Giuseppe Graziosi

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Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro, 25 gennaio 1879Firenze, 2 luglio 1942) è stato un pittore, scultore, incisore e fotografo italiano.

Biografia e Attività[modifica | modifica wikitesto]

1 - LA FORMAZIONE (1879 - 1902)

1879 - Nasce il 25 gennaio a Savignano (Modena) da Pietro Graziosi e Angelica Marchi, contadini. Fin da piccolo, mentre vigila le pecore al pascolo, modella con la terra piccole sculture che rivelano le sue doti artistiche ad Arsenio Crespellani, sindaco del paese, che lo mantiene agli studi.

1892 - 98 - Frequenta il Regio Istituto di Belle Arti di Modena, dove conosce la pittura naturalistica ispirata alla Scuola di Barbizon e ai temi del realismo sociale proposti nel tardo Ottocento. Segue i corsi di scultura di G. Gibellini e si diploma nel 1898. Nello stesso anno partecipa all'Esposizione nazionale di Torino con Il Figlio della gleba (gesso color terracotta, Modena, Gipsoteca Graziosi) opera che, seppure legata a moduli tradizionali, è impregnata di tematiche sociali e ideologie umanitarie che caratterizzeranno l'intera produzione del Graziosi.

1898 -99 - Si iscrive all’Accademia di Firenze per frequentare la Scuola del Nudo e l’insegnamento Superiore della Scuola di Scultura con il professor Augusto Rivalta.

A Firenze conosce Armando Spadini, Oscar Ghiglia, Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini e si lega di un’amicizia duratura con Ardengo Soffici, con il quale divide lo studio in via degli Orti Oricellari.

1900 -1902 – Il primo grande successo artistico arriva a Parigi con la partecipazione all'Esposizione Universale del 1900, in cui risulta vincitore della medaglia di bronzo per la scultura Il fonditore (gesso color terracotta, Modena, Gipsoteca Graziosi)

Assolve il servizio militare a Roma nella caserma della Traspontina come addetto, prima, alla Sezione Fotografica di Monte Mario, poi, alla sezione restauri di Castel Sant’Angelo.

Nel 1902 si trattiene a Roma dove frequenta la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti. Partecipa alla LXXII Esposizione della Società Amatori e Cultori di Belle Arti a Roma; tra le opere esposte, I testardi e L’uomo che si leva la camicia [All’opera] (gesso color terracotta, Modena, Gipsoteca Graziosi). Esegue la tomba di Arsenio Crespellani per il cimitero di San Cataldo a Modena.

2 - ADESIONE ALL’IMPRESSIONISMO INTERNAZIONALE (1903 - 1919)

1903 - Visita Parigi, dove incontra l’amico Ardengo Soffici e collabora con lo scultore carpigiano Salesio Lugli. Durante questo soggiorno, conferma la sua ammirazione per Rodin e Millet.

E’ invitato alla V Esposizione internazionale di Venezia, appuntamento al quale sarà presente costantemente sino all'anno della sua morte; qui espone l’Automa, intitolato originariamente Il vecchietto che batte la falce (gesso a Modena, Gipsoteca Graziosi).

Partecipa alla XII-XIII Triennale di Modena ed al Concorso per il Pensionato Artistico Nazionale.

1904 - Partecipa alla Mostra di Palazzo Corsini a Firenze, insieme ai “dissidenti” Galileo Chini, Plinio Nomellini, Ludovico Tommasi, Giovanni Costetti e altri. Alla Promotrice di Firenze ottiene il primo premio per la scultura.

Vince, a Bologna, il Premio Baruzzi per la scultura con All'opera (gesso color bronzo, Modena, Gipsoteca Graziosi; altro esemplare in marmo, a Bologna, Museo d’Arte Moderna). Opere coeve, o poco più tarde, quali Maldicenza (ante 1905, terracotta, Modena, Gipsoteca Graziosi), e le tre conservate nella stessa Gipsoteca, databili al primo decennio del Novecento, Suonatrice ambulante (gesso originale patinato color bronzo), La madre (gesso) e Nei campi (gesso originale patinato color terracotta), sono tra le più alte interpretazioni che il Graziosi dà della naturale condizione umana nella vita rustica.

