Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Aspasia di Mileto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Erma marmorea nei Musei Vaticani con l'iscrizione del nome di Aspasia sulla base. Scoperta nel 1777, questa erma marmorea è una copia romana di un originale del V secolo a.C. Rappresenta probabilmente la stele funeraria di Aspasia.

Aspasia di Mileto, comunemente nota come Aspasia (in greco antico: Ἀσπασία, Aspasía) (470 a.C. circa[1][2]400 a.C. circa[1][3]), è stata una donna ionia, originaria di Mileto, e immigrata influente ad Atene in età classica.

Fu amante e compagna del politico ateniese Pericle. La coppia ebbe un figlio, Pericle il Giovane, ma i dettagli completi del loro stato coniugale sono sconosciuti. Secondo Plutarco la sua casa divenne un centro intellettuale di Atene, a tal punto da attrarre i più noti scrittori e pensatori, tra i quali Socrate. È stato anche ipotizzato che gli insegnamenti di Aspasia avessero influenzato Socrate. Aspasia è menzionata negli scritti di Platone, Aristofane, Senofonte e altri.

Sebbene avesse trascorso la maggior parte della sua vita da adulta in Grecia, si conoscono a pieno pochi dettagli della sua vita. Qualche studioso ipotizza che Aspasia fosse una custode di bordello e una etera. Il ruolo storico di Aspasia fornisce intuizioni essenziali per la comprensione delle donne nell'antica Grecia. Si conosce davvero poco delle donne del suo tempo. Uno studioso ha affermato che "fare domande sulla vita di Aspasia è come fare domande su mezza umanità".[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Aspasia è nata nella città ionia di Mileto (nell'odierna provincia di Aydın, Turchia). Si sa poco della sua famiglia, tranne che il nome di suo padre fosse Assioco; inoltre l'eccellente educazione che ha ricevuto, evidenzia la sua appartenenza ad una famiglia benestante. Alcune fonti antiche sostengono che fosse una prigioniera di guerra Cariana, poi divenuta schiava; queste dichiarazioni sono però generalmente considerate false. [5][6]

Non si sa in quali circostanze fece il suo primo viaggio verso Atene. La scoperta di un'iscrizione su una tomba del IV secolo a.C. che riporta i nomi di Assioco e Aspasio, ha indotto lo storico Peter K. Bicknell a tentare una ricostruzione degli antefatti famigliari di Aspasia e le connessioni con Atene. La sua teoria la collega ad Alcibiade II di Scambonidae (nonno del famoso Alcibiade), che è stato ostracizzato da Atene nel 460 a.C. e potrebbe aver trascorso il suo esilio a Mileto.[1] Bicknell ipotizza che dopo il suo esilio, l'anziano Alcibiade fosse andato a Mileto, dove avrebbe sposato la figlia di un certo Assioco. Alcibiade, a quanto pare, sarebbe tornato ad Atene con la sua nuova moglie e la sorella minore, Aspasia. Bicknell sostiene che il primo figlio di questo matrimonio sia stato chiamato Assioco (zio del famoso Alcibiade), e il secondo Aspasio. Egli ritiene inoltre che Pericle avesse incontrato Aspasia attraverso i suoi stretti legami con la famiglia di Alcibiade.[7] Mentre ad Atene, Aspasia può aver anche avuto relazioni con il filosofo Anassagora e il generale Giasone di Lira.[8]

Vita ad Atene[modifica | modifica wikitesto]

Socrate e Alcibiade in casa di Aspasia. Dipinto di Jean-Léon Gérôme (1861).

Secondo contestate dichiarazioni di scrittori antichi e di alcuni studiosi moderni, Aspasia divenne una etera e probabilmente gestiva un bordello.[12][13][14] Le etere erano cortigiane e intrattenitrici di alta classe. Oltre alla presenza della bellezza fisica, esse si distinguevano dalla maggior parte delle donne ateniesi sul fatto di essere educate (spesso ad un livello molto elevato, come nel caso di Aspasia), possedere l'indipendenza e pagare le tasse.[15][16] Erano forse quanto di più simile alle donne libere e Aspasia, divenuta una figura vivace nella società ateniese, ne era evidentemente un esempio.[15][17] Secondo Plutarco, Aspasia fu paragonata alla famosa Targelia, un'altra rinomata etera ionia dei tempi antichi.[18]

Essendo una straniera e forse una etera, Aspasia era libera dai vincoli legali che tradizionalmente confinavano le donne sposate nelle loro case; quindi le era permesso di partecipare alla vita pubblica della città. Divenne l'amante del politico Pericle nei primi anni del 440 a.C. Dopo che egli divorziò dalla sua prima moglie (circa 445 a.C.), Aspasia cominciò a vivere con lui, anche se il loro stato coniugale rimane discusso.[23][24] Il loro figlio Pericle il Giovane, dovrebbe essere nato il 440 a.C. Aspasia avrebbe dovuto essere abbastanza giovane, dato che nel 428 a.C. dovrebbe aver partoririto il figlio di Lisicle.[25]

Nei circoli sociali, Aspasia era notata soprattutto come un'abile conversatrice e consigliera piuttosto che come un semplice oggetto di bellezza fisica.[14] Plutarco scrive che nonostante la sua vita immorale, gli amici di Socrate portavano le loro mogli a sentire le conversazioni di Aspasia.[27][18][28]

