Mauro Reggiani

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Senza titolo, bozzetto per mosaico (1955), Collezione Mosaici Moderni della Pinacoteca di Ravenna

Mauro Reggiani (Nonantola, 11 agosto 1897Milano, 20 maggio 1980) è stato un pittore italiano.

Subito dopo la Prima guerra mondiale si lega in amicizia con i pittori Carlo Dalmazzo Carrà, Achille Funi e Pietro Marussig. A Parigi, dove si reca nel 1926 e nel 1930, conosce Vassily Kandinsky, Alberto Magnelli, Jean Arp e Max Ernst.

Partecipa alla prima mostra dell'astrattismo italiano organizzata nel 1934 alla Galleria del Milione a Milano. È tra i firmatari del primo manifesto dell'Astrattismo e fautore appassionato di nuove aperture dell'arte e di nuovi rapporti più coerenti con la cultura straniera di avanguardia.

A Torino, nel 1935, espone nella galleria di Casorati e di Paulucci. Nel 1938, fu incaricato dell'affrescatura della chiesa del Villaggio Battisti, in Cirenaica.

Partecipa alle maggiori rassegne nazionali ed estere fino alla forzata parentesi di inattività a causa del secondo conflitto bellico. A guerra finita ritorna a Milano ed espone con il gruppo di Gillo Dorfles, Bruno Munari, Mario Radice, Manlio Rho e Atanasio Soldati.

Nel 1960 partecipa alla Mostra storica dell'Astrattismo Construction and Geometry in Painting, tenutasi a New York. Viene premiato alla Biennale di Venezia e quindi, nel 1965, vince il primo premio della Quadriennale d'Arte di Roma.

Nel 1982 partecipa alla collettiva Maestri e Giovani nel Centro d'Arte Cultura e Costume in via Manzoni 45, a Milano, con una presenza postuma, assieme, tra gli altri, ad Ottone Rosai, Attilio Alfieri, Virgilio Guidi, ai giovani Lino Riccardi e Nino Bonacina, a Ernesto Treccani, Domenico Purificato, Remo Brindisi, Tonino Scuccimarra, Galliano Mazzon.

Reggiani è una delle figure più significative di un momento ben preciso della cultura italiana, quando ebbero origine quelle aspirazioni e quelle tendenze di rinnovamento che la misero in agitazione, imbrigliata dal pesante giogo del momento storico.

Riposa a Milano, al Cimitero di Lambrate[1].

Stile[modifica | modifica wikitesto]

La visione astratta di Reggiani si svolge con coerente e rigorosa evoluzione, sempre legata ad una disciplina formale che rifiuta ogni compiacimento decorativo. L'artista tende ad una ricerca di espressione assoluta attraverso la rappresentazione di forme geometriche esaltate da una fantasia inventiva grafica di efficace originalità. Forme e rapporti di colore sono tesi ad una aspirazione di carattere spirituale, alla quale l'artista tende attraverso una meditata architettura organica della visione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN12574299 · ISNI (EN0000 0000 7845 5639 · SBN IT\ICCU\CFIV\013914 · LCCN (ENn83034933 · BNF (FRcb14953014q (data) · ULAN (EN500028551