Brain Salad Surgery

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Brain Salad Surgery
Artista Emerson, Lake & Palmer
Tipo album Studio
Pubblicazione 19 novembre 1973
Durata 43 min : 39 s
Dischi 1
Tracce 5
Genere Rock progressivo
Etichetta Manticore
Produttore Greg Lake
Registrazione Giugno - settembre 1973
Note Copertina apribile a finestra + poster
Emerson, Lake & Palmer - cronologia
Album precedente
(1972)
Album successivo
(1974)
« Brain Salad Surgery fu creato in un momento in cui, nel gruppo, ognuno era ricettivo ai massimi livelli. Fu l'ultimo vero album della band.[1] »
(Keith Emerson)

Brain Salad Surgery, uscito nel 1973, è il quinto album di Emerson Lake and Palmer, gruppo britannico di rock progressivo.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 1973, Emerson, Lake e Palmer fondano la loro etichetta discografica, che chiamano Manticore dall'omonima creatura mitologica raccontata sul loro disco Tarkus del 1971; si sganciano così dalla Island che li aveva pubblicati in Europa fino a quel momento e, per quanto riguarda il mercato statunitense, lasciano l'appannaggio alla Atlantic per la sola distribuzione. Contemporaneamente, i tre acquistano un ex-cinema al 392 di North End Road, a Fulham, Londra, e lo trasformano nella loro sala prove in cui, nelle pause di un lungo tour, incominciano a comporre nuovo materiale. Fra le principali linee guida del lavoro, quella di ricreare quanto più possibile un'atmosfera live, evitando quindi l'eccesso di sovraincisioni che aveva reso almeno metà dell'album precedente Trilogy impossibile da riprodurre sul palco[2].

Il tour mondiale del trio si chiude in Germania il 20 giugno 1973; subito dopo i tre incominciano le sedute di registrazione che li vedranno impegnati, dapprima nei consueti studi Advision e poi agli Olympic, fino a settembre. L'album, pubblicato il 19 novembre sulla neonata etichetta, raggiunse la seconda posizione nelle classifiche britanniche, e la sedicesima negli U.S.A[3].

Il titolo dell'album fu probabilmente ispirato da un verso della canzone Right Place, Wrong Time dell'artista R'n'B Dr John, pubblicata proprio a febbraio del 1973[1], ed è un'espressione slang per indicare la fellatio. Una canzone anch'essa intitolata Brain Salad Surgery fu scartata da quest'album per poi riemergere come lato B di un 45 giri ben quattro anni dopo; altri due brani videro la luce durante le session ma non furono inseriti nell'album: Tiger in a Spotlight e la strumentale When the Apple Blossoms Bloom in the Windmills of Your Mind, I'll Be Your Valentine; tutti e tre questi outtakes saranno poi raccolti assieme sull'album Works Volume 2 del 1977.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

Jerusalem[modifica | modifica wikitesto]

L'album si apre con la trascrizione rock di un noto canto liturgico della tradizione inglese, musicato da Sir Hubert Parry nel 1916 su testo del poeta preromantico William Blake.

Toccata[modifica | modifica wikitesto]

Adattamento del 4° movimento del Concerto N°1 per pianoforte e orchestra (1961) di Alberto Ginastera arrangiato prevalentemente da Keith Emerson, al quale il compositore argentino rivolge un riconoscimento personale riportato sulla busta interna del disco; il brano include una sezione di sole percussioni - accreditata per l'arrangiamento a Carl Palmer - nella quale il batterista utilizza per la prima volta un sistema di interfacciamento fra i tamburi e un sintetizzatore (all'avanguardia per l'epoca) che gli consente, nel caso di questo brano, di avviare ed arrestare un sequencer con singoli colpi di bacchetta.

Still... You Turn Me On[modifica | modifica wikitesto]

Breve ballata scritta da Greg Lake, che oltre al basso vi suona la chitarra a 12 corde; Emerson vi si cimenta alla fisarmonica, prima volta in un pezzo del trio. Un verso della canzone: someone get me a ladder («qualcuno mi trovi una scala») darà il nome al tour europeo della primavera del 1973.

Benny the Bouncer[modifica | modifica wikitesto]

Canzone scritta in collaborazione col paroliere Peter Sinfield (già nei King Crimson assieme a Lake), che in seguito tornerà a scrivere per ELP. È Il consueto numero semiserio accompagnato da Emerson al piano honky tonk (come già Jeremy Bender da Tarkus e The Sheriff da Trilogy). Lake lo canta con tono insolitamente rauco, imitando un ubriaco.

«Benny il buttafuori», il protagonista del testo, viene fatto a pezzi con un ascia da un balordo in una rissa e poi, ricomposto alla bene e meglio, finisce a fare il buttafuori in chiesa.

Karn Evil 9[modifica | modifica wikitesto]

Karn Evil 9, gioco di parole tra carnival e evil, è il titolo della suite che occupa oltre metà del disco, per una durata di quasi mezz'ora (sul vinile, era il brano di chiusura della prima facciata, e seguitava su tutta la seconda), suddivisa in tre parti o impressions di cui due cantate ed una - la seconda - strumentale. Al testo dell'ultima parte collabora nuovamente Sinfield.

La suite viene ricordata spesso per il verso che introduce la seconda parte della 1st Impression: welcome back my friends to the show that never ends, che diverrà da allora in poi una sorta di "frase immagine" del gruppo[4], specialmente dopo aver dato il titolo al triplo album dal vivo pubblicato l'anno seguente.

