Niccolò II da Correggio

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Niccolò II da Correggio
Sperandio, Niccolò da Correggio, 1450-1508, Count of Brescello 1480 (obverse), c. 1480, NGA 44538.jpg
Medaglia raffigurante Niccolò, 1480 ca.
NascitaFerrara, 1450
MorteFerrara, 1º febbraio 1508
Dati militari
Paese servito
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Niccolò II da Correggio (Visconti) (Ferrara, 1450Ferrara, 1º febbraio 1508) è stato un condottiero e letterato italiano. Fu signore e conte di Correggio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Soprannominato "il Postumo" essendo nato dopo la morte del padre, era figlio di Niccolò I da Correggio, signore di Correggio e di Beatrice d'Este, figlia di Niccolò III d'Este.

Venne decorato a Ferrara del cingolo militare all'età di due anni dall'imperatore Federico III d'Asburgo, in occasione dell'elevazione a duca di Modena e Reggio di suo zio Borso d'Este e lo accompagnò a Roma quando, il 14 aprile 1471, papa Paolo II lo nominò duca di Ferrara.

Fu tra gli ambasciatori di Ercole I d'Este che nel 1473 si recarono a Napoli a ricevere la futura sposa Eleonora d'Aragona. Nel 1475 come condottiero fu al servizio della Repubblica di Venezia e quindi di Galeazzo Maria Sforza. Nel 1479 passò agli Estensi, che lo impiegarono in aiuto di Lorenzo il Magnifico contro papa Sisto IV, rimanendo prigioniero.

Per i suoi meriti, nel 1481 Ludovico il Moro gli concesse in feudo Castellazzo nell'Alessandrino (gli venne tolta nel 1494) e lo autorizzò ad affiancare al proprio cognome quello dei Visconti. Combatté per il duca di Milano contro i Veneziani nel 1482; fu fatto prigioniero ad Argenta, condotto a Venezia e liberato l'anno successivo. Si recò a Lione per conto di Ludovico Sforza ad omaggiare il re di Francia Carlo VIII al momento del suo intervento in Italia. Negli anni '90 del Quattrocento fu cortigiano fidato della duchessa Beatrice d'Este, suo consigliere di moda e membro rinomato del circolo di poeti in volgare radunato dalla duchessa a corte.[1][2]

Quando nel 1499 lo Sforza fu cacciato da Milano, Niccolò da Correggio fece ritorno a Ferrara. Nel 1501 fu ambasciatore a Roma per condurre a Ferrara Lucrezia Borgia, futura sposa di Alfonso I d'Este. Morì a Ferrara il 1º dicembre 1508.[3][4]

Fondò a Correggio tre monasteri: il monastero delle Clarisse (assieme alla moglie Cassandra), il monastero di San Domenico e nel 1502 il convento dei Domenicani.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di Niccolò da Correggio sono state pubblicate da Antonia Tissoni Benvenuti.[5][6]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Niccolò sposò nel 1472 Cassandra Colleoni, figlia del condottiero Bartolomeo Colleoni ed ebbero quattro figli:[8]

Una quinta figlia, Cornelia, sposò il condottiero Ettore Gonzaga.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Malaguzzi Valeri, pp. 35-37.
  2. ^ Calmeta, p. 25.
  3. ^ Niccolò da Correggio nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato l'11 dicembre 2021.
  4. ^ Alda Arata, Niccolò da Correggio nella vita letteraria e politica del tempo suo (1450-1508), Bologna, Zanichelli, 1934.
  5. ^ Niccolò da Correggio, Opere, in Antonia Tissoni Benvenuti (a cura di), Scrittori d'Italia, Bari, Laterza, 1969.
  6. ^ Paola Farenga, Niccolò da Correggio nell'Enciclopedia Treccani, su treccani.it. URL consultato l'11 dicembre 2021.
  7. ^ Catalogo della libreria Capponi.
  8. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Da Correggio, Torino, 1835.
  9. ^ Geni.com. Niccolò II da Correggio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Conte di Correggio Successore
Manfredo I da Correggio 1452-1508
(con Antonio fino al 1474
con Giberto VII fino al 1508)
Giberto VII da Correggio
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