Fumetti dei Transformers

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I Transformers sono un gruppo di personaggi immaginari dei fumetti ispirati alla omonima serie di giocattoli della Hasbro. Sono stati protagonisti di diverse serie a fumetti edite negli Stati Uniti d'America dalla Marvel Comics[1] e poi da altri editori.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del successo della serie televisiva animata Transformers, la Marvel Comics produsse una prima serie a fumetti edita dal 1984 al 1991 pubblicata per ottanta numeri, oltre a quattro miniserie spin-off. Successivamente venne edita una seconda serie, Transformers: Generation 2, edita dal 1993 per dodici numeri. Una nuova serie venne prodotta poi dalla Dreamwave Productions dal 2002 al 2004 e, dal 2005, i diritti sono passato alla IDW Publishing che dal 2006 ha fatto esordire una quarta serie oltre a diverse serie limitate. Oltre a questi tre principali editori, ce ne sono stati molti altri più piccoli con vari gradi di successo.

La prima serie della Marvel (parzialmente pubblicata anche in Italia dall'Editoriale Domus e poi dalla Play Press), va dallo schianto dell'Arca sulla Terra fino ad un vicino futuro in cui Autorobot e Distructor vengono convinti da un emissario di Primus a seppellire l'ascia di guerra per sempre; nel 1992, in una mini di 12 numeri, Generation 2, i Transformers uniti si battono contro Distructor rinnegati scomparsi millenni prima che non hanno mai ceduto le armi. In Inghilterra viene prodotta una lunga serie "sponsorizzata" dalla Marvel ma molto indipendente; qui come negli ultimi numeri di Generation 1 (e Generation 2) si impone lo sceneggiatore Simon Furman. Ma la crisi del fumetto americano avviata nei primissimi anni novanta costringe alla chiusura; i robot mutaforma spariranno dal mercato USA per molto tempo.

All'inizio della serie, la Marvel produce dei crossover; dopo alcune apparizioni dell'Uomo Ragno, con il costume simbionte nero nei primi albi, si decide di collegare l'universo narrativo dei Transformers non con quello dei supereroi, ma con quello della squadra speciale dell'esercito americano, i G.I. Joe (altra creatura Marvel concessa dalla Hasbro): viene prodotta una mini di quattro numeri ambientati più o meno in parallelo ai numeri 23-24 di G1 e successivamente i nemici dei Joe, il gruppo terrorista Cobra, daranno il via agli eventi che introdurranno il fumetto della G2. Stando alla scheda del personaggio Testa di Morte (Death's Head in originale, un killer robotico incontrato sia da Transformers che da altri personaggi Marvel) nel terzo volume del All-New Official Handbook of the Marvel Universe A to Z, i Trasformers dovrebbero esistere nell'universo Marvel Terra-120185.

In Giappone i Transformers hanno sempre avuto un successo più modesto ma, nonostante questo, più duraturo; nel decennio 1990-2000 vengono prodotti manga ispirati a G1 e al successivo Beast Wars finora non pubblicato in occidente.

Dopo 10 anni, i Transformers ritornano pubblicati della Dreamwave di Pat Lee; la mini di 6 numeri Transformers Generation 1 (più un numero 0 pilota), con stile manga, balza in testa alle classifiche. La continuity si stacca dal filone Marvel pur rispettandone le premesse; dopo il risveglio sulla Terra nel 1984, i piccoli plotoni di Autorobot e Distructor si sono scontrati per 15 anni, tentando di tornare a casa o almeno di comunicare con i compagni lontani; ad un certo punto i governi terrestri, stanchi di essere presi nel mezzo, decidono di rompere la neutralità e mettono un contingente multinazionale al comando di Optimus Prime; in seguito ad una violenta e sanguinosa battaglia, Megatron viene battuto e catturato. Prime decide che è tempo di tornare a Cybertron, e i suoi costruiscono con l'aiuto dell'ONU la nave Arca 2, in ricordo della prima, incapace di volare; Optimus offre a un piccolo gruppo di umani la possibilità di un viaggio nel cosmo, e vengono scelte 7 persone, i 'Magnifici 7' (tra loro 'Sparkplug' Witwichy, il padre di Spike); ma il giorno della partenza l'Arca 2 esplode in volo sopra l'Artico; per 3 anni tutto tace.

Il successo di Generation 1 dà via libera ad altri progetti; la mini G1 vol 2: Guerra e Pace di 6 numeri; una serie regolare di G1; la serie Transformers Armada, che dal numero 19 cambia nome in Transformers Energon; la mini The War Within in tre volumi ambientata nel passato della Grande Guerra; l'abbozzo di possibili altre serie tratte da Beast Wars e Robots in Disguise; l'enciclopedia dei Transformers, More Than Meets The Eye. Altra novità, la Dreamwave affida i testi al veterano Simon Furman ma anche a nuove leve, ed assume per matite e chine giovani autori sconosciuti che da anni mettono in mostra sulla rete piccoli campioni della loro passione per i Transformers (tra cui Guido Guidi).

