Enrico I d'Inghilterra

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Enrico I
Ritratto immaginario del re risalente al 1620.
Ritratto immaginario del re risalente al 1620.
Re d'Inghilterra
Stemma
In carica 3 agosto 1100 -
1º dicembre 1135
Incoronazione 5 agosto 1100
Predecessore Guglielmo II
Successore Stefano (de facto)
Matilde (de iure)
Duca di Normandia
In carica 1106 - 1º dicembre 1135
Predecessore Roberto II
Successore Stefano di Blois
Nascita Selby, West Riding of Yorkshire, 1068
Morte Lyons-la-Forêt, 1º dicembre 1135
Sepoltura Abbazia di Reading
Casa reale Dinastia normanna
Padre Guglielmo I
Madre Matilda delle Fiandre
Coniugi Edith (o Matilde) di Scozia
Adeliza di Lovanio
Figli Matilde e
Guglielmo

Enrico I, chiamato anche Enrico Beauclerk o Enrico Beauclerc (il chierico) per i suoi interessi culturali, in inglese Henry I of England called Beauclerc for his scholarly interests and Lion of Justice (Selby, West Riding of Yorkshire 1068Lyons-la-Forêt, dicembre 1135), regnò sull'Inghilterra dal 5 agosto 1100 al 1º dicembre 1135, governò anche il ducato di Normandia dopo averlo tolto a suo fratello maggiore, Roberto il Corto, nel 1106 e divenendone duca nel 1134, alla morte del fratello che era rimasto senza eredi (legittimi o illegittimi). Salì al potere dopo la morte del fratello Guglielmo II il Rosso, approfittando dell'assenza del fratello maggiore, Roberto il Corto, impegnato alle Crociate.
Il suo regno è conosciuto per il suo abile opportunismo politico, il miglioramento della macchina del governo, l'integrazione degli Anglo-Sassoni e Normanni divisi nel suo regno, la riunificazione dei domini del padre e la sua controversa decisione (sebbene fondata) di nominare sua figlia come erede.
Fu anche conosciuto con il soprannome "leone della giustizia", in riferimento alle modifiche apportate alla rudimentale macchina amministrativa e legislativa del tempo.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Sia secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, che il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury, il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, e il cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi, era il figlio maschio quartogenito del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore e di Matilde delle Fiandre[1][2][3][4] (1032 - 1083), che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, era figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e della sorella del re di Francia, Enrico I[3], Adele di Francia[5], che secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis era figlia del re di Francia, Roberto II, detto il Pio[6].
Guglielmo il Conquistatore, sempre secondo Guglielmo di Jumièges, era l'unico figlio del sesto signore della Normandia, il quarto ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia, Roberto I e di Herleva di Falaise detta anche Arletta[7] (1010 circa –1050 circa), di umili origini, che, secondo Guglielmo di Jumièges]], era la figlia di Fulberto o Herberto, un cameriere del duca (Herleva Fulberti cubicularii ducis filia)[7] e della moglie Duda o Duwa, come ci conferma la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[8].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Enrico era l'ultimogenito e l'unico dei figli di Guglielmo e Matilde nato in Inghilterra; infatti, secondo Orderico Vitale, nacque, solo dopo che sua madre era giunta sul suolo inglese, nel marzo del 1168, e dopo che era stata incoronate regina, l'11 maggio, in occasione della Pentecoste in una cerimonia presieduta da Ealdred arcivescovo di York[9], e sempre Orderico Vitale ci conferma che Enrico nacque prima della fine dell'anno[9], probabilmente a Selby[10], West Riding of Yorkshire, Yorkshire. Sua madre lo chiamò come suo zio, il re Enrico I di Francia e lo designò erede di tutte le sue terre in Inghilterra[9].

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Essendo il più giovane figlio in famiglia, gli fu impartita un'istruzione consona per un giovane nobile del periodo e secondo Guglielmo di Malmesbury, essendo libero da altri incarichi si poté dedicare agli studi in libertà ed imparò ad essere sincero[11]. Ancora Guglielmo di Malmesbury riferisce che Enrico usava spesso una frase appresa dal padre: << un re non istruito è un asino incoronato>>[11]. Fu probabilmente il primo re normanno ad utilizzare ampiamente la lingua inglese.

Quando Enrico era ancora bambino suo fratello, il secondogenito, Riccardo (ca. 1055 - prima del 1081), Duca di Bernay, in un anno imprecisato, durante una partita di caccia, morì nella New Forest, vicino a Southampton, lo stesso posto dove circa vent'anni dopo morirono sia il fratello terzogenito, Guglielmo II il Rosso, che era divenuto re d'Inghilterra, sia un loro nipote anche lui di nome Riccardo, figlio illegittimo del fratello primogenito, il duca di Normandia, Roberto II, come ricorda il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon[12].

Matteo di Parigi ci fa una descrizione di Enrico: cauto, astuto e avaro, per volere del padre, che lo giudicava inadatto al combattimento, fu indirizzato verso lo studio, come i chierici, ed in questo riuscì molto bene, divenendo un esperto in diritto e riuscì a cingere la corona d'Inghilterra, ambizioso, previdente a soppiantare (il fratello), come un redivivo Giacobbe[13].
Guglielmo di Malmesbury racconta invece, che una volta, che il padre lo vide in lacrime, dopo che era stato maltrattato da uno dei fratelli, per sollevarlo gli disse: <<Non piangere ragazzo mio, anche tu sarai un re>>[11].

All'età di 18 anni, secondo Guglielmo di Malmesbury, era stato fatto cavaliere da suo padre[14] Sempre secondo Guglielmo di Malmesbury, nel 1087, Enrico aveva accompagnato suo padre, Guglielmo I d'Inghilterra, in Normandia ed era presente alla sua morte e poi al suo funerale[11]. Alla sua morte, Guglielmo il Conquistatore divise l'eredità tra i figli maschi superstiti, nella seguente maniera:

Sapendo che Enrico aveva a disposizione del denaro, suo fratello Roberto che stava allestendo un esercito, gli propose di vendergli delle terre[15]; Enrico che desiderava possedere dei feudi accettò ed in cambio di tremila libbre d'argento, ebbe un feudo tra la penisola del Cotentin e l'Avranches, attorno alla città di Coutances, in Normandia[15], facendosi chiamare conte di Coutances[16].
Secondo Guglielmo di Jumièges, Enrico riuscì ad ampliare il suo dominio con l'aiuto di alcuni suoi feudatari, a scapito del ducato di Bretagna[17].

