Enrico I d'Inghilterra

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Enrico I
Enrico I
Ritratto immaginario del re risalente al 1620.
Re d'Inghilterra
Stemma
In carica 3 agosto 1100 -
1º dicembre 1135
Incoronazione 5 agosto 1100
Predecessore Guglielmo II
Successore Stefano (de facto)
Matilde (de iure)
Nascita Selby, 1068/1069
Morte Lyons-la-Forêt, 1º dicembre 1135
Casa reale Dinastia normanna
Padre Guglielmo I
Madre Matilda delle Fiandre
Consorte Matilde di Scozia
Adeliza di Lovanio

Enrico I, chiamato anche Enrico Beauclerk o Enrico Beauclerc (il chierico) per i suoi interessi culturali, in inglese Henry I of England called Beauclerc for his scholarly interests and Lion of Justice (West Riding of Yorkshire, 1068 circa – Lyons-la-Forêt, dicembre 1135), regnò sull'Inghilterra dal 5 agosto 1100 al 1º dicembre 1135, governò anche il ducato di Normandia dopo averlo tolto a suo fratello maggiore, Roberto il Corto, nel 1106 e divenendone duca nel 1134, alla morte del fratello che era rimasto senza eredi (legittimi o illegittimi). Era il maschio quartogenito del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore, e di Matilde delle Fiandre (1032 - 1083)[1]

Salì al potere dopo la morte di Guglielmo II il Rosso, che avvenne durante l'assenza del fratello Roberto il Corto, impegnato alle Crociate.

Il suo regno è conosciuto per il suo abile opportunismo politico, il miglioramento della macchina del governo, l'integrazione degli Anglo-Sassoni e Normanni divisi nel suo regno, la riunificazione dei domini del padre e la sua controversa decisione (sebbene fondata) di nominare sua figlia come erede.

Fu anche conosciuto con il soprannome "leone della giustizia", in riferimento alle modifiche apportate alla rudimentale macchina amministrativa e legislativa del tempo

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Enrico nacque tra il maggio 1068 e il maggio 1069, probabilmente a Selby, Yorkshire, in Inghilterra. Sua madre, Matilde delle Fiandre, lo chiamò come suo zio, il re Enrico I di Francia. Essendo il più giovane figlio in famiglia, ci si aspettava diventasse vescovo e gli fu data un'istruzione consona per un giovane nobile del periodo. Guglielmo di Malmesbury riferisce che Enrico asserì che un re non istruito era un asino incoronato. Fu probabilmente il primo re normanno ad utilizzare ampiamente la lingua inglese.

Suo padre Guglielmo I d'Inghilterra, alla sua morte (1087), divise l'eredità tra i figli superstiti[2], nella seguente maniera:

Orderico Vitale riporta che Re Guglielmo dichiarò a Enrico: «A suo tempo avrai tutti i domini che ho acquisito e sarai più grande di entrambi i tuoi fratelli, sia per ricchezza che per potere».[senza fonte]

Enrico mise i suoi fratelli l'uno contro l'altro ed alla fine, stanchi delle sue manovre, essi agirono di comune accordo e firmarono un trattato che impediva in pratica a Enrico di accedere ad entrambi i troni, convenendo che se uno dei due fosse morto senza eredi, i due domini del padre sarebbero stati riuniti sotto il fratello sopravvissuto ed inoltre Guglielmo accettò di aiutare Roberto a recuperare il Cotentin e l'Avranches, che Roberto aveva venduto per 5000 sterline d'argento al fratello minore, Enrico Beauclerc, che ne fu scacciato e dovette andare in esilio (ma dopo il 1095 tornò in Inghilterra, alla corte di Guglielmo).

L'ascesa al trono d'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Regno d'Inghilterra
Normanni
Blason duche fr Normandie.svg

Guglielmo I
Guglielmo II
Enrico I
Stefano I
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Quando Guglielmo II il 2 agosto 1100 venne ucciso da una freccia mentre era a caccia, Roberto stava ritornando dalla Prima Crociata, si era sposato in Puglia nella primavera di quello stesso anno e non era ancora ripartito per la Normandia, dove sarebbe arrivato ai primi di settembre. La sua assenza, unita alla scarsa reputazione che aveva tra i nobili normanni, permise ad Enrico di prendere possesso, con qualche difficoltà[3] del tesoro reale a Winchester. Egli fu accettato come re dai principali baroni e venne incoronato tre giorni dopo, il 5 agosto nell'Abbazia di Westminster.

