Domenico Pittella

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Domenico Pittella
Domenico Pittella.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VIVIIVIII
Gruppo
parlamentare
PSI
Circoscrizione Lagonegro
Incarichi parlamentari
Commissioni permanenti:
  • Agricoltura
  • Igiene e Sanità
  • Controllo sugli interventi del Mezzogiorno
  • Lavoro, previdenza sociale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Titolo di studio laurea in medicina e chirurgia
Professione medico–chirurgo

Domenico Pittella (Lauria, 7 febbraio 1932) è un ex politico italiano, senatore per il Partito Socialista Italiano dal 1972 al 1983.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Lauria da Giovanni, farmacista del paese, e da una maestra delle scuole elementari oriunda di San Chirico Raparo, Domenico è il secondogenito e unico maschio di quattro figli. A causa della sua vivacità caratteriale, abbandona presto il collegio di Napoli dei Gesuiti e fa ritorno in paese dove completa gli studi elementari e si prepara privatamente per quelli della scuola media, conseguendo poi il diploma a Salerno nel 1945. Prosegue gli studi al liceo di Castrovillari e, una volta diplomato, inizia a lavorare come infermiere in uno studio di Lauria. Nel 1956 si laurea in medicina e chirurgia a Napoli.

Nel 1957 si sposa a venticinque anni con Laurita, dalla cui unione nascerà, l'anno dopo, il figlio Gianni, il quale diventerà deputato del Parlamento italiano nella XIII Legislatura ed eurodeputato; poi, nel 1962 nasce anche il secondo figlio Marcello (che diventerà presidente della regione Basilicata).

Si avvicina alla politica nel 1968, supportando alcuni consiglieri comunali del Partito Comunista Italiano che risulteranno eletti. Si fa dunque benvolere negli ambienti della politica locale e si candida personalmente alle elezioni regionali in Basilicata del 1970 dalle quali uscirà consigliere con un largo consenso (5 300 voti solo nel suo comune).

Alle elezioni politiche italiane del 1972 si candida quindi, per il Partito Socialista Italiano, al Senato della Repubblica: nel collegio di Lagonegro ottiene il 26,4% dei voti, dietro a Bonaventura Picardi (DC) che ottiene il 46,2%; entrambi vengono quindi eletti senatori.[1] Alle successive elezioni del 1976 nel medesimo collegio ottiene il 25,0%, giungendo questa volta terzo, ancora una volta dietro a Bonaventura Picardi (DC, 41,0%) nonché a Luigi Grezzi (PCI, 26,5%), ma risultando per un tecnicismo l'unico dei tre eletto.[2] Viene quindi riconfermato per la terza volta alle elezioni del 1979, quando ottiene il 28,0% contro il 40,6% di Anzilotta che non risulta eletto.[3]

Il caso Ligas[modifica | modifica wikitesto]

La carriera politica di Domenico Pittella è interrotta da una vicenda giudiziaria nella quale risulta coinvolto in un'associazione sovversiva e partecipazione a banda armata per aver messo a disposizione delle Brigate Rosse la sua clinica di Lauria, in cui curò nel 1981 senza redigere un referto la terrorista latitante Natalia Ligas, ferita alla coscia in un conflitto a fuoco di tre settimane prima (19 giugno), durante il quale la Ligas aveva attentato alla vita dell'avvocato difensore del terrorista pentito Patrizio Peci. Inoltre Pittella è accusato d'aver elaborato con le BR un piano per rapire Ferdinando Schettini, vicepresidente della giunta regionale della Basilicata.[4]

La storia è diffusa dalla stampa nazionale solo nel 1983, all'avvio della campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 1983, poiché, secondo le dichiarazioni successive dello stesso Pittella, s'intendeva favorire, nell'eventualità di una vittoria del Partito Socialista Italiano, l'ascesa di Bettino Craxi alla Presidenza del Consiglio dei ministri[5]; l'ex senatore viene quindi arrestato il 4 ottobre e sconta i primi due anni e nove mesi di detenzione tra il proprio domicilio e il carcere di Regina Coeli; dopodiché ottiene la libertà condizionale. Nel frattempo (1984) è espulso dal PSI[4] e la sua casa di cura privata messa in vendita alla Regione Basilicata.[6] Il processo d'appello, svolto tra il 1989 e il 1990, conferma la sentenza di condanna alla pena di dodici anni e un mese di reclusione, di cui quasi tre già scontati e altri due condonati.