Il testo della prima sezione narra di un futuro distopico in cui abuso e violenza diventano forma di spettacolo, una sorta di circo sinistro e grottesco senza fine (the show that never ends) con tanto di imbonitore che esorta ad assistere allo show (welcome back my friends..., appunto). La sezione conclusiva, sempre a tema fantascientifico, tratta di un computer che prende il sopravvento sull'uomo che l'ha creato. Il prevalere della macchina è simbolizzato nel finale dal suono di un sequencer che ripete una serie di note (che a loro volta richiamano il tema cantato) a velocità via via crescente, mentre il volume sfuma rapidamente[4].

Karn Evil 9 è anche l'unico brano della storia del gruppo in cui Emerson abbia parti vocali (sebbene solo parlate)[4]: sua è la voce accelerata che si ode fugacemente nella 2nd Impression; mentre nel finale della 3rd Impression il tastierista interpreta il computer protagonista del testo, con la voce pesantemente filtrata attraverso il Moog[4].

Le edizioni in CD posteriori al 1996 hanno ripristinato la continuità della 1st Impression, originariamente spezzata in due parti per i limiti di minutaggio del vinile grazie a una dissolvenza alla fine del lato A, sul trillo artificiale di sintetizzatore che precede il già citato verso welcome back my friends...

La copertina[modifica | modifica wikitesto]

Le illustrazioni di copertina del disco sono opera dell'artista svizzero H. R. Giger (1940-2014), più tardi noto per le scenografie e gli esseri xenomorfi del film Alien di Ridley Scott (1979), nonché per numerose altre copertine di dischi dopo questo. I tre fecero visita all'artista in Svizzera nel 1973 mentre erano in tour e gli commissionarono l'artwork per il disco in preparazione, sulla base di due tavole aerografate dal lui già realizzate[5]. La prima raffigura un teschio umano incastonato fra parti meccaniche, la seconda una testa di donna con sinistre tubazioni al posto dei capelli. Poiché il titolo di lavorazione dell'album era all'epoca Whip Some Skull on Ya (perifrasi non troppo elegante per la fellatio, come del resto anche il titolo definitivo) Giger, su istruzione della band, replicò uno dei disegni originali aggiungendo un pene puntato verso la bocca della donna. La casa discografica in seguito insistette ed ottenne che l'organo sessuale fosse parzialmente "censurato" con un effetto bagliore[5]. Alla tavola raffigurante il teschio, invece, Giger aggiunse con effetto rilievo il logo circolare "ELP" che il trio userà costantemente da allora in avanti.

La copertina originale del disco in vinile recava, sull'immagine del teschio, un taglio longitudinale che la divideva in due lembi apribili a finestra, con una sorta di oblò nel mezzo che lasciava visibile la bocca della donna raffigurata nel disegno sottostante: al disco in vinile si accedeva aprendo completamente uno dei due lembi frontali, rivelando quindi per intero l'illustrazione della figura femminile. La busta interna era a sua volta costituita da un poster pieghevole, con le foto dei tre musicisti da un lato ed i testi delle canzoni più i crediti sull'altro. Il costoso design fu progettato dalla Fabio Nicoli Associates, uno studio grafico anch'esso svizzero che col trio aveva già collaborato in precedenza (Trilogy)[5].

Il 5 settembre 2005, le tavole originali di Giger per Brain Salad Surgery (34 x 34 cm) furono smarrite o trafugate dal camion che doveva riportarle in Svizzera da una mostra tenutasi a Praga. L'artista, per l'eventuale ritrovamento, offrì una taglia di 5.000 dollari su ciascuna tavola, più una visita gratuita (spese di viaggio incluse) al "Giger Museum" di Chateau St. Germain in Svizzera[6].

Negli anni duemila, l'azienda svizzera Oliver Matter produttrice di assenzio ha creato un'edizione del distillato chiamata «Absinthe Brevans H.R. Giger», la cui bottiglia ha per etichetta il volto di donna disegnato da Giger per la copertina di Brain Salad Surgery, virato in verde per richiamare il colore dell'assenzio (che nell'Ottocento era detto anche "la fata verde", da cui la scelta del volto femminile)[7].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

  1. Jerusalem (William Blake, Hubert Parry, arr. Emerson, Lake & Palmer) - (2.44)
  2. Toccata (Alberto Ginastera, arr. Keith Emerson; movimento per percussioni arr. Carl Palmer) - (7.22)
  3. Still....You Turn Me On (Greg Lake) - (2.53)
  4. Benny the Bouncer (Emerson, Lake, Peter Sinfield) - (2.21)
  5. Karn Evil 9: 1st Impression, Part 1 (Emerson, Lake) - (8.37)

Lato B

  1. Karn Evil 9: 1st Impression, Part 2 (Emerson, Lake) - (4.46)
  2. Karn Evil 9: 2nd Impression (Emerson, Lake) - (7.07)
  3. Karn Evil 9: 3rd Impression (Emerson, Lake, Sinfield) - (9.13)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lothar-Michael Köhler, Brain Salad Surgery - Story, brain-salad-surgery.de, 2006-2016.
  2. ^ Shawn Perry, Intervista a Greg Lake su vintagerock.com, vintagerock.com, 2012.
  3. ^ Lothar-Michael Köhler, Brain Salad Surgery - Marketing and sales, brain-salad-surgery.de, 2006-2016.
  4. ^ a b c d Lothar-Michael Köhler, Brain Salad Surgery - Karn Evil 9, brain-salad-surgery.de, 2006-2016.
  5. ^ a b c H.R. Giger, Tom Ahlgrim, Storia della copertina di Brain Salad Surgery sul sito di H.R. Giger, hrgiger.com, 2015.
  6. ^ H.R Giger, Tom Ahlgrim, Annuncio smarrimento opere di Giger sul sito dell'artista., hrgiger.com, 2005.
  7. ^ Lothar-Michael Köhler, Brain Salad Surgery - Absinthe Brevans HR Giger, brain-salad-surgery.de, 2006-2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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