Enrico si assicurò la sua posizione tra i nobili con un atto di pacificazione politica, emanando, il giorno stesso dell'incoronazione, e facendolo affiggere in tutte le corti lo Statuto delle libertà, che è considerato un precursore della Magna Charta. Inoltre fece imprigionare Rainulfo Flambard, che era già stato consigliere di fiducia del padre e di suo fratello Guglielmo il Rosso che, come tesoriere, era mal visto. Infine Enrico, che era intimamente convinto che facendosi incoronare, aveva rispettato il volere di suo padre, Guglielmo il Conquistatore, volle migliorare le relazioni con la Chiesa e invitò l'arcivescovo di Canterbury Anselmo, a rientrare dall'esilio, al quale era stato obbligato da Guglielmo II.

Primo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

L'11 novembre 1100 Enrico sposò Edith, figlia del re di Scozia Malcolm III e della di lui moglie, Margherita,[4] Il matrimonio fu disapprovato dai baroni normanni, e come concessione alla loro sensibilità Edith, quando divenne regina, cambiò il suo nome in Matilde. Enrico, grazie a questo matrimonio, divenne molto più accettabile alla popolazione anglo-sassone, in quanto la regina era discendente dai reali anglo-sassoni.

Guglielmo di Malmesbury descrive Enrico in questo modo: «Egli era di statura media, più grande dei piccoli, ma sorpassato dai molto alti; i suoi capelli erano neri e tirati indietro sulla fronte; i suoi occhi moderatamente brillanti; il suo petto vigoroso; il suo corpo carnoso».[senza fonte]

La difesa del trono e la conquista della Normandia[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Enrico I
Stemma
Re d'Inghilterra
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore

L'anno seguente, nel 1101, Roberto il Corto aveva preso come suo consigliere di fiducia Rainulfo Flambard, fuggito dal carcere inglese, che gli prospettò una situazione a lui favorevole in Inghilterra, con un partito pronto ad appoggiarlo, in caso di guerra contro suo fratello, Enrico I. Roberto tentò di prendere la corona invadendo l'Inghilterra, ma si rese subito conto della difficoltà cui andava incontro senza avere un reale appoggio della nobiltà inglese e, nel trattato di Alton del luglio 1101, Roberto accettò di riconoscere Enrico come re d'Inghilterra e ritornò pacificamente in Normandia. In cambio Roberto ottenne da Enrico la rinuncia alla penisola del Cotentin, una pensione di 2000 libbre all'anno e la restituzione dei possedimenti inglesi al suo alleato, il conte di Boulogne Eustachio.

Nel 1102 Enrico si liberò di Roberto II di Bellême, feudatario della Normandia, che, era già il più ricco anche per merito della moglie e, dal 1098, ereditando la vasta contea di Shrewsbury in Inghilterra, era divenuto ancora più ricco e turbolento. Con un pretesto lo convocò a corte perché si difendesse da 45 imputazioni. Roberto II di Bellême non si presentò e assieme ai suoi fratelli e ad alleati gallesi preferì combattere, ma fu sconfitto, condannato all'esilio e alla confisca di tutti i beni.
Dopo questo esempio nessun barone osò più sfidare Enrico I.

Nel 1104, per porre fine ai continui soprusi nei confronti degli amici di Enrico I operati in Normandia da Roberto II di Bellême, con il tacito consenso del duca, Roberto II[5] e poi nel 1105, anche per ovviare all'esaurimento delle sue risorse fiscali, Enrico guidò una spedizione attraverso la Manica, che nel 1106, dopo alcune vittorie e la conquista di Caen, nella Battaglia di Tinchebray, sconfisse in modo decisivo l'esercito normanno di Roberto, il quale ordinò a Falaise e Rouen di arrendersi e svincolò tutti i suoi vassalli dal giuramento di fedeltà. Enrico imprigionò il fratello, inizialmente nella Torre di Londra, successivamente nel castello di Devizes e poi nel castello di Cardiff. Enrico, privato Roberto del ducato di Normandia con l'approvazione del suo sovrano, il re di Francia Filippo I, dichiarandolo incapace di mantenere l'ordine e la pace nel suo territorio, si appropriò in tal modo del ducato di Normandia facendone un possedimento inglese e riunì i domini che furono di suo padre.

