Ciclo di Aspasia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Canti (Giacomo Leopardi).

Ciclo di Aspasia
AutoreGiacomo Leopardi
1ª ed. originale1834
Generepoesia
Lingua originale italiano

Il Ciclo di Aspasia è una serie di componimenti poetici di Giacomo Leopardi, con temi principali sull'amore e la morte, nonché sulla caduta e la vanità di ogni illusione.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

L'ispirazione per le liriche proviene dalla traumatica vicenda d'amore vissuta dal poeta con Fanny Targioni Tozzetti, a cui il poeta fa riferimento usando lo pseudonimo di Aspasia. Nell'Antica Grecia, Aspasia di Mileto divenne nota come la concubina di Pericle, la cui vicenda sentimentale troverebbe, nelle intenzioni del poeta recanatese, un corrispettivo nel suo amore per la nobildonna di origini inglesi.

Le poesie che compongono il ciclo sono: Il pensiero dominante, Amore e Morte, Consalvo, A se stesso, Aspasia.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Consalvo[modifica | modifica wikitesto]

Fu scritta da Leopardi nel momento in cui ha avvertito l'amore per Fanny, dopo varie visite al palazzo. L'amore tormentato e bruciante è paragonato a quello del soldato Consalvo del poema Il conquisto di Granata, e il poeta dichiara di andare anche all'inferno, pur di ricevere un bacio d'amore.

Il pensiero dominante[modifica | modifica wikitesto]

Leopardi, tornato a Firenze, conosce la contessina Fanny e se ne innamora immediatamente. Il primo componimento del ciclo apre i sentimenti del poeta, in cui riflette sulla natura dell'amore, definendolo come "principio di vita", in contrapposizione all'odio che distrugge qualsiasi cosa. Leopardi si interroga sul suo stato d'animo, che lo porta ad alienarsi dal mondo e dalla società, mentre è avvinto dalla passione. Leopardi instaura un dialogo con il "pensiero" d'amore per Fanny, concludendo che tale angoscia, benché lo faccia soffrire perché lontano dalla sua amata, lo fortifica e gli dà una ragione per vivere.

Amore e Morte[modifica | modifica wikitesto]

Il sentimento di Amore è collegato a quello della Morte, sostiene nel componimento Leopardi: la poesia venne scritta dopo una lettera inviata alla Tozzetti. Il poeta descrive i due volti del sentimento passionale legandosi alla mitologia greca di Eros e Thanatos, ed espone lo stato d'animo dell'innamorato, che dopo aver provato la prima grande passione amorosa, vinto dalla sofferenza, è condotto a desiderare la morte stessa per finire di patire. Per Leopardi il vero sentimento d'amore è nobile ed appartiene alla gente colta, e non alla vile plebe. Essendo dunque Amore e Morte collegati, essi creano l'immagini della fanciulla amata dal poeta, che è descritta in maniera positiva, ed invocata con forza, affinché porti sollievo al dolore con la fine della vita terrena.

A se stesso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: A se stesso.

Si tratta della poesia più struggente della raccolta: Leopardi ha compreso l'impossibilità della relazione amorosa, e si sfoga contro la sua esistenza stessa, dopo aver tranquillizzato il suo "cuore" (sede dei sentimenti più puri) riguardo alla sofferenza provata nei momenti di attesa. Leopardi coglie l'attimo per elaborare nuovamente le sue tesi sulla malignità della Natura e dell'esistenza umana, che è solo dolore nel mondo "di fango". La fine di tutte le illusioni e dolori dell'uomo consiste soltanto nella morte, dove l'animo non può più essere raggiunto dalle sventura della Natura.

Il componimento è stato di ispirazione per altri autori nel Novecento, essendo stato considerato dalla critica come una poesia precursore dell'ermetismo, dato lo stile molto asciutto, diretto, tendente al verticalismo con gli enjambements.

Aspasia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aspasia (poesia).

Dopo il furore del componimento precedente, Leopardi torna ad analizzare la figura di Fanny, sempre definendola "Aspasia", affidandosi al ricordo per poter snellire la rabbia cieca dell'infelicità della relazione amorosa. Per poter tornare alla quiete della vita, il poeta ammette la sconfitta ed elabora un commiato con tale figura "errata" della contessa, che il poeta nobilitò e paragonò alla Bellezza.

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura