Museo del tessile e dell'abbigliamento Elena Aldobrandini

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Museo del tessile e dell'abbigliamento "Elena Aldobrandini"
MuseoAldobrandini.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàNapoli
IndirizzoPiazzetta Mondragone, 18
Caratteristiche
TipoArte tessile, abbigliamento, moda e arredamento storiche
Sito web e Sito web

Coordinate: 40°50′16.01″N 14°14′31.36″E / 40.837781°N 14.242044°E40.837781; 14.242044

Il Museo del tessile e dell'abbigliamento “Elena Aldobrandini” è un centro privato diretto dalla Fondazione Mondragone ubicato nel quartiere Montecalvario in Napoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo del tessile e dell'abbigliamento Elena Aldobrandini fu fondato nel 1655 dalla stessa nobildonna, consorte di Antonio Carafa duca di Mondragone[1][2] come ritiro per nobili donne in difficoltà.[2]

Le esposizioni museali consistono sostanzialmente in paliotti e paramenti sacri di fine XVIII secolo, merletti e ricami del XIX ed inizio XX secolo e più in generale di indumenti dell'artigianato meridionale.[2]. Nel 2003 la raccolta si è arricchita con le donazioni effettuate dallo stilista napoletano Fausto Sarli, con la collezione di Tullia Passerini Gargiulo, costituita da tessuti di fine Ottocento e della prima metà del Novecento.

Sono infine esposti capi provenienti dalla collezione Livio De Simone, comprendente sia gli abiti di Mare Moda Capri che tessuti di arredamento, nonché quelli dalla collezione Emilio Schuberth e Viva Ferragamo.

Museo del guanto[modifica | modifica wikitesto]

Parte integrante del museo del tessile e dell'abbigliamento Elena Aldobrandini, il museo della guanteria è stato inaugurato il 9 novembre 2007[3]. Raccoglie quaranta pezzi storici che vanno dal XVIII secolo ai giorni nostri, oltre a macchinari d'epoca e un abito fatto interamente di guanti.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FondazioneMonfragone [collegamento interrotto], su fondazionemondragone.org. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  2. ^ a b c Touringclub, su touringclub.it. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  3. ^ Portale del gruppo Adnkronos, su adnkronos.com. URL consultato il 26 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • ”Il Mattino”, 9 aprile 2003, Stazione dei carabinieri e museo della moda ai Quartieri Spagnoli.
  • Giovanni Liccardo, La grande guida dei musei di Napoli. Storia, arte, segreti, leggende, curiosità, Guide insolite, nº 43, Roma, Newton & Compton, 2002, ISBN 88-8289-763-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]