Tavoliere salentino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Pianura salentina)
Jump to navigation Jump to search
Tavoliere salentino
lang=it
Zone geografiche della penisola salentina
StatiItalia Italia
RegioniPuglia Puglia
ProvinceLecce Lecce Brindisi Brindisi Taranto Taranto
Località principaliBrindisi, Mesagne, Francavilla Fontana, Manduria, Porto Cesareo, Lecce, Copertino, Nardò, Galatina, Maglie
Superficiecirca 2.000 km²
Altitudinemedia: m s.l.m.
Nome abitantiSalentini
Tavoliere salentino.

Il Tavoliere salentino è una subregione della Puglia che comprende territori della provincia di Lecce, della provincia di Taranto e della provincia di Brindisi (dove assume la denominazione di piana di Brindisi). I suoi confini sono:

Caratteristiche della pianura sono, oltre alla totale assenza di pendenze significative, i poderosi strati di terra rossa e l'assenza di fiumi in superficie. Il terreno carsico tuttavia presenta innumerevoli inghiottitoi (chiamate vore o capoventi), punti di richiamo delle acque piovane, che convogliano l'acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi carsici anche grazie ad alcuni impluvi (brevi rigagnoli stagionali), evitando quindi la formazione di acquitrini, fenomeno, quello dell'impaludamento, molto frequente prima degli anni delle bonifiche.

La campagna presenta anche qui, come in tutto il Salento, vasti appezzamenti di vigneti, uliveti e campi di grano. Frequenti sono poi le masserie, alcune delle quali sono oggi recuperate in chiave agroturistica, e dimore sparse o ricoveri temporanei per i contadini, ormai spesso in stato di abbandono.

Fenomeno del tutto particolare sono infine i casini e le casine della villeggiatura agreste ottocentesca e novecentesca, caratteristici della zona immediatamente a ovest di Lecce, tra Novoli e San Donato (Valle della Cupa).

Comuni del Tavoliere salentino[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Taranto

Provincia di Brindisi (piana di Brindisi)

Provincia di Lecce

Valle della Cupa[modifica | modifica wikitesto]

Territorio dei Comuni della Valle della Cupa.

Porzione della pianura, intorno al capoluogo leccese, caratterizzata da una depressione carsica, i cui limiti sono compresi a nord dalle piccole alture dette Serra di Madonna dell'Alto (Campi Salentina), di Sant'Elia (Trepuzzi) e di Monte d'Oro (Novoli), che costituiscono le ultime inflitrazioni del sistema delle Murge nel tavoliere salentino e a sud dalle Serre di Galugnano (San Donato, Caprarica), prime alture delle Murge salentine.

La Valle della Cupa presenta una differente morfologia a seconda della porzione di territorio considerato:

  • Il territorio a nord di Lecce si caratterizza per una florida estensione di uliveti, che insistono sul territorio compreso fra Surbo, Trepuzzi, Squinzano e Casalabate (dove scorre la Strada statale 613 Brindisi-Lecce), sconfinando per pochi chilometri oltre il confine di provincia. Sparse, per le campagne, sono presenti numerose masserie e chiesette rupestri. Il territorio, caratterizzato da un'altura scoscesa a ovest, digrada dolcemente verso il livello del mare, fino a raggiungere il mare Adriatico;
  • Il territorio propriamente detto della Valle della Cupa, più vicino al livello del mare rispetto alla porzione precedente, si caratterizza, nelle immediate vicinanze di Lecce, come luogo eletto dall'aristocrazia, fin dal XV secolo adatto per la villeggiatura, con la conseguente costruzione numerosissime ville, mentre in prossimità o a ovest dei comuni di Campi Salentina, Novoli e Carmiano, da paesaggi di ampia veduta con terreni coltivati a ortaggi o vigneti (quasi assenti nel territorio settentrionale di Lecce), andando a incontrare senza un confine ben delimitato, la vicina Terra d'Arneo. Invece, da Carmiano a Lizzanello il paesaggio si caratterizza da un susseguirsi quasi continuo di piccoli e medi centri abitati, molti dei quali attaccati fra di loro e con una campagna caratterizzata da uliveti, abitazioni e tenute sparse. L'estremità sud di questo territorio è delimitata dal comune di San Donato e dalla frazione di Galugnano, già più elevati rispetto al resto della valle, ma ancora abbastanza vicini al capoluogo.

Generalmente non si considera facente parte della valle il territorio a ridosso delle marine leccesi, da Torre Chianca a San Cataldo, così come Lecce stesso.

