Roberto Garofoli

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Roberto Garofoli
Roberto Garofoli (cropped).jpg

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri con delega all'attuazione del programma di Governo
In carica
Inizio mandato 13 febbraio 2021
Presidente Mario Draghi
Predecessore Riccardo Fraccaro

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli studi di Bari
Professione magistrato

Roberto Garofoli (Taranto, 20 aprile 1966) è un magistrato e dirigente pubblico italiano, dal 13 febbraio 2021 sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Draghi con funzioni di segretario del Consiglio dei ministri.

Già giudice del Consiglio di Stato, è stato Capo di Gabinetto del Ministero dell'economia e delle finanze e co-direttore della Treccani Giuridica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in giurisprudenza presso l'Università di Bari, a soli 21 anni, ha vinto un concorso in magistratura nel 1994, diventando giudice penale e civile, ai tribunali di Taranto e Trani, presso i quali ha trattato anche procedimenti di mafia.[1]

Entrato nel 1999 al TAR della Puglia, è poi passato al Consiglio di Stato, in cui poi ha preso servizio nelle sezioni giurisdizionali e consultive.

È stato Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero degli affari esteri sotto il ministro Massimo D'Alema nel secondo governo Prodi.

Componente della Commissione istituita dal governo Berlusconi IV presso il Consiglio di Stato per l'elaborazione del Codice del processo amministrativo, approvato con D. Lgs. 2 luglio 2010 n. 104 ed entrato in vigore il 16 settembre dello stesso anno. Ha coordinato nel 2011 il progetto nazionale “Unità ed eguaglianza”, incluso nel programma ufficiale delle celebrazioni per il 150º Anniversario dell’Unità d’Italia.

È autore di numerose opere monografiche, curatore di trattati e opere collettanee. È stato inoltre docente dell'Università LUISS Guido Carli. È direttore della rivista mensile "Neldiritto" (Neldiritto editore), specializzata in opere giuridiche per avvocati e magistrati, per la quale, nel 2009, insieme a Giuliano Amato, ha pubblicato un volume sull'amministrazione pubblica italiana, intitolato I Tre assi.[2] Con Giulia Bongiorno, è autore del volume "Casi di penale. Atti e pareri".

Dal dicembre 2011 è stato Capo di Gabinetto del ministero della funzione pubblica, con il ministro Filippo Patroni Griffi, nel Governo Monti, e Coordinatore della Commissione ministeriale per l'elaborazione di misure per la trasparenza, la prevenzione e il contrasto della corruzione. La Commissione, di cui hanno fatto parte tra gli altri il magistrato Raffaele Cantone e i docenti universitari Bernardo Giorgio Mattarella, Francesco Merloni, Giorgio Spangher[3], ha prodotto il rapporto "La corruzione in Italia - Per una politica di prevenzione"[4] contenente un'analisi del fenomeno corruttivo, profili internazionali e proposte di riforma della legislazione sul tema. Tra i dati riportati nel Rapporto, il ranking dell'Italia nella classifica mondiale della corruzione percepita (69º), l'aumento del 40% del costo delle grandi opere, il calo delle denunce e delle condanne per corruzione, l'analisi del tasso potenziale di crescita dell'economia italiana in assenza di fenomeni corruttivi (oltre il triplo a breve termine e il doppio a lungo termine nel periodo 1970-2000)[5]. Molti degli interventi preventivi proposti[6] sono confluiti nella legge anti-corruzione (legge 6 novembre 2012, n. 190, cosiddetta Legge Severino) e nel decreto legislativo sulla trasparenza amministrativa del 14 marzo 2013, n. 33.

Chiamato come Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Letta, e Presidente della Commissione per l'elaborazione di misure di contrasto, anche patrimoniale, alla criminalità (la definizione di "economia criminale" contenuta nel Rapporto è stata citata dal Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, audito dalla Commissione Parlamentare Antimafia nel gennaio 2015[7]). La Commissione, di cui hanno fatto parte, tra gli altri, i magistrati Nicola Gratteri e Raffaele Cantone, ha lavorato a titolo gratuito[8] redigendo il rapporto "Per una moderna politica antimafia - Analisi del fenomeno e proposte di intervento e riforma" presentato dallo stesso Garofoli assieme a Enrico Letta e Angelino Alfano a Palazzo Chigi[9].

