Gioiello di Vicenza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gioiello di Vicenza
Gioiello di Vicenza - ricostruzione - dipinto XVI secolo.jpg
Sopra: ricostruzione recente
Sotto: raffigurazione secentesca
Autori Giorgio Capobianco e Andrea Palladio
Data XVI secolo
Materiale argento
Altezza diametro circa 60 cm
Ubicazione originale distrutto, ricostruzione al Museo Diocesano, Vicenza

Il Gioiello di Vicenza era un antico modello[1] in argento della città di Vicenza, attribuito all'architetto Andrea Palladio[2] nel XVI secolo[3], realizzato come ex voto e defraudato da Napoleone Bonaparte durante la Campagna d'Italia[4].

L'opera originale è perduta[3]; una fedele ricostruzione è stata realizzata tra il 2012 e il 2013[5][6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il prezioso gioiello fu realizzato in placche d'argento su supporto di legno e completato nel 1578[7]. La sua attribuzione lo rimanda alla maestria della bottega orafa dei Capobianco[8], così come riscontrato anche da un documento scoperto nell'archivio del Santuario della Madonna di Monte Berico nel 2012. Non è accertato che vi sia per questo progetto la mano di Andrea Palladio, ma il legame con i due vescovi di Vicenza Niccolò Ridolfi e il successore Matteo Priuli lascia intendere quanto il suo ruolo di regista della vita cittadina venisse prima di quello di architetto; ad ogni modo per l'architetto questo Gioiello potrebbe aver rappresentato l'idea della Vicenza che aveva immaginato in base alla propria concezione[9]. Furono i cittadini ad offrirlo come ex voto alla Madonna di Monte Berico[7] per scongiurare la Peste di San Carlo diffusasi due anni prima nel Ducato di Milano e che aveva portato casi nelle città occidentali della Repubblica di Venezia, sino a Verona. In un tal periodo di condizioni precarie la cittadinanza ebbe la forza di unirsi con un esiguo dono operato però dall'intera collettività[4].

Vicenza venne graziata (almeno fino alla grande peste del 1630), perciò il modello venne inizialmente conservato nella chiesa eretta un secolo prima alla Madonna sempre per scongiurata peste, adiacente alla quale di lì a qualche decennio sarebbe stata costruito il Santuario della Madonna di Monte Berico. Tra il XVII e il XVIII secolo vennero realizzati sei dipinti ad olio raffiguranti l'allora unico patrono della città San Vincenzo tenere tra le mani il Gioiello[2].

Sotto il governo napoleonico, le truppe francesi fecero (come in gran parte d'Italia) razzia dei beni culturali e nel 1797 distrussero il modellino fondendolo[10]; l'armée française una volta occupato il Santuario portò con sé il Gioiello credendolo completamente d'argento: nel tentativo di fusione esso invece si bruciò, in quanto realizzato di legno e con un semplice rivestimento d'argento[6]. Il modello fu quindi distrutto.

Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2010, su invito di Davide Fiore, conservatore del Museo diocesano di Vicenza, si è costituito un Comitato per il Gioiello di Vicenza sostenuto dall'Ufficio Beni Culturali della diocesi e altri enti istituzionali vicentini per promuovere un concorso volto a restituire virtualmente il Gioiello. La presidenza del comitato è ricoperta dallo stesso Fiore [11], che ne ha ideato e coordinato l'intero progetto culturale.[12][13] Il concorso è stato vinto dall'architetto Romano Concato di Trissino, che in assenza dei disegni originali si è dovuto basare su due dipinti di Francesco Maffei e due dipinti di Alessandro Maganza.

I dipinti di San Vincenzo recante in mano il prezioso modellino sono una delle poche testimonianze che ne tramandano la memoria; un'interessante caratteristica dei dipinti è che raffigurano il Gioiello da punti di vista differenti, così che se ne possa idealmente immaginare la rotazione. Ogni dipinto illustra il modello come elemento principale del quadro offerto da San Vincenzo, visto frontalmente e con Vicenza racchiusa all'interno delle mura medievali: già allora esisteva la distinzione dai borghi sviluppati oltre la cinta muraria e la zona entro essa, ciò che oggi costituisce il centro storico[3][14]. La ricostruzione è stata inoltre progettata con l'appoggio della planimetria medievale della città, la Pianta Angelica, disegnata da Giovanni Pittoni nel 1580[14][15], e di alcune statue[16].