Enrico, conte di Coutances, l'anno successivo, secondo Orderico Vitale si reco in Inghilterra a chiedere al fratello, re Guglielmo II le terre che sua madre gli aveva lasciati in eredità in Inghilterra[18], riuscendo ad ottenere ciò che Guglielmo ritenne di potergli consegnare[18].

Siccome Enrico continuava a sollecitare entrambi i fratelli perché gli cedessero parte dell'eredità paterna, Guglielmo e Roberto che si stavano combattendo in Normandia si incontrarono a Caen[19], si rappacificarono e misero sotto assedio Mont Saint-Michel, dove si era rinchiuso Enrico[20], e dopo la sua resa lo costrinsero all'esilio[21]. </ref>Nel corso del 1092, Enrico riuscì ad occupare la città di Domfront[22], al confine con Francia e Bretagna, dove costruì un castello e dove risiedette[22].
Dopo il 1095 poté tornare in Inghilterra, alla corte di Guglielmo Rufus e, mentre trattava col fratello Guglielmo per poter rientrare in possesso dei feudi in Normandia da cui era stato scacciato nel 1091, secondo Guglielmo di Malmesbury, nel 1096, il primogenito, Roberto ipotecò il ducato di Normandia al fratello Guglielmo il Rosso per la somma di 10.000 marchi, allo scopo di raccoglere denaro per partire per la Terra Santa con la Prima Crociata[23]. Partito Roberto, la Normandia fu governata dal Reggente, Guglielmo Rufus.

L'ascesa al trono d'Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Inghilterra
Normanni
Blason duche fr Normandie.svg

Guglielmo I
Guglielmo II
Enrico I
Stefano I
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Il re d'Inghilterra e reggente della Normandia Guglielmo II il Rosso il 2 agosto 1100 improvvisamente morì; secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, il 2 agosto 1100, Guglielmo stava cacciando nella New Forest, quando un certo Tirel, scoccò una freccia che involontariamente colpì a morte il re[24]. La morte di Guglielmo II viene riportato dagli Obituaires de Sens Tome II[25].
Orderico Vitale descrisse l'avvenimento con più particolari[26], ricordando che alla caccia partecipava anche Enrico Beauclerc, che, constatata la morte di Guglielmo Rufus, si precipitò a Winchester, sede del tesoro reale[26]. Il tesoriere, Rainulfo Flambard, in un primo momento si rifiutò di consegnarlo a Enrico, ma dovette cedere dopo che il cancelliere, Guglielmo Giffard, e i pochi baroni presenti, si erano schierati con Enrico[27]. Roberto, che avrebbe dovuto ereditare il trono d'Inghilterra, stava rientrando dalla prima crociata, e, in quei giorni, si trovava ancora in Puglia, dove si era sposato, e sarebbe arrivato in Normandia solo a settembre[28]. Enrico poté quindi impossessarsi della corona inglese, egli fu accettato come re dai principali baroni e, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, il 5 agosto fu incoronato nell'Abbazia di Westminster, dal vescovo di Londra, Maurizio[29]; l'incoronazione viene confermata anche da Orderico Vitale, che ricorda che l'Arcivescovo di Canterbury, Anselmo, era in esilio[30].
Enrico si assicurò la sua posizione tra i nobili con un atto di pacificazione politica, emanando, il giorno stesso dell'incoronazione, e facendolo affiggere in tutte le corti le Charter of Liberties (Statuto delle libertà)[27] (Enrico aveva tutte le migliori intenzioni di rispettarlo[31]), che è considerato un precursore della Magna Charta, condonò le tasse e rimise in libertà coloro che erano in prigione[32]; inoltre fece imprigionare Rainulfo Flambard[32], che era già stato consigliere di fiducia del padre e di suo fratello Guglielmo il Rosso che, come tesoriere, era mal visto. Infine Enrico, che era intimamente convinto che facendosi incoronare, aveva rispettato il volere di suo padre, Guglielmo il Conquistatore[27], volle migliorare le relazioni con la Chiesa e, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, permise ad Anselmo, arcivescovo di Canterbury, di rientrare dall'esilio[33][32], al quale era stato obbligato da Guglielmo II.

Guglielmo di Malmesbury descrive Enrico in questo modo: «Egli era di statura media, più grande dei piccoli, ma sorpassato dai molto alti; i suoi capelli erano neri e tirati indietro sulla fronte; i suoi occhi moderatamente brillanti; il suo petto vigoroso; il suo corpo carnoso».[senza fonte]

Primo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

L'11 novembre 1100, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Enrico fu unito in matrimonio a Edith[33], che, sempre secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, era figlia del re di Scozia, Malcolm III e della sua seconda moglie, Margherita del Wessex[33] (Ungheria, 1045 – 16 novembre 1093), che secondo il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations era figlia del principe Edoardo (figlio del re d'Inghilterra, Edmondo II[34], che secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, discendeva da Alfredo il Grande e quindi dal primo re d'Inghilterra, Egberto del Wessex[35]). Margherita era sorella di Edgardo Atheling, ultimo discendente del Casato dei Wessex[31] e pretendente alla corona d'Inghilterra.

Il matrimonio era stato disapprovato dai baroni normanni, che fecero presente che Edith aveva preso i voto da monaca[31]; Anselmo non prese in considerazione voti (perché considerò che Edith non li avesse pronunciati liberamente[36] e celebrò personalmente il matrimonio[33]; come concessione alla sensibilità dei Normanni Edith, quando divenne regina, cambiò il suo nome in Matilde (come sostiene Orderico Vitale[37]) e nello stesso giorno del matrimonio venne incoronata regina[38]. Enrico, grazie a questo matrimonio, divenne molto più accettabile alla popolazione anglo-sassone, in quanto la regina, per parte di madre era discendente dai reali anglo-sassoni, come ci conferma Orderico Vitale[39] e contribuì ad aumentare i matrimoni misti, tra Normanni e Sassoni[31]. Il matrimonio viene ricordato anche da Guglielmo di Malmesbury[40].

