Arco delle Scalette

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UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
La città di Vicenza e le ville di Palladio del Veneto
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Arco delle Scalette (Vicenza) 20081203-1.jpg
TipoArchitettonico
CriterioC (i) (ii)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1994
Scheda UNESCO(EN) City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
(FR) Scheda
Coordinate: 45°32′27.56″N 11°33′10.51″E / 45.54099°N 11.55292°E45.54099; 11.55292

L'Arco delle Scalette è un arco celebrativo situato a Vicenza in piazzale Fraccon e costruito nel 1595, il cui progetto è stato attribuito all'architetto Andrea Palladio (1576 circa).

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Collocato al margine sud orientale del centro storico della città, l'arco segnava l'inizio del primo percorso di salita per i pellegrini che si recavano al Santuario della Madonna di Monte Berico (sorto ai primi del Quattrocento), quello costituito appunto dalle Scalette, 190 gradini suddivisi in rampe. Era il principale e praticamente unico punto di accesso dalla città al santuario prima della realizzazione, a metà Settecento, dei portici di Francesco Muttoni.

Poco chiara appare la genesi e l'autografia dell'arco. Certe appaiono la data di costruzione, fissata al 1595 (15 anni dopo la morte di Palladio), e l'identità del committente, il capitano veneziano Giacomo Bragadin. Altrettanto documentate sono le richieste dei frati del santuario, risalenti al 1574-1576, che chiedono alla comunità un sostegno finanziario per la ristrutturazione dell'intero percorso delle Scalette, ma nulla prova che l'arco fosse incluso del processo di rinnovamento generale, che per altro investe anche lo stesso santuario. Altrettanto incerta è l'originale configurazione dell'arco, che in immagini seicentesce mostra nicchie frontali, successivamente spostate nell'intradosso per accogliere l'Annunciazione di Orazio Marinali.

Appaiono evidenti la matrice palladiana ed una rielaborazione dello schema costruttivo dell'Arco di Traiano a Ancona. Si riscontrano inoltre non poche affinità con l'Arco dei Gavi a Verona e l'Arco dei Sergi a Pola.[1]

Il monumento attuale è stato quasi completamente ricostruito, utilizzando dove possibile il materiale originario, a seguito dei danni subiti durante un bombardamento aereo nel 1944.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Barbieri, Renato Cevese, Ritratto di una città, Angelo Colla editore, 2005, pag. 114-115
  2. ^ Pubblicata in F. Barbarano, Historia ecclesiastica della città, territorio e diocese di Vicenza

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