Parallelamente all'attività di scultore si dedica con impegno anche alla pittura, per la quale predilige le stesse tematiche agresti; alla XIV Triennale di Milano (1903-05) partecipa con il dipinto Estate (Modena, palazzo della Provincia). A Firenze prende parte a tutte le manifestazioni d'avanguardia dei primi del Novecento; appartiene al gruppo della Giovane Etruria, fondato da Plinio Nomellini, con il quale partecipa alla Mostra nazionale di Milano del 1906, dove espone Interno di stalla al lume della lucerna e Vita semplice, opera oggi dispersa. In Ballo paesano (Piacenza, Galleria Ricci-Oddi) le figure si animano attraverso le linee di contorno, in un movimento dinamico che coinvolge ritmo, azione, spazio e tempo. Il Graziosi utilizza la pittura come mezzo per fermare le impressioni in maniera quasi istintiva, secondo la lezione di Millet, descrivendo la realtà della vita nei campi senza mai inserirvi elementi simbolici e senza lasciare spazio a elaborazioni fantastiche. In Alberi al vento a Savignano e Raccolta delle mele a Savignano, entrambe del primo decennio del Novecento (olio su tela, Modena, Museo civico) il tocco vibrante del pennello e lo sfaldamento dei contorni suggeriscono un confronto con l'opera di Eugenio Bazzano.

1905 – Vince il premio della Camera di Commercio di Firenze con il bassorilievo Aratura.

Partecipa alla VI Esposizione Internazionale di Venezia.

1906 - Sposa Bianca Coduri, conosciuta all’Accademia di Firenze, dove era allieva della Scuola di Ornato e, per il Disegno, di Giovanni Fattori, dalla quale ebbe due figli, Paolo e Rosetta.

Partecipa all’ Esposizione Nazionale di Milano nel Gruppo della

“Giovine Etruria”, capeggiato da Galileo Chini e Plinio Nomellini.

1907 – La scultura con la quale si presenta alla Biennale di Venezia, La moglie di Putifarre (andata perduta) apre al tema del nudo femminile sul quale l'artista torna spesso.

Partecipa all’Esposizione di Belle Arti a Roma.

1908 - A Bologna, vince un altro premio al concorso Baruzzi, questa volta per la pittura, con Malocchio (1908, Bologna, Museo d’Arte Moderna), dipinto che - come Estate - racconta della vita all' aria aperta e del mondo rustico, uscendo da quella intimità familiare che il Graziosi rende protagonista di opere coeve quali Mio figlio (1909 circa, Firenze, collezione privata) e La madre (1908, Modena, Museo civico) esposta a Venezia nel 1912

1909 - Conosce Ugo Ojetti, celebre critico d’arte.

Prima Mostra Romagnola d’arte a Faenza.

1909-1910 - Partecipa alla VIII e alla IX Esposizione Internazionale di Venezia.

1911 – E’ presente all'Esposizione internazionale di Roma con Il profeta Ezechiele (gesso, Modena, Gipsoteca G. Graziosi; altro esemplare in bronzo, Modena, cimitero di S. Cataldo, tomba Giovanardi).

1912 - Partecipa alla X Esposizione Internazionale di Venezia. Tra le opere esposte si ricorda la Lupa (gesso, Modena, Gipsoteca Graziosi; altro esemplare in marmo, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna).

1913 - Partecipa, ancora con il gruppo della Giovine Etruria, alla Secessione romana; nello stesso anno è presente all'Esposizione internazionale di pittura, scultura, architettura "Bianco e Nero" di Firenze.

Monumento funerario nel Cimitero monumentale di Rosario di Santa Fè.

Partecipa al Concorso internazionale per il bozzetto del Monumento a Don Bosco da erigersi a Torino.

1914 - Ottiene la nomina all’Accademia di Firenze, come assistente di Domenico Trentacoste alla Cattedra di Scultura.

Partecipa alla XI Esposizione Internazionale di Venezia.

1915 – Vince la titolarità alla Cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Milano.