La difesa del trono e la conquista della Normandia[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Enrico I
Stemma
Re d'Inghilterra
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore

L'anno seguente, nel 1101, Roberto il Corto aveva preso come suo consigliere di fiducia Rainulfo Flambard, fuggito dal carcere inglese, che gli prospettò una situazione a lui favorevole in Inghilterra, con un partito pronto ad appoggiarlo, in caso di guerra contro suo fratello, Enrico I, Roberto preparò un'invasione dell'Inghilterra per strappare la corona al fratello Enrico. Nell'estate del 1101, in agosto, Roberto sbarcò a Portsmouth con il suo esercito[41], ma la mancanza di sostegno popolare tra gli inglesi permise a Enrico di resistere all'invasione. Roberto fu costretto tramite la diplomazia a rinunciare alle sue pretese sul trono inglese con il Trattato di Alton, del luglio 1101. In cambio Roberto ottenne da Enrico la rinuncia alla penisola del Cotentin e una pensione di 3000 marchi all'anno[42] e la restituzione dei possedimenti inglesi al suo alleato il conte di Boulogne, Eustachio.

Nel 1102 Enrico si liberò di Roberto II di Bellême, feudatario della Normandia, che, era già il più ricco anche per merito della moglie e, dal 1098, ereditando la vasta contea di Shrewsbury in Inghilterra, era divenuto ancora più ricco e turbolento[43]. Con un pretesto lo convocò a corte[43], perché si difendesse da 45 imputazioni. Roberto II di Bellême non si presentò e assieme ai suoi fratelli e ad alleati gallesi preferì combattere, ma fu sconfitto[43], condannato all'esilio e alla confisca di tutti i beni, si dovette ritirare in Normandia[42].
Dopo questo esempio nessun barone osò più sfidare Enrico I[44].

Nel 1104, per porre fine ai continui soprusi nei confronti degli amici di Enrico I operati in Normandia da Roberto II di Bellême, con il tacito consenso del duca, Roberto II[45], Enrico I si presentò in Normandia e, come riparazione, si accontentò della contea di Evreux.
Siccome i soprusi di Roberto II di Bellême continuavano e, nel 1105, assieme a Guglielmo di Mortain, attaccarono il Cotentin dove risiedevano alcuni alleati di Enrico I[45], il rapporto tra i due fratelli peggiorarono e, secondo il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, Roberto, all'inizio del 1106, si recò in Inghilterra ed incontrò Enrico a Northampton, dove gli chiese la restituzione di tutti i possedimenti che si era preso in Normandia[34]; ottenuto un netto rifiuto da Enrico I, Roberto fu preso da una grande rabbia e fece ritorno in Normandia[46].
Enrico allora guidò un'altra spedizione attraverso la Manica, e, dopo alcune vittorie, bruciò Bayeux e occupò Caen, per proseguire verso la contea di Mortain, dove Guglielmo si era asserragliato, nel castello di Tinchebray[45], dove avvenne lo scontro decisivo tra i due fratelli, Enrico e Roberto II di Normandia. Secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon Enrico aveva assediato il castello di Tinchebray[38] e la battaglia con la vittoria di Enrico avvenne il 29 settembre 1106[38]. Roberto fu catturato (secondo Orderico Vitale dal contingente Bretone[47]) assieme a Guglielmo di Mortain, durante la Battaglia di Tinchebray (Battle of Tinchebray), mentre Roberto II di Bellême, riuscì a fuggire[38]. Roberto, riconosciuta la propria sconfitta, ordinò a Falaise e Rouen di arrendersi e svincolò tutti i suoi vassalli dal giuramento di fedeltà[45]
Roberto venne privato del ducato di Normandia, con l'approvazione del sovrano Filippo I di Francia, che lo dichiarò incapace di mantenere l'ordine e la pace nel suo territorio[48], ed Enrico I reclamò la Normandia come possesso della corona inglese; una situazione che perdurò per quasi un secolo.

Roberto II fu inviato in Inghilterra[49], dove fu tenuto prigioniero[38]. Guglielmo di Jumièges sostiene che Enrico I condusse con sé Roberto II, Guglielmo ed alcuni altri e li tenne in custodia per tutta la loro vita[50] ed ancora Orderico Vitale sostiene che la sua prigionia consisteva nel non poter uscire dal luogo di detenzione, ma per il resto poteva considerarsi dorata (supplied with luxuries of every kind)[51].
Inizialmente fu detenuto nella Torre di Londra, poi al castello di Devizes e infine nel castello di Cardiff.

Enrico cercò di rientrare in possesso del Maine, che suo fratello, Roberto, aveva perso, nel 1069, ma avendo già molte difficoltà in Normandia, in un secondo tempo preferì ricorrere alla diplomazia; secondo Orderico Vitale, nel febbraio 1113, nella località di Petra Peculata, vicino ad Alençon, il nuovo conte d'Angiò e conte consorte del Maine, Folco V, ricevette la contea del Maine da Enrico, gli giurò fedeltà e fu concordato il matrimonio tra Guglielmo Adelin, erede di Enrico I e la figlia primogenita di Folco e della contessa del Maine, Eremburga, Alice[52], con l'accordo che Alice, alla morte della madre Eremburga, avrebbe ereditato la contea del Maine. Il matrimonio tra Alice, la figlia primogenita di Folco V d'Angiò, che, al momento del matrimonio, assunse il nome di Matilde, con Guglielmo Adelin, l'unico legittimo figlio maschio ed erede di Enrico I Beauclerc ebbe luogo a Lisieux, nel giugno del 1119[53].

L'attività di re[modifica | modifica wikitesto]

Enrico I Beauclerc fu forzato a concedere ai baroni lo Statuto delle libertà quando fu incoronato nel 1100.

Il bisogno di Enrico di introiti finanziari che consolidassero la sua posizione portò ad un incremento nella centralizzazione delle attività di governo. Come re, portò avanti riforme giuridiche e sociali, tra le quali:

Il suo rapporto con la Chiesa inizialmente fu conflittuale perché Enrico nominava i vescovi e, dopo che gli avevano reso omaggio, li investiva con la consegna dell'anello e del pastorale. L'arcivescovo di Canterbury, Anselmo, sostenuto da Papa Pasquale II, non accettava questo sistema di investiture, che avrebbero dovuto passare attraverso l'autorità ecclesiastica. La disputa si accese e Anselmo, che era rientrato dall'esilio solo dopo l'incoronazione di Enrico e per questa disputa, dovette subire un secondo esilio. Enrico però cercò la riconciliazione e richiamò dall'esilio Anselmo, che nel frattempo aveva ricevuto dal papa l'autorizzazione a consacrare anche i vescovi che nominati dal re o dai nobili, giungendo così al concordato dell'agosto 1107. Con questo concordato il re e i nobili abbandonarono la pratica dell'investitura vescovile, mentre Anselmo acconsentì a consacrare anche i vescovi che avevano reso omaggio alla corona o al loro signore feudale per i benefici ricevuti. In pratica Enrico rinunciò alla cerimonia dell'investitura dei vescovi, ma manteneva l'ultima parola nella scelta dei medesimi, che gli prestavano l'omaggio ed il giuramento e poi ricevevano l'investitura[54]. Anselmo sopravvisse all'accordo altri due anni[55].

