Apocalypto

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Apocalypto
Apocalypton.png
Una scena del film
Titolo originale Apocalypto
Lingua originale maya yucateco
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2006
Durata 138 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, storico, avventura, drammatico
Regia Mel Gibson
Soggetto Mel Gibson, Farhad Safinia
Sceneggiatura Mel Gibson, Farhad Safinia
Produttore Bruce Davey, Mel Gibson
Produttore esecutivo Vicki Christianson, Ned Dowd
Fotografia Dean Semler
Montaggio Kevin Stitt, John Wright
Musiche James Horner
Scenografia Tom Sanders
Trucco Vittorio Sodano
Interpreti e personaggi

Apocalypto è un film del 2006 diretto da Mel Gibson.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Una grande civiltà viene conquistata dall'esterno solo quando si è distrutta dall'interno »
(Citazione dopo i titoli di inizio)

In un piccolo villaggio maya dello Yucatán, al tramonto del XV secolo, vivono Zampa di Giaguaro, primogenito del capo del suo villaggio il figlio, la moglie e gli altri abitanti della tribù.

Durante una giornata di caccia il giovane e altri cacciatori incontrano una piccola tribù in fuga guidata da Pesce Cacciatore. Non passerà molto che capiranno il motivo della loro fuga: un gruppo di guerrieri Maya guidato da Lupo Zero e da Occhio Mezzo, proveniente da una grande città Maya (forse Palenque[1], ma più simile a Tikal), attacca i villaggi della foresta per rapire uomini e donne e renderli schiavi nella loro città oppure come vittime sacrificali destinate a placare la collera degli dei, che secondo le loro credenze avevano punito la regione con una tremenda epidemia molto simile alla peste. Il villaggio viene presto aggredito. Gli assalitori distruggono e fanno strage. Zampa di Giaguaro riesce a nascondere moglie e figlio in un pozzo naturale (cenote) dal quale è quasi impossibile uscire senza aiuto esterno e torna a difesa del villaggio; invano; viene infatti catturato assieme a suo padre, Cielo di Selce, che viene ucciso da Occhio Mezzo davanti ai suoi occhi. Il giovane viene risparmiato ma a lui è destinata una sorte ancora più orrenda. Odiato da Occhio Mezzo, che è stato quasi ucciso da lui, Zampa di Giaguaro viene schernito con l'appellativo "Quasi".

Il giorno successivo gli invasori hanno ormai massacrato la popolazione, molestato le donne e catturato i superstiti. Tutti tranne i bambini che vengono lasciati al loro destino. Tra i deportati ci sono Zampa di Giaguaro, suo cognato Spuntato e Pesce Cacciatore con i membri della sua tribù. Prigionieri e aguzzini affrontano un percorso tortuoso di montagna che si apre, da un lato, su un burrone. Durante il tragitto un uomo legato accanto a Zampa di Giaguaro scivola e penzola nel vuoto rischiando di trascinare con sé gli altri prigionieri. Con grande fatica i suoi compagni riescono a sollevare l'uomo ferito salvandosi essi stessi dal pericolo di precipitare. Il destino dell'uomo è comunque segnato, viene slegato e spinto giù nel precipizio da Occhio Mezzo. Il gruppo giunge ai primi insediamenti della grande città Maya destinazione finale del viaggio. Poco dopo avviene un incontro con una bambina infetta che si rivela essere una veggente, la quale predice agli invasori la loro sorte:

« Il tempo sacro è vicino. Attenti all'oscurità del giorno; attenti all'uomo che conduce il giaguaro; guardatelo rinascere dal fango e dalla polvere, perché colui dal quale vi sta portando cancellerà il cielo e graffierà la terra. Vi spazzerà via e metterà fine al vostro mondo. Lui è con noi, adesso. »

I prigionieri arrivano stremati nella città tecnologicamente progredita rispetto alla loro ma in cui la popolazione è un'accozaglia di derelitti, malati e accettoni. I prigionieri vengono divisi, I più giovani sono cosparsi di una vernice blu e trascinati in cima a una piramide a gradini dove saranno brutalmente sacrificati da sacerdoti per sanare la sete di sangue del Dio Kukulkán strappando loro il cuore dal petto, decapitandoli e lasciando rotolare a terra i loro corpi. Quando oramai non ci sono speranze improvvisamente si verifica un'eclissi anulare di Sole. La scomparsa della luce sgomenta la massa di uomini e donne accalcata ai piedi della piramide. Per tranquillizzare il popolo rumoreggiante e mantenerne il controllo i sacerdoti annunciano l'evento come "segno di soddisfazione di Kukulkán" per i sacrifici umani da loro sinora effettuati. Il sole torna presto a illuminare la terra.