Nel 2011 il comitato ha promosso la seconda fase del progetto complessivo, cioè un'iniziativa atta a ridare a Vicenza e ai suoi cittadini l'opera d'arte attraverso una raccolta di donazioni in argento come avvenuto per l'antico ex voto[17] con obiettivo minimo di 30 kg; nel 2012 nonostante fosse stata superata la quota di 50 kg più che sufficiente alla realizzazione, le dieci più significative oreficerie cittadine hanno continuato la raccolta sino al 25 dicembre per realizzare un'opera sullo sviluppo e la teca per l'esposizione[4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo Gioiello di Vicenza ha l'aspetto di un grande vassoio tondeggiante del diametro di 58 cm[18] costituito da più di 300 modellini di edifici, 61 dei quali rappresentano palazzi di rilievo storico come la Basilica Palladiana, il Duomo (la cattedrale), la Torre Bissara, le decine di chiese; al centro di Piazza dei Signori è stato inserito, a sorpresa, un modellino in oro della Rua.

Il gioiello è stato progettato proporzionando i modelli con la sezione aurea, studiando le dimensioni edilizie dell'epoca consentendo la ricostruzione tridimensionale del modello il più verosimile all'originale[19].

Il primo edificio realizzato, la chiesa di San Lorenzo

È realizzato in argento 925/1000, partendo da piccole sculture in cera modellata che sono servite da modello per la successiva fusione. Gli elementi ottenuti sono stati rifiniti e impreziositi dalla rifinitura a cesello e incisione. Il peso finale risulta di 15 kg netti[18]; l'impegno complessivo è stato di circa 2.000 ore di lavoro[20].

Esposizione[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 giugno 2012 in Piazza dei Signori si è tenuta la presentazione ufficiale[21], dopodiché i lavori sono iniziati unendo la parte artigianale dell'argentiere Carlo Rossi[22] ad una sofisticata tecnologia laser offerta da un'azienda di Bressanvido[4]. Già nel settembre 2012 alle Gallerie di palazzo Leoni Montanari è stato presentato il vassoio terminato con il primo edificio completo, ossia la Chiesa di San Lorenzo[4]. Dal 6 aprile al 9 giugno 2013, con il supporto del FAI, è stato esposto presso il Museo Diocesano il Gioiello a metà del lavoro compiuto[23]. Nell'estate 2013 il Gioiello è stato completato; è stato restituito alla cittadinanza per la festa patronale cittadina il 7 settembre, unendosi alla consueta processione al Santuario della Madonna di Monte Berico, in una cerimonia ufficiale[5] che ha avuto 30.000 partecipanti[24].

Il Gioiello è stato accolto presso il Museo Diocesano e posto a fianco alla tela del Maffei San Vincenzo col modello della città di Vicenza[25][26]. L'esposizione del Gioiello al Museo Diocesano ha ricevuto Medaglia Del Presidente Della Repubblica [27].