Dopo aver risolto i problemi di potere, Enrico I si adoperò per migliorare il sistema di governo ed instaurare precise norme di legge dove prima regnava uno sregolato dispotismo. Anche Enrico, come il fratello Guglielmo, amava il denaro, ma preferì circondarsi di funzionari capaci e concilianti anziché ricorrere alla forza[55], sopprimendo la malversazione e il disordine, sviluppando il commercio e l'artigianato ed infine amministrando, con equilibrio, la giustizia e, con rigore, la finanza[55], nominò una curia regis[55].
Enrico nominò tesoriere Ruggero, vescovo di Salisbury, che seppe organizzare in modo efficiente la riscossione dei tributi, istituendo una commissione che si riuniva due volte l'anno ed era detta Scaccarium, o scacchiere a causa del drappo a scacchi che ricopriva il tavolo per facilitare il conteggio del versamento degli sceriffi e i nobili che la componevano i «baroni dello scacchiere»[56].

Guerra strisciante col regno di Francia e secondo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Enrico I in un ritratto immaginario dalla Cassell's History of England.

In Normandia serpeggiava un certo malcontento, dovuto sia alla presenza di un pretendente, Guglielmo Cliton, figlio del duca Roberto II, sia per gli intrighi fomentati, dopo il 1108, dal nuovo re di Francia, Luigi VI il Grosso. Nel 1109 Enrico, sicuro padrone della Normandia, iniziò le ostilità con Luigi VI e, nel 1111, riuscì a mettere insieme una formidabile coalizione contro il re di Francia che comprendeva, tra gli altri, Tebaldo IV di Blois, suo zio, Ugo I di Champagne, conte di Troyes, e Ugo di Le Puiset. La ribellione si concluse nel 1113 con il trattato che riconosceva a Enrico I la sovranità anche sulla Bretagna e sul Maine[57]. La guerra riprese nel 1116, con continue scaramucce nel Vexin. Nel 1119 Luigi VI, dopo aver occupato la piazzaforte di Les Andelys, attaccò Enrico nella vicina piana di Brémule, nei pressi di Gaillardbois-Cressenville, ma fu sconfitto e umiliato[57]. Luigi VI il Grosso nella battaglia di Brémule abbandonò il suo cavallo e le sue insegne al nemico e dovette riparare nella pazzaforte di Les Andelys, dopo aver girovagato nella foresta di Musegros[48].

Allora Luigi pensò di negoziare la pace e si appellò a Papa Callisto IIche facesse da arbitro, nel concilio di Reims del 20 e 21 ottobre 1119[48]. Luigi VI prese la parola: il monaco normanno, Orderico Vitale, che pare fosse presente, ci ha tramandato il discorso che il «massiccio, pallido, corpulento eloquente» Luigi VI di Francia fece nell'occasione[48]: accusò Enrico I, benché da sempre suo alleato, di fargli la guerra, del trattamento che Enrico riservava a suo fratello, Roberto il Corto, suddito di Luigi, rinchiuso in una prigione da quasi quindici anni e del fatto che, nel 1112, aveva fatto proditoriamente arrestare il suo ambasciatore, il normanno Roberto II di Bellême, e non l'aveva più rilasciato[48]. Infine, avendo portato al concilio anche il figlio di Roberto il Corto, Guglielmo Cliton, diciassettenne che dallo zio, Enrico I era stato spogliato di tutti i suoi beni (a suo tempo era stata approvata dal re di Francia) e costretto a vivere in esilio[48]. Enrico rispose ma soprattutto colmò di doni il papa dicendosi pronto ad una trattativa di pace, che si concluse nel 1120 con la restituzione delle rispettive conquiste e l'omaggio al re di Francia da parte di Guglielmo Adelin, figlio di Enrico I ed erede al trono d'Inghilterra[58]; infine il castello di Gisors rimase ad Enrico I[58].

Enrico, che nel 1118 era rimasto vedovo (il 1º maggio secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon[59]), nel 1120 perse l'unico figlio legittimo maschio ed unico erede legittimo al trono, Guglielmo Adelin, mentre attraversava la Manica, assieme al padre, alla corte e a un gran numero di nobili, per fare ritorno in Inghilterra. La sciagura lo colpì il 25 novembre 1120, al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio notturno causato dell'urto contro uno scoglio affiorante della Nave Bianca, come racconta Guglielmo di Malmesbury[60]. Sull'imbarcazione vi erano circa trecento persone, tra le quali un centinaio di nobili importanti. Tra le vittime, oltre a Guglielmo c'erano anche due figli illegittimi di Enrico, Riccardo e Matilda, ed una nipote, Lucia-Mahaut di Blois, figlia di sua sorella Adele[60]. Il dolore del re fu grande (al momento che ricevette la notizia svenne)[senza fonte] e la successione venne messa a rischio, perché l'unica figlia legittima, Matilda, moglie dell'imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico V, non poteva essere sua erede. La morte di Guglielmo, sempre secondo Guglielmo di Malmesbury, riaprì il contenzioso tra Folco il Giovane ed Enrico I, circa la dote di Matilde (Alice), cioè la contea del Maine[60].