Attacchi personali e giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene fossero influenti, Pericle, Aspasia e i loro amici non furono immuni da attacchi. La preminenza nell'Atene democratica, infatti, non equivaleva al dominio assoluto.[11] Il suo rapporto con Pericle e le conseguenti influenze politiche, suscitarono molte reazioni. Donald Kagan, uno storico di Yale, ritiene che Aspasia fosse particolarmente impopolare negli anni immediatamente successivi alla Guerra di Samo.[29]

Nell'anno 440 a.C. Samo era in guerra con Mileto su Priene, un'antica città ionia ai piedi delle colline di Micale. Sconfitti nella guerra, i milesiani si recarono ad Atene per presentare la loro causa contro i samiani.[30] Quando gli ateniesi ordinarono alle due fazioni di fermare il conflitto e sottoporsi all'arbitrio di Atene, i samiani rifiutarono. Di conseguenza, Pericle emanò un decreto inviando una spedizione a Samo.[31]

La campagna si rivelò difficile e gli ateniesi dovettero sopportare gravi perdite prima della sconfitta di Samo. Secondo Plutarco, si pensava che Aspasia, che era originaria di Mileto, fosse responsabile della Guerra Samiana e che Pericle, per gratificarla, avesse deciso di schierarsi contro e attaccare Samo.[18]

Aristofane, Gli acarnesi, versi 523–533

«Finora il male non è stato grave e noi siamo state le uniche vittime. Ma adesso alcuni giovani ubriachi vanno a Megara e portano via la cortigiana Simeta. E i megaresi, a loro volta, scappano con due prostitute dalla casa di Aspasia; così per tre puttane, Grecia scoppia in fiamme. Poi Pericle, incendiato dall'ira sulla sua altezza Olimpica, lancia i fulmini, scatena i tuoni, sconvolge la Grecia ed emana un editto che suona come una canzone: "Che i megaresi siano banditi sia dalla nostra terra che dal nostro mercato, sia dal mare che dal continente"

Secondo alcuni racconti successivi, prima che scoppiasse la Guerra del Peloponneso (431 a.C. - 404 a.C.), Pericle, alcuni dei suoi più stretti collaboratori (tra cui il filosofo Anassagora e lo scultore Fidia) e Aspasia, affrontarono una serie di attacchi personali e legali. Aspasia, in particolare, fu accusata di corrompere le donne di Atene al fine di soddisfare le perversioni di Pericle.[32] Secondo Plutarco, fu messa sotto processo per empietà, con il poeta comico Ermippo come querelante.[34][35] La natura storica dei conti su questi eventi è contestata, e sembra che nessun danno le sia stato recato come conseguenza.[36]

Aristofane, nella sua opera Gli acarnesi, incolpa Aspasia per aver causato la Guerra del Peloponneso. Egli sostiene che il decreto di Megara di Pericle, che escludeva Megara dal commercio con Atene o i suoi alleati, fu una rappresaglia nei confronti dei megaresi per le prostitute rapite dalla casa di Aspasia.[13] Il ritratto che Aristofane fa di Aspasia, come responsabile per motivi personali dello scoppio della guerra con Sparta, potrebbe riflettere il ricordo del precedente episodio che coinvolse Mileto e Samo.[37] Plutarco riporta anche i commenti scherni di altri poeti comici, come Eupoli e Cratino.[18] Secondo Podlecki, Duride sembra aver proposto l'idea che Aspasia avesse instigato sia la Guerra di Samo che quella del Peloponneso.[38]

Aspasia è stata soprannominata la "Nuova Onfale", "Deianira", [40] "Era"[42] e "Elena"[44][45] Ulteriori attacchi alla relazione tra Pericle e Aspasia sono riportati da Ateneo.[46] Anche il figlio di Pericle, Santippo, che aveva ambizioni politiche, non ha esitato a calunniare il padre per i suoi affari interni.[47]

Ultimi anni e morte[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Pericle, Altes Museum, Berlino.

Nel 429 a.C. durante la peste di Atene, Pericle assistette alla morte di sua sorella e di entrambi i suoi figli legittimi, Paralo e Santippo, avuti dalla sua prima moglie. Con la morale a pezzi scoppiò in lacrime, e neanche la compagnia di Aspasia lo poté confortare. Poco prima della sua morte, gli ateniesi concessero un cambiamento della legge di cittadinanza del 451 a.C. che permise di diventare cittadino a suo figlio mezzo-ateniese avuto con Aspasia, e di legittimare lei,[48] una decisione alquanto sorprendente, considerando che fu Pericle stesso a proporre la legge che confinava la cittadinanza solo a coloro che avevano genitori entrambi ateniesi.[49] Pericle morì di peste nell'autunno del 429 a.C.