Viene premiata a San Francisco la Susanna (gesso, Modena, Gipsoteca; altro esemplare in marmo: Venezia, Museo d'arte moderna; bronzo: Piacenza, Galleria Ricci-Oddi), già presentata alla Biennale nel 1914.

Dal 24 maggio del 1915 alla fine del 1918 è richiamato alle armi e presta servizio, come disegnatore, presso la Direzione del III Reggimento Genio-Specialisti Fotografi.

1916 - Vince il premio Principe Umberto all'Esposizione nazionale di Brera con la Bagnante (gesso, Modena, Gipsoteca Graziosi; altri esemplari in marmo: Lima, Galleria d'arte italiana, e in bronzo, Bazzano, Palazzo comunale).

Partecipa alla mostra degli acquafortisti italiani a Londra.

1918 - Mostra personale a Firenze, nelle sale della Florentina Ars a Palazzo Antinori.

1919 – Rientra in servizio presso la Reale Accademia di Belle Arti di Milano e nell’ottobre-novembre tiene una mostra personale alla Galleria Pesaro nella stessa città.

3 - IL RITORNO ALLA TRADIZIONE (1920 - 1935)

1920 - Riceve l'onorificenza di commendatore della Corona d'Italia;

espone La piazza Grande a Modena (andata perduta) nella sezione pittura della XII Esposizione Internazionale di Venezia .

Con le stampe raffiguranti due stazioni della Via Crucis vince il concorso indetto dall’Opera di Soccorso per le chiese danneggiate dalla guerra nel Veneto, promosso da Ugo Ojetti.

1921 - Fa parte della giuria d'accettazione alla Primaverile di Firenze, esposizione cui partecipò con otto dipinti a olio, tra i quali La zia Luigia, Mercato, La chiesa della Salute.

1922 - Partecipa alla XIII Esposizione Internazionale di Venezia.

1922/1923 - Esegue la Fontana dell’unione delle razze a Lima in Perù.

1924 – Nel gennaio si trasferisce, su personale richiesta per motivi di salute, a Napoli come titolare della cattedra di plastica della figura all'Accademia di Belle Arti, dove rimane per due anni. Non interrompe i contatti con la sua Modena, tanto che in quello stesso anno fa parte della commissione per la sistemazione della facciata del duomo.

E’ invitato alla Biennale di Venezia con una mostra personale, dove espone sculture tra le quali una Diana (opera in gesso, oggi dispersa); All'opera (vincitrice del concorso Baruzzi nel 1904); le già citate Suonatrice ambulante e Nei campi; Massaia, già esposta a Milano nel 1919 (gesso color bronzo, Modena, Museo civico di storia e arte medievale e moderna), una Bagnante, un San Francesco ed il ritratto in bronzo del Pittore Giacomo Lolli (gesso, Modena, Museo civico di storia e arte medievale e moderna; altro esemplare in bronzo, Milano, Galleria d'arte moderna), che rientra nella serie dei ritratti familiari degli amici pittori.

Acquista una villa a San Remo dove trascorre i mesi invernali e dove esegue numerose opere.

1926 - Viene trasferito da Napoli all'Accademia di Belle Arti di Firenze come titolare della cattedra di plastica della figura.

Partecipa alla XV Esposizione Internazionale di Venezia.

Esegue il Monumento a Cristoforo Colombo a La Paz (Bolivia) su commissione della colonia italiana boliviana in occasione del centenario della liberazione.

1927 - Realizza tre dipinti decorativi per la filiale di Piacenza del Banco di Roma (Piacenza romana, Piacenza medievale, Piacenza moderna).

1928 - Partecipa alla XVI Esposizione Internazionale di Venezia. Ad una colazione con Soffici , esprime il suo distacco dal “Novecento”.

1929 - Esegue il Monumento equestre a Mussolini collocato nello Stadio di Bologna, un grande bronzo, oggi distrutto, per il quale Giuseppe Graziosi sceglie un linguaggio neorinascimentale.

1930 - Partecipa alla XVII Esposizione Internazionale di Venezia ed alla IV Mostra Regionale d’Arte Toscana, Firenze.