Il 29 gennaio 1121, per cercare di avere un altro erede (da tale unione però non nacquero figli, come ci testimonia Guglielmo di Jumièges[61]), secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Enrico sposò Adeliza di Lovanio[62], che sempre secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, era figlia del Duca della Bassa Lorena, Goffredo VI o Goffredo I di Lovanio[62] ( † 25 gennaio 1139), che era anche Langravio del Brabante, Conte di Bruxelles e di Lovanio e Margravio di Anversa; la paternità di Adeliza viene confermata anche da Orderico Vitale[63], dalla Genealogia Ducum Brabantiæ Heredum Franciæ[64] e dal Balduini Ninovensis Chronicon[65]. La madre di Adeliza era la prima moglie di Goffredo, Ida di Namur o di Chiny ( † prima del 1125), come viene ricordato dal Rodulfi, Gesta Abbatem Trudonensium[66] e dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[67], figlia di Ottone, Comte de Chiny e di Alice di Namur, discendente dei conti di Namur[67].

I rapporti tra Angiò e Normandia, per via del Maine, erano divenuti nuovamente tesi e Folco il Giovane si era alleato al re Luigi VI di Francia contro Enrico I Beauclerc, anche quando, nel 1124, Enrico I Beauclerc si era alleato col proprio genero, l'imperatore germanico Enrico V (Enrico V aveva sposato Matilde, l'unica figlia legittima di Enrico I, il 7 gennaio 1114, a Magonza[68]), che invase la contea di Champagne, arrivando sino a Reims[58], dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercito, che lo costrinse a rientrare in Germania[69]. La maggior parte dei feudatari francesi si era allineata col proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati col re d'Inghilterra,Enrico I Beauclerc[58].
Sugerio di Saint-Denis, nel suo libro Vie de Louis VI le Gros, sostiene che Luigi VI beneficiò dell'aiuto di «...una tale quantità di cavalieri e di gente che si sarebbero dette cavallette che nascondevano agli occhi la superficie della terra.» e facendo l'elenco dei nobili presenti, tra gli altri, annovera il duca Ugo II di Borgogna, il conte Guglielmo II di Nevers, il conte Rodolfo di Vermandois, il conte Tebaldo IV di Blois, il conte Ugo I di Champagne, il conte Carlo I delle Fiandre detto il Buono, il duca Guglielmo IX d'Aquitania, il conte Folco V d'Angiò e il duca Conan III di Bretagna[70].

Morte ed eredità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1125 la figlia Matilda rimase vedova, ed essendo Enrico ancora privo di eredi maschi, chiese alla figlia di rientrare in Inghilterra[71], dopodiché la nominò sua erede e prese la decisione senza precedenti di far giurare ai suoi baroni che avrebbero accettato la figlia come regina. Nel 1127 convocò un grande concilio con tutti i nobili laici ed ecclesiastici più importanti, tra i quali il cognato, Davide I di Scozia, suo nipote, Stefano di Blois (Matteo di Parigi afferma che Stefano fu il primo a giurare[72]) e il suo primogenito (illegittimo), Roberto di Gloucester[71] e a tutti fece giurare che avrebbero accettato Matilda come regina[71]. La maggior parte accondiscese ma non gradì la soluzione e avrebbe gradito ancor meno se avesse saputo che Enrico trattava il matrimonio della figlia con il figlio del nemico storico dei normanni, il conte d'Angiò[71].
Nel giugno del 1128, a Le Mans, fu celebrato il matrimonio tra Matilde e il figlio del conte Folco V, Goffredo il Bello o Plantageneto, di dieci anni più giovane[71]. Tale matrimonio fece sì che la maggior parte dei baroni non riconoscesse il proprio giuramento dell'anno prima[71]. Enrico allora lo fece ripetere nel 1131[71]; il cronista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny, scrive che nell'estate del 1131, Enrico condusse con sé la propria figlia, Matilde, in Inghilterra e radunati tutti i maggiorenti del regno (e del ducato di Normandia) fu deliberato che avrebbero accettato come erede sua figlia e suo marito, il nuovo conte d'Angiò, Goffredo V il Bello[73]..

Lapide indicante il luogo di sepoltura di Enrico I Beauclerc, nell'abbazia di Reading.

Nel 1133 nacque finalmente il tanto desiderato erede, chiamato Enrico, come il nonno[71]. In quello stesso anno, Enrico visitò la Normandia per vedere il suo giovane nipote[74]. Fu molto deliziato dal nipote ma ben presto iniziò a discutere con la figlia e il genero[74], divenuto conte d'Angiò, perché suo padre aveva abdicato e si era recato in Terra Santa per sposare l'erede al trono di Gerusalemme[74], Melisenda.

Suo fratello, Roberto morì nel 1134 ancora rinchiuso nel castello di Cardiff. Sia il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio che il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, ed anche Robert di Torigny ci confermano che Roberto, fratello del re (Enrico I) e titolare del ducato di Normandia, che era in prigionia da molti anni, morì a Cardiff, nel 1134, fu traslato a Gloucester e fu sepolto nel pavimento della chiesa di tale città[75][46][76]. Il ducato di Normandia restò nelle mani di Enrico I, che divenne anche duca titolare, in quanto tutti i figli di Roberto, legittimi e illegittimi, erano premorti al padre.

Alcune ribellioni, forse ispirate da Goffredo, avevano spinto Enrico I a trattenersi in Normandia. Dopo aver conquistato il castello di Alençon, nel 1135, Enrico, durante una battuta di caccia nel Vexin[74], si ammalò all'improvviso e morì[74]; secondo il The Historical Works of Gervase of Canterbury, Vol. I, per avvelenamento da cibo dopo aver mangiato con avidità una lampreda avariata, a Saint-Denis-le-Fermont[77], in Normandia, e, per sua espressa volontà[78], venne seppellito nell'abbazia di Reading, che lui stesso aveva fondato 14 anni prima[78]; Robert di Torigny ci conferma che la morte fu causata dall'aver mangiato lamprede, di cui era ghiotto, ma che gli nuocevano e che il dottore gli aveva consigliato di non mangiarle[79]. Enrico morì il 2 dicembre, sia secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon[80], che gli Obituaires de Sens Tome I[81], mentre secondo la Chronicæ sancti Albini Andegavensis morì il 1º dicembre[82].

Anche se i baroni di Enrico avevano giurato fedeltà a sua figlia come loro regina, il suo sesso e l'essersi risposata con un appartenente al casato di Angiò, nemico dei Normanni, permise al nipote di Enrico, Stefano di Blois di recarsi in Inghilterra e di reclamare il trono con l'appoggio del popolo. Stefano fu incoronato il 20 dicembre[62]

La lotta tra l'imperatrice Matilda e Stefano risultò in una lunga guerra civile nota come "l'anarchia". La disputa venne infine risolta da Stefano che nominò come suo erede il figlio di Matilda, Enrico, nel 1153.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Enrico ebbe due (o tre[16]) figli da Edith-Matilde:

Secondo lo storico inglese del XII secolo, William of Newburgh, la seconda moglie, Adeliza non diede alcuna discendenza ad Enrico I Beauclerc[83].