I prigionieri, oramai inutili per il sacrificio, sono lasciati alla mercé di Lupo Zero. Condotti ai margini della città dovranno correre allo scoperto mentre sono bersagliati dalle lance e frecce dei cacciatori. Occhio Mezzo spiega loro che se arriveranno sani e salvi alla fine dell'area allo scoperto potranno andarsene via liberi. Li slegano e i primi scelti, pur correndo veloci sono presto colpiti. Pietra Tagliata, figlio di Lupo Zero è stato scelto come ultimo uomo per infliggere l'ultimo colpo mortale. Tocca ora a Pesce Cacciatore e a Zampa di Giaguaro. Questi correndo a zig-zag schivano abilmente le prime frecce, ma non tutte. Una freccia frantuma la faccia di Pesce Cacciatore e un'altra ferisce all'addome Zampa di Giaguaro. Pietra Tagliata si avvicina per infierire il colpo finale, ma un suo piede viene improvvisamente ostacolato da uno dei prigionieri precedenti, rimasto ancora vivo. L'imprevisto permette a Zampa di Giaguaro di avere la meglio su Pietra Tagliata, uccidendolo e quindi di raggiungere il margine del campo. un gruppo di 9 cacciatori Maya scattano al suo inseguimento. Il giovane si inoltra in un campo di mais, quindi per nascondersi si immerge in un'immensa fossa comune di fango dove vengono buttati i resti dei prigionieri sacrificati, infine fugge nella fitta foresta. Quando esausto e sanguinante si arrampica sopra il grosso ramo di un albero scopre che sul medesimo tronco ci sono un giaguaro e il suo cucciolo. Braccato ora dal felino corre inconsciamente verso gli inseguitori, ma in modo del tutto fortuito l'animale che lo bracca finirà per assalire e uccidere brutalmente uno degli inseguitori, ignari del motivo per cui Zampa di Giaguaro gli corresse incontro, si erano trovati in mezzo. Uno dei guerrieri Maya, a questo punto, comincia a collegare al prigioniero le parole visionarie della bambina, "l'oscurità del giorno", "un uomo che corre con il giaguaro", considerandole presagio nefasto, ma Lupo Zero, assetato di vendetta per la morte del figlio Pietra Tagliata sprona i rimasti all'inseguimento. Poco dopo, lo stesso guerriero pessimista sarà mortalmente morso da un serpente e lasciato al suo destino dai compagni. Zampa di Giaguaro continua la sua corsa disperata sino al limitare di una cascata e non avendo altre vie di scampo decide di lasciarsi cadere verso il basso riuscendo fortunosamente a sopravvivere al salto. Lo sciamano del gruppo inseguitore pensa che la profezia si sia avverata ma Lupo Zero vuole la sua vendetta e uccide lo sciamano trafiggendone il petto e gettandone il corpo giù dal vertiginoso salto d'acqua. Ordina quindi ai suoi uomini di seguirlo tuffandosi a loro volta: sopravvivono tranne uno di essi che muore impattando contro le rocce del fondo. Zampa di Giaguaro è nuovamente inseguito. Durante la fuga si impantana nelle sabbie mobili, ma riesce a uscirne abilmente. Emergendo dalle sabbie mobili tutto ricoperto di fango, con lo spiccante bianco degli occhi, che gli danno le sembianze del giaguaro grazie al fatto di essere tornato nel suo ambiente, nella foresta dei suoi padri si sente incoraggiato, dimentica ogni paura e si prepara ad affrontare gli inseguitori.

Sua moglie, nel frattempo, inizia ad avvertire le prime contrazioni e cerca invano di uscire dal pozzo.

Zampa di Giaguaro aspetta gli uomini e getta su di loro un nido di vespe per guadagnare tempo e organizzarsi con le risorse che la natura gli offre. Quindi servendosi di una foglia trasformata in cerbottana e di tre spine avvelenate ricavate da una rana velenosa, riesce a colpire uno degli avversari, ma subito viene assalito da Occhio Mezzo che nel frattempo è sopraggiunto richiamato dai lamenti del compagno ormai agonizzante. Zampa di Giaguaro risponde all'attacco decidendo di corrervi incontro per poi inarcarsi in velocità all'ultimo momento e strisciare supino sul terreno, evitando così il micidiale colpo di mazza sferrato dall'avversario e potendo poi afferrare l'analoga arma del guerriero ucciso poco prima; con essa riesce ad avere la meglio, rompendo il cranio di Occhio Mezzo prima che questi si possa girare per ritentare di vibrare un altro fendente. A un tratto scoppia un temporale e il giovane sa che ora non può ritardare a liberare la moglie ed il figlio se non vuole che muoiano annegati.