1931 - Partecipa alla I Quadriennale di Roma. Esegue a Modena le Fontane per il Mercato Coperto e per la Piazza XX Settembre.

1932 - Partecipa alla XVIII Esposizione Internazionale di Venezia.

1934 - Partecipa alla XIX Esposizione Internazionale di Venezia e tiene una personale a Livorno, Bottega d'Arte, con la presentazione di Italo Cinti.

1935 - Partecipa alla II Quadriennale di Roma.

Nel decennio tra il 1920 e il 1930 realizza opere quali Ninfa o Sorgente, un bozzetto in creta per una fontana mai compiuta (la versione in bronzo, oggi dispersa, fu esposta alla Biennale di Venezia nel 1926), La fanciulla con cesto e spighe in bronzo per il mercato coperto di Modena, il Putto e l'oca in bronzo per la piazza del Mercato (1931; altro esemplare, Modena, Museo civico).

Parallelamente a questi soggetti il Graziosi si avvicina a temi sacri passando da molteplici varianti per il Compianto sul Cristo morto (tutte ante 1924: Milano, cimitero Monumentale; Modena, cappella del cimitero di S. Cataldo; Savignano sul Panaro, parrocchiale), del S. Francesco (1938) per la fontana in piazza S. Francesco a Modena (gesso originale patinato color terracotta, Modena, Gipsoteca Graziosi).

Negli anni Trenta torna sul tema del nudo femminile realizzando sculture quali Eva (1931) ( gesso nella Gipsoteca di Modena ed altro esemplare in bronzo a Milano, Galleria d'arte moderna), La Purezza, esposta a Venezia nel 1934 e Adolescente (1930-36, entrambe presenti nella versione in gesso nella Gipsoteca di Modena), ove le figure appaiono chiuse in linee morbide e pulite.

4 - IL DISFACIMENTO DELLA FORMA (1936 - 1942)

1936 - Acquista il Castello di Maranello, che usa come residenza estiva, con ampio studio nella chiesetta annessa.

Partecipa alla XX Esposizione Internazionale di Venezia.

È nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia

Partecipa al Concorso per il Monumento alla Regina Margherita (Premio San Remo).

1938 - Partecipa alla XXI Esposizione Internazionale di Venezia.

Realizza per la fontana in piazza Garibaldi a Modena le figure del Secchia e del Panaro (i gessi originali sono nella Gipsoteca di Modena).

1940 – Espone alla galleria Duomo di Milano una serie di dipinti, fra cui Toletta (Milano, Galleria d'arte moderna).

Partecipa con una grande tela al concorso di Cremona per la "battaglia del grano".

Partecipa alla XXII Esposizione Internazionale di Venezia con una Mostra personale.

1941 - Mostra personale alla Galleria d'Arte di Firenze.

1942 - Partecipa alla XXIII Esposizione Internazionale di Venezia e tiene una personale alla Galleria Duomo di Milano con la presentazione di Raffaello Franchi.

È presente alla III Quadriennale romana.

Una delle ultimissime opere del Graziosi è il Gesù Crocifisso, opera fortemente spirituale, fatta fondere in bronzo dalla moglie dopo la morte e oggi collocata nel catino absidale della chiesa dei Ss. Pietro e Paolo a Roma (gesso originale e croce lignea, Modena, Gipsoteca Graziosi).

Muore il 2 luglio. Viene commemorato il 29 settembre a Maranello con una cerimonia cui partecipano gli amici e i colleghi di Accademia, fra cui Felice Carena, Ardengo Soffici, Baccio Maria Bacci, Francesco Messina, Italo Griselli.

Esposizioni postume[modifica | modifica wikitesto]

1943 - Retrospettiva, Galleria d'Arte Michelangiolo, Firenze, 22 aprile-2 maggio.

1945 - Mostra dell’autoritratto dal Cinquecento fino ai giorni nostri, Modena, Loggia del Mercato, novembre.

1946 - Maestri della pittura contemporanea, Modena, Università, 24 febbraio-10 marzo.

1947 - Mostra postuma, Firenze, Galleria Tallone.