Enrico cercò di rientrare in possesso del Maine, che suo fratello aveva perso, ma avendo già molte difficoltà in Normandia, in un secondo tempo preferì ricorrere alla diplomazia facendo fidanzare e poi sposare nel 1119 il suo unico legittimo figlio maschio ed erede, Guglielmo con Matilde, la figlia del nuovo conte d'Angiò, Folco V, in precedenza suo acerrimo nemico.

L'attività di re[modifica | modifica sorgente]

Enrico I Beauclerc fu forzato a concedere ai baroni lo Statuto delle libertà quando fu incoronato nel 1100.

Il bisogno di Enrico di introiti finanziari che consolidassero la sua posizione portò ad un incremento nella centralizzazione delle attività di governo. Come re, portò avanti riforme giuridiche e sociali, tra le quali:

Il suo rapporto con la Chiesa inizialmente fu conflittuale perché Enrico nominava i vescovi e, dopo che gli avevano reso omaggio, li investiva con la consegna dell'anello e del pastorale. L'arcivescovo di Canterbury, Anselmo, sostenuto da Papa Pasquale II, non accettava questo sistema di investiture, che avrebbero dovuto passare attraverso l'autorità ecclesiastica. La disputa si accese e Anselmo, che era rientrato dall'esilio solo dopo l'incoronazione di Enrico e per questa disputa, dovette subire un secondo esilio. Enrico però cercò la riconciliazione e richiamò dall'esilio Anselmo, che nel frattempo aveva ricevuto dal papa l'autorizzazione a consacrare anche i vescovi che nominati dal re o dai nobili, giungendo così al concordato dell'agosto 1107. Con questo concordato il re e i nobili abbandonarono la pratica dell'investitura vescovile, mentre Anselmo acconsentì a consacrare anche i vescovi che avevano reso omaggio alla corona o al loro signore feudale per i benefici ricevuti. In pratica Enrico rinunciò alla cerimonia dell'investitura dei vescovi, ma manteneva l'ultima parola nella scelta dei medesimi, che gli prestavano l'omaggio ed il giuramento e poi ricevevano l'investitura.

Dopo aver risolto i problemi di potere, Enrico I si adoperò per migliorare il sistema di governo ed instaurare precise norme di legge dove prima regnava uno sregolato dispotismo. Anche Enrico, come il fratello Guglielmo, amava il denaro, ma preferì circondarsi di funzionari capaci e concilianti anziché ricorrere alla forza, sopprimendo la malversazione e il disordine, sviluppando il commercio e l'artigianato ed infine amministrando, con equilibrio, la giustizia e, con rigore, la finanza.
Enrico nominò tesoriere Ruggero, vescovo di Salisbury, che seppe organizzare in modo efficiente la riscossione dei tributi, istituendo una commissione che si riuniva due volte l'anno ed era detta Scaccarium,[6] e i nobili che la componevano i «baroni dello scacchiere».

Guerra strisciante col regno di Francia e secondo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Enrico I in un ritratto immaginario dalla Cassell's History of England.

In Normandia serpeggiava un certo malcontento, dovuto sia alla presenza di un pretendente, Guglielmo Cliton, figlio del duca Roberto II, sia per gli intrighi fomentati, dopo il 1108, dal nuovo re di Francia, Luigi VI il Grosso. Nel 1109 Enrico, sicuro padrone della Normandia, iniziò le ostilità con Luigi VI e, nel 1111, riuscì a mettere insieme una formidabile coalizione contro il re di Francia che comprendeva, tra gli altri, Tebaldo IV di Blois, suo zio, Ugo I di Champagne, conte di Troyes, e Ugo di Le Puiset. La ribellione si concluse nel 1113 con il trattato che riconosceva a Enrico I la sovranità anche sulla Bretagna e sul Maine. La guerra riprese nel 1116, con continue scaramucce nel Vexin. Nel 1119 Luigi VI, dopo aver occupato la piazzaforte di Les Andelys, attaccò Enrico nella vicina piana di Brémule, ma fu sconfitto e umiliato[7].

