Campagna piemontese in Italia centrale

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Campagna piemontese in Italia centrale
parte del Risorgimento
Entrata truppe regie a Perugia 1860 - IMI 06-10-1860.JPG
Entrata truppe regie a Perugia 1860
Datasettembre - ottobre 1860
LuogoItalia centrale e meridionale
Esitovittoria piemontese
Schieramenti
Comandanti
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«Soldati, vi conduco contro una masnada di briachi stranieri che sete d'oro e vaghezza di saccheggio trasse nei nostri paesi. Combattete, disperdete inesorabilmente que' compri sicari, e per mano vostra sentano l'ira di un popolo che vuole la nazionalità e la sua indipendenza. Soldati, l'inulta Perugia domanda vendetta e, benché tarda, l'avrà.»

(Proclama del generale Enrico Cialdini ai soldati del IV Corpo d'Armata[1])

La campagna piemontese in Italia centrale si svolse tra il settembre e l'ottobre 1860 durante i più vasti eventi del Risorgimento.

La campagna vide l'invio di un contingente militare da parte del Regno di Sardegna contro lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. Il casus belli fu l'intervento contro la repressione da parte dell'Esercito pontificio dei moti rivoluzionari favorevoli all'Unità d'Italia che si erano avuti nei primi giorni di settembre in concomitanza con l'ingresso di Garibaldi a Napoli.

La spedizione si articolò in due fasi: nella prima l'esercito sabaudo, composto da due corpi d'armata (il IV e il V) guidate dal generale Manfredo Fanti, mosse verso le Legazioni pontificie dell'Umbria e delle Marche. Lasciata la Romagna l'11 settembre, il contingente si divise in due tronconi: il V corpo d'armata, comandato dallo stesso Fanti, si diresse in Umbria, verso Foligno, passando attraverso Città di Castello, Umbertide e Perugia (conquistata il 14 settembre dalle truppe del generale De Sonnaz[2]); il IV corpo d'armata invase da più punti le Marche: la 13a divisione, al comando di Raffele Cadorna, seguì un percorso a ridosso degli Appennini attraverso Urbino, Cagli e Gubbio, mentre il resto del contingente, composto dalla 4a e dalla 7a divisione, proseguì sotto la guida di Enrico Cialdini lungo la costa attraversando Pesaro, Fano e Senigallia e finendo per scontrarsi a Castelfidardo il 18 settembre con l'esercito pontificio del generale de Lamoricière. Conquistate le città principali di Umbria e Marche e sbaragliato il contingente pontificio che cercava di radunarsi presso Macerata, l'esercito piemontese assediò e prese Ancona il 29 settembre[3].

La seconda fase prese il via con l'invasione del Regno delle Due Sicilie, motivata dalla necessità di ristabilire l'ordine in seguito ai disordini della Spedizione dei Mille. Re Vittorio Emanuele II, giunto il 3 ottobre ad Ancona, prese il comando dell'esercito e si diresse verso sud. L'esercito piemontese attraversò il 12 ottobre il fiume Tronto, confine fra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie, aggirò Civitella del Tronto, proseguì lungo la costa fino alla foce dell'Aterno e si diresse infine verso Chieti per raggiungere, diviso in più tronconi, Roccaraso e i valichi che dagli Abruzzi permettevano di raggiungere la Terra di Lavoro. Obiettivo era la piana del Volturno, dove l'esercito borbonico, asserragliato fra le piazzeforti di Gaeta e Capua, si difendeva dai garibaldini. Fatti d'arme principali di questa seconda fase furono l'assedio della fortezza di Civitella, incominciato il 26 ottobre e durato diversi mesi, e la battaglia del Macerone (20 ottobre) che, seppur considerabile una semplice scaramuccia per via delle esigue forze in campo, aprì la strada ai piemontesi permettendo loro di prendere l'esercito borbonico alle spalle[4].

L'evento conclusivo della spedizione fu la battaglia del Garigliano, combattuta il 29 ottobre del 1860.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Manfredo Fanti, Campagna di guerra nell'Umbria e nelle Marche, Torino, Tipografia Scolastica di Sebastiano Franco e Figli, 1860. [5]
  • G.G. Corvetto, La Campagna di guerra nell'Umbria e nelle Marche narrazione militare, Torino, Tipografia G. Cassone e Comp., 1861.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Di Fiore, Controstoria dell'unità d'Italia: Fatti e misfatti del Risorgimento, Milano, Rizzoli, 2007, p. 277, ISBN 9788858615140.
  2. ^ Conquista di Perugia, su latramontanaperugia.it.
  3. ^ Cronaca della Guerra d'Italia, su books.google.it.
  4. ^ L'invasione del Regno delle Due Sicilie, su books.google.it.
  5. ^ Campagna di guerra in Umbria e nelle Marche - Manfredo Fanti[1]