Museo civico Gaetano Filangieri
| Museo Civico Gaetano Filangieri | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Napoli |
| Indirizzo | Via Duomo, 288 |
| Coordinate | 40°50′56.07″N 14°15′38.56″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | museo, biblioteca, archivio |
| Collezioni | Dipinti, sculture e arti applicate |
| Intitolato a | Gaetano Filangieri |
| Istituzione | 1883 |
| Fondatori | Gaetano Filangieri |
| Apertura | 1888 |
| Direttore | Paolo Jorio |
| Sito web | |
Il Museo Civico Gaetano Filangieri, situato in via Duomo a Napoli, è un museo istituito da Gaetano Filangieri, principe di Satriano (1824-1892), che donò la sua ricca collezione alla città, allestendola nel traslato Palazzo Como, di cui si salvarono soltanto le facciate quattrocentesche.
Il museo è dedicato al ricordo della famiglia Filangieri, alle arti applicate e alle memorie civiche dell'ex capitale del Regno delle due Sicilie.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La progettazione e l'allestimento del museo si devono alla lungimiranza di Gaetano Filangieri che nel 1881 avanzò la proposta al Consiglio comunale di allocare le sue raccolte d'arte in quel che restava del celebre Palazzo Como, rara testimonianza architettonica del Rinascimento toscano a Napoli. Il palazzo fu spostato di circa venti metri allo scopo di scongiurarne l'abbattimento, a seguito dei lavori del Risanamento, e allinearlo lungo l'arteria di via Duomo. Del quattrocentesco edificio non rimaneva che la splendida facciata in bugnato e i muri laterali, mentre l'invaso era del tutto vuoto e senza copertura. L'offerta risultò molto allettante per il municipio e l'ipotesi di istituire un museo civico era sentita da più parti come necessaria, così nel 1883 cominciarono i lavori di riedificazione e ripristino completamente finanziati dal Principe. I lavori terminarono nel 1888 e l'8 novembre dello stesso anno il museo fu aperto al pubblico.
Il 30 settembre 1943 una squadra di guastatori tedeschi incendiò la villa Montesano di San Paolo Bel Sito dove, per prevenire i danni di guerra, erano stati ricoverate l'anno precedente le opere di maggior pregio del museo, insieme ai documenti più preziosi dell'Archivio di Stato di Napoli, allora diretto da Riccardo Filangieri che contemporaneamente ricopriva la carica di direttore del museo. Del patrimonio del museo si salvarono circa quaranta dipinti ed una cassa contenente armi antiche; tra i pezzi più rilevanti che furono perduti invece figurano due ritratti d'uomo di Botticelli, una Deposizione di Francesco Solimena, e la Madonna con Bambino e suor Alessandra Bentivoglio di Bernardino Luini.
Nel 1946 il soprintendente alle gallerie napoletane, Bruno Molajoli, rivolse un appello per reintegrare le raccolte distrutte e nel 1948, insieme al Museo nazionale di San Martino e al Museo nazionale della ceramica Duca di Martina, il museo Filangieri fu riaperto al pubblico grazie alle generose donazioni di Filippo Perrone, Mario De Ciccio, Salvatore Romano e grazie alle opere date in prestito dagli altri musei cittadini.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]La collezione, eterogenea per materiali, vanta più di 3 000 oggetti, di varia provenienza e datazione. Sono raccolti esemplari di arti applicate (maioliche, porcellane, biscuit, avori, armi e armature, medaglie, pastori presepiali), dipinti e sculture dal XVI al XIX secolo, una ricca biblioteca dotata di circa ottomila volumi e l'archivio della famiglia Filangieri.
Sala Carlo Filangieri
[modifica | modifica wikitesto]La sala d'ingresso è dedicata al generale Carlo Filangieri, padre del fondatore, ed ha l'aspetto austero della sala d'armi di un castello in cui, alle pareti e nelle rastrelliere, sono disposte armi e armature di manifatture extra europee (cinesi, giapponesi, marocchine, turche, africane). Le pareti sono costellate dal monogramma composto dalle lettere "GF", iniziali del fondatore, in caratteri gotici.
Le tre volte del soffitto ospitano un mosaico a fondo oro realizzato dalla Vetreria Artistica Salviati di Venezia: i nomi di quaranta membri di casa Filangieri, vissuti tra l'XI e il XIX secolo, campeggiano su cartigli bianchi, mentre al centro un'aquila bicipite porta sul petto lo stemma della famiglia.
Nella sala trovano posto varie sculture in marmo, tra cui spiccano i busti di Tito Angelini, Francesco Jerace, Gesualdo Gatti.
L'elegante scala elicoidale che conduce alla Sala Agata è composta da quaranta gradini in piperno ed è decorata alle pareti con stemmi marmorei di famiglie gentilizie napoletane e armi in asta del XVI e XVII secolo.
Sala Agata
[modifica | modifica wikitesto]La sala è dedicata ad Agata Moncada di Paternò, madre di Gaetano Filangieri. Lo spazio è progettato secondo i criteri architettonici innovativi diffusi nella seconda metà dell'Ottocento che Filangieri mutua dai musei di scienze e tecnica visitati in Europa. Al tempo stesso, il riferimento alle tradizionali gallerie seicentesche è evidente nell'allestimento dei dipinti alle pareti e ne è testimonianza il ricco apparato decorativo in legno noce di gusto rinascimentale.