In attesa della sentenza definitiva della Corte di cassazione e dopo l'espulsione dalla Lega Meridionale, di cui era stato presidente onorario[7], decide di creare un nuovo movimento; quindi il 7 maggio 1991 costituisce a Roma la Lega Italiana[8] assieme ad altri sodali, tra i quali spicca la figura del capo della loggia massonica P2 Licio Gelli[9]. Successivamente si coalizza con altri movimenti, tra cui il Fronte del Sud e la Lega Nazional Popolare di Stefano Delle Chiaie e Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, e costituisce una lista elettorale chiamata Lega delle Leghe, vicina agli ambienti di destra del Movimento Sociale Italiano,[10] con cui si presenta alle elezioni del 1992: si candida sia al Senato, nel collegio di Lagonegro, in cui ottiene solo il 12,6% dei voti,[11] sia alla Camera, nella circoscrizione PotenzaMatera, in cui ottiene 4 881 preferenze, non sufficienti per essere eletto.[12]

Alla condanna definitiva della Corte di Cassazione, sentenziata nell'ambito del processo Moro ter il 10 maggio 1993, si rende irreperibile[13] fuggendo in Francia.

L'anno 1996 la Ligas rende una dichiarazione a Carlo Taormina difensore di fiducia di Pittella affermando che quest'ultimo non aveva "nulla da spartire" con l'organizzazione delle Brigate Rosse, che era completamente estraneo alle B.R., che il contatto con lei era stato dovuto esclusivamente al soccorso prestato per motivi umanitari[14].[Citare fonte più verificabile, è una dichiarazione !]

Dopo quasi sei anni di latitanza in territorio francese (si ricordano le città di Parigi, Nizza e Cagnes-sur-Mer) e nel Belgio, decide di costituirsi al carcere di Rebibbia il 28 aprile 1999. Il debito con la giustizia italiana, poi ridotto di un terzo per grazia parziale concessa il 18 novembre 1999 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e già in parte saldato (cinque anni circa), è estinto tramite l'affidamento ai servizi sociali nell'anno 2002[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Senato del 7 maggio 1972 - Collegio LAGONEGRO, su Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  2. ^ Senato del 20 giugno 1976 - Collegio LAGONEGRO, su Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  3. ^ Senato del 3 giugno 1979 - Collegio LAGONEGRO, su Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  4. ^ a b Pantaleone Sergi, Io delle BR non so nulla, in la Repubblica, 17 agosto 1984, p. 10. URL consultato il 3 marzo 2014.
  5. ^ Mario Lamboglia, p. 29
  6. ^ Decreto del presidente della Repubblica 10 marzo 1986, n. 130, in materia di "Autorizzazione alla regione Basilicata ad acquistare un immobile."
  7. ^ Lega Meridionale: a Taranto convegno con Gelli, Adnkronos, 28 febbraio 1991.
  8. ^ Leghe: ne nasce un'altra, in Adnkronos, 14 giugno 1991. URL consultato il 4 marzo 2014.
  9. ^ Gli altri fondatori della Lega Italiana furono l'ex piduista e prefetto in pensione, Bruno Rozzera, l'ex missino Alfredo Esposito e il giornalista pubblicista Enrico Viciconte
    Vincenzo Vasile, Le amicizie imbarazzanti di Bossi (PDF), in l'Unità, 31 luglio 2011, p. 6. URL consultato il 10 novembre 2014.
  10. ^ Bruno Tucci, "Chiamala LEGA e qualche voto arriverà". L' ex PSI Pittella vuole imitare Bossi al Sud, in Corriere della Sera, 3 marzo 1992, p. 4. URL consultato il 3 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  11. ^ Senato del 5 aprile 1992 - Collegio LAGONEGRO, su Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 1º marzo 2014.
  12. ^ Camera del 5 aprile 1992 - Circoscrizione POTENZA-MATERA - LEGA DELLE LEGHE, su Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 3 marzo 2014.
  13. ^ Vulpio Carlo, Pittella e' latitante. Curò una terrorista, in Corriere della Sera, 6 novembre 1993, p. 15. URL consultato il 26 ottobre 2013.
  14. ^ Libro "Una vita per il socialismo umanitario" Koinè Nuove Edizioni https://books.google.de/books/about/Una_vita_per_il_socialismo_umanitario.html?id=JVvTygAACAAJ&redir_esc=y
  15. ^ Terrorismo, concessa la grazia parziale all'ex senatore del PSI Pittella, Quotidiano.Net, 17 febbraio 2000. URL consultato il 27 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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