Pio Semeghini

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Ragazze di Burano 1939 c. 50 x 61 cm. - collezione privata

Pio Semeghini (Quistello, 31 gennaio 1878Verona, 11 marzo 1964) è stato un pittore italiano.

Natura morta con maschera 1931 29 x 23 cm - Collezione privata
Giovane donna con giubbetto rosso 1940 c. 60 x 80 cm. - collezione privata

Sviluppa, con lo studio degli antichi maestri italiani, degli impressionisti e l'influenza dei suoi contemporanei, un personale linguaggio pittorico unico dettato da fitte velature e intense vibrazioni che, svelando la struttura pittorica dell'opera, va precorrendo l'arte informale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Bondanello di Quistello, in Provincia di Mantova, terzo di quattro fratelli.

Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Modena e di Firenze (senza però averne conseguito diploma), si reca nel 1899 a Parigi. Vive di lavori saltuari, frequentando assiduamente i musei della città e la numerosa comunità di artisti italiani, tra cui Filippo de Pisis, Ardengo Soffici, Gino Severini e Amedeo Modigliani. Studia i maestri impressionisti francesi (Cezanne, Renoir, Bonnard, Gauguin, Van Gogh) e i maestri italiani del rinascimento.

Probabilmente a partire dal 1902 ritorna d'estate in Italia, frequentando Burano dal 1911, dove forma con Gino Rossi, Umberto Moggioli e Arturo Martini e altri, un sodalizio artistico che verrà impropriamente chiamato la scuola di Burano.

Nel 1911 espone per la prima volta a Modena le acqueforti, i disegni e le sculture realizzate a Parigi e, nel 1913, diviene redattore corrispondente da Parigi del "Corriere Italiano".

Nell'estate 1919 espone per la prima volta suoi dipinti a Venezia, alla XI Esposizione d'Arte di Palazzo Pesaro, con un buon successo di critica.

Forma e firma nel 1920 il Manifesto del Gruppo dei Dissidenti dall'esposizione della Biennale. L'anno successivo è invitato alla Prima Biennale d'arte Romana ed espone alla Galleria Geri-Boralevi la prima mostra personale (con settantacinque dipinti). Nel 1926 partecipa per la prima volta alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia.

Negli anni venti affina la sua ricerca concentrando lo studio di alcuni maestri antichi (Piero della Francesca, El Greco) andando ad affinare e perfezionare il suo linguaggio pittorico unico che concilia, all'interno di una visione intimista, la teoria impressionista-futurista con la scuola pittorica italiana, creando opere sospese nel tempo che conciliano e ricollegano la visione dinamica, di retaggio impressionista e futurista con le immote opere del rinascimento italiano, fitte di velature pittoriche.

Dal 1928 al 1930 tiene i corsi di pittura all'Istituto d'Arte di Lucca e successivamente alla Scuola d'Arte di Villa Reale a Monza, dove insegnerà fino al 1939.

Nel 1931 sposa giovanissima Gianna Zavatta e si trasferisce a Verona.

Raggiunge una piena maturità artistica che lo porta all'analisi spaziale delle opere antiche: il supporto pittorico è utilizzato come parte integrante dell'opera e la stesura si fa sempre più rarefatta, l'affinamento analitico dello studio pittorico diviene struttura e, alla fine del decennio, l'opera sfuma, sui contorni, nella semplice definizione di piani.

Nel 1949-1950, Semeghini aderisce al progetto della importante collezione Verzocchi, sul tema del lavoro, inviando, oltre ad un autoritratto, l'opera "Piccola merlettaia". La collezione Verzocchi è attualmente conservata presso la Pinacoteca Civica di Forlì.

Tra la fine della guerra e gli anni cinquanta partecipò alle maggiori manifestazioni ed esposizioni artistiche in Italia e all'estero. Nel 1947 è nominato membro della commissione di accettazione della XXIV Biennale di Venezia, insieme con Nino Barbantini, Carlo Carrà, Felice Casorati, Roberto Longhi, Marino Marini, Giorgio Morandi, Carlo Ludovico Ragghianti, Domenico Varagnolo, Lionello Venturi e Rodolfo Pallucchini.

La stesura pittorica di Semeghini diviene, dalla fine degli anni '30 sempre più rarefatta, esprimendo nelle figure, nelle nature morte e nei paesaggi, un'inarrivabile liricità figurativa che, pur non abbandonando il disegno, precorre e anticipa la pittura informale. La sua influenza è infatti riscontrabile in molte opere dei Maestri del dopoguerra, si cita in particolare: Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Afro Basaldella, Giuseppe Santomaso, Antonio Zoran Music, Virgilio Guidi, ecc.

Dal 1940 in poi un fastidioso Herpes gli impedisce di lavorare agevolmente ed è costretto a periodi prolungati di riposo.

Nel 1956 le due mostre alla Gran Guardia a Verona, alla Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia e alla Permanente a Milano lo consacrano alla critica e al pubblico.

Fanciulla 1955 c. olio su tavola 30 x 24 cm. - Collezione privata

Un incidente, con lussazione dell'omero destro, occorsogli nella primavera del 1960, gli impedisce definitivamente di dipingere.

Muore d'infarto la sera dell'11 marzo 1964 a Verona.

