L'ultima alba

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L'ultima alba
L'ultima alba Screenshot.jpg
Bruce Willis in una scena del film
Titolo originaleTears of the Sun
Paese di produzioneUSA
Anno2003
Durata121 min
142 min (versione estesa)
Genereazione, guerra, drammatico
RegiaAntoine Fuqua
SoggettoAlex Lasker, Patrick Cirillo
SceneggiaturaAlex Lasker, Patrick Cirillo
FotografiaMauro Fiore
MontaggioConrad Buff IV (versione cin.), Christopher Holmes (versione estesa)
MusicheLisa Gerrard, Hans Zimmer
ScenografiaDavid Lazan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ultima alba (Tears of the Sun) è un film di azione del 2003, diretto da Antoine Fuqua con protagonisti Bruce Willis, Monica Bellucci e Cole Hauser.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Quando un colpo di Stato militare rovescia il regime democratico in Nigeria, una squadra di 8 assaltatori di Navy SEALs, sotto il comando del tenente A.K. Waters (Bruce Willis), viene trasferita sulla portaerei USS Harry S. Truman e affidata ad un'operazione rischiosa: i miltari hanno infatti il compito di soccorrere la dottoressa Lena Kendricks (Monica Bellucci), una cittadina americana alla guida di un ospedale presso una missione cristiana, e altri tre occidentali. Paracadutati da un C-130 nella giungla, i soldati trovano la dottoressa, ma quest'ultima decide di lasciare il villaggio solo alla condizione di poter portare con lei tutti gli africani in grado di muoversi.

Il tenente fa finta di accettare pur di intraprendere il cammino che li porterà sul luogo nel quale verranno raggiunti dagli elicotteri. Arrivati sul posto, con un raid fanno salire la dottoressa, ma lasciano a terra le decine di profughi. Poco dopo, passando sul villaggio già saccheggiato e in fiamme e disobbedendo agli ordini ricevuti, la squadra del tenente Waters torna con un elicottero dai profughi, lo carica con le persone più in difficoltà e poi inizia un difficile cammino verso il confine con il Camerun.

Durante il tragitto, il gruppo attraversa anche un villaggio proprio durante lo sterminio dei suoi abitanti da parte di soldati chiamati a un'operazione di pulizia etnica. Il tenente e i suoi uomini decidono di intervenire uccidendo tutti i soldati e salvando i pochi sopravvissuti.

Più avanti, inaspettatamente, scoprono di essere stati traditi proprio da un amico fidato della dottoressa che, con un ricevitore, stava guidando la milizia ribelle verso i fuggiaschi. Il motivo dell'accanimento con il quale questa inseguiva il commando americano è che uno dei rifugiati scortati è il solo membro superstite della famiglia reale della tribù degli Ibo. Ancora una volta i soldati americani disobbediscono agli ordini superiori, cioè di abbandonare il ragazzo e i profughi al loro destino; mentre il commando e alcuni africani affrontano la milizia ribelle, ormai forte di 300 combattenti bene armati, il grosso della colonna di profughi cerca di attraversare il confine, benché sia presidiato da militari locali che hanno l'ordine di non far passare nessuno. Nella battaglia muoiono quattro americani e diversi africani, sia tra i civili che tra i miliziani, ma quando tutto sembra perduto arriva il supporto aereo che massacra per intero gli attaccanti. I sopravvissuti, in maggioranza feriti, riescono ad arrivare in Camerun. Il capitano Rhodes, superiore di Waters, interviene ordinando ai soldati del Camerun di lasciar passare i profughi e inviando dei Marines a recuperare i corpi dei SEAL caduti in azione. La dottoressa saluta i suoi amici africani e si appresta a rimpatriare. Il film si conclude con una citazione di Edmund Burke: "perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione".

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Tutti gli attori che hanno interpretato i SEAL hanno dovuto sostenere due settimane di addestramento presso un campo militare e gli è stato richiesto di rivolgersi l'un l'altro col nome del proprio personaggio, persino fuori dal set, per rafforzare l'affiatamento all'interno della squadra.

Il titolo originale del film (Tears Of The Sun) era inizialmente previsto per il quarto episodio della saga cinematografica di Die Hard (Die Hard: Tears Of The Sun). Quando la pre-produzione del quarto film della famosa saga d'azione subì dei ritardi, Bruce Willis s'impegnò con lo studio a parteciparvi unicamente se gli fosse stato concesso di poter utilizzare il titolo per questo film. Successivamente, il titolo del quarto capitolo di Die Hard è divenuto Live Free Or Die Hard.

L'ultima alba è stato il primo film ad essere girato a bordo della portaerei di classe Nimitz USS Harry S. Truman CVN-75.

Gli elicotteri della marina SH-60B Seahawk che appaiono nel film provengono dalla squadriglia HSL-37 "Easy Riders" stazionati a Kaneohe, base della marina situata ad Oahu, nelle Hawaii.

La realizzazione della pellicola è stata funestata da un paio di gravi incidenti sia in fase di pre-produzione, sia durante le riprese. L'attore Kevin Tod Smith, scritturato nel ruolo di uno degli uomini al comando di Bruce Willis, è morto in un incidente mentre stava visitando il set di un altro film in Cina. Successivamente, durante le riprese, uno stuntman è rimasto ucciso durante le riprese di una scena di paracadutismo nei pressi di Oceano, in California. Paracadutatosi assieme ad altri otto colleghi da un'altezza di 14.000 piedi, l'uomo cadde in mare invece che sulla spiaggia (come era previsto), annegando.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto negativamente dalla critica, che lo ha ritenuto banale e stereotipato. La recensione del Time Out London ha criticato aspramente il fatto che il film racconti un evento fittizio ambientato in un continente, l'Africa, che ha sofferto innumerevoli atrocità che potevano essere rievocate ed esplorate.[1]

In Italia il film ha avuto risonanza mediatica solamente per il ruolo da co-protagonista di Monica Bellucci; per il resto i giudizi sulla pellicola sono stati, così come negli Stati Uniti, assai diversi tra negativi e positivi.[senza fonte]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film vengono usati coltelli di Ernest Emerson. Questi tipi di coltelli, realizzati e decorati completamente a mano, sono estremamente famosi tra le forze dell'ordine e i corpi militari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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