Nel 2015, il Gioiello è stato esposto a Milano, ad Expo 2015. All'interno della manifestazione internazionale, l'argentiere Carlo Rossi è stato premiato con il Confartigianato Design Award 2015 [28] per la realizzazione dell'opera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Originariamente chiamato il Modello o il Modellino, dal XVIII secolo in poi è entrato sempre più in uso il termine Gioiello, termine usato anche dal Comune di Vicenza e dalla Diocesi di Vicenza. Cfr. Barbieri, Cevese, 2004 e Barbieri, 1973.
  2. ^ a b Barbieri, Cevese, p. 383
  3. ^ a b c «Quando, nel 1577, i vicentini vogliono presentare alla Madonna di Monte Berico, in ringraziamento dello scampato flagello della peste, un "modello" della città in legno rivestito d'argento, la cara "piccola patria" vi appare ripresa, con ineccepibile quanto significativa, drastica "semplificazione", chiusa nell'anello circolare rappresentato dalla città più antica con le sue cinque porti principali. Scomparso il "modello" sciaguratamente distrutto dai Francesi nel 1797, possiamo, infatti, fortunatamente verificarlo grazie a due puntuali rese pittoriche, non molto più tarde, di Alessandro Maganza e di Francesco Maffei: senza peraltro dimenticare che all'"invenzione" del "modello", non era rimasto estraneo, nel 1578, lo stesso Palladio.»
    Barbieri, Cevese, p. 35
  4. ^ a b c d e Il Gioiello di Vicenza prende forma con l'argento donato, Il Giornale di Vicenza, 12 settembre 2012.
  5. ^ a b Il Gioiello di Vicenza. Piazza dei Signori - Orario: 19, Comune di Vicenza. URL consultato il 29 agosto 2013.
  6. ^ a b Luca Trevisan, Una Vicenza d'argento, antiqua.mi, 1º aprile 2013. URL consultato il 4 settembre 2013.
  7. ^ a b «Sulla sommità della sua lanterna verrà a posarsi, nel 1574, in sostituzione della croce alzatavi in precedenza, l'effigie di un angelo ad ali spiegate, in legno rivestita in rame dorato: interessandosi direttamente dei lavori della posa in opera lo stesso Palladio. Un fulmine l'abbatteva nel 1620; rivedendo oggi quell'immagine splendente, consegnataci in dipinti del Maganza e del Maffei, o liberantesi, in più ravvicinata testimonianza, sul "modello" della città, consacrato nel 1577-1578 al santuario di Monte Berico, e riandando a ciò che l'architetto aveva rappresentato nelle intenzioni e nelle speranze dei promotori della riforma della facies civica»
    Barbieri, Cevese, p. 82
  8. ^ Lionello Puppi, Giorgio Capobianco, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 18, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1975. URL consultato l'11 maggio 2014.
  9. ^ Il Gioiello, VicenzaPiù, 16 ottobre 2010.
  10. ^ Il "virtuale" del Gioiello di Vicenza, professionearchitetto.it, 25 maggio 2010.
  11. ^ Carlo Rossi, Gioiello di Vicenza processione del 7 settembre 2016 TGR VENETO, 8 settembre 2016. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  12. ^ Gioiello di Vicenza, nasce l'associazione, in Comune di Vicenza. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  13. ^ Il Gioiello di Vicenza va a Thiene per la festa di San Vincenzo, su www.vicenzareport.it. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  14. ^ a b Barbieri, Cevese, p. 347
  15. ^ Pianta di Vicenza, Biblioteca Angelica, 21 marzo 2011. URL consultato il 4 settembre 2013.
  16. ^ (PDF) Ritorna il Gioiello di Vicenza (PDF), Fondo Ambiente Italiano, settembre 2013. URL consultato il 19 novembre 2013.
  17. ^ Romano Concato "ridisegna" Il Gioiello di Vicenza, si raccoglie l'argento per realizzarlo, BassanoPiù, 25 ottobre 2011.
  18. ^ a b Telegiornale 06/09/13 19:30, TvA Vicenza, 6 settembre 2013, a 14 min 18 s. URL consultato il 7 settembre 2013.
  19. ^ (Parte della descrizione dell'originale) Marinelli, Rigoni, pp. 185-228
  20. ^ Rinasce il Gioiello di Vicenza, vicenza.com.
  21. ^ “Il Gioiello di Vicenza” protagonista in piazza dei Signori domani venerdì 15 giugno, Comune di Vicenza, 14 giugno 2012.
  22. ^ Carlo Rossi, Primi colpi al vassoio, YouTube, 2 ottobre 2012.
  23. ^  Locandina di presentazione dell'esposizione del Gioiello. (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2014). L'immagine è stata tratta da: Mostra: "Il Gioiello di Vicenza. A preview" - Vicenza, Archiworld Network. (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2014).
  24. ^ Federico Murzio, A Monte Berico 30 mila fedeli, Il Giornale di Vicenza, 9 settembre 2013. URL consultato il 15 settembre 2013.
  25. ^ Il Gioiello di Vicenza al Museo dal 10 settembre 2013, Museo Diocesano Vicenza. URL consultato il 4 settembre 2013.
  26. ^ Il Museo Diocesano accoglie il Gioiello di Vicenza, VicenzaPiù, 11 settembre 2013. URL consultato il 15 settembre 2013.
  27. ^ Il Museo Diocesano accoglie il Gioiello di Vicenza e la sua storia » VicenzaPiù, su www.vicenzapiu.com. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  28. ^ Confartigianato  » Expo 2015, 26 ‘campioni’ dell’artigianato made in Italy vincono il Concorso di Confartigianato, su www.confartigianato.it. URL consultato il 28 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Barbieri e Renato Cevese, Vicenza, ritratto di una città, Vicenza, Angelo Colla editore, 2004, ISBN 88-900990-7-0
  • Emilio Franzina e Neri Pozza, Vicenza. Storia di una città (1404-1866), Vicenza, Neri Pozza Edizioni, 1980, ISBN 88-7305-333-5
  • Franco Barbieri, La pianta prospettica di Vicenza del 1580, Vicenza, Neri Pozza Edizioni, 1973, ISBN 8873053726
  • Sergio Marinelli e Chiara Rigoni, Theatrum urbis: personaggi e vedute di Vicenza, Verona, Fondazione Cassa di Risparmio Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]