Black Moon (album)

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Black Moon di Emerson, Lake & Palmer (undicesimo album prodotto dal trio), uscito nel 1992, è il disco della riunione dopo che il gruppo era rimasto inattivo per tutti gli anni ottanta.

Black Moon
Artista Emerson, Lake & Palmer
Tipo album Studio
Pubblicazione 27 giugno 1992
Durata 48 min : 56 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere Rock
Rock progressivo
Etichetta Victory Music
Produttore Mike Mancina
Registrazione Marcus Studios, Front Page Recorders, mixed at Conway Studios, 1992
Note /
Emerson, Lake & Palmer - cronologia
Album precedente
(1979)

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Primo dei due album (esclusi i "live") del gruppo che sia uscito negli anni novanta (l'altro è In the hot seat), Black Moon è in linea con i tempi: la musica che lo compone poco ha a che fare col rock progressivo, che da grande fenomeno di massa degli anni settanta era ormai diventato, in quel periodo, appannaggio di pochi fedeli cultori.

Il brano che dà il titolo all'album trae ispirazione dalla Guerra del Golfo del '90-'91: Greg Lake, vedendo in televisione il sole oscurato dal fumo dei pozzi petroliferi incendiati, aveva infatti avuto l'impressione che questo si fosse trasformato in una "luna nera". Anche la musica contribuisce al richiamo alla guerra, con la batteria di Carl Palmer e i sintetizzatori di Keith Emerson che imitano il crepitare delle mitragliatrici e le esplosioni delle bombe.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

"Paper Blood" è un brano caratterizzato da rock molto orecchiabile nel cui testo si parla di come la fortuna possa cambiare rapidamente, quasi un riferimento alla storia del gruppo.

Sia la traccia seguente "Affairs of the Heart" che "Footprints in the Snow", ultimo brano del disco, sono ballate tipiche di Lake, anche se nel primo dei due brani alla composizione ha contribuito Geoff Downes degli Asia.

"Romeo and Juliet" è invece un adattamento di Emerson di un'opera di Sergej Prokofiev.

Sembrerebbe un tuffo nel passato, ma il successivo "Farewell to Arms", nel quale il sintetizzatore imita il suono delle cornamuse, ci ricorda che il trio ha ormai intrapreso un'altra strada musicale.

Da segnalare che il brano "Burning Bridges" è stato composto dal produttore del disco, Mark Mancina.

Black Moon è, a giudizio dei fan, un buon album, in sintonia con tempi in cui è uscito ma lontano dai capolavori degli anni '70 ai quali gli estimatori avrebbero invece preferito qualche aggancio in più.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Black Moon - (6:59)
  2. Paper Blood - (4:29)
  3. Affairs of the Heart - (3:47)
  4. Romeo and Juliet - (3:43)
  5. Farewell to Arms - (5:10)
  6. Changing States - (6:03)
  7. Burning Bridges - (4:45)
  8. Close to Home - (4:29)
  9. Better Days - (5:37)
  10. Footprints in the Snow - (3:52)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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