Allora Luigi chiese a Papa Callisto II di fare da arbitro e nel concilio di Reims del 20 e 21 ottobre 1119 Luigi VI prese la parola[8] e accusò Enrico I, benché da sempre suo alleato, di fargli la guerra, del trattamento che Enrico riservava a suo fratello, Roberto il Corto, suo suddito, rinchiuso in una prigione da quasi quindici anni ed infine del fatto che, nel 1112, aveva fatto proditoriamente arrestare il suo ambasciatore, il normanno Roberto II di Bellême, e non l'aveva più rilasciato. Enrico rispose ma soprattutto colmò di doni il papa dicendosi pronto ad una trattativa di pace, che si concluse nel 1120 con la restituzione delle rispettive conquiste e l'omaggio al re di Francia da parte di Guglielmo Adelin, figlio di Enrico I ed erede al trono d'Inghilterra; inoltre il castello di Gisors rimase ad Enrico I.

Enrico, che nel 1118 era rimasto vedovo, nel 1120 perse l'unico figlio legittimo maschio ed unico erede legittimo al trono, Guglielmo Adelin, mentre attraversava la Manica, assieme al padre, alla corte e a un gran numero di nobili, per fare ritorno in Inghilterra. La sciagura lo colpì il 25 novembre 1120, al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio notturno causato dell'urto contro uno scoglio affiorante della Nave Bianca. Sull'imbarcazione vi erano circa trecento persone, tra le quali un centinaio di nobili importanti. Tra le vittime, oltre a Guglielmo c'erano anche due figli illegittimi di Enrico, Riccardo e Matilda, ed una nipote, Lucia-Mahaut di Blois, figlia di sua sorella Adele. Il dolore del re fu grande Template:Citazione n ecessaria e la successione venne messa a rischio, perché l'unica figlia legittima, Matilda, moglie dell'imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico V, non poteva essere sua erede.

Il 29 gennaio 1121 Enrico sposò Adeliza di Lovanio, figlia di Goffredo I di Lovanio, duca della Bassa Lorena, per cercare di avere un altro erede, ma da tale unione non nacquero figli. Nel 1124 Enrico I si alleò con il proprio genero, l'imperatore germanico Enrico V, che invase la contea di Champagne arrivando sino a Reims, dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercito[9], che lo costrinse a rientrare in Germania.

Morte ed eredità[modifica | modifica sorgente]

Nel 1125 la figlia Matilda rimase vedova, ed essendo Enrico ancora privo di eredi maschi, chiese alla figlia di rientrare in Inghilterra, dopodiché la nominò sua erede e prese la decisione senza precedenti di far giurare ai suoi baroni che avrebbero accettato la figlia come regina. Nel 1127 convocò un grande concilio con tutti i nobili laici ed ecclesiastici più importanti, tra i quali il cognato, Davide I di Scozia, suo nipote, Stefano di Blois, e il suo primogenito (illegittimo), Robert di Gloucester e a tutti fece giurare che avrebbero accettato Matilda come regina. La maggior parte accondiscese ma non gradì la soluzione e avrebbe gradito ancor meno se avesse saputo che Enrico trattava il matrimonio della figlia con il figlio del nemico storico dei normanni, il conte d'Angiò.
Nel giugno del 1128, a Le Mans, fu celebrato il matrimonio tra Matilde e il figlio del conte Folco V, Goffredo il Bello o Plantageneto, di dieci anni più giovane. Tale matrimonio fece sì che la maggior parte dei baroni non riconoscesse il proprio giuramento dell'anno prima. Enrico allora lo fece ripetere nel 1131.

Lapide indicante il luogo di sepoltura di Enrico I Beauclerc, nell'abbazia di Reading.

Nel 1133 nacque finalmente il tanto desiderato erede, chiamato Enrico, per cui Enrico, in quello stesso anno, visitò la Normandia per vedere il suo giovane nipote. Fu molto deliziato dal nipote ma ben presto iniziò a discutere con la figlia e il genero, divenuto conte d'Angiò, perché suo padre aveva abdicato e si era recato in Terra Santa per sposare l'erede al trono di Gerusalemme, Melisenda. Queste dispute ed alcune ribellioni, forse ispirate da Goffredo, lo spinsero a trattenersi in Normandia. Dopo aver conquistato il castello di Alençon Enrico, durante una battuta di caccia nel Vexin, morì all'improvviso, si dice per avvelenamento da cibo per via di una lampreda avariata, nel dicembre 1135 a Saint-Denis-le-Fermont in Normandia, e venne seppellito nell'abbazia di Reading, che lui stesso aveva fondato 14 anni prima.

Anche se i baroni di Enrico avevano giurato fedeltà a sua figlia come loro regina, il suo sesso e l'essersi risposata con un appartenente al casato di Angiò, nemico dei Normanni, permise al nipote di Enrico, Stefano di Blois di recarsi in Inghilterra e di reclamare il trono con l'appoggio del popolo.