Amanti e Figli illegittimi[modifica | modifica wikitesto]

Enrico ebbe molte amanti e identificare quale di queste fosse la madre di quale figlio è difficile. La prima che gli diedi un figlio fu:

  • una donna di Caen, presumibilmente perché il figlio Roberto è detto Roberto di Caen, in quanto nacque a Caen e dopo o si sposò o ebbe un secondo amante perché nel documento n° CCXI del Regesta Regem Anglo-Normannorum, Vol. II, Appendix, inerente uno scambio di proprietà, Enrico I cita il figlio, Roberto, conte di Gloucester e Nigel, figlio di Guglielmo e nipote di Roberto[84], per cui il citato Guglielmo doveva essere un fratello uterino oppure il marito di una sorella uterina di Roberto. Ad Enrico I diede un figlio:
  1. Roberto (Rodberto filio suo notho)[85](1090 circa - † 1147), conte di Gloucester (comites Rodberto de Gloucestra)[85], che secondo Guglielmo di Jumièges, era il primogenito di Enrico I[86].
  • Sibilla Corbet d'Alcester (ca. 1077- † dopo il 1157), figlia del Connestabile di Warwick, Roberto Corbet d'Alcester, fu amante di Enrico I, come conferma (due volte) l'appendice del Complete Peerage XI[87] (non consultata)[16] e che, sempre secondo Guglielmo di Jumièges, fu la seconda amante di Enrico I[86] ed era imparentata con Roger Montgomery e Roberto II di Bellême, che da Enrico I ebbero feudi sia in Inghilterra che in Normandia[86]. Quando non era più l'amante di Enrico I Sibilla, verso i 1120, si sposò con Herbert FitzHerbert, come conferma un documento del 1165 circa[16]. Sibilla a Enrico I diede sei figli:
  1. Guglielmo[86] (1091 circa- † dopo il 1130 circa), che si recò in Scozia presso la sorella, Sibilla, che era regina di Scozia come ci conferma il documento n° XXXVI, datato 1120, delle Early Scottish Charters, che Guglielmo controfirmò come fratello della regina (Willelmus frater reginae)[88]; forse fu connestabile di Scozia nel 1122[16]. Nel 1124 Guglielmo si trovava ancora alla corte scozzese, dove controfirmò il documento n° XLIX (Willelmus frater reginae)[89]. La morte di Guglielmo avvenne dopo il 1129/1133, anno in cui, secondo l'appendice del Complete Peerage XI[87], Guglielmo controfirmò un documento (non consultata)[16];
  2. Sibilla (ca. 1092-1122), sposò Re Alessandro I di Scozia, divenendo regina consorte di Scozia[88].
  3. Rinaldo o Reginaldo[86](ca. 1110-1175), 1º Conte di Cornovaglia[86];
  4. Guglielmo (ca. 1105- ca. 1187), che da alcuni documenti risulta fratello di Rinaldo[16];
  5. Gondrada, che da un documento risulta sorella di Rinaldo[16];
  6. Rosa (1114-1176), come risulta dall'appendice del Complete Peerage XI[87] (non consultata)[16], e che sposò il conte Enrico de la Pomerai;
  • Edith, di cui non si conoscono gli ascendenti; un documento del Magnum rotulum scaccarii vel magnum rotulum pipæ de anno 31 regni Henrici primi a pag. 155 conferma che era la madre di Matilde (Edith matris comitisse de Ptico)[16], che ad Enrico I diede una figlia:
  1. Matilde[90] ((1090 circa - † 1120), sposò nel 1103 il Conte Rotrou III[90]. Perì nel naufragio della Nave Bianca[90].
  • Ansfrida (ca. 1070 - † dopo il 1109, tumulata a Abingdon[91]), divenuta amante di Enrico, dopo che era rimasta vedova di Anskill di Seacourt[92] durante il regno di Guglielmo II il Rosso[93] (al quale aveva dato almeno un figlio di nome Guglielmo[94]), che a Enrico I diede tre figli
  1. Riccardo[93] (1094-1120), perì nel naufragio della Nave Bianca[90];
  2. Giuliana[95] (ca. 1090- † dopo il 1136), sposò nel 1103 Eustachio di Pacy[95] (che Giuliana fosse figlia di Enrico I e avesse sposato Eustachio di Pacy, lo conferma anche Guglielmo di Jumièges[86]), che, insieme a Giuliana si ribellò a Enrico I[96]; Giuliana, dopo aver dato due figli ad Eustachio[86], si fece suora nell'Abbazia di Fontevrault[96], presumibilmente dopo la morte del marito, nel 1036;
  3. Folco FitzRoy[91] (ca. 1092- ?), fu monaco di Abingdon[91].
  • Edith, che secondo l'appendice del Complete Peerage XI[87] era figlia di Forn Sigurdson Lord di Greystoke, nel Cumberland (non consultata)[16] e che secondo il Dugdale Monasticon VI, era la moglie di Roberto de Oilly, Connestabile del castello di Oxford (non consultata)[16]. Edith a Enrico I diede un figlio:
  1. Roberto FitzRoy[86] (1093-1172), signore d'Okehampton, sposò, nel 1142, Maud d'Avranches e, nella guerra civile, si schierò dalla parte di sua sorellastra, l'Imperatrice Matilde;
  1. Enrico FitzRoy (1103 - † 1157), come risulta dall'appendice del Complete Peerage XI[87] (non consultata)[16] e che, sempre secondo l'appendice del Complete Peerage XI[87] morì durante l'invasione d'Anglesey da parte di Enrico II (non consultata)[16];
  1. Isabella FitzRoy[86] (ca. 1120 - ?), visse sempre con la madre, e, secondo Guglielmo di Jumièges, non si sposò mai[86] come ci conferma anche l'Extrait de la Chronique de Normandie[98]. Secondo l'appendice del Complete Peerage X[87] assieme alla madre sottoscrisse due documenti del fratellastro, Richard FitzGilbert de Clare, conte di Pembroke (non consultata)[16];
  • Da altre sette amanti, di cui non si conoscono né i nomi né gli ascendenti ebbe i seguenti sette figli:
  1. Guglielmo di Tracy[86] (- † poco dopo il dicembre 1135), infatti come conferma anche l'Extrait de la Chronique de Normandie, morì poco dopo Re Enrico I[98]. Forse il nome della madre era Gieva de Tracey[99];
  2. Mathilde FitzRoy[100] (dopo il 1120 - ?), che secondo il Chronicon Valassense fu badessa del monastero di Montivilliers, a cui la sua sorellastra, l'Imperatrice Matilde fece una donazione[100];
  3. Gilberto FitzRoy[86] (? - † dopo il 1142), che, sempre Guglielmo di Jumièges, afferma che morì giovane, senza aver preso moglie[86];
  4. Matilde FitzRoy[86] (? - † dopo il 1128), che, come ci conferma Orderico Vitale, sposò, verso il 1112, l'erede del Ducato di Bretagna, Conan il Grosso[101], che, secondo il Ex Chronico Briocensi, e come conferma l'arcivescovo, Guglielmo, della città di Tiro, nell'odierno Libano, nel suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum, era il figlio primogenito del duca di Bretagna, conte di Cornovaglia, Conte di Rennes e conte di Nantes, Alano IV Fergent e di Ermengarda d'Angiò[102][103]; il matrimonio viene confermato anche da Guglielmo di Jumièges[86]. Matilde, dopo essere divenuta duchessa di Bretagna, nel 1115 circa, controfirmò due documenti del Recueil d'actes inédits des ducs et princes de Bretagne redatti dal marito: il n° LII inerentei una donazione all'Abbazia di Mont-Saint-Michel[104], ed il n° XXXI bis, che confermava un possedimento ai monaci di Saint-Melaine di Rennes[105]. Il matrimonio tra Matilde e Conan non fu dei più felici: infatti, secondo Orderico Vitale, Conan dovette pubblicamente disconoscere Hoel, il suo unico figlio maschio legittimo[106], mentre per il Ex Chronico Britannico Altero, Conan negò di essere padre di Hoel[107].
  5. Costanza (o Matilde) FitzRoy[86] (? - † dopo il 1173), che secondo Robert di Torigny sposò il visconte del Maine, Roscelin de Beaumont[108];
  6. Alice FitzRoy[86] (? - † prima del 1141), sposò Matteo I di Montmorency[86] (- † 1160), nel 1126, come conferma l'Histoire généalogique de la maison de Montmorency et de Laval[109], che fu connestabile di Francia dal 1138 al 1160 con Luigi VII il Giovane;
  7. Amabile FitzRoy[86], sposò Guglielmo III Gouet[86].

