Parco Vergiliano a Piedigrotta

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Coordinate: 40°49′48.3″N 14°13′03.8″E / 40.830083°N 14.217721°E40.830083; 14.217721

(LA)

« Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope […] »

(IT)

« Mantova mi generò, la Calabria mi rapì, e ora mi tiene Napoli […] »

(Epitaffio di Virgilio)
Veduta del parco

Il Parco Vergiliano a Piedigrotta (altrimenti detto Parco della tomba di Virgilio), da non confondere con il parco Virgiliano del quartiere Posillipo, è un parco di Napoli, situato in salita della Grotta, nella zona di Piedigrotta, dietro l'omonima chiesa, famoso perché contiene le spoglie di Giacomo Leopardi e di Virgilio.

Nel 2016 il sito ha fatto registrare 23 479 visitatori[1].

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

A lungo è stato di proprietà privata ma è poi stato acquisito dallo Stato dopo l'Unità d'Italia. Fu risistemato nel 1885, in occasione dell'apertura dell'odierna galleria delle Quattro Giornate, ma fu solo intorno al 1930, in occasione del bimillenario delle Celebrazioni Virgiliane, è diventato Parco. È stato sistemato secondo l'attuale itinerario per volontà del latinista e archeologo Enrico Cocchia, e restaurato e riaperto al pubblico nel 1976. È monumento nazionale.

La tomba di Virgilio

Nel parco è presente il cenotafio di Virgilio, un colombario di età romana, tradizionalmente ritenuto la tomba del poeta. Inoltre ospita, dal 22 febbraio 1939, la tomba di Giacomo Leopardi, morto a Napoli e sepolto inizialmente nella chiesa di San Vitale Martire a Fuorigrotta.

L'ingresso al museo è gratuito. Dopo una breve salita ci troviamo di fronte a un enorme Altare: la tomba del celebre poeta Giacomo Leopardi. La tomba è rappresentata da un'alta ara con base quadrata alquanto larga, all'interno di una grotta tufacea.

Sull'ara è presente il nome del poeta e a fianco si trova una stele, incisa sulla pietra, a dimostrare l'attendibilità della tomba da parte del governo italiano, firmata da Vittorio Emanuele III. Infine è collocato nelle vicinanze il primo monumento sepolcrale, posto in precedenza nel pronao della chiesa di San Vitale. Infine è visibile la lapide, sempre proveniente dal pronao, che reca la sanzione da parte di Umberto I della legge approvata nel 1897, per cui la tomba del poeta era dichiarata dalle camere monumento nazionale.

Passeggiando più avanti troviamo a destra la Crypta Neapolitana, detta anche Grotta di Pozzuoli o di Posillipo, imponente galleria d'epoca romana che collega Mergellina con Fuorigrotta (attualmente detta galleria è in fase di restauro). A lato è presente un verso di Leopardi, dedicato al poeta dell'Eneide, Virgilio.

Sulla strada verso la grotta si nota sulla sinistra un'edicola in piperno che mostra due lapidi fatte porre nel 1668 dal viceré Pietro Antonio d'Aragona. Queste lapidi elencano le malattie che potevano essere curate grazie alle acque termali presenti nell'area flegrea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati visitatori dei siti museali italiani statali nel 2016 (PDF), beniculturali.it. URL consultato il 17 gennaio 2017..

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