È stato collocato "fuori ruolo" dalla magistratura per assumere la carica di Capo di Gabinetto del ministro dell'economia e finanze del Governo Renzi nel febbraio 2014 (al Ministero ha rinunciato al compenso aggiuntivo previsto dall'incarico rispetto alla sua retribuzione da magistrato[10]). Su incarico del ministro Padoan ha coordinato, tra gli altri, il tavolo di lavoro congiunto con l'ANAC che ha stilato la direttiva anticorruzione[11] nelle società partecipate del Ministero (alle regole per le società quotate lavora un tavolo tecnico con la Consob)[12] e quello sulle fondazioni bancarie che stila il protocollo d'intesa tra il Ministero dell'Economia e l'associazione rappresentativa delle fondazioni bancarie, l'ACRI[13]. Tale ultimo accordo ha l'obiettivo di svincolare le fondazioni dalla banche conferitarie facendone istituzioni no profit che dalla gestione del patrimonio ricavino le risorse da destinare ai fini statutari[14].

Resta capo di gabinetto del ministro dell'Economia anche nel Governo Gentiloni (2016-2018) e nel Governo Conte I.

Nell'ottobre del 2018 la stampa nazionale riporta le accuse[15][16] rivolte a lui e al ragioniere generale Daniele Franco da esponenti del Movimento 5 Stelle di aver inserito un finanziamento a favore della Croce Rossa Italiana nel decreto fiscale 2019, poi stralciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Come poi dell'Economia Giovanni Tria, la norma era stata sollecitata dal Ministero della salute per sbloccare l’assegnazione di risorse già previste dalla legge anche a favore dei lavoratori di Cri per il pagamento della loro liquidazione.[17]

Si dimette, dopo la chiusura della legge di bilancio, nel dicembre 2018 [18]. Il Fatto quotidiano riconoscerà poi l'infondatezza della campagna stampa contro di lui.[19] Ritorna quindi al Consiglio di Stato, come Presidente di sezione.

Il 13 febbraio 2021 è nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con la funzione di Segretario del Consiglio dei ministri del governo Draghi.[20]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • I Tre assi, (con Giuliano Amato), Neldiritto Editore, 2009.
  • Casi di penale. Atti e pareri, (con Giulia Bongiorno), Neldiritto Editore, 2008
  • Manuale di diritto penale, Neldiritto Editore, 2017
  • Principi e tracce di amministrativo, Neldiritto Editore, 2017
  • Codice amministrativo ragionato, Neldiritto Editore, 2020

