Dom Mintoff

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Dom Mintoff

Domenico Mintoff, conosciuto come Dom Mintoff (Cospicua, 6 agosto 1916Tarscen, 20 agosto 2012), è stato un politico maltese, fu Capo del Partito Laburista dal 1949 fino al 1984 e Primo Ministro di Malta nel periodo coloniale dal 1955 al 1958 ed ancora, dopo l'indipendenza, dal 1971 al 1984.

Formazione e famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Mintoff è nato a Cospicua, città famosa per il porto ed i suoi cantieri. Dopo aver frequentato il seminario episcopale, abbandonò l'idea di diventare sacerdote e si iscrisse all'Università di Malta, dove si laureò in Architettura e in Ingegneria civile nel 1939.

Nello stesso anno gli fu assegnata una Rhodes Scholarship, che gli permise di continuare i suoi studi all'Hertford College, presso l'Università di Oxford, dove conseguì un Master in Science and Engineering nel 1943. Durante la sua permanenza in Inghilterra conobbe e sposò sua moglie, Moira de Vere Bentinck, da cui in seguito ebbe due figlie, Yana e Joan.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Mintoff entrò in politica nel 1935, quando divenne vicesegretario della sezione di Cospicua del Partito Laburista. Nel 1937 si dimise per motivi di studio, ma una volta tornato dall'estero, nel 1943, venne quasi immediatamente nominato segretario. La prima volta che Mintoff ricoprì una carica pubblica fu nel 1945, quando fu eletto al Consiglio di Governo all'interno della rappresentanza del Partito Laburista. Il suo mandato non durò molto, dato che la delegazione del partito si ritirò in segno di protesta contro i piani di dismissione dei cantieri imperiali di Valletta.

Al contempo Mintoff fu eletto vicesegretario nazionale del partito con un ampio margine di consenso, divenendo il successore designato, se non un immediato contendente, dell'allora segretario Paul Boffa. L'autonomia di Malta fu ripristinata solo nel 1947 ed alle elezioni di quell'anno il Partito Laburista ottenne la maggioranza assoluta, mentre l'opposizione uscì molto frammentata dalle consultazioni. Mintoff venne nominato vice-primo ministro e ministro dei lavori pubblici, con l'incarico di presiedere ai progetti di ricostruzione post-bellica.

Tuttavia la forte posizione di Mintoff e la sua ambizione provocarono una serie di crisi di governo e la scissione del partito laburista: Boffa, maggiormente favorevole al compromesso con l'autorità coloniale, rassegnò le sue dimissioni e formò il "Partito dei lavoratori di Malta", mentre Mintoff rifondava quello laburista col nome di Partito Laburista, assumendone la guida. Ciò determinò l'indebolimento di entrambe le parti, e fu solo nel 1955, dopo tre legislature consecutive, che Mintoff riuscì a tornare al governo come primo ministro.

Il punto principale del programma di governo, l'integrazione all'interno del Regno Unito con pari diritti e larga autonomia, portò ad un deterioramento delle relazioni con la Chiesa cattolica, che a seguito del piano di Mintoff avrebbe perso molto potere. Per questo motivo negli anni sessanta la Chiesa maltese, nella persona del arcivescovo Mons. Michael Gonzi, iniziò una lotta contro Mintoff e contro il Partito Laburista, lanciando un interdetto e giudicando caduto in peccato mortale chiunque appoggiasse e seguisse Dom Mintoff o anche solo chi leggesse giornali laburisti. Anche a causa di ciò, il Partito Laburista perse le elezioni nel 1962 e nel 1966. Mintoff riuscì a tornare al potere solo nel 1971, riconfermandosi nel 1976 con una chiara maggioranza.

Oltre alla carica di primo ministro, fra il 1971 ed il 1981 ricoprì anche la responsabilità degli affari esteri. In quel ruolo, tra 1971 ed il 1972, condusse personalmente le trattative con il Regno Unito per la chiusura della base militare sull'isola, avvenuta infine nel 1979, un evento considerato dalla maggior parte dei commentatori come il culmine della sua carriera politica. In quegli si impegnò per modernizzare l'isola maltese, fino ad allora in stato di arretratezza, ed a farne sparire la poverta, concesse benefici sociali alle famiglie e istituì banche e compagnie statali, come l'Air Malta, che divenne la linea aerea nazionale.

Allo stesso tempo però ricevette molte critiche per il suo avvicinamento verso i paesi comunisti, che pure inviarono aiuti al suo; specialmente furono criticati il dialogo con la Cina, e per questo fu accusato di essere un comunista, e quello con il colonnello libico Gheddafi. In occasione delle elezioni del 1981, il Partito Nazionalista all'opposizione, guidato da un nuovo leader, lanciò una seria sfida a Mintoff. I risultati furono chiari in termini di voti, assegnando ai nazionalisti la maggioranza assoluta dei voti che, però, a causa del meccanismo della nuova legge elettorale, si tramutarono in soli 31 seggi contro i 34 dei laburisti. Mintoff, pressato dall'opinione pubblica, dichiarò che in quella situazione avrebbe formato un governo di transizione, in attesa di nuove elezioni, che avrebbero dovuto essere convocate entro sei mesi.