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Enrico I d'Inghilterra Padre:
Guglielmo I d'Inghilterra
Nonno paterno:
Roberto I di Normandia
Bisnonno paterno:
Riccardo II di Normandia
Trisnonno paterno:
Riccardo I di Normandia
Trisnonna paterna:
Gunnora di Normandia
Bisnonna paterna:
Judith di Bretagna
Trisnonno paterno:
Conan I di Bretagna
Trisnonna paterna:
Ermengarde-Gerberga d'Angiò
Nonna paterna:
Herleva
Bisnonno paterno:
Fulbert di Falaise
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Matilde delle Fiandre
Nonno materno:
Baldovino V di Fiandra
Bisnonno materno:
Baldovino V di Fiandra
Trisnonno materno:
Arnolfo II di Fiandra
Trisnonna materna:
Rozala d'Ivrea
Bisnonna materna:
Ogive del Lussemburgo
Trisnonno materno:
Federico del Lussemburgo
Trisnonna materna:
Ermentrude (?)
Nonna materna:
Adele di Francia
Bisnonno materno:
Roberto II di Francia
Trisnonno materno:
Ugo Capeto di Francia
Trisnonna materna:
Adelaide d'Aquitania
Bisnonna materna:
Costanza d'Arles
Trisnonno materno:
Guglielmo I di Provenza
Trisnonna materna:
Adelaide d'Angiò