La lotta tra l'imperatrice Matilda e Stefano risultò in una lunga guerra civile nota come "l'anarchia". La disputa venne infine risolta da Stefano che nominò come suo erede il figlio di Matilda, Enrico, nel 1153.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Enrico ebbe due figli da Edith-Matilde:

Figli illegittimi[modifica | modifica sorgente]

Enrico ebbe molte amanti e identificare quale di queste fosse la madre di quale figlio è difficile. La sua progenie illegittima, della quale si ha documentazione, comprende:

  1. Robert di Gloucester (? - † 1147), fu senz'altro il primo figlio di Enrico I. Sua madre apparteneva probabilmente alla borghesia di Caen. Altri dicono che fosse figlio di Sibilla Corbet d'Alcester (1077-1157);[senza fonte]
  2. Sibilla di Normandia (ca. 1092-1122), sposò Re Alessandro I di Scozia, Probabilmente era figlia di Sibilla Corbet d'Alcester;[senza fonte]
  3. Rinaldo di Dunstanville (ca. 1110-1175), 1º Conte di Cornovaglia, figlio di Sibilla Corbet d'Alcester;
  4. Guglielmo (ca. 1105- ca. 1187), forse connestabile di Scozia nel 1122, figlio di Sibilla Corbet d'Alcester;
  5. Rohaise (1114-1176), figlia di Sibilla Corbet d'Alcester, sposò il conte di Devon;
  6. Matilde di Perche (? - † 1120), figlia di Edith, sposò nel 1103 il Conte Rotrou III. Perì nel naufragio della Nave Bianca;
  7. Giuliana di Fontevrault (ca. 1090- ?), figlia di Ansfride (ca. 1070- ?), sposò nel 1103 Eustachio di Pacy.
  8. Folco FitzRoy (ca. 1092- ?), figlio di Ansfride, fu monaco di Abingdon;
  9. Riccardo di Lincoln (1094-1120), figlio di Ansfride, perì nel naufragio della Nave Bianca;
  10. Roberto FitzRoy (1093-1172), figlio di Edith FitzForne di Greystoke, moglie di Robert di Oilly, connestabile del castello d'Oxford. Fu signore d'Okehampton, sposò, nel 1142, Maud d'Avranches e, nella guerra civile, si schierò dalla parte di sua sorellastra, l'Imperatrice Matilde;
  11. Adeliza FitzRoy, probabilmente figlia di Edith FitzForne di Greystoke, appare nei documenti assieme al fratello Roberto FitzRoy;
  12. Enrico FitzRoy (1103 - † 1157), figlio della Principessa gallese Nest (ca. 1073 - ?), morì durante l'invasione d'Anglesey da parte di Enrico II;
  13. Isabella FitzRoy (ca. 1120 - ?), figlia di Isabella di Beaumont (ca. 1102-ca. 1172, figlia di Roberto di Beaumont, 1º Conte di Leicester e sorella di Roberto di Beaumont, II conte di Leicester), visse sempre con la madre;
  14. Matilda FitzRoy (dopo il 1120 - ?), figlia di Isabella di Beaumont, fu badessa di Montvilliers;
  15. Guglielmo di Tracy, figlio di Giewa di Tracy, morì poco dopo Re Enrico;
  16. Gilberto FitzRoy (? - † dopo il 1142), sua madre potrebbe essere stata una sorella di Walter di Gand;[senza fonte]
  17. Maud FitzRoy, sposò, verso il 1112, il Duca di Bretagna, Conan III il Grosso;
  18. Constanza FitzRoy, sposò il visconte, Roscelin de Beaumont;
  19. Mabel FitzRoy, sposò Guglielmo III Gouet;
  20. Alice o Aline FitzRoy (? - † prima del 1141), sposò Matteo I di Montmorency; connestabile di Francia dal 1138 al 1160 con Luigi VII il Giovane;
  21. Emma d'Inghilterra, verso il 1138, sposò Guido III, signore di Laval.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Enrico I d'Inghilterra Padre:
Guglielmo I d'Inghilterra
Nonno paterno:
Roberto I di Normandia
Bisnonno paterno:
Riccardo II di Normandia
Trisnonno paterno:
Riccardo I di Normandia
Trisnonna paterna:
Gunnora di Normandia
Bisnonna paterna:
Judith di Bretagna
Trisnonno paterno:
Conan I di Bretagna
Trisnonna paterna:
Ermengarde-Gerberga d'Angiò
Nonna paterna:
Herleva
Bisnonno paterno:
Fulbert di Falaise
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisnonno paterno:
?
Trisnonna paterna:
?
Madre:
Matilde delle Fiandre
Nonno materno:
Baldovino V di Fiandra
Bisnonno materno:
Baldovino V di Fiandra
Trisnonno materno:
Arnolfo II di Fiandra
Trisnonna materna:
Rosala d'Italia
Bisnonna materna:
Ogive del Lussemburgo
Trisnonno materno:
Federico del Lussemburgo
Trisnonna materna:
Ermentrude (?)
Nonna materna:
Adele di Francia
Bisnonno materno:
Roberto II di Francia
Trisnonno materno:
Ugo Capeto di Francia
Trisnonna materna:
Adelaide d'Aquitania
Bisnonna materna:
Costanza d'Arles
Trisnonno materno:
Guglielmo I di Provenza
Trisnonna materna:
Adelaide d'Angiò