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 2013[21].
Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 2011[21].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Governo italiano, Ministero della Funzione Pubblica, Cv Roberto Garofoli (PDF), su funzionepubblica.gov.it (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  2. ^ La libertà d’impresa tra l’articolo 41 e l’articolo 118 della Costituzione (PDF), in Documentazione di base, n. 244, Servizio Studi del Senato della Repubblica, ottobre 2010, pp. 247-282. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  3. ^ Rapporto Corruzione Archiviato il 18 febbraio 2015 in Internet Archive.
  4. ^ La corruzione in Italia. Per una politica di prevenzione (PDF), su funzionepubblica.gov.it, Ottobre 2012. URL consultato il Sito del Ministero della Funzione Pubblica - Governo italiano (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2015).
  5. ^ Corruzione, Italia come il Ghana e la Macedonia: in calo denunce e condanne, a picco gli investimenti esteri, in Il Sole 24 Ore, 22 ottobre 2012.
  6. ^ Corruzione, Italia ai primi posti. Monti: "Mina la fiducia dei mercati", in la Repubblica, 22 ottobre 2012.
  7. ^ Banca d'Italia, Prevenzione e contrasto della criminalità organizzata - Audizione del Governatore presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie (PDF), su bancaditalia.it.
  8. ^ Roberto Galullo, Il pool antimafia (gratis) del Governo – Garofoli, Cantone, Gratteri, Bianco e Spangher – parte dalla lotta al riciclaggio, in www.ilsole24ore.com, 18 giugno 2013.
  9. ^ La commissione ha incentrato i suoi lavori soprattutto sulla criminalità organizzata di tipo mafioso ritenendola un fenomeno non solo delinquenziale ma anche economico, stimando i ricavi delle diverse organizzazioni operanti in Italia in un giro d'affari che va dai 18 ai 30 miliardi di euro annui, totalmente esentasse. Tra i dati riportati, le stime sul traffico di stupefacenti, che raggiunge i 25 miliardi l'anno: Letta: la lotta ai patrimoni mafiosi tra le azioni chiave del governo, in Il Sole 24 Ore, 23 gennaio 2014.
  10. ^ Corriere della Sera, Nessun cumulo di stipendio per Garofoli, in http://archiviostorico.corriere.it/2014/giugno/25/Nessun_cumulo_stipendio_per_Garofoli_co_0_20140625_db8a1df0-fc2c-11e3-81f8-7f7e4112f163.shtml, 25 giugno 2014.
  11. ^ Anticorruzione: pronta la direttiva per le società del Mef, su mef.gov.it, 24 marzo 2015.
  12. ^ Liana Milella, Dirigenti a rotazione, stop ai condannati: il decalogo del piano anticorruzione delle società di Stato, in la Repubblica, 23 marzo 2015. La direttiva è un decalogo che fornisce indicazioni precise e concrete alle società controllate per l'attuazione della legge Severino, stilato con l'autorità guidata da Raffaele Cantone che la utilizza come modello per le linee guida per l'intero comparto delle società pubbliche, anche locali. Entrambi i documenti vengono messi in consultazione pubblica in rete fino alla metà di aprile. Le società controllate dal Ministero dell'Economia dovranno individuare una figura responsabile della prevenzione della corruzione e focalizzare l'attenzione sulle attività più esposte a rischi (appalti, sovvenzioni, finanziamenti). Fondamentale sarà la predisposizione di meccanismi di rotazione degli incarichi o, in alternativa, di distinzione e ripartizione, tra diversi soggetti, delle competenze che entrano in campo nella gestione o trattazione di una vicenda unitaria. Al dipendente che intende denunciare episodi caratterizzati da ‘opacità’ o rischio di vera e propria corruzione deve essere garantito l'anonimato e non dovranno essere conferiti incarichi a soggetti che si trovino in situazione di conflitto di interessi.
  13. ^ Ministero dell'Economia e delle Finanze, Fondazioni bancarie: un Protocollo d’intesa tra il MEF e l'ACRI definisce criteri più stringenti per la gestione finanziaria e la governance, su mef.gov.it, 11 marzo 2015. Il protocollo concordato con ABI prevede limiti stringenti alla concentrazione dell'intervento delle fondazioni bancarie nelle banche di riferimento, divieto di indebitamento salvo definite eccezioni, tetti ai compensi degli organi, trasparenza totale dei criteri e delle modalità di erogazione in favore delle collettività, incompatibilità tra politica e banche. Il Ministero, in qualità di Autorità di vigilanza sulle fondazioni bancarie, interagisce regolarmente con l'ACRI, anche al fine di promuovere la diffusione delle migliori prassi operative tra i soggetti vigilati. Il Protocollo definisce in modo più analitico della legge Ciampi-Amato (d.lgs. 153/1999) i parametri di riferimento cui le fondazioni devono conformare i comportamenti, con l'obiettivo di migliorare le pratiche operative e rendere più solida la governance. Le Fondazioni che lo sottoscriveranno, assumeranno l'impegno di osservare le regole contenute nel Protocollo, inserendole, ove occorra, nei loro statuti.
  14. ^ Sergio Bocconi, «Le fondazioni? Per la metà un passo indietro in banca» Parla Garofoli, capo di gabinetto del ministro Pier Carlo Padoan, in Corriere della Sera, 14 marzo 2015.
  15. ^ Il super magistrato Garofoli via dal ministero dell'Economia. "E' un prezzo da pagare", su Repubblica.it, 19 dicembre 2018. URL consultato il 29 luglio 2019.
  16. ^ Garofoli, si dimette capo di gabinetto del Mef: il caso della "manina" che aveva inserito nel dl Fisco norma su Croce Rossa, su Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2018. URL consultato il 29 luglio 2019.
  17. ^ CRI: Tria, la norma proposta era diretta a pagare il tfr ai lavoratori come richiesto dal Ministero della Salute, su mef.gov.it, 16 ottobre 2018. URL consultato il 7 agosto 2021.
  18. ^ tg24.sky.it
  19. ^ Molfetta Live, La smentita de Il Fatto Quotidiano: a Roberto Garofoli furono attribuiti fatti infondati, in https://www.molfettalive.it/news/attualita/926887/la-smentita-de-il-fatto-quotidiano-a-roberto-garofoli-furono-attribuiti-fatti-infondati, 30 marzo 2020.
  20. ^ Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 1, su www.governo.it, 13 febbraio 2021. URL consultato il 12 agosto 2021.
  21. ^ a b Presidenza della Repubblica Italiana, Nomina a Grande Ufficiale, su quirinale.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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