Plutarco cita Eschine Socratico, che scrisse un dialogo su Aspasia (oggi perduto) secondo il quale, dopo la morte di Pericle, Aspasia visse con Lisicle, uno stratega ateniese e leader democratico, con il quale ebbe un altro figlio e inoltre, contribuì a renderlo il primo uomo di Atene.[50][18] Lisicle fu ucciso in battaglia nel 428 a.C., durante una spedizione di riscossione delle sovvenzoni imposte agli alleati.[51][52] Con la morte di Lisicle, le annotazioni contemporanee finirono.[28] Non si sa se Aspasia fosse viva quando suo figlio Pericle fu eletto generale, o quando fu giustiziato dopo la Battaglia delle Arginuse. La maggior parte degli storici indica la data di morte di Aspasia (circa 401 a.C. - 400 a.C.), basandosi sulla constatazione che fosse avvenuta prima dell'esecuzione di Socrate nel 399 a.C., una cronologia implicata nella struttura di Aspasia di Eschine.[1][3]

Fonti nelle opere filosofiche[modifica | modifica wikitesto]

Opere antiche[modifica | modifica wikitesto]

Aspasia compare negli scritti filosofici di Platone, Senofonte, Eschine Socratico e Antistene. Qualche studioso afferma che Platone rimase colpito dalla sua intelligenza e arguzia e basò su di lei il suo personaggio Diotima nel Simposio, mentre altri ipotizzano che Diotima fosse in reltà una figura storica.[53][54] Secondo Charles Kahn, Professore di Filosofia presso l'Università della Pennsylvania, Diotima è per molti aspetti la risposta di Platone all'Aspasia di Eschine.[55]

Plutarco, Pericle, XXIV

«Ora, dal momento che si pensa che abbia agito in tal modo contro i samiani per gratificare Aspasia, questo potrebbe essere un luogo adatto per porgere la questione su quale grande influenza o potere abbia avuto questa donna, per essere stata in grado di gestire a piacimento gli uomini più importanti dello Stato, e per fornire ai filosofi l'occasione di discuterla in termini esaltati e in maniera approfondita.»

Nel Menesseno, Platone ironizza il rapporto di Aspasia con Pericle,[56] e cita Socrate dichiarando ironicamente che era l'insegnante di molti oratori, e che dal momento in cui Pericle fu istruito da Aspasia, dovrebbe essere diventato più abile nella retorica rispetto a qualcuno educato da Antifonte.[57] Egli attribuisce ad Aspasia anche l'autorità dell'epitaffio, e attacca i suoi contemporanei per la loro venerazione nei confronti di Pericle.[58] Kahn sostiene che Platone avesse preso da Eschine il tema di Aspasia come insegnante di retorica di Pericle e Socrate.[55] L'Aspasia di Platone e la Lisistrata di Aristofane sono due eccezioni alla regola dell'incapacità oratoria delle donne, anche se questi personaggi fittizi ci dicono nulla riguardo allo stato effettivo delle donne di Atene.[59] In particolare Martha L.Rose, Professoressa di Storia presso l'Università statale di Truman, sostiene che "solo nella commedia i cani litigano, gli uccelli governano e le donne declamano".[60] Nei suoi scritti Socratici Senofonte accenna Aspasia due volte: in Memorabili e in Economico. In entrambi i casi Socrate raccomandata la sua consulenza a Critobolo, figlio di Critone. In Memorabili, Socrate cita Aspasia affermando che il paraninfo dovrebbe riportare con sincerità le buone caratteristiche dell'uomo.[61] In Economico, Socrate si riferisce ad Aspasia come la più informata sulla gestione domestica e sulla collaborazione economica tra marito e moglie.[62]

Dipinto di Hector Leroux (1682–1740), che raffigura Pericle e Aspasia mentre ammirano la statua di Atena nello studio di Fidia.

Sia Eschine che Antistene, chiamarono un dialogo socratico con il nome di Aspasia (di cui sono sopravvissuti solo alcuni frammenti). Le nostre fonti principali per Aspasia di Eschine Socratico sono Ateneo, Plutarco e Cicerone. Nel dialogo, Socrate consiglia a Callia di mandare ad istruire suo figlio Ipponico da Aspasia. Quando Callia indietreggia all'idea di un'insegnante femmina, Socrate fa notare che Aspasia aveva influenzato positivamente Pericle, e dopo la sua morte, anche Lisicle. In una sezione del dialogo conservata in lingua latina da Cicerone, Aspasia appare come una "femmina socratica", facendosi consultare prima della moglie di Senofonte, e in seguito da Senofonte stesso (il Senofonte in questione non è il famoso storico), per acquisire virtù attraverso la conoscenza di se stessi.[55][63] Eschine presenta Aspasia come una maestra e ispiratrice di eccellenza, legando queste virtù al suo stato di etera.[26] Per Kahn, ogni singolo episodio dell'Aspasia di Eschine non è solo fittizio, ma persino incredibile.[64] Dell'Aspasia di Antistene esistono solo due o tre citazioni.[1] Questo dialogo contiene molte calunnie, ma anche aneddoti riguardanti la biografia di Pericle.[65] Sembra che Antistene non abbia attaccato solo Aspasia, ma l'intera famiglia di Pericle, compresi i suoi figli. Il filosofo pensa che il grande stratega abbia scelto una vita di piaceri a discapito della virtù.[66] Pertanto, Aspasia è rappresentata come la personificazione di una vita di indulgenza sessuale.[26]

Letteratura moderna[modifica | modifica wikitesto]

Autoritratto di Marie Bouliard come Aspasia, 1794, Musée d'Arras.

