Love Beach

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Love Beach
Artista Emerson, Lake & Palmer
Tipo album Studio
Pubblicazione 18 novembre 1978
Durata 41 min : 03 s
Dischi 1
Tracce 7
Genere Rock progressivo
Etichetta Atlantic Records
Registrazione 1978
Emerson, Lake & Palmer - cronologia
Album precedente
(1977)
Album successivo
(1979)

Love Beach è il nono album di Emerson Lake & Palmer, gruppo britannico di rock progressivo, pubblicato nel 1978.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Love Beach è l'ultimo lavoro in studio pubblicato dal trio negli anni settanta, e anche l'ultimo prima dello scioglimento che avrebbe tenuto la formazione originale inattiva per l'intero decennio successivo. Il gruppo lo registrò ai Compass Point Studios di proprietà del fondatore della Island Records Chris Blackwell, a Nassau, nelle Bahamas, all'epoca anche città di residenza di Keith Emerson.

Dopo il tour americano di Works del 1977, il gruppo aveva già deciso di sciogliersi, per divergenze sia artistiche che personali,[1][2] ma gli obblighi contrattuali verso la casa discografica prevedevano ancora un album in studio[1][3]. Fu Ahmet Erthegün, fondatore e capo della Atlantic Records a convincere i tre a tornare in studio con l'intento specifico di produrre materiale conciso, adatto ai passaggi radiofonici e con potenziale commerciale.[1]

Sul lato A compaiono cinque canzoni scritte da Greg Lake assieme a Peter Sinfield, col contributo di Keith Emerson su The Gambler; ad esse si aggiunge in chiusura il brano strumentale Canario, arrangiamento rock dell'omonimo 4° movimento dal concerto per chitarra e orchestra Fantasía para un gentilhombre di Joaquín Rodrigo, con cui il trio prosegue nella collaudata consuetudine di includere almeno una rilettura di opere classiche su ogni album in studio.

Il lato B consiste in una una suite in quattro parti non collegate fra loro, intitolata Memoirs of an Officer and a Gentleman e scritta interamente da Emerson su testi di Sinfield. Essa fra l'altro include, all'inizio della seconda parte intitolata Love at First Sight, una citazione del celebre Studio N°1 in Do maggiore per pianoforte di Fryderik Chopin.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 1979, Love Beach arrivò a piazzarsi al 55° posto nella classifica statunitense Billboard 200, ove rimase stabile per due settimane, per poi scomparire rapidamente.[4] La RIAA lo certificò comunque disco d'oro il 25 gennaio 1979.[5]

Le critiche dalla stampa specializzata furono spesso molto negative. Michael Bloom su Rolling Stone ad esempio ne scrisse:

Love Beach non è solo brutto, è assolutamente patetico, stantio e pieno di tedio. Quest'album fa sembrare il lavaggio dei piatti un atto più creativo, a confronto.[6]

Anche il giudizio a posteriori della band riguardo Love Beach non è fra i più entusiastici: tutti e tre i musicisti furono concordi nel riportare che l'intera lavorazione dell'album fu caratterizzata da una scarsa convinzione in merito alla direzione artistica da prendere, e che più in generale la band lo registrò piuttosto controvoglia[2][3]. Carl Palmer l'ha definito lapidariamente: «il peggior disco che abbia mai realizzato»[3]. Il fatto che l'album sia l'unico nella storia del gruppo a non riportare in copertina menzione dei produttori ha dato adito a ipotesi sull'imbarazzo nei confronti di questo lavoro anche da parte di Greg Lake,[2] appunto produttore di tutti gli album precedenti di ELP. Interpellato in merito, il bassista/cantante non rinnegò la musica in sé, ma confermò che nessuno dei tre volesse realmente fare il disco[2]. Keith Emerson dal canto suo ha anche raccontato che i suoi due colleghi, appena terminate le registrazioni, lo lasciarono da solo a completare il missaggio e la compilazione dell'allbum, a riprova del loro scarso interesse per esso.[7] Il tastierista inoltre, in un'intervista rilasciata a David Kerzner dei Sonic Elements e pubblicata su YouTube il 2 novembre 2011, attribuì parte dell'ostilità sia di pubblico che di critica verso Love Beach alla sua confezione che ritraeva i tre abbronzati e sorridenti fra le palme delle Bahamas: «a quei tempi, se sorridevi in copertina, semplicemente non funzionava» e, più avanti: «[in copertina] ELP sembravano i Bee Gees», ma nella stessa occasione ammise anche che l'album, dal punto di vista musicale, fu un tentativo di crossover, al pari di quelli portati avanti successivamente dagli Asia, dai Genesis post-1978 o dagli Yes degli anni ottanta, formula che evidentemente si allontanava troppo dall'immagine tradizionale che il pubblico aveva del gruppo. In ogni caso, sempre secondo il punto di vista di Emerson, i tre all'epoca non ebbero il coraggio di perseguire tale linea fino in fondo, al contrario di altre band coeve, ed il fatto stesso che al disco non sia seguito alcun tour, e che subito dopo il gruppo semplicemente abbia cessato di esistere, fu percepito dai più come l'implicita ammissione di aver commesso un errore, sia artistico che commerciale.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato A

  1. All I Want Is You (Greg Lake, Peter Sinfield) - (2:35)
  2. Love Beach (Lake, Sinfield) - (2:46)
  3. Taste of My Love (Lake, Sinfield) - (3:33)
  4. The Gambler (Keith Emerson, Lake, Sinfield) - (3:23)
  5. For You (Lake, Sinfield) - (4:28)
  6. Canario (from "Fantasia Para Un Gentilhombre") (Joaquín Rodrigo) - (4:00)

Lato B

  1. Memoirs of an Officer and a Gentleman - (20:16)
  • Prologue / The Education of a Gentleman (Emerson, Sinfield) - (5:33)
  • Love at First Sight (Emerson, Sinfield) - (5:37)
  • Letters From the Front (Emerson, Sinfield) - (5:18)
  • Honourable Company (A March) (Emerson) - (3:45)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Tony Otriz, ELP on Love Beach - sul canale ufficiale YouTube di Carl Palmer, youtube.com.
  2. ^ a b c d Dmitry M. Epstein, Intervista a Greg Lake, dmme.net, Maggio 2013.
  3. ^ a b c Jeff Giles, Love Beach on Ultimate Classic Rock, ultimateclassicrock.com, 18 novembre 2013.
  4. ^ Classifica Billboard 200 del 6 gennaio 1979, billboard.com.
  5. ^ Certificazione RIAA di Love Beach, riaa.com.
  6. ^ Michael Bloom, ELP Love Beach review, a cura di Rolling Stone, web.archive.org.
  7. ^ Edward Macan, Endless Enigma: A Musical Biography of Emerson, Lake & Palmer, Open Court, 2006, pp. 418-419, ISBN 0-8126-9596-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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