I comuni della valle della Cupa, con relativa altimetria, sono: Surbo (con la frazione Giorgilorio) (40 m), Campi Salentina (33 m), Squinzano (48 m), Trepuzzi (55 m), Novoli (con la frazione di Villa Convento ovest) (37 m), Carmiano (con la frazione Magliano) (31 m), Arnesano (32 m), Monteroni di Lecce (35 m), San Pietro in Lama (43 m), Lequile (con la frazione Dragoni) (38 m), San Cesario di Lecce (42 m), San Donato di Lecce (con la frazione Galugnano) (79 m), Cavallino (39 m) e Lizzanello (con la frazione Merine) (42 m).

Nell'ambito del progetto comunitario LEADER II è stato fondato un gruppo di azione locale, chiamato Valle della Cupa. Tuttavia non tutti i comuni sopra citati aderiscono al consorzio, ossia Campi Salentina e Carmiano, appartenenti al GAL Terre d'Arneo. Pur non facendone effettivamente parte, il comune di Galatina collabora nelle iniziative del GAL, ospitando nei suoi ritrovi diverse conferenze inerenti ad esso.

Terra d'Arneo[modifica | modifica wikitesto]

Comuni il cui territorio è interamente compreso nella Terra d'Arneo (rosa scuro) o solo parzialmente (rosa chiaro).

La terra d'Arneo è la parte della penisola salentina compresa, lungo la costa ionica, fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio. Nell'entroterra si estende lungo il corridoio che da Nardò giunge ad Avetrana passando per il feudo di Porto Cesareo, spingendosi fino ai comuni afferenti la costa ionica. Prende il nome da un antico casale (tenimentum Dernei), attestato già in epoca normanna (1092)[2] e poi abbandonato, localizzabile nel feudo di Nardò, probabilmente nell'entroterra di Torre Lapillo. Si presenta come un'area pressoché pianeggiante, adibita alla coltivazione di ulivi secolari e, nei comuni dell'entroterra leccese, all'utilizzo del terreno a vigneto, da cui si ottengono rinomate etichette come il Salice Salentino DOC, il Leverano DOC e il Copertino DOC.

A lungo la Terra d'Arneo è stata caratterizzata, lungo la costa, da perenni acquitrini, infestati dalla malaria, e più all'interno da una macchia mediterranea, frequentata da greggi e briganti. L'inchiesta francese di re Gioacchino Murat sulla Terra d'Otranto, tra 1811 e 1817, osservava che dopo la spiaggia di Nardò fino a San Pietro in Bevagna era in pratica una perpetua palude. Con le bonifiche inaugurate in età giolittiana, proseguite durante il fascismo e completate nel dopoguerra, il litorale ionico si è infittito di villaggi turistici, stabilimenti balneari, ville e case residenziali. Inoltre, dopo le lotte contro il latifondo e la riforma agraria degli anni '50, con la distribuzione di terre ai contadini che qui vi si stabilirono, si ebbe una qualche rinascita agricola. Nel territorio risiedono svariate Masserie fortificate e no.

La Terra d'Arneo è costituita in provincia di Lecce dal territorio settentrionale di Nardò (con il centro abitato facente parte del confine meridionale), da quello intero di Porto Cesareo, mentre all'interno si estende per gli interi feudi di Leverano, Veglie, Salice Salentino e in minor parte in quelli di Copertino e Guagnano. In provincia di Brindisi il territorio si estende parzialmente su San Pancrazio Salentino ed Erchie (centro abitato escluso) in prossimità del confine fra le tre province salentine. Nel tarantino si estende su Avetrana (porzione prossima al confine con Lecce, centro abitato escluso) e Manduria (per il tratto costiero a sud di Avetrana, centro abitato escluso). La gran parte del territorio degli ultimi due comuni sopra citati, lo si circoscrive in un'altra fascia di territorio, chiamato Terre del Primitivo (dove si produce il Primitivo di Manduria), che si estende fino alle soglie meridionali di Taranto.

A nord e a ovest la Terra d'Arneo confluisce, senza un confine preciso, rispettivamente nella Piana di Brindisi (San Donaci, Cellino San Marco) e nella Valle della Cupa (Campi Salentina, Novoli, Carmiano), tutte e tre inserite nel vasto Parco del Negroamaro.

Nell'ambito del progetto comunitario LEADER II è stato fondato un gruppo di azione locale, chiamato Terre d'Arneo, che include nel progetto solo i comuni (sopra citati) entro i confini della provincia di Lecce, oltre alle contigue Campi Salentina e Carmiano a est, e Galatone, Alezio e Gallipoli a sud.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sul Tavoliere salentino (PDF), su paesaggio.regione.puglia.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  2. ^ Riflessioni sull'etimologia di Arneo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Puglia Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Puglia