Pansessualità

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La pansessualità (dal prefisso greco pan-, "tutto") è un orientamento sessuale caratterizzato da una potenziale attrazione (estetica, sessuale o romantica) per delle persone, indipendentemente dal loro sesso e identità di genere. Questo potrebbe includere (ad una prima differenza quindi dalla bisessualità) anche una potenziale attrazione per persone che non rientrano nella concezione binaria di maschio/femmina, come ad esempio gli individui che si identificano con entrambi o nessuno dei due generi binari, o ancora individui che invece si identificano in un genere diverso da quello che gli era stato assegnato alla nascita.

La pansessualità è a volte definita come la capacità di amare una persona indipendentemente dal suo genere; alcune persone pansessuali sostengono anche che questi concetti siano insignificanti per loro. Altra differenza con la bisessualità (e con tutti gli altri tipi di sessualità), è che un pansessuale non considera il sesso o il genere di una persona quando essa può essere di interesse. Le stesse persone sono viste come tali, come persone alla quale interessarsi: Viene quindi a mancare il fatto che ci si può interessare, o si può provare attrazione per una persona di un sesso o di generi specifici, come è invece per tutti gli altri orientamenti sessuali, in quanto la concezione stessa di sesso della persona, nel momento in cui stia suscitando qualcosa a livello affettivo o attrattivo, non viene affatto presa in considerazione. Un bisessuale è cosciente di essersi ora innamorato di una donna, ora di un uomo. Un pansessuale, invece, sarebbe più a suo agio a dire che si è innamorato di una persona che gli è piaciuta. Esiste inoltre una piccola parte di pansessuali, sostenenti che, sebbene il sesso della persona non sia affatto importante nella sessualità quotidiana, potrebbe comunque esserlo per la scelta del partner. Questi potrebbero quindi gradire allo stesso modo persone di tutti i generi, sebbene siano convinti di dover intraprendere relazioni solo con uno di essi, e quindi solo con un sesso (o un genere di persona) specifico, che nella maggior parte dei casi viene rappresentato dalle persone del sesso opposto al proprio. Per i pansessuali di questo tipo, scoprire o comunque fare questa scelta di quale tra i due sessi sia ad essi più appropriato per relazioni durature, rappresenta un problema notevole, soprattutto nell'età adolescenziale. Principalmente perché è molto più probabile e facile che in questa età subentrino problemi o fobie di tipo personale, sociale o relazionale a qualificare il tipo di relazione alla quale dedicarsi. Ma, come sopra descritto, la maggior parte dei pansessuali non considera e non ha mai considerato né genere e né sesso, in ogni relazione affettiva.

Teoria della pansessualità[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, la teoria della pansessualità è stata sviluppata nel 1977 da Mario Mieli nel suo Elementi di critica omosessuale[1], secondo cui l'essere umano è sostanzialmente un essere "completo" (polimorfo), che nasce con tutte le "opzioni" aperte, le quali vengono poi represse selettivamente (soggette ad educastrazione, secondo la definizione dello stesso Mieli), in base all'ambiente in cui vive. Mieli parte dalla rielaborazione delle teorie infantili di Freud.

Altri usi del termine[modifica | modifica wikitesto]

"Pansessualismo" era usato per indicare la teoria di Freud secondo la quale tutto il comportamento umano era originato e motivato dalla sessualità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mieli M., (1977) Elementi di critica omosessuale. Einaudi, Milano. ISBN 978-88-07-10339-1

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]