Aspasia appare in diverse opere significative della letteratura moderna. Il suo legame romantico con Pericle ha ispirato alcuni dei più famosi poeti e romanzieri degli ultimi secoli. In particolare, gli autori romantici del XIX secolo e i romanzieri storici del XX secolo trovarono nella loro storia d'amore un'inesauribile fonte di ispirazione. Nel 1835 Lydia Child, un'abolizionista, romanziera e giornalista americana, pubblicò Philothea, un romanzo classico ambientato ai tempi di Pericle e Aspasia. Questo libro è considerato come l'opera più elaborata e di maggior successo dell'autrice, in quanto i personaggi femminili, in particolare Aspasia, sono rappresentati con grande bellezza e delicatezza.[67]

Nel 1836, lo scrittore e poeta inglese Walter Savage Landor, pubblicò Pericle e Aspasia, uno dei suoi libri più famosi. Pericle e Aspasia è una descrizione di Atene in epoca classica attraverso una serie di lettere immaginarie, contenenti numerose poesie. Le lettere sono spesso infedeli alla storia reale, ma cercano di cogliere lo spirito del Secolo di Pericle.[68] Robert Hamerling è un altro poeta e romanziere che fu ispirato dalla personalità di Aspasia. Nel 1876 pubblicò il suo romanzo Aspasia, un libro sull'etica e sui costumi del Secolo di Pericle, e un'opera di interesse morale storico-culturale.

Il poeta italiano Giacomo Leopardi, influenzato dal romanticismo, pubblicò una serie di componimenti poetici col nome di Ciclo di Aspasia. Nel componimento di queste poesie, Leopardi fu ispirato dalla traumatica vicenda d'amore disperato e non corrisposto per Fanny Targioni Tozzetti. Leopardi chiamò questa donna con lo pseudonimo di Aspasia, riprendendo il nome della compagna di Pericle.[69]

Nel 1918, il romanziere e drammaturgo George Cram Cook produsse la sua prima opera di teatro completa, The Athenian Women (Le donne ateniesi, un adattamento di Lisistrata[70]) in cui si ritrae Aspasia che dirige una lotta per la pace.[71] Cook espose un tema contro la guerra in un contesto ambientato nell'antica Grecia.[72] La scrittrice americana Gertrude Atherton nel suo The Immortal Marriage (Il matrimonio immortale, 1927), tratta la storia di Pericle e Aspasia e illustra il periodo della Guerra di Samo, della Guerra del Peloponneso e della peste di Atene. Glory and the Lightning (Gloria e splendore, 1974) di Taylor Caldwell è un altro romanzo che ritrae il rapporto storico di Aspasia e Pericle.[73]

Fama e valorizzazione del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Aspasia è strettamente legato alla gloria e alla fama di Pericle.[74] Plutarco accetta che aspasia fosse una figura politicamente ed intellettualmente significativa, e manifesta la sua ammirazione per una donna che "gestiva a piacimento gli uomini più importanti dello Stato, forniva ai filosofi l'occasione di discuterla in termini esaltati e in maniera approfondita".[18] Il biografo dice che Aspasia divenne così famosa che anche Ciro il Giovane, che andò in guerra con il re Artaserse II di Persia, dette il suo nome ad una delle sue concubine, che prima si chiamava Milto. Quando Ciro cadde in battaglia, questa donna fu catturata dal re e con lui acquisì una grande influenza.[18] Luciano attribuisce ad Aspasia l'epiteto di "modello di saggezza", "l'ammirata dell'ammirevole Olimpico", e loda "la sua conoscenza e intuizione politica, la sua astuzia e profondità".[75] Un testo siriaca, secondo il quale Aspasia compose un discorso e incaricò un uomo a leggerlo per lei nei tribunali, conferma la fama retorica di Aspasia.[76] Secondo la Suda, un'enciclopedia bizantina del X secolo, Aspasia fu "abile per quanto riguarda le parole", una sofista e una maestra di retorica.[77]

Luciano, Studio di un ritratto, XVII

«Ora devo descrivere la "Sapienza"; e qui avrò occasione di usare vari modelli, la maggior parte dei quali antichi; uno proviene, come la signora stessa, dalla Ionia. Gli artisti saranno Eschino e Socrate il suo maestro, i pittori più realistici, perché il loro cuore stava nelle loro opere. Non potevamo scegliere un modello di saggezza migliore di quello di Aspasia di Mileto, l'ammirata dell'ammirevole "Olimpico"; la sua conoscenza e intuizione politica, la sua astuzia e profondità, saranno tutte trasferite sulle nostre tele nella loro misura perfetta. Tuttavia, Aspasia è conservata a noi solo in miniatura: le nostre proporzioni dovrebbero essere quelle di un colosso.»

Sulla base di tali valutazioni, ricercatrici come Cheryl Glenn, Professoressa presso l'Università statale della Pennsylvania, sostengono che Aspasia sembra essere stata l'unica donna nella Grecia classica ad essersi distinta nella sfera pubblica, e dovrebbe aver influenzato Pericle nella composizione dei suoi discorsi.[78] Alcuni studiosi ritengono che Aspasia avesse aperto un'accademia per giovani donne di buona famiglia o addirittura inventato il metodo socratico.[79][80] Tuttavia, Robert W. Wallace, Professore di Studi classici presso la Northwestern University, sottolinea che "non possiamo accettare come storica la battuta che Aspasia insegnò a Pericle come parlare, e quindi, che era una maestra di retorica o filosofa". Secondo Wallace, il ruolo intellettuale di Aspasia datole da Platone, potrebbe essere derivato dalla commedia.[19]

Kagan descrive Aspasia come "una giovane donna bella, indipendente, brillantemente arguta, in grado di tenere conversazioni con le migliori menti della Grecia e di discutere e illuminare ogni tipo di questione con suo marito."[81] Roger Just, un classicista e Professore di Antropologia sociale presso l'Università del Kent, ritiene che Aspasia fosse una figura eccezionale, ma il suo caso unico non è sufficiente a sottolineare il fatto che ogni donna, per diventare intellettualmente e socialmente pari di un uomo, avrebbe dovuto essere una etera.[14] Secondo Sr. Prudence Allen, un filosofo e Professore di seminario, Aspasia spostò il potenziale delle donne per diventare filosofe, un passo avanti rispetto alle ispirazioni poetiche di Saffo.[56]

