Museo del Tesoro di san Gennaro

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Museo del Tesoro di san Gennaro
MuseoSanGennaro.JPG
Il palazzo che ospita il museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàNapoli
IndirizzoVia Duomo, 149
Coordinate40°51′08.2″N 14°15′34.08″E / 40.852278°N 14.259467°E40.852278; 14.259467Coordinate: 40°51′08.2″N 14°15′34.08″E / 40.852278°N 14.259467°E40.852278; 14.259467
Caratteristiche
TipoOreficeria, Arte sacra
CollezioniTesoro di San Gennaro
Istituzione2003
Apertura2003
DirettorePaolo Jorio
Sito web

Il Museo del Tesoro di san Gennaro è un museo di Napoli, il cui ingresso è situato accanto al Duomo e alla Cappella del Tesoro.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Conservato da secoli al Duomo, durante gli eventi bellici della Seconda guerra mondiale il Tesoro di San Gennaro fu portato in Vaticano per essere conservato e riportato in Cattedrale nel 1947 per tramite di Giuseppe Navarra, soprannominato "o rre di Poggioreale", che riuscì a far pervenire i preziosi intatti nelle mani dell'allora arcivescovo Alessio Ascalesi[1][2].

Il museo è stato aperto al pubblico nel dicembre 2003 grazie ad un progetto finanziato da aziende private, da fondi europei e dalle istituzioni locali e sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e su proposta della Deputazione della reale cappella del Tesoro, antica istituzione laica fondata nel 1601. Il curatore del progetto è l'attuale direttore è Paolo Jorio.

Il tesoro[modifica | modifica wikitesto]

L'area museale è di oltre settecento metri quadrati ed espone le sue opere (che in precedenza non erano mai state offerte alla visione del pubblico); gioielli, statue, busti, tessuti pregiati e dipinti di grande valore facendi parte del Tesoro di san Gennaro, tra cui:

La mitra di san Gennaro[modifica | modifica wikitesto]

Una mitra (copricapo vescovile) realizzata nel 1713 dall'orafo Matteo Treglia, in cui sono incastonate in tutto 3964 pietre preziose (3.328 diamanti a rappresentare la durezza della fede,168 rubini a rappresentare il sangue del santo e 198 smeraldi a rappresentare la conoscenza), per un peso complessivo di 18 kg[3]. La mitra è completata da due infule decorate con due incisioni dell'ampolla di san Gennaro[4].

La collana di san Gennaro[modifica | modifica wikitesto]

Una collana realizzata tra il 1679 ed il 1929 (circa 250 anni) dall'aggiunta al gioiello originale, realizzato dall'orafo Michele Dato, di pietre preziose e gioielli fatti dono in questi secoli da sovrani, papi, nobili e gente comune[3].

Tra i donatori più notabili si possono annoverare Carlo III di Borbone, Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina d’Asburgo, Francesco I d’Austria, Giuseppe Bonaparte, Maria Cristina di Savoia e Vittorio Emanuele II di Savoia. L'ultimo dono fu un anello dato nel 1929 da Maria José[3], ultima regina d'Italia.

Insegne dell'Ordine di san Gennaro[modifica | modifica wikitesto]

La spilla, la placca ed il mantello tempestato di gemme di smalti, pietre preziose e decorazioni raffiguranti il giglio dei Borbone, facenti parte del corredo originale dell'Insigne e Reale Ordine di San Gennaro, fondato nel 1738 da Carlo III di Borbone[5].

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Del tesoro fanno parte anche altri numerosi doni da parte di importanti personalità, come

All'interno del museo è custodita una collezione degli argenti (circa 70 pezzi) che, abbracciando un arco di tempo che va dal 1305 all'età contemporanea, si presenta intatta non avendo mai subito manomissioni a causa di furti ed è per la quasi totalità opera di maestri della scuola napoletana.

Il percorso museale prevede anche la visita alle tre sacrestie della Cappella del Tesoro, di recente sottoposte a restauro e contenenti pregevoli dipinti di Luca Giordano, Massimo Stanzione, Giacomo Farelli e Aniello Falcone.

Il tesoro nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Operazione San Gennaro un gruppo di maldestri ladri cercano di impossessarsi del tesoro del santo.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Pipitone, Peppe Navarra, ‘o rre ‘e Puceriale: l’eroe del Tesoro di San Gennaro, vesuviolive.it, 4 settembre 2014. URL consultato il 26 novembre 2016.
  2. ^ Ecco come fu salvato il Tesoro di San Gennaro, su museosangennaro.it. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  3. ^ a b c d e Hai mai visto da vicino migliaia di pietre preziose?, su museosangennaro.it. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  4. ^ I Gioielli - Museo del Tesoro di San Gennaro, su museosangennaro.gruppometa.it. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  5. ^ L'ANNIVERSARIO / 280 anni del Reale ordine di San Gennaro: e il museo del Tesoro li celebra con sconti e eventi, su Identità Insorgenti, 6 agosto 2018. URL consultato il 1º febbraio 2021.
  6. ^ La pisside, Il dono di Umberto II al Tesoro di San Gennaro, su museosangennaro.it. URL consultato il 1º febbraio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Bellucci - Memorie storiche e artistiche del Tesoro nella cattedrale dal sec. XVI al XVIII - Napoli, 1915
  • F. Strazzullo - Guida del Tesoro di San Gennaro - Napoli, 1966
  • F. Strazzullo - La Real Cappella del Tesoro di San Gennaro - Napoli, 1978
  • P.Iorio - F.Recanatesi Museo del tesoro di San Gennaro - Gli Argenti - Napoli, 2003
  • P.Iorio - F.Recanatesi Museo del tesoro di San Gennaro - I Gioielli - Napoli, 2007
  • P.Iorio - F.Recanatesi Le 10 Meraviglie del Tesoro di San Gennaro - Roma, Poligrafico dello Stato 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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