1948 - Dall'Otto al Novecento. Otto momenti di pittura in Toscana, Firenze, Circolo degli Artisti.

Opere scelte di Giuseppe Graziosi, Galleria Firenze, 30 ottobre – 10 novembre

1952 - Mezzo secolo d'arte toscana, 1901-1950, Firenze, Palazzo Strozzi.

1953 - Mostra postuma di pittori modenesi, Modena, Galleria d’Arte “Righi”.

1955 - VII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, Roma, Palazzo delle Esposizioni, novembre 1955-aprile 1956.

1958 - Maestri italiani della pittura contemporanea, Modena.

1963 - Scultura pittura incisione di Giuseppe Graziosi, Firenze, Palazzo Strozzi, 16 novembre-8 dicembre.

Giuseppe Graziosi. Nel Ventennio della morte, Modena, Sala Comunale di Cultura, dicembre 1963- gennaio 1964.

1965- Mostra della Donazione Cambi, Modena, Galleria Estense, 4-11 aprile.

1966 - Arte Moderna in Italia (1915-1935), a cura di Carlo Ludovico Ragghianti, Firenze, Palazzo Strozzi.

Opere di Giuseppe Graziosi, Maranello.

Pittori modenesi dell’Ottocento, Modena, Università del Tempo libero.

1972 - Giuseppe Graziosi, in occasione del trentesimo anniversario della morte, Antica Società delle Arti, Modena.

1973 - Mostra di acqueforti (Via Crucis), Modena, Old Gallery, 3-19 marzo.

1974 - Pittori modenesi dell’Ottocento, Modena, Old Gallery, 4-30 maggio.

1975 - Grafica di Giuseppe Graziosi, Modena, Sala Comunale di Cultura, marzo-aprile.

1977 - Il Liberty a Bologna, Bologna, Galleria d’Arte Moderna, marzo-maggio.

1979 - Grafica di Giuseppe Graziosi alla Rocca di Vignola, Vignola.

1984 - A Modena si inaugura la Gipsoteca Giuseppe Graziosi con opere donate dagli Eredi. Il catalogo è a cura di Gabriella Guandalini.

1987 - Arte Modenese fra otto e novecento, 19 dicembre-17 gennaio 1988, Palazzo comunale Modena

1989 - Il novecento toscano, Fiesole

1990 - Testimonianze di artisti modenesi tra '800 e '900, Vignola.

Il novecento in Toscana 1924-1934, 3-30 marzo 1990, Scandicci

Firenze fra le due guerre: la pittura, Palazzo Strozzi, Firenze, 27 aprile-21 maggio.

1992 - Scultura italiana del primo Novecento, a cura di V. Sgarbi, Castello Estense di Mesola.

1993 - Scultura italiana del primo Novecento, a cura di V. Sgarbi, Palazzo Braschi, Roma.

1994 - Giuseppe Graziosi 1879-1942, Firenze, Accademia delle Arti del Disegno, 25 marzo-27 aprile e Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 9 giugno-10 luglio.

Giuseppe Graziosi 1879-1942, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 9 giugno-10 luglio.

Riapertura della Gipsoteca Giuseppe Graziosi, nella nuova sede del Palazzo dei Musei, Modena 17 dicembre.

1995 - Il Divisionismo in Toscana, Livorno, Villa Mimbelli, 28 luglio- 31 ottobre.

Due secoli di scultura, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera.

I luoghi di Giuseppe Graziosi. Dipinti e Disegni, Rocca di Vignola, 13 maggio-16 luglio.

Fotografie ritrovate di Giuseppe Graziosi, Vignola.

Giuseppe Graziosi Grafico, Vignola, Galleria Jacopo Barozzi.

Giuseppe Graziosi 1879-1942, Libreria Franco Maria Ricci, Milano, 10 -31 maggio.

1996 - L’accento interiore. Continuità della figura nella scultura toscana 1900-1940, Massa, Palazzo Ducale.

La grafica modenese del ‘900 nelle raccolte del Museo Civico, Modena, Museo Civico d’Arte, febbraio.

Giuseppe Graziosi- La Stagione dei Campi, opere dal 1903 al 1913, Modigliana e Tredozio.