In arte[modifica | modifica wikitesto]

L'installazione d'arte The Dinner Party del 1979 da parte della femminista Judy Chicago, tra le 39 raffigurazioni, riserva un posto anche per Aspasia.[82]

Accuratezza delle fonti storiche[modifica | modifica wikitesto]

Come sottolinea Jona Lendering, il problema principale che rimane, è che la maggior parte delle cose che sappiamo su Aspasia si basano su semplici ipotesi.[83] Tucidide non la menziona; le nostre uniche fonti sono le rappresentazioni e le speculazioni inaffidabili registrate in letteratura e filosofia da autori, i quali non si interessavano affatto di Aspasia come un personaggio storico.[19][59] Pertanto, della figura di Aspasia, otteniamo una serie di rappresentazioni contraddittorie; lei è sia una buona moglie come Teano, sia la combinazione di una cortigiana e una prostituta come Targelia.[84] Questa è la ragione per cui gli studiosi moderni esprimono il loro scetticismo nei confronti della storicità della vita di Aspasia.[19]

Secondo Wallace, "per noi Aspasia possiede e può possedere quasi nessuna realtà storica".[19] Per questo, Madeleine M. Henry, Professoressa di Studi classici presso l'Università statale dell'Iowa, sostiene che "gli aneddoti biografici emersi nell'antichità su Aspasia sono freneticamente colorati, quasi del tutto inverificabili, e ancora vivi e vegeti nel ventesimo secolo". Infine, conclude che "è possibile illustrare solo scarse ipotesi della sua vita".[85] Secondo Charles W. Fornara e Loren J. Samons II, Professori di Studi classici e di Storia, "può ben essere, per quanto ne sappiamo, che la vera Aspasia fosse ancora meglio della sua controparte immaginaria".[45]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g D. Nails, The People of Plato, Hackett Publishing pp 58–59
  2. ^ P. O'Grady, Aspasia of Miletus
  3. ^ a b A.E. Taylor, Plato: The Man and his Work, 41
  4. ^ M. Henry, Prisoner of History, 9
  5. ^ Secondo Debra Nails, Professoressa di Filosofia presso l'Università statale del Michigan, se Aspasia non fosse stata una donna libera, il decreto per legittimare suo figlio avuto da Pericle e il successivo matrimonio con Lisicle (Nails presume che Aspasia e Lisicle fossero sposati) sarebbe sicuramente stato impossibile.[1]
  6. ^ J. Lendering, Aspasia of Miletus livius.org
  7. ^ P.J. Bicknell, Axiochus Alkibiadou, Aspasia and Aspasios.
  8. ^ Sue Blundell, Women in Ancient Greece, 1995
  9. ^ a b M. Henry, Prisoner of History, 138–139
  10. ^ N. Loraux, Aspasie, l'étrangère, l'intellectuelle, 133–164
  11. ^ a b c Fornara-Samons, Athens from Cleisthenes to Pericles, 30
  12. ^ Henry considera calunnia i resoconti di antichi scrittori e di poeti comici per i quali Aspasia era una custode di bordello e una prostituta. Egli ritiene che queste sortite comiche fossero intente a ridicolizzare la leadership di Atene, e fossero basate sul fatto che a Pericle fu impedito di sposare Aspasia a causa di una legge sulla cittadinanza emanata da lui stesso.[9] Per queste ragioni, la storica Nicole Loraux mette in dubbio la testimonianza degli scrittori antichi, per i quali Aspasia era una etera o una cortigiana.[10] Anche Fornara e Samons respingono la tradizione del V secolo a.C. secondo cui Aspasia era una prostituta e gestiva un bordello.[11]
  13. ^ a b Aristofane, Gli acarnesi, 523-527
  14. ^ a b c R. Just, Women in Athenian Law and Life",144
  15. ^ a b Aspasia, in Encyclopaedia Britannica, 2002.
  16. ^ A. Southall, The City in Time and Space, 63
  17. ^ B. Arkins, Sexuality in Fifth-Century Athens
  18. ^ a b c d e f g Plutarco, Pericle, XXIV
  19. ^ a b c d e R.W. Wallace, Review of Henry's book
  20. ^ M. Henry, Prisoner of History, 21
  21. ^ W. Smith, A History of Greece, 261
  22. ^ A. W. Gomme, Essays in Greek History & Literature, 104
  23. ^ Fornara e Samons assumono che Pericle avesse sposato Aspasia, ma la sua legge sulla cittadinanza la dichiarò una coniuge non valida.[11] Wallace sostiene che sposando Aspasia, sempre se lo avesse fatto, Pericle stesse continuando una distinta tradizione aristocratica ateniese, per la quale si dovevano sposare stranieri ben collegati.[19] Henry ritiene che la sua stessa legge sulla cittadinanza impedì a Pericle di sposare Aspasia; così ha dovuto conviverci in uno stato di coppia non sposata.[9] Henry sostiene, sulla base di un passo di una commedia, che Aspasia fosse probabilmente una pallake, vale a dire una concubina.[20] Secondo lo storico William Smith, la relazione tra Aspasia e Pericle era "l' analogo del matrimonio morganatico delle principesse moderne".[21] Lo storico Arnold W. Gomme sottolinea che "i suoi contemporanei parlavano di Pericle come se fosse sposato con Aspasia".[22]
  24. ^ M. Ostwald, Athens as a Cultural Center, 310
  25. ^ P.A. Stadter, A Commentary on Plutarch's Pericles, 239
  26. ^ a b c C.H. Kahn, Aeschines on Socratic Eros, 96–99
  27. ^ Secondo Kahn, storie come le visite ad Aspasia di Socrate insieme alle mogli dei suoi amici, e il legame tra Lisicle e Aspasia, non sono da considerare di carattere storico. Egli ritiene che Eschine fosse indifferente all'attendibilità delle sue storie ateniesi, e che queste storie devono essere state inventate dal momento in cui era stata dimenticata la data della morte di Lisicle, ma la sua occupazione veniva ancora ricordata.[26]