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. XXI, pag 277 e 278
  2. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 305
  3. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber III, cap. VI, pagg. 92 e 93
  4. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Historia Anglorum, vol. I, anno 1086, pagina 30
  5. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus IX, Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, pagina 306
  6. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 2, pag 252
  7. ^ a b (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VII, cap. III, pag 268
  8. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1032, Pag 784
  9. ^ a b c (LA) Historia Ecclesiastica, vol. II, liber IV, cap. IV, pag. 182
  10. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: re inglesi - HENRY of England
  11. ^ a b c d (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 425
  12. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, pag. 45
  13. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Historia Anglorum, vol. I, anno 1086, pagina 31
  14. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 427, seconda nota
  15. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber VIII, colonna 560
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: re inglesi - HENRY of England
  17. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VIII, cap. VI, pag 294
  18. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber VIII, colonna 571
  19. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 59
  20. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber VIII, colonna 612
  21. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber VIII, colonna 613
  22. ^ a b (LA) Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber VIII, colonna 615
  23. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 339
  24. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, pagine 44 e 45
  25. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome II, Prieuré de Saint-Nicaise de Meulan, pagina 240
  26. ^ a b (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber X, colonne 751 e 752
  27. ^ a b c William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 65
  28. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber X, colonna 754
  29. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, pagina 46
  30. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber X, colonna 753
  31. ^ a b c d William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 66
  32. ^ a b c (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 427
  33. ^ a b c d (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, pagina 47
  34. ^ a b (EN) The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, anno 1106, pagg. 213 e 214
  35. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol.unicum, pars III, liber X, colonna 754
  36. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 428, seconda nota
  37. ^ a b c (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol.III, liber VIII, pag. 400
  38. ^ a b c d e (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, pagina 48
  39. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III, liber X, colonna 754
  40. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 428
  41. ^ (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 429
  42. ^ a b (EN) Chronicle of the Kings of England: From the Earliest Period to the Reign, of king William's children, pag. 430
  43. ^ a b c William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 67
  44. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pagg. 67 e 68
  45. ^ a b c d William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 68
  46. ^ a b (EN) The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations, anno 1106, pag. 214
  47. ^ (EN) The ecclesiastical history of England and Normandy, vol. III, book XI, cap. XX, pag 381
  48. ^ a b c d e f Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 717
  49. ^ (EN) The ecclesiastical history of England and Normandy, vol. III, book XI, cap. XXI, pag 383
  50. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VIII, cap. XIII, pag 298
  51. ^ (EN) The ecclesiastical history of England and Normandy, vol. III, book XI, cap. XXIII, pag 386
  52. ^ (LA) Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber XI, cap. XXI, col. 846
  53. ^ (LA) Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber XII, cap. V, col. 863
  54. ^ Z.N. Brooke, Gregorio VII e la prima disputa tra impero e papato, cap. XII, vol. IV, pag. 408
  55. ^ a b c d William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 70
  56. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pagg. 71 e 72
  57. ^ a b Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 716
  58. ^ a b c d Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 718
  59. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, tomus II, Pag 71
  60. ^ a b c (LA) Guglielmo di Malmesbury, Gesta Regum Anglorum, par. 419, pagg. 495 -498
  61. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VIII, cap. XXIX, pag 306
  62. ^ a b c (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, tomus II, Pag 75
  63. ^ (LA) Historia Ecclesiastica, vol.unicum, pars III, liber XII, colonna 894
  64. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus XXV, Genealogia Ducum Brabantiæ Heredum Franciæ, par. 6, pagina 390
  65. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus XXV, Balduini Ninovensis Chronicon, anno 1121, pagina 527
  66. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus X, Rodulfi, Gesta Abbatem Trudonensium, par 14, pagina 311
  67. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1168, pagina 851
  68. ^ Z.N. Brooke, La Germania sotto Enrico IV e Enrico V, cap. XIII, vol. IV, pag. 474
  69. ^ Z.N. Brooke, La Germania sotto Enrico IV e Enrico V, cap. XIII, vol. IV, pag. 481
  70. ^ (LA) Sugerius Sancti Dionysii Abbas, Vita Ludovici regis VI. Qui Grossus dictus, colonne 1319 - 1321
  71. ^ a b c d e f g h William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 80
  72. ^ (LA) Matthæi Parisiensis, monachi Sancti Albani, Historia Anglorum, vol. II, pagina 153
  73. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, vol. I, pagina 185
  74. ^ a b c d e William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 81
  75. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, pagg. 94 e 95
  76. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, vol. I, pagina 194
  77. ^ (LA) #ES The Historical Works of Gervase of Canterbury, Vol. I, pag 93
  78. ^ a b (EN) Ordericus Vitalis, The ecclesiastical history of England and Normandy, vol. IV, pag. 149
  79. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, vol. I, pagina 195
  80. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, tomus II, Pag 95
  81. ^ (LA) Obituaires de Sens Tome I.1, Abbaye de Saint-Denis, pag. 332
  82. ^ (LA) Chroniques des Eglises d'Anjou, Chronicæ sancti Albini Andegavensis, pag. 34
  83. ^ (EN) #ES William of Newburgh: Book One, chapter 3, cap. 6
  84. ^ (LA) Regesta Regem Anglo-Normannorum, Vol. II, Appendix, doc. CCXI, pag. 362
  85. ^ a b (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III cap. XIII, colonna 944
  86. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VIII, cap. XXIX, pagg 306 e 307
  87. ^ a b c d e f g h The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain, and the United Kingdom Extant, Extinct, or Dormant è una guida completa dell'aristocrazia delle isole Britanniche.
  88. ^ a b (LA) Early Scottish Charters, pagine 28 - 30
  89. ^ (LA) Early Scottish Charters, pag. 44
  90. ^ a b c d (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III cap. XII, colonna 892
  91. ^ a b c (LA) Chronicon Monasterii de Abingdon, Vol. II, pagg. 122 e 123
  92. ^ (EN) The Peerage: Ansfride
  93. ^ a b (LA) Chronicon Monasterii de Abingdon, Vol. II, pagg. 36 e 37
  94. ^ (LA) Chronicon Monasterii de Abingdon, Vol. II, pag. 123
  95. ^ a b (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III cap. XI, colonna 798
  96. ^ a b (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. unicum, pars III cap. XII, colonna 882
  97. ^ (LA) Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, liber VIII, cap. XXXVII, pag 312
  98. ^ a b (FR) Recueil des historiens des Gaules et de la France, Tome 13, Extrait de la Chronique de Normandie, pag 253
  99. ^ (EN) The Peerage: Gieva de Tracey
  100. ^ a b (LA) Chronicon Valassense, pag 20
  101. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. II, cap. IV, par. XVII, pagina 292
  102. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XII, Ex Chronico Briocensi, anno MLXVI pagina 566
  103. ^ (LA) Historia Rerum in partibus transmarinis gestarum, liber XIV, caput I
  104. ^ (LA) Recueil d'actes inédits des ducs et princes de Bretagne (XIe, XIIe, XIIIe siècles) di Arthur Le Moyne de La Borderie, documento LII pagine 87 e 88
  105. ^ (LA) Recueil d'actes inédits des ducs et princes de Bretagne (XIe, XIIe, XIIIe siècles) di Arthur Le Moyne de La Borderie, documento XXXIbis pagine 90 e 91
  106. ^ (LA) Ordericus Vitalis, Historia Ecclesiastica, vol. II, cap. IV, par. XVII, pagina 292, nota 1
  107. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XII, Ex Chronico Britannico Alter, anno MCXLVIII pagina 560
  108. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel, vol II, anno 1168, pagina 3
  109. ^ (FR) généalogique de la maison de Montmorency et de Laval, anno 1126, pagina 97

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Z.N. Brooke, Gregorio VII e la prima disputa tra impero e papato, cap. XII, vol. IV La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 353-421.
  • Z.N. Brooke, La Germania sotto Enrico IV e Enrico V, cap. XIII, vol. IV La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 422-482.
  • Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), cap. XVII, vol. V (Il trionfo del papato e lo sviluppo comunale) della Storia del mondo medievale, 1999, pp. 705-739
  • William John Corbett, L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra, cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5-55.
  • William John Corbett, Inghilterra, 1087-1154, cap. II, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 56-98.
  • C.H. Mc Ilwain, "Le classi sociali nel medioevo", cap. XXIII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 884-938.

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Predecessore:
Guglielmo II
Re d'Inghilterra
11001135
Successore:
Stefano
Predecessore:
Roberto il Corto
Duca di Normandia
11061135
tra il 1106 e il 1134, reggente



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