1934.
  3. ^ Piersimoni, p. 225
  4. ^ Piersimoni, p. 225
  5. ^ Piersimoni, p. 225-227
  6. ^ Gioia Sebastiani, I libri di Corrente: Milano 1940-43, una vicenda editoriale, Pendragon, p. 36. URL consultato il 5 febbraio 2018.
  7. ^ Luciano Caramel (a cura di), Arte in Italia, 1945-1960, Vita e Pensiero, 1994, p. 38, ISBN 88-343-4885-0. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  8. ^ Stefano Cairola, Carattere del Premio, in Premio di Scultura della Spiga. Milano, Galleria della Spiga, 25 maggio-13 giugno 1946, Bergamo, Arti Grafiche, 1946.
  9. ^ Massimo Melotti, Vicende dell'arte in Italia dal dopoguerra agli anni Duemila: Artisti Gallerie Mercato Collezionisti Musei, Milano, Franco Angeli, 2017, p. 19. URL consultato il 5 febbraio 2018.
  10. ^ Prima mostra del Fronte nuovo delle arti, catalogo della mostra, Milano, Galleria della Spiga, 1947.
  11. ^ Le grandi speranze del "Fronte nuovo", su http://ricerca.repubblica.it, 15 settembre 1997. URL consultato il 10 marzo 2018.
  12. ^ Nel novembre 1965 verrà trasferita in via Senato
  13. ^ Il gotha dell'arte torna ad Auronzo con Schweiger, su ilgazzettino.it, 20 giugno 2014. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  14. ^ Premio Suzzara, pagina ufficiale, su premiosuzzara.it.
  15. ^ Ufficio di revisione antropica (Indagine sul Premio Suzzara), su premiosuzzara.it. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  16. ^ 46° edizione Premio Suzzara 2008 "Nuove sinestesie", su mantovaninelmondo.com. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  17. ^ Piersimoni, pp. 225-227
  18. ^ Premio Bolzano per le pittrici, in Archivio digitale della Galleria Nazionale. URL consultato il 10 marzo 2018.
  19. ^ Galleria Mediterranea. Anni Sessanta, su mediterranea-arte.com. URL consultato il 10 marzo=2018.
  20. ^ La bella italiana nella pittura contemporanea: Galleria Cairola e Salone dell'Illustrazione Italiana, Milano dicembre 1951, Milano, Comitato Nazionale La bella italiana, 1953.
  21. ^ Gli artisti presentati: Campigli, Carena, Carrà, Casorati, Conti, De Chirico, De Pisis, Funi, Guidi, Morandi, Pirandello, Rosai, Sassu, Semeghini, Severini, Sironi, Soffici, Tallone, Tosi, Tozzi, Vagnetti
  22. ^ Stefano Cairola, Giampiero Giani, Guido Ballo e Giuseppe Grieco, Catalogo della prima mostra della ceramica d'arte italiana, promossa dall'Azienda autonoma di soggiorno e turismo: Messina, 21 giugno-13 luglio 1952, Milano, Tip. Giani, 1952.
  23. ^ Fondo Cairola Stefano, su SIUSA Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 12 settembre 2018.
  24. ^ Archivio Stefano Cairola, su http://www.sba.unisi.it. URL consultato il 10 marzo 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristina Piersimoni, In ricordo di Stefano Cairola, in Il Fronte Nuovo delle Arti. Nascita di una Avanguardia, catalogo della mostra (Vicenza, 13 settembre-16 novembre 1997), Vicenza, 1997, pp. 130-139.
  • Cristina Piersimoni, Chi era Stefano Cairola?, in Enrico Crispolti e altri (a cura di), Renato Guttuso. Dipinti e disegni 1932 – 1986, Bologna, Edizioni Marescalchi, 1998, pp. 225-227.
  • Enrico Crispolti, Un pittore e un mercante d’arte: Renato Guttuso e Stefano Cairola, in Enrico Crispolti e altri (a cura di), Renato Guttuso. Dipinti e disegni 1932 – 1986, Bologna, Edizioni Marescalchi, 1998, pp. 215-223.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]