  28. ^ a b H. G. Adams, A Cyclopaedia of Female Biography, 75–76
  29. ^ a b D. Kagan, The Outbreak of the Peloponnesian War, 197
  30. ^ Tucidide, I, 115
  31. ^ Plutarco, Pericle, XXV
  32. ^ Kagan stima che se il processo di Aspasia fosse veramente accaduto, "abbiamo maggior ragione di credere che sia successo nel 438 a.C. che in qualsiasi altro momento."[29]
  33. ^ J.F. McGlew, Citizens on Stage, 53
  34. ^ Secondo James F. McGlew, professore presso l'Università statale dell'Iowa, non è molto probabile che l'accusa contro Aspasia sia stata fatta da Ermippo. Egli ritiene che "Plutarco o le sue fonti abbiano confuso i tribunali e il teatro".[33]
  35. ^ Plutarco, Pericle, XXXII
  36. ^ Jakub Filonik, Athenian impiety trials: a reappraisal, in Dike, nº 16, 2013, pp. 26-33, DOI:10.13130/1128-8221/4290.
  37. ^ a b A. Powell, The Greek World, 259–261
  38. ^ A.J. Podlecki, Pericles and his Circle, 126
  39. ^ a b c P.A. Stadter, A Commentary on Plutarch's Pericles, 240
  40. ^ Onfale e Deianira erano rispettivamente la regina di Lidia che tenne Eracle come schiavo per un anno, e la sua paziente moglie. I drammaturghi ateniesi coltivarono un grande interesse per Onfale dalla metà del V secolo a.C. I comici parodiavano Pericle facendolo sembrare un Eracle sotto il controllo di una Onfale come Aspasia.[39] Aspasia fu chiamata "Onfale" ne I Cheironei di Cratino o ne I Filoi di Eupoli.[37]
  41. ^ Aristofane, Gli acarnesi, 528–531 e Diodoro, XII, 40
  42. ^ Come moglie di Pericle "Olimpico".[39] Gli scrittori antichi greci chiamavano Pericle "Olimpico" perché stava "fulminando, tuonando ed eccitato la Grecia" e portava le armi di Zeus mentre parlava.[41]
  43. ^ M. Padilla, "Labor's Love Lost: Ponos and Eros in the Trachiniae" paper presentato al 95° Incontro Annuale della Classical Association of the Middle West and South, Cleveland, Ohio, Aprile 14–17, 1999 Template:Webarchive
  44. ^ Cratino (in Dyonisalexandros) assimila Pericle e Aspasia alle figure "fuorilegge" di Paride e Elena; così come Paride causò la guerra con lo spartano Menelao a causa del suo desiderio per Elena, anche Pericle, influenzato dalla straniera Aspasia, coinvolse Atene in una guerra con Sparta.[43] Anche Eupoli chiamò Aspasia Elena nei Prospaltii.[39]
  45. ^ a b Fornara-Samons, Athens from Cleisthenes to Pericles, 162–166
  46. ^ Ateneo, Deipnosophistae, 533c-d
  47. ^ Plutarco, Pericle, XXXVI
  48. ^ Plutarco, Pericle, Vite Parallele con una traduzione in inglese a cura di Bernadotte Perrin. Cambridge, MA. Harvard University Press. London. William Heinemann Ltd. 1914. 2 XXXVII
  49. ^ W. Smith, A History of Greece, 271
  50. ^ Secondo Debra Nails, Professoressa di Filosofia presso l'Università statale del Michigan, se Aspasia non fosse stata una donna libera, il decreto per legittimare suo figlio avuto da Pericle e il successivo matrimonio con Lisicle (Nails presume che Aspasia e Lisicle fossero sposati) sarebbe sicuramente stato impossibile.[1]
  51. ^ Tucidide, III, Capitolo 19 Sezione 2
  52. ^ N.G.L Hammond, H.H. Scullard (eds.), The Oxford Classical Dictionary 2nd ed., 131
  53. ^ K. Wider, Women philosophers in the Ancient Greek World, 21–62
  54. ^ I. Sykoutris, Symposium (Introduction and Comments), 152–153
  55. ^ a b c C.H. Kahn, Plato and the Socratic Dialogue, 26–27
  56. ^ a b P. Allen, The Concept of Woman, 29–30
  57. ^ Platone, Menessene, 236a
  58. ^ S. Monoson, Plato's Democratic Entanglements, 182–186
  59. ^ a b K. Rothwell, Politics & Persuasion in Aristophanes' Ecclesiazusae, 22
  60. ^ M.L. Rose, The Staff of Oedipus, 62
  61. ^ Senofonte, Memorabili, 2, 6.36
  62. ^ Senofonte, Economico, 3.14
  63. ^ Cicerone, De inventione, I, 51–53
  64. ^ C.H. Kahn, Plato and the Socratic Dialogue, 34
  65. ^ Bolansée-Schepens-Theys-Engels, Biographie, 104
  66. ^ C.H. Kahn, Plato and the Socratic Dialogue, 9
  67. ^ E.A. Duyckinc-G.L. Duyckinck, Cyclopedia of American Literature, 198
  68. ^ R. MacDonald Alden, Readings in English Prose, 195
  69. ^ M. Brose, A Companion to European Romanticism, 271
  70. ^ Judith E. Barlow, Women Writers of the Provincetown Players: A Collection of Short Works, p. 321.
  71. ^ D.D. Anderson, The Literature of the Midwest, 120
  72. ^ M Noe, "Susan Glaspell's Analysis of the Midwestern Character" Books at Iowa 27 Novembre 1977
  73. ^ L.A. Tritle, The Peloponnesian War, 199
  74. ^ K. Paparrigopoulos, Ab, 220
  75. ^ Luciano, Studio di un ritratto, XVII
  76. ^ L. McClure, Spoken like a Woman, 20
  77. ^ Suda, articolo Aspasia
  78. ^ C. Glenn, Remapping Rhetorical Territory , 180–199
  79. ^ C. Glenn, Locating Aspasia on the Rhetorical Map, 23
  80. ^ Jarratt-Onq, Aspasia: Rhetoric, Gender, and Colonial Ideology, 9–24
  81. ^ D.Kagan, Pericles of Athens and the Birth of Democracy, 182
  82. ^ Place Settings. Brooklyn Museum. Retrieved on 2015-08-06.
  83. ^ Aspasia of Miletus livius.org
  84. ^ J.E. Taylor, Jewish Women Philosophers of First-Century Alexandria, 187
  85. ^ M. Henry, Prisoner of History, 3, 10, 127–128