Scultura a Corte. Terrecotte, marmi, gessi della Galleria Estense dal XVI al XIX secolo, Rocca di Vignola. 30 marzo-29 settembre.

1997 - Graziosi a Maranello: il ritorno di un grande artista, Maranello.

1998 - I maestri del naturalismo europeo, opere di Giuseppe Graziosi, Costantin Meunier, Jean-François Millet, Savignano sul Panaro.

Giuseppe Graziosi – Incisioni e Disegni, Firenze, Accademia delle Arti del Disegno, 6-28 giugno.

Giuseppe Graziosi olio, bronzi e grafica, Torino, , Centro Italiano Documentazione Azione Studi, 21 novembre-11 dicembre.

Settima rassegna di pittura dell’ottocento italiano, Como.

1999 - Ottocento e Novecento. Acquisizioni 1990-1999, Firenze, Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe.

Giuseppe Graziosi un maestro del ‘900, Montecatini, Terme del Tettucio, settembre – ottobre.

2001 - Giuseppe Graziosi (1879-1942). Opere donate da Rosetta Graziosi, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna.

I colori del segno. Il Disegno e le Arti a Modena tra Ottocento e Novecento. Aspetti e situazioni, Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, 6 ottobre-25 novembre.

2002 - Giuseppe Graziosi 1879-1942 nelle collezioni modenesi, Fiera di Modena, 20 aprile- 1º maggio.

Graziosi: mostra a 60 anni dalla morte. Trenta opere a Pievepelago in occasione del premio letterario Frignano, Pievepelago.

Naturalezza come stile, Monsummano Terme, Museo Arte Contemporanea e del Novecento, 15 dicembre – 16 marzo 2003

2003 - Giuseppe Graziosi – dalla fotografia al quadro. Opere 1900-1942, Modena, Galleria Civica – Savignano sul Panaro, 13 aprile-25 maggio.

La penna e il bulino. Momenti di grafica modenese del primo ‘900, Modena, Museo Civico d’Arte.

2004 - Artisti modenesi nella collezione Assicoop Modena-Unipol, Carpi, novembre-dicembre.

2005 - Giuseppe Graziosi, bronzi, terrecotte, dipinti, disegni, Maranello, Spazio culturale Madonna del Corso 16 ottobre-13 novembre.

A noi piace così. Opere scelte di artisti modenesi dall’800 ad oggi, Modena, Foro Boario, 5-27 novembre.

2006 - Arte per l’umanità, Complesso del Vittoriano. Roma, 15 novembre- 15 dicembre.

2007 - Luoghi d’arte. Artisti e territorio tra 800 e 900 nella raccolta ASSICOOP, Mirandola, Carpi.

Giuseppe Graziosi Opere e Immagini dei Musei di Modena, 13-27 aprile

I sapori dell’arte, San Paolo, Modena, 31 marzo-20 maggio.

2008 - Giuseppe Graziosi sculture, olii e disegni, Galleria Barozzi, Vignola, 22 novembre – 18 gennaio 2009

Giuseppe Graziosi incisioni e disegni, Tredozio, Centro Visite Parco, 3 agosto – 28 settembre

Arte a Livorno tra le due guerre, Villa Minbelli, Livorno, 22 dicembre 2007- 16 marzo 2008

2009 - Cultura della terra in toscana, Città di Serravezza, Palazzo Mediceo, 4 luglio – 29 settembre.

2010 - Il paesaggio ritrovato, De Grada j. e G.Falco, Savignano.

2011 - Un’idea di Modena. Testimonianze artistiche e fotografiche tra otto e novecento dalla raccolta ASSICOOP e dal Fondo-museo Giuseppe Graziosi , Carpi, Modena.Panini.

2012 - Americani a Firenze, 3 marzo-15 luglio 2012, Palazzo Strozzi, Firenze.

2015 - Giuseppe Graziosi, il mondo degli affetti familiari, Vignola e Savignano sul Panaro, 6 giugno- 2 agosto.

2017 - Giuseppe Graziosi – La via della Croce, 25 febbraio-17 aprile 2017, Nonantola

Giuseppe Graziosi nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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