Nonostante il successo di vendite, pubblico e critica, la Dreamwave (che intanto si è staccata dalla Image in cui era nata) fa bancarotta; a dicembre 2004 escono gli ultimi episodi delle storie in corso; circa un anno dopo la società si riprende grazie ad un finanziatore esterno, ma alcuni diritti sono ormai persi perché i marchi non sono interni alla casa, e tra questi i Transformers, che la Hasbro ha affidato alla IDW Publishing.

Elenco pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Transformers Generation 1 (un numero pilota + 6 episodi)
  • Transformers Generation 1 volume 2: Guerra e Pace (un numero pilota + 6 episodi)
  • Transformers Generation 1 serie regolare (un numero pilota + 10 episodi; incompiuta)
  • Transformers Armada (numero pilota)
  • Transformers Armada volume 1: Primo contatto (numeri 1/5)
  • Transformers Armada volume 2: Fortezza (numeri 6/11)
  • Transformers Armada volume 3: Worlds collide (numeri 12/18)
  • Transformers Energon serie regolare (episodi 19/30; incompiuta)
  • Transformers The War Within (miniserie di 6 numeri)
  • Transformers The War Within volume 2: the Dark Ages (miniserie di 6 numeri)
  • Transformers The War Within volume 3: the Age of Wrath (miniserie di 6 numeri, solo 3 pubblicati)
  • Transformers More Than Meets The Eye (8 numeri)
  • Transformers Armada More Than Meets The Eye (3 numeri)
  • Transformers: Summer Special (numero unico)

I crossover con la Devil's Due:

  • Transformers vs GI Joe (miniserie di 6 numeri)
  • Transformers vs GI Joe 2: Divided front (miniserie di 6 numeri, solo 1 pubblicato)

Non sono mai stati pubblicati:

  • Transformers Energon More Than Meets The Eye (mai cominciata; solo la reinterpretazione del numero 1 su Internet)
  • Transformers Datatracks 2004
  • i numeri 11-12-13 di G1 Ongoing series (serie regolare), i numeri 2-3-4-5-6 di Transformers vs GI Joe 2: Divided front; ne esistono solo le reinterpretazioni e brevi anticipazioni delle trame

La Devil's Due, che all'epoca possedeva la licenza del marchio G.I. Joe, aveva un accordo per produrre a sua volta due crossover, che sono diventati poi 4.

  • GI Joe vs the Transformers (mini di 6 numeri)
  • GI Joe vs the Transformers II (numero 0 speciale con pagine del numero 1 + mini di quattro numeri)
  • GI Joe vs the Transformers III: the Art of War (mini di 5 numeri)
  • GI Joe vs the Transformers IV: Black Horizon (mini di due numeri da 48 pagine ciascuno)

The Art of War mostra SerpentOR (Serpent Organic Robot), trasformando il personaggio originale da amalgama genetico di famosi condottieri a cyborg costruito con pezzi di Megatron. Black Horizon mostra un'alleanza inedita tra i nemici dei film GI Joe il film e Transformers il film: gli abitanti di Cobra-La e il divoratore di mondi Unicron.

IDW[modifica | modifica wikitesto]

Rilevando i diritti dalla Hasbro, la IDW ha scelto di spedire i transformers sulla Terra in incognito, all'insaputa di tutti (così sembra), in una atmosfera da X-Files.

La continuity è partita da un numero 0 proseguendo con la mini Infiltration, seguita a fine 2006 da Escalation e a metà 2007 da Devastation; in più la mini a parte (slegata, ma con profonde ripercussioni) Stormbringer, e la serie di one-shot Spotlight, anch'essa legata in parte alla storia principale. Nel 2008 esce Revelation, saga anomala costituita da quattro Spotlight, seguita dalle mini All Hail Megatron e Maximum Dinobots. Simon Furman ha dichiarato di avere in cantiere una mini, Expansion, di cui non si sa ancora nulla, più altri Spotlight.

Le differenze più significative: i Transformers sono in incognito, cioè si nascondono al mondo; sono arrivati di loro iniziativa (niente incidenti) solo 2-3 anni prima degli eventi raccontati; i Distructor non attaccano apertamente preferendo fomentare l'instabilità politica (su molti mondi), gli Autorobot si limitano ad ostacolarli in segreto; Cybertron è stata tanto devastata dalla guerra, che l'intera superficie è radioattiva, impedendo agli abitanti di viverci; i comandi delle due fazioni sono in stazioni orbitanti; Megatron e Optimus Prime sono lì, il comando delle operazioni sulla Terra è affidato a Starscream e Prowl, i due leader arriveranno più avanti.

Inoltre i personaggi mantengono un design ed una personalità simile alle loro controparti nippo-americane degli anni '80 anche se molti personaggi mantengono solo il colore e/o la forma robotica simili agli originali, mentre a cambiare è il veicolo (esempio: Jazz nella serie G1 era una Porsche 935 Turbo bianca blu e rossa, in questi fumetti mantiene il colore e un po' la forma antropomorfa mentre l'auto è una Porsche 997).

Elenco episodi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elenco storie fumetti dei Transformer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guida Fumetto Italiano, Guida Fumetto Italiano, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 18 dicembre 2017.