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie (greche e romane)
Fonti secondarie
  • (EN) Henry Gardiner Adams, Aspasia, in A Cyclopaedia of Female Biography, London, Groombridge and Sons, 1857.
  • (EN) Raymond MacDonald Alden, Walter Savage Landor, in Readings in English Prose of the Nineteenth Century, Kessinger Publishing, 2005 [1917], ISBN 0-8229-5553-9.
  • (EN) Prudence Allen, The Pluralists: Aspasia, in The Concept of Woman: The Aristotelian Revolution, 750 B.C. - A.D. 1250, Wm. B. Eerdmans Publishing, 1997, ISBN 0-8028-4270-4.
  • (EN) D.D. Anderson, The Origins and Development of the Literature of the Midwest, in Dictionary of Midwestern Literature: Volume I: The Authors by Philip A Greasley, Indiana University Press, 2001, ISBN 0-253-33609-0.
  • (EN) Brian Arkins, Sexuality in Fifth-Century Athens, in Classics Ireland, vol. 1, 1994. URL consultato il 29 agosto 2006.
  • (EN) Aspasia, in Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
  • (EN) Peter J. Bicknell, Axiochus Alkibiadou, Aspasia and Aspasios, in "L'Antiquité Classique", vol. 51, nº 3, 1982, pp. 240–250.
  • (EN) Schepens Bolansée, Antisthenes of Athens, in Die Fragmente Der Griechischen Historiker: A. Biography, Brill Academic Publishers, 1989, ISBN 90-04-11094-1.
  • (EN) Margaret Brose, Ugo Foscolo and Giacomo Leopardi: Italy's Classical Romantics, in A Companion to European Romanticism, Blackwell Publishing, 2005, ISBN 1-4051-1039-2.
  • (EN) Duyckinc, E.A. Duyckinck, G.L., Cyclopedia of American Literature, C. Scribner, 1856.
  • (EN) Loren J. Samons II, Athens from Cleisthenes to Pericles, Berkeley, University of California Press, 1991.
  • (EN) Cheryl Glenn, Locating Aspasia on the Rhetorical Map, in Listening to Their Voices, Univ of South Carolina Press, 1997, ISBN 1-57003-172-X.
  • Cheryl Glenn, Sex, Lies, and Manuscript: Refiguring Aspasia in the History of Rhetoric, in "Composition and Communication", vol. 45, nº 4, 1994, pp. 180–199.
  • (EN) Arnold W. Gomme, The Position of Women in Athens in the Fifth and Fourth Centuries BC, in Essays in Greek History & Literature, Ayer Publishing, 1977, ISBN 0-8369-0481-8.
  • (EN) N.G.L. Hammond, The Oxford Classical Dictionary, 2ª ed., London, Oxford University Press, 1970, ISBN 978-0-19-869117-4.
  • (EN) Madeleine M. Henry, Prisoner of History. Aspasia of Miletus and her Biographical Tradition, Oxford University Press, 1995, ISBN 0-19-508712-7.
  • (EN) Donald Kagan, Pericles of Athens and the Birth of Democracy, The Free Press, 1991, ISBN 0-684-86395-2.
  • (EN) Donald Kagan, Athenian Politics on the Eve of the War, in The Outbreak of the Peloponnesian War, Ithaca: Cornell University Press, 1989, ISBN 0-8014-9556-3.
  • (EN) Charles H. Kahn, Antisthenes, in Plato and the Socratic Dialogue, Cambridge University Press, 1997, ISBN 0-521-64830-0.
  • (EN) Charles H. Kahn, Aeschines on Socratic Eros, in The Socratic Movement, Cornell University Press, 1994, ISBN 0-8014-9903-8.
  • (EN) Roger Just, Personal Relationships, in Women in Athenian Law and Life, Routledge (UK), 1991, ISBN 0-415-05841-4.
  • (FR) Nicole Loraux, Aspasie, l'étrangère, l'intellectuelle, in La Grèce au Féminin, Belles Lettres, 2003, ISBN 2-251-38048-5.
  • (IT) Mazzon, Daniela, Aspasia maestra e amante di Pericle, EdizioniAnordest, 2011 isbn EAN9788896742280
  • (IT) Mazzon, Daniela, Desiderata Aspasia. Rapsodia mediterranea, dramma di un atto, 2012
