Crisi presidenziale venezuelana del 2019

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Crisi presidenziale in Venezuela del 2019
parte di crisi economica in Venezuela del 2013-2019
Protesters in front of police..jpg
Proteste contro la polizia in Venezuela
Data10 gennaio 2019 - in corso
LuogoVenezuela Venezuela
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    La crisi presidenziale venezuelana del 2019 è una crisi politica incominciata nel gennaio 2019 in Venezuela, a seguito delle elezioni presidenziali del 2018, fortemente contestate e considerate irregolari dalle opposizioni e da diversi stati esteri, e del successivo re-insediamento di Nicolás Maduro.

    L'Assemblea Nazionale, il parlamento controllato dall'opposizione ma di fatto esautorato, ha dichiarato invalide le elezioni e nominato Juan Guaidó presidente del Venezuela ad interim, tuttavia Maduro è riconosciuto dall'Assemblea nazionale costituente.

    Contesto

    La crisi socioeconomica venezuelana è incominciata intorno al 2010, sotto la presidenza di Hugo Chávez ed è continuata durante i due mandati del suo successore, Nicolás Maduro.

    Durante il primo mandato Maduro, tramite il tribunale supremo di giustizia (TSJ), ha esautorato l'Assemblea Nazionale, privandola del potere legislativo e dell'immunità parlamentare dei suoi membri, ottenendo inoltre con una sentenza dello stesso tribunale la facoltà di creare un'assemblea costituente per redigere una nuova costituzione.

    L'assemblea, composta interamente da membri del Grande Polo Patriottico, è presieduta da Diosdado Cabello, ex presidente dell'Assemblea Nazionale e forte sostenitore di Maduro.

    Elezioni del 2018 e secondo mandato

    Le elezioni presidenziali del 2018 sono state caratterizzate da forti polemiche interne ed estere, infatti diversi partiti d'opposizione, tra cui Unità Nazionale, non si sono presentati sostenendo che le elezioni fossero solo una farsa, mentre altri partiti hanno sostenuto che l'affluenza, riportata al 46%, non sia stata superiore al 30%. Diverse organizzazioni e stati non riconoscono il risultato delle elezioni, poiché, secondo loro, "non sono stati soddisfatti i requisiti minimi per delle elezioni libere e attendibili", tra questi troviamo l'Unione europea (UE), l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), il gruppo di Lima e l'Organizzazione degli Stati americani (OSA).[8]

    Juan Guaidó, eletto presidente dell'Assemblea Nazionale nel 2019, ha dichiarato, in quanto presidente del "legittimo" organo legislativo, l'intenzione di rimuovere Maduro dal suo ufficio per poter tornare ad avere delle elezioni democratiche in Venezuela.[9]

    Il secondo insediamento di Maduro non è osteggiato solo dall'Assemblea Nazionale e dall'opposizione, ma anche da alcuni membri della sua stessa coalizione, tra cui il giudice del TSJ, Christian Zerpa, e il ministro della difesa, Vladimir Padrino López.[10][11]

    Governo transitorio

    Dall'inizio del suo mandato, il presidente dell'Assemblea Nazionale ha incominciato un processo per formare un governo transitorio, incitando inoltre una transizione politica "contro un dittatore non democraticamente eletto".[12][13]

    Durante un cabildo aperto, l'11 gennaio 2019, l'Assemblea Nazionale ha annunciato che Guaidó avrebbe assunto il ruolo di presidente ad interim dello stato con l'attuale costituzione (del 1999), annunciando inoltre che il parlamento mira alla rimozione di Maduro.[14][15]

    Dopo ciò, l'Assemblea Nazionale lo ha proclamato presidente ad interim, specificando, tuttavia, che il potere è nelle mani di un governo illegittimo. L'iter legislativo è stato riconosciuto dal tribunale supremo di giustizia in esilio, ospitato dalla città di Panama.[16][17]

    Il 23 gennaio 2019, durante la commemorazione dell'anniversario della caduta della dittatura di Marcos Pérez Jiménez, Juan Guaidó facendo leva sull'articolo 233 della Constituzione del Venezuela, ha assunto la presidenza ad interim del paese,[18][19][20] dichiarando di voler porre fine alla presidenza di Maduro e di creare un governo di transizione prima di convocare nuove elezioni libere e democratiche.[21] L'investitura di Guaidò è stata subito riconosciuta dal presidente statunitense Donald Trump e dal segretario generale dell’OSA, Luis Almagro.[22] Il riconoscimento statunitense ha tuttavia danneggiato le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, perciò i diplomatici americani sono stati invitati da Maduro a lasciare il paese; l'ordine è stato ignorato dal governo americano, ed è stato successivamente revocato.[23]

         Venezuela
         Paesi che riconoscono Maduro come presidente
         Paesi che riconoscono Guaidó come presidente
         Paesi che supportano l'Assemblea Nazionale
         Paesi neutrali

