Tavoliere salentino

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Tavoliere salentino
Soglia messapica.jpg
Zone geografiche della penisola salentina
Stati Italia Italia
Regioni Puglia Puglia
Province Lecce Lecce Brindisi Brindisi
Località principali San Vito dei Normanni, Mesagne, Brindisi Torre Santa Susanna, Erchie, San Pancrazio Salentino, San Donaci, Cellino San Marco, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Lecce, Surbo, Campi Salentina, Squinzano, Trepuzzi, Novoli, Salice Salentino, Carmiano, Arnesano, Monteroni di Lecce, San Pietro in Lama, Lequile, San Cesario di Lecce, San Donato di Lecce, Cavallino, Lizzanello, Vernole, Maglie.
Superficie circa 2.000 km²
Altitudine media: m s.l.m.
Nome abitanti Salentini
Tavoliere salentino

Il Tavoliere salentino è una subregione della Puglia che comprende territori della Provincia di Lecce e della Provincia di Brindisi.

Caratteristiche della pianura sono, oltre alla totale assenza di pendenze significative, i poderosi strati di terra rossa e l'assenza di corsi d'acqua di superficie. Il terreno carsico tuttavia presenta innumerevoli inghiottitoi (chiamate vore o capoventi), punti di richiamo delle piovane, che convogliano l'acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi carsici. Solcano poi la superficie numerosi canali scavati per favorire il deflusso delle piovane negli inghiottitoi, e per evitare quindi la formazione di acquitrini.

La campagna presenta anche qui, come in tutto il Salento, vasti appezzamenti di vigneti, uliveti e campi di grano. Frequenti sono poi le masserie, alcune delle quali sono oggi recuperate in chiave agroturistica, e dimore sparse o ricoveri temporanei per i contadini, ormai spesso in stato di abbandono.

Fenomeno del tutto particolare sono infine i casini e le casine della villeggiatura agreste ottocentesca e novecentesca, caratteristici della zona immediatamente ad Ovest di Lecce, tra Novoli e San Donato (Valle della Cupa).

Comuni del Tavoliere salentino[modifica | modifica wikitesto]

Valle della Cupa[modifica | modifica wikitesto]

Valle della Cupa

Porzione della pianura, intorno al capoluogo leccese, caratterizzata da una depressione carsica, che si estende ai piedi delle piccole alture dette Serra di Madonna dell'Alto (Campi Salentina), di Sant'Elia (Trepuzzi) e di Monte d'Oro (Novoli), che costituiscono le ultime inflitrazioni del sistema delle Murge nel tavoliere salentino.
Grazie alla particolare bellezza delle campagne e del panorama, fin dal XV secolo l'area fu eletta dall'aristocrazia come luogo ideale per la villeggiatura, costruendo numerosissime ville.

I comuni della valle della Cupa, con relativa altimetria, sono: Surbo (40 m), Campi Salentina (33 m), Squinzano (48 m), Trepuzzi (55 m), Novoli (37 m), Carmiano (31 m), Arnesano (32 m), Monteroni di Lecce (35 m), San Pietro in Lama (43 m), Lequile (38 m), San Cesario di Lecce (42 m), San Donato di Lecce (79 m), Cavallino (38 m) e Lizzanello (42 m).

Nell'ambito del progetto comunitario LEADER II è stato fondato un gruppo di azione locale, chiamato Valle della Cupa. Tuttavia non tutti i comuni sopra citati aderiscono al consorzio, fra cui Lecce stesso e pochi altri.

Terra d'Arneo[modifica | modifica wikitesto]

Terra d'Arneo

La terra d'arneo è la parte della penisola salentina compresa, lungo la costa ionica, fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio, mentre nell'entroterra si estende fino a Manduria, Veglie e Nardò. Prende il nome da un antico casale (tenimentum Dernei), attestato già in epoca normanna (1092)[2] e poi abbandonato, localizzabile nel feudo di Nardò, probabilmente nell'entroterra di Torre Lapillo. Si presenta come un'area pressocchè pianeggiante, adibita alla coltivazione di ulivi secolari e caratterizzata dallo scemare delle dolci alture delle Murge tarantine come nel caso di Serra degli Angeli e Serra Cicora e nelle località di Monteruga, Zanzara e Belvedere.

A lungo la Terra d'Arneo è stata caratterizzata, lungo la costa, da perenni acquitrini, infestati dalla malaria, e più all'interno da una macchia mediterranea, frequentata da greggi e briganti. L'inchiesta francese di re Gioacchino Murat sulla Terra d'Otranto, tra 1811 e 1817, osservava che dopo la spiaggia di Nardò fino a San Pietro in Bevagna era in pratica una perpetua palude. Con le bonifiche inaugurate in età giolittiana, proseguite durante il fascismo e completate nel dopoguerra, il litorale ionico si è infittito di villaggi turistici, stabilimenti balneari, ville e case residenziali. Inoltre, dopo le lotte contro il latifondo e la riforma agraria degli anni '50, con la distribuzione di terre ai contadini che qui vi si stabilirono, si ebbe una qualche rinascita agricola. Nel territorio risiedono svariate Masserie fortificate e non.

I comuni che si affacciano in Terra d'Arneo sono Porto Cesareo, Veglie, Leverano, Nardò, Salice Salentino, Copertino e Guagnano in Provincia di Lecce, Avetrana e Manduria in Provincia di Taranto e San Pancrazio Salentino ed Erchie in Provincia di Brindisi.

Se però si considera l'omonimo Gruppo di Azione Locale si arriva a comprendere anche i limitrofi comuni di Campi Salentina e Carmiano, escludendo i comuni non leccesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda sul Tavoliere salentino (PDF), paesaggio.regione.puglia.it. URL consultato il 22 dicembre 2015.
  2. ^ Riflessioni sull'etimologia di Arneo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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