  • (EN) Laura McClure, The City of Words: Speech in the Athenian Polis, in Spoken Like a Woman: Speech and Gender in Athenian Drama, Princeton University Press, 1999, ISBN 0-691-01730-1.
  • (EN) James F. McGlew, Exposing Hypocrisie: Pericles and Cratinus' Dionysalexandros, in Citizens on Stage: Comedy and Political Culture in the Athenian Democracy, University of Michigan Press, 2002, ISBN 0-472-11285-6.
  • (EN) Sara Monoson, Plato's Opposition to the Veneration of Pericles, in Plato's Democratic Entanglements, Hackett Publishing, 2002, ISBN 0-691-04366-3.
  • (EN) Debra Nails, The People of Plato: A Prosopography of Plato and Other Socratics, Princeton University Press, 2000, ISBN 0-87220-564-9.
  • (EN) Andrea A Lunsford e Susan Jarratt, Aspasia: Rhetoric, Gender, and Colonial Ideology, in Reclaiming Rhetorica, Pittsburgh, University of Pittsburgh Press, 1995, ISBN 0-7661-9484-1.
  • (EN) M. Ostwald, John Boardman e J. K. Davies, Athens as a Cultural Center, in The Cambridge Ancient History, Volume V, Cambridge University Press, 1992, ISBN 0-521-23347-X.
  • (GRC) Konstantinos Paparrigopoulos, History of the Hellenic Nation (Volume Ab), Eleftheroudakis, 1925.
  • (EN) A.J. Podlecki, Perikles and His Circle, Routledge (UK), 1997, ISBN 0-415-06794-4.
  • (EN) Anton Powell, Athens' Pretty Face: Anti-feminine Rhetoric and Fifth-century Controversy over the Parthenon, in The Greek World, Routledge (UK), 1995, ISBN 0-415-06031-1.
  • (EN) Martha L. Rose, Demosthenes' Stutter: Overcoming Impairment, in The Staff of Oedipus, University of Michigan Press, 2003, ISBN 0-472-11339-9.
  • (EN) Kenneth Sprague Rothwell, Critical Problems in the Ecclesiazusae, in Politics and Persuasion in Aristophanes' Ecclesiazusae, Brill Academic Publishers, 1990, ISBN 90-04-09185-8.
  • (EN) William Smith, Death and Character of Pericles, in A History of Greece, R. B. Collins, 1855.
  • (EN) Aidan Southall, Greece and Rome, in The City in Time and Space, Cambridge University Press, 1999, ISBN 0-521-78432-8.
  • (EN) Philip A. Stadter, A Commentary on Plutarch's Pericles, University of North Carolina Press, 1989, ISBN 0-8078-1861-5.
  • (EL) Ioannis Sykoutris, Symposium (Introduction and Comments), Estia, 1934.
  • (EN) A. E. Taylor, Minor Socratic Dialogues: Hippias Major, Hippias Minor, Ion, Menexenus, in Plato: The Man and His Work, Courier Dover Publications, 2001, ISBN 0-486-41605-4.
  • (EN) Joan E. Taylor, Greece and Rome, in Jewish Women Philosophers of First-Century Alexandria, Oxford University Press, 2004, ISBN 0-19-925961-5.
  • (EN) Lawrence A. Tritle, Annotated Bibliography, in The Peloponnesian War, Greenwood Press, 2004, ISBN 0-313-32499-9.
  • (EN) Kathleen Wider, Women philosophers in the Ancient Greek World: Donning the Mantle, in Hypatia: A Journal of Feminist Philosophy, vol. 1, nº 1, 1986, pp. 21–62.
Ulteriori letture
  • (EN) Gertrude Atherton, The Immortal Marriage, Kessinger Publishing, 2004, ISBN 1-4179-1559-5.
  • (FR) Louis Becq de Fouquières, Aspasie de Milet, Didier, 1872.
  • Cozzi Cecilia, Aspasia, storia di una donna, David and Matthaus, 2014, ISBN 978-88-98899-01-2.
  • (EN) K.J. Dover, The Freedom of the Intellectual in Greek Society, in Greeks and Their Legacy, New York, Blackwell, 1988.
  • (EN) Louis Hamerling, Aspasia: a Romance of Art and Love in Ancient Hellas, Geo. Gottsberger Peck, 1893.
  • (EN) Walter Savage Landor, Pericles And Aspasia, Kessinger Publishing, 2004, ISBN 0-7661-8958-9.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN168992389 · LCCN: (ENn50002056 · GND: (DE118650718 · CERL: cnp00397391