    Blocco di Wikipedia

    Diverse fonti sostengono che in Venezuela sia stato bloccato l'accesso a tutte le versioni di Wikipedia, poiché nella pagina di Guaidó, tra i suoi incarichi, è riportato quello di presidente ad interim, ruolo non riconosciutogli dal governo di Maduro.[24][25]

    Note

    1. ^ fatta eccezione per Saint Lucia
    2. ^ (EN) President of Belarus Alexander Lukashenko congratulates foreign leaders on New Year, su www.tvr.by.
    3. ^ (EN) Carlos Trujillo, Permanent Council Approves Resolution to Not Recognize the Legitimacy of the Maduro Regime, su U.S. Mission to the Organization of American States, 10 gennaio 2019. URL consultato il 16 gennaio 2019.
    4. ^ (ES) Francesco Manetto, Nicolás Maduro desafía a Occidente aferrado a China y Rusia y busca el apoyo de México [Nicolás Maduro challenges the West, clinging to China and Russia and seeks the support of Mexico], in El País, 11 gennaio 2019. URL consultato il 12 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2019).
    5. ^ fatta eccezione per il Marocco
    6. ^ Perché Amlo disconosce Guaidò ma preme per la svolta democratica, Gli Occhi della Guerra, 28 gennaio 2019 - Il Messico ha appoggiato la permanenza di Maduro al potere ma chiesto al contempo l'avvio di un processo di risoluzione della crisi presidenziale che passi per il ritorno del Venezuela al voto a seguito di un accordo tra il governo e l'opposizione.
    7. ^ Perché il Brasile di Bolsonaro sta con l'Assemblea Nazionale, Gli Occhi della Guerra, 23 gennaio 2019
    8. ^ (EN) U.N. seeks inquiry into killings in Venezuela, says poll not credible, in Reuters, 7 marzo 2018. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    9. ^ (EN) Tom Phillips, Venezuela: opposition leader declares himself ready to assume presidency, in The Guardian, 11 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    10. ^ (EN) Redacción, Christian Zerpa, el juez afín a Maduro que huyó a Estados Unidos y denuncia falta de independencia del poder judicial de Venezuela, in BBC News Mundo, 7 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    11. ^ (EN) Stephen Gibbs Caracas, World leaders shun Venezuela as ‘dictator’ Maduro sworn in, in The Times, 11 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    12. ^ Asamblea Nacional arranca proceso para Ley de Transición, su www.asambleanacional.gob.ve. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    13. ^ Scott Smith, Isolation greets Maduro's new term as Venezuela's president, su AP NEWS, 10 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    14. ^ (EN) GLOBAL HOST C.A, El Tiempo | Venezuela | Asamblea Nacional se declaró en emergencia y convocó a cabildo abierto | El Periódico del Pueblo Oriental, su eltiempo.com.ve. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    15. ^ Juan Guaidó: Me apego a los artículos 333, 350 y 233 para lograr el cese de la usurpación y convocar elecciones libres con la unión del pueblo, FAN y comunidad internacional, su asambleanacional.gob.ve.
    16. ^ Prensa de la AN rectifica comunicado que proclama a Juan Guaidó Presidente de la República - Efecto Cocuyo, su efectococuyo.com. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    17. ^ (ES) Tribunal Supremo de Justicia pide a Asamblea Nacional tomar la presidencia de Venezuela, su elsalvador.com, 12 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    18. ^ (ES) Redacción, El presidente de la Asamblea Nacional de Venezuela, Juan Guaidó, se juramenta como "presidente encargado" del país, 23 gennaio 2019. URL consultato il 23 gennaio 2019.
    19. ^ (ES) Guaidó se juramenta como presidente de Venezuela, Trump lo reconoce de inmediato, su elnuevoherald. URL consultato il 23 gennaio 2019.
    20. ^ (ES) Guaidó se juramentó como presidente interino de Venezuela, su El Nacional, 23 gennaio 2019. URL consultato il 23 gennaio 2019.
    21. ^ (ES) Juan Guaidó se juramentó como presidente encargado de Venezuela, su El Universal, 23 gennaio 2019. URL consultato il 23 gennaio 2019.
    22. ^ Daniele Mastrogiacomo, La sfida di Guaidó a Maduro. Caracas ha un altro presidente, in Rep, 23 gennaio 2019. URL consultato il 24 gennaio 2019.
    23. ^ Venezuela, Maduro rompe le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, in Il Corriere. URL consultato il 24 gennaio 2019.
    24. ^ (EN) Venezuela blocks Wikipedia amid presidential dispute, su PPC Land, 13 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2019.
    25. ^ (EN) Wikipedia blocked in Venezuela as internet controls tighten, su NetBlocks, 12 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2019.

    Voci correlate

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