Il lucernario, realizzato dall'Impresa Industriale Italiana di Costruzioni Metalliche dell'ingegnere Alfredo Cottrau, garantisce un'illuminazione diffusa tramite una struttura mista in metallo e vetro. La decorazione dei cassettoni in legno con foglia d'oro è opera di Michele Converti che dipinse anche il fregio in blu lungo tutto il perimetro del salone, costellato da pellicani e stelle dorati.
Gli otto mensoloni, quattro per lato, ospitano gli stemmi delle tre sorelle e delle cinque nipoti di Gaetano Filangieri; nei lati corti, invece, sono presenti gli stemmi della città e della provincia di Napoli.
Il prezioso pavimento in maiolica invetriata è realizzato in stile del XV secolo dalla Scuola Officina di Ceramica, diretta da Filippo Palizzi, su disegno dello stesso Filangieri.
I dipinti esposti variano per scuola e cronologia, coprendo un arco di tempo che va dal XVI al XIX secolo. Primeggiano dipinti del Seicento napoletano, tra cui opere di Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Battistello Caracciolo e Mattia Preti.
Passaggio pensile e biblioteca
[modifica | modifica wikitesto]Il passaggio pensile, nelle cui vetrine sono raggruppate per manifatture porcellane e maioliche del XVIII secolo, conduce alla Biblioteca, ricca di circa ottomila libri di ogni genere, sistemati in ventiquattro armadi. Al centro del piccolo e suggestivo spazio, ricco di modanature in legno noce, campeggia la scrivania con vari oggetti e ricordi, mentre su mensole sono sistemati busti in marmo dei familiari di Gaetano Filangieri.



Opere principali
[modifica | modifica wikitesto]Dipinti
[modifica | modifica wikitesto]| Foto | Titolo | Autore | Data |
|---|---|---|---|
| Santa Prassede | Giovan Francesco Maineri | primo decennio del XVI secolo | |
| Sposalizio di santa Caterina | Innocenzo da Imola | 1520-1540 | |
| Madonna col Bambino | Bernardino Lanino | 1555 circa | |
| San Giovannino | Battistello Caracciolo | 1607-1608 | |
| Ritratto della duchessa Livia della Rovere | ignoto italiano | 1605-1620 | |
| Maddalena | Guercino | post 1622 | |
| Passaggio del Mar Rosso | ignoto di scuola emiliana | primo quarto del XVII secolo | |
| Sant'Agata | Andrea Vaccaro | 1630-1635 | |
| Testa di san Giovanni Battista | Jusepe de Ribera | 1646 | |
| Santa Maria Egiziaca | Jusepe de Ribera | 1651 | |
| Incontro de santi Pietro e Paolo | Mattia Preti | 1656-1660 | |
| Trionfo di Galatea | Luca Giordano | 1675-1677 | |
| Veduta di Napoli da Chiaia | Juan Ruiz | 1734-1738 | |
| Veduta di Napoli dal mare | Juan Ruiz | 1734-1738 | |
| Capriccio fluviale con portico gotico e laguna | Michele Marieschi | 1737-1738 | |
| Adorazione dei Magi | ignoto pittore veneto | secondo quarto del XVIII secolo | |
| Ritratto del colonnello Carlo Filangieri | Rudolph Suhrlandt | 1812 | |
| Ritratto di Agata Moncada | Natale Carta | 1835-1840 | |
| Ritratto di Gaetano Filangieri junior | Edgardo Saporetti | 1893-1901 |
Sculture
[modifica | modifica wikitesto]| Foto | Titolo | Autore/Dimensione | Data |
|---|---|---|---|
| Testa di Fanciullo | Luca della Robbia | 1455 circa | |
| Ritratto di Ferdinando I di Borbone | Adamo Tadolini | 1823 | |
| Victa | Francesco Jerace | 1880 circa | |
| Busto di Gaetano Filangieri principe di Satriano | Francesco Jerace | 1889 | |
| Fiorita | Francesco Jerace | 1891 | |
| Busto del giurista Gaetano Filangieri | Gesualdo Gatti | 1893 | |
| Camilla Compagna Del Sordo Filangieri | Francesco Jerace | 1927 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Catalogo del Museo civico Gaetano Filangieri principe di Satriano, vol. I, Napoli, 1888.
- Gaetano Filangieri e il suo museo, Electa Napoli, 2002, ISBN 88-510-0106-5.
- Museo Civico Gaetano Filangieri Napoli. Percorsi di storia, arte e collezionismo (I), Le Collezioni/1 (II), Le Collezioni/2 (III) / a cura di Isabella Valente - 2021. ISBN 978-88-31983-35-8.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Museo civico Gaetano Filangieri
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su filangierimuseo.it.
- Guida e audioguida ufficiali, su filangierimuseo.okticket.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 129844380 · ISNI (EN) 0000 0001 2156 6634 · BAV 494/4573 · ULAN (EN) 500303442 · LCCN (EN) nr90028973 · GND (DE) 1006867-3 · BNF (FR) cb120784823 (data) |
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