Ciò nonostante, appena qualche giorno dopo, accettò l'invito del presidente della repubblica a formare un governo con pieni poteri ed a tempo indeterminato. Questo comportamento provocò un deterioramento dei rapporti fra i due partiti e condusse ad una crisi politica i cui effetti continuarono a farsi sentire fino alla fine degli anni '80, in coincidenza con la dura situazione economica derivante dalle scelte di pianificazione economica, volute da Mintoff fin dall'inizio del suo lungo secondo periodo di governo. I risultati più evidenti furono l'impoverimento della popolazione e l'aumento della violenza politica nelle strade, che si manifestò soprattutto nei gravi incidenti del Lunedì nero.

Davanti a tali eventi Mintoff decise di provvedere per la sua successione: nel 1982 Karmenu Mifsud Bonnici, vicesegretario del Partito dal 1980, venne designato segretario, eletto per co-optazione in parlamento e nominato ministro. Nel 1984, una volta dimessosi Mintoff, Bonnici divenne primo ministro e segretario del partito; tuttavia il vecchio leader continuò a mantenere nelle sue mani le leve del potere, manovrando da dietro le quinte. Nel 1986, in seguito all'assassinio di un attivista del Partito nazionalista, iniziarono nuovi approcci e consultazioni fra il partito di governo e quello di opposizione, per cercare di riportare la situazione alla normalità. Fra i risultati vi furono alcune modifiche costituzionali in base alle quali fu possibile varare una legge elettorale con premio di maggioranza per la lista che avesse ottenuto più del 50% dei voti.

Mintoff fu ancora una volta determinante nel convincere il parlamento, a maggioranza laburista, ad approvare gli emendamenti, che consentirono finalmente al Partito nazionalista di vincere le elezioni nel 1987, in seguito alle quali i laburisti andarono all'opposizione per la prima volta dopo sedici anni. Mintoff, durante il periodo del governo nazionalista (1987-1996), tenne un atteggiamento di basso profilo, con l'eccezione di un episodio del 1989, quando si oppose alla decisione dell'esecutivo di costruire una centrale elettrica vicino Delimara, località balneare dove possiede una villa.

La stampa maltese ed estera, però, continuò a sostenere che Mintoff detenesse la leadership de facto del partito, almeno fra il 1987 ed il 1992. Quando i laburisti, nel 1996, tornarono al governo sotto la guida di Alfred Sant, sembrò che Mintoff si fosse finalmente deciso ad intraprendere la tranquilla vita del pensionato. Nei due anni seguenti sorsero numerose frizioni fra il nuovo capo del governo ed il vecchio Mintoff, anche perché il primo tentava di fare dimenticare la vecchia immagine statalista e oligarchica data al partito dal suo predecessore, il quale in pratica venne messo ai margini.

Queste frizioni si trasformarono in un aperto scontro quando, nel 1998, il governo prese la decisione di privatizzare le linee di navigazione e le infrastrutture portuali e cantieristiche, comprese quelle del porto delle cosiddette "Tre Città" (Cospicua, Vittoriosa e Senglea), dove Mintoff aveva da sempre avuto il suo bacino elettorale. Alla sua dura reazione rispose altrettanto duramente il primo ministro Sant, definendolo un traditore. La situazione sfuggì rapidamente di mano ad entrambi i contendenti e si risolse in una crisi di partito e, quindi, di governo, che causò le dimissioni dell'esecutivo ed il ricorso ad elezioni anticipate, le prime del dopo-guerra in cui sulla scheda elettorale non apparve il nome di Mintoff.

Il partito laburista, profondamente diviso, fu sonoramente battuto. Mintoff non è stato ricandidato neanche alle elezioni del 2003, ed ha fatto la sua ultima apparizione politica durante la campagna elettorale per il referendum sull'Unione europea, in cui si schierò contro l'adesione, l'opzione perdente. Morì il 20 agosto 2012 a Tarscen, pochi giorni dopo il suo novantaseiesimo compleanno.[1]

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Soprannomiato Il-Perit (L'Architetto) e Tal-Pipa (Il fumatore di pipa), ha sempre avuto un grande interesse per i cavalli ed è divenuto famoso per l'abitudine di indossare ai comizi una massiccia fibbia ornata da un'insegna equestre. Oltre a quella per i cavalli, altre passioni che ha amato coltivare sono la lettura, il gioco delle bocce tradizionali (il-boċċi), ed il nuoto, cui si dedicava quotidianamente facendo almeno una nuotata ogni giorno, davanti alla spiaggia di It-Tawwalija a Delimara, presso Marsa Scirocco. L'epiteto che preferiva riservare più spesso ai suoi avversari era ġidra (rapa), che in lingua maltese suona come "stupido" o "ignorante".

I maltesi ancora ricordano bene che, durante la cosiddetta "guerra politico-religiosa", i suoi seguaci rimpiazzarono le effigi dei santi con i suoi ritratti, che venivano adornati con fiori e candele, in dispettosa reazione contro le autorità ecclesiastiche, che in quel momento si opponevano fortemente alla sua politica.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Compagno d'Onore dell'Ordine Nazionale al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Compagno d'Onore dell'Ordine Nazionale al Merito
— 6 aprile 1990

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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