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Matilde delle Fiandre era figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e di Adele di Francia, sorella del re di Francia, Enrico I.
  2. ^ Il secondogenito, Riccardo (ca. 1055 - ca. 1081), Duca di Bernay, che aveva preso gli ordini religiosi, morì andando a caccia, nel sud dell'Inghilterra, così come sarebbe accaduto a suo fratello, Guglielmo, circa vent'anni dopo.
  3. ^ Il tesoriere, Rainulfo Flambard, in un primo momento si oppose a Enrico, ma dovette cedere dopo che il cancelliere, Guglielmo Giffard, e i pochi baroni presenti, si erano schierati con Enrico.
  4. ^ Margherita era sorella di Edgardo Atheling, ultimo discendente del Casato dei Wessex e pretendente alla corona d'Inghilterra.
  5. ^ Enrico I, nel 1104, si accontentò della contea di Evreux, come riparazione.
  6. ^ La commissione, composta da nobili era detta Scaccarium, o scacchiere a causa del drappo a scacchi che ricopriva il tavolo per facilitare il conteggio del versamento degli sceriffi.
  7. ^ Luigi VI il Grosso nella battaglia di Brémule abbandonò il suo cavallo e le sue insegne al nemico e dovette riparare nella pazzaforte di Les Andelys, dopo aver girovagato nella foresta di Musegros.
  8. ^ Il monaco normanno, Orderico Vitale, che pare fosse presente, ci ha tramandato il discorso che «massiccio, pallido, corpulento eloquente», Luigi VI il Grosso fece nell'occasione, portando al concilio anche il figlio di Roberto il Corto, Guglielmo Cliton, diciassettenne che era obbligato a vivere in esilio costretto dallo zio, Enrico I.[senza fonte]
  9. ^ La maggior parte dei feudatari francesi si era allineata col proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati con il re d'Inghilterra, Enrico I. Sugerio di Saint-Denis, nel suo libro Vie de Louis VI le Gros, sostiene che Luigi VI beneficiò dell'aiuto di «...una tale quantità di cavalieri e di gente che si sarebbero dette cavallette che nascondevano agli occhi la superficie della terra.» e facendo l'elenco dei nobili presenti, tra gli altri, annovera il duca Ugo II di Borgogna, il conte Guglielmo II di Nevers, il conte Rodolfo di Vermandois, il conte Tebaldo IV di Blois, il conte Ugo I di Champagne, il conte Carlo I delle Fiandre detto il Buono, il duca Guglielmo IX d'Aquitania, il conte Folco V d'Angiò e il duca Conan III di Bretagna.


Predecessore:
Guglielmo II
Re d'Inghilterra
1100–1135
Successore:
Stefano
Predecessore:
Roberto il Corto
Duca di Normandia
11061135
tra il 1106 e il 1134, reggente



Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Z.N. Brooke, Gregorio VII e la prima disputa tra impero e papato, cap. XII, vol. IV La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 353-421.
  • Louis Alphen, La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180), cap. XVII, vol. V (Il trionfo del papato e lo sviluppo comunale) della Storia del mondo medievale, 1999, pp. 705-739
  • William John Corbett, L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'inghilterra, cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5-55.
  • William John Corbett, Inghilterra, 1087-1154, cap. II, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 56-98.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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