Dopo circa un mese gli viene dedicata una mostra d'onore alla XXXII Biennale di Venezia e, l'anno successivo, una retrospettiva nell'ambito della IX Quadriennale di Roma.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • Pio Semeghini, La Signora del melograno, in "La Fiera Letteraria", Roma, 27-05-1928.
    • Valeri D., Semeghini, in "Le Tre Venezie" n. 9, Venezia, settembre 1929.
    • Podestà A., Collezione Giovanni Finazzi, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo, 1942.
    • Nebbia U., La pittura del Novecento, Società Editrice Libraria, Milano, II ed., 1942.
    • Marchiori G., Semeghini alla Galleria Sandri, in "Il Mattino del Popolo", Venezia, 06-01-1948.
    • Marchiori G., Pio Semeghini, Editoriale Periodici Italiani, Milano, 1950.
    • Bevilacqua S., Fedeltà di Pio Semeghini, in "Le Carte Parlanti", n. 10-12 del 28-02/30-04-1951.
    • Munari C., Ultimo Semeghini, in "La Fiera Letteraria", Roma, 23-11-1952.
    • Raggianti C.L., Avviamento all'arte di Pio Semeghini, in "Critica d'Arte" n. 17, Firenze, sett.ott. 1956
    • Semeghini a Verona, in "Sele-Arte" n. 26, Firenze, sett.ott. 1956
    • Mononi I., Semeghini, il più parco dei pittori, in "Il Cittadino", Monza, 25-10-1956.
    • Marchiori G., Illusioni poetiche di un modo tutto nostro, in "La Fiera Letteraria", Roma, 18-11-1956.
    • Biasion R., Pio Semeghini pittore coerente, in "Colloqui" n. 26, Milano, 1956
    • Simeoni-Zanollo J., Semeghini pittore lagunare, in "Vita Veronese" n. 11-12, Verona, 1956
    • Magagnato L., Una mostra di Semeghini, in "Comunità", Milano, 1956.
    • Castelfranco G.-Valsecchi M., Pittura e scultura italiane dal 1910 al 1930, "Quadreni della Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma", Roma, 1956.
    • Mazzariol G.-Pignatti T., Storia dell'Arte Italiana, Edizioni Scolastiche Mondadori, Milano, 1957
    • Podestà A., Primi espositori di Cà Pesaro,in "Emporium", n. 767 Bergamo, 1958.
    • Pacchioni A., Pio Semeghini, in "Comunità", n. 82, Milano, 1960
    • Raggianti C.L., Arte Italiana d'oggi, in "Sele-Arte" n. 48, Firenze, ott.dic. 1960.
    • Ballo, G., La linea dell'arte italiana, Edizione Mediterranee, Roma, 1964
    • Modesti R., Pittura Italiana contemporanea, Vallardi, Milano, 1964
    • Perocco G., Artisti del primo Novecento Italiano, Bolaffi, Torino, 1965
    • Crispolti E., Vicende dell'immagine fra secessionismo e simbolismo, in "L'arte moderna" vol. VIII, Fratelli Fabbri, Milano, 1967
    • Munari C., Gli artisti di Cà Pesaro, Manfrini, Rovereto-Bolzano, 1967
    • Argan G. C., L'Arte Moderna 1770-1970, Sansoni, Firenze, 1970
    • Bortolon L., Maestri Italiani del '900, Mondadori, Milano, 1971
    • Perocco G., Le Origini dell'Arte Moderna a Venezia (1908-1922), Canova, Treviso, 1972
    • Rizzi P., Mezzo Secolo di Pittura nel Veneto, in BolaffiArte n. 72, Torino, 1977
    • Perocco G., Il Museo d'Arte moderna di Venezia, Comune di Venezia, Venezia, 1980
    • Magagnato L.-Zanotto S., Catalogo della Galleria d'Arte Moderna Rimoldi, Neri-Pozza, Vicenza, 1983
    • Fossati P., Amate Sponde - Pittura di paesaggio in Italia 1910-1984, Acqui Terme, 1984
    • De Grada R., Pio Semeghini, in "Il Corriere della Sera", Milano, 24-10-1984
    • Di Martino E., L'Opera bevilacqua La Masa, Marsilio, Venezia, 1984
    • Magagnato L., Semeghini, Galleria Gian Ferrari, Milano, 1984
    • Bertelli C.-Briganti G., Storia dell'Arte Italiana, Bruno Mondadori, Vol. IV, Milano, 1986
    • Bossaglia R.-Crespi A., L'ISIA a Monza. Una scuola d'arte europea, Silvana Edit., Milano, 1986
    • Brugnoli P., Pio Semeghini, in "La pittura di Verona..", Banca Popolare di Verona, Verona, 1986
    • Rigoni Stern M.-Bachler E., Semeghini a Burano, Lugano, 1987
    • Damigella A.M., Il Patrimonio Artistico del Quirinale, Banca Nazionale del Lavoro, Roma, 1991
    • Anzani G.-Pirovano C., La pittura in lombardia nel primo Novecento, vol I, Electa, Milano, 1992
    • Granzotto G., Tomea-Semeghini, Opere Scelte, Studio d'Arte G.R., Sacile, 1993
    • Lorenzoni L., Pio Semeghini, in "La Pittura in Italia", Electa, Milano, 1993
    • Tommasi Arich A., Pio Semeghini, Banca Popolare di verona, Verona, 1993
    • Arich De Finetti D., Gli anni modenesi di Pio Semeghini e il periodo veronese, Banco S. Geminiano e S. Prospero, Verona, 1996
    • Butturini F., Pio Semeghini , Edizioni d'Arte Ghelfi, Verona, 1996
    • Cortenova G.-Butturini F., Pio Semeghini, Electa, Milano, 1998
    • Butturini F., Pio Semeghini - disegni e incisioni, Quistello, 1999
    • Butturini F., Pio Semeghini e il chiarismo fra Milano e Mantova, Silvana Edit., Milano, 2006
    • Butturini F., Pio Semeghini il pittore col vizio di sognare, L'Arena, Verona, 03-09-2015

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