Ricomincia la corsa ma viene colpito in pieno petto da una freccia lanciatagli da Lupo Zero. Il colpo non è mortale ma gli impedisce di affrontare il suo avversario, ormai pronto a ucciderlo con un pugnale. Fortunatamente Zampa di Giaguaro è vicino al luogo dove è piazzata la trappola che gli uomini del suo villaggio utilizzavano per cacciare tapiri. Lupo Zero, nell'avventarsi contro di lui, fa scattare il marchingegno dotato di punteruoli acuminati, restandone infilzato e ucciso. Il giovane riprende a correre fuggendo ancora dagli ultimi due inseguitori. La moglie quasi completamente sommersa dall'acqua assieme al figlio ha frattanto partorito il suo secondo bambino. Allo stremo delle forze, non resiste e viene infine raggiunto in prossimità della spiaggia, si accascia a terra aspettando la sua fine.

Proprio mentre la vicenda sembra essere arrivata al suo epilogo, il "colpo di scena": sul tratto di mare visibile sono ancorate navi spagnole (forse di Juan de Grijalva), enormi e totalmente estranee ai nativi. Gli inseguitori abbandonano la preda e iniziano ad avvicinarsi al mare per rendersi conto di cosa siano. Zampa di Giaguaro ne approfitta e scompare, ritorna al pozzo appena in tempo per salvare la moglie e i suoi due figli. Quando la donna gli chiede se debbano andare anche loro verso il mare il cacciatore sa che le minacce sono aumentate e risponde che il loro compito è rimanere nella foresta per tentare un nuovo inizio.

Storia del film[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato nella penisola messicana dello Yucatán, tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006; il budget era di circa 40 milioni di dollari; è stato prodotto dalla Icon Entertainment e distribuito negli Stati Uniti dalla Walt Disney Pictures, e in Italia dalla Eagle Pictures.

Il cast, fatta eccezione di Rudy Youngblood, Raoul Trujillo, Jonathan Brewer e Morris Birdyellowhead (tutti interpreti statunitensi di origini native americane), è prevalentemente composto da attori semi-sconosciuti messicani.

Molte delle comparse presenti nella pellicola, inoltre, sono nativi della zona.

Il titolo è una parola greca che significa "rivelare", ma il film non ha connotazioni religiose; probabilmente Gibson si riferisce all'apocalisse provocata dall'arrivo dei conquistadores spagnoli, scena con cui termina il film.

Come il precedente La passione di Cristo, il film non ha titoli di testa, ma solo i titoli di coda.

Violente piogge in Messico hanno ritardato le ultime fasi di post-produzione, tanto che l'uscita del film nei cinema statunitensi è stata rimandata dal 4 agosto all'8 dicembre 2006.

Mel Gibson appare nel primo teaser trailer pubblicato, solo per 2-3 fotogrammi verso il minuto 1:46 con la barba folta e un braccio poggiato sulle spalle degli indigeni truccati di bianco già apparsi in precedenza nel trailer. In una scena si può osservare un singolare metodo di sutura adoperato dalla moglie di Zampa di Giaguaro per chiudere i lembi di una ferita al figlioletto e che consiste nel farli azzannare da formiche dotate di mandibole particolari, che poi vengono decapitate. Un metodo assolutamente identico a quello descritto da Abulcasis, grande chirurgo arabo del X secolo, nonché usanza in voga presso diverse popolazioni indigene delle Americhe.

Quando Lupo Zero grida Io sto camminando qui un albero cade vicino al gruppo, questo è un riferimento al film con Dustin Hoffman Un uomo da marciapiede.

Date di uscita e titoli per l'estero[modifica | modifica wikitesto]

Uscito negli Stati Uniti nel periodo natalizio, sarebbe dovuto uscire in Italia il 15 dicembre ma fu rimandata al 5 gennaio 2007 poiché quello stesso giorno sono usciti i film natalizi Natale a New York e Olé, che avrebbero offuscato gli incassi del film. In Giappone, per motivi sconosciuti, uscì con molto ritardo il 21 luglio 2007.

In Turchia è uscito come Apokalipto, in Bulgaria come Apokalypto, e in Brasile come Apocalipto.

Il 22 maggio 2007 è uscita negli Stati Uniti un'edizione in Blu-ray Disc.

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha suscitato polemiche, fra cui:

  • la descrizione dei Maya è quella di un popolo sanguinario e primitivo e benché esistano notevoli prove storiche, archeologiche e antropologiche sulla numerosità e cruenza dei loro sacrifici, i Maya erano anche un popolo di grande cultura e intelletto e con una profonda cura per l'igiene; ciò non viene rappresentato nel film[2];
  • la scena dell'eclissi che getta nel panico l'intera popolazione Maya, sarebbe in contrasto con le nozioni astronomiche che tale popolo aveva nel suo insieme; tuttavia non è da considerarsi un errore del regista, poiché effettivamente i sacerdoti erano soliti usare le loro conoscenze riguardanti le eclissi per intimorire la popolazione e far credere loro che con sacrifici si possa far risorgere il sole; nella scena, d'altra parte, i sacerdoti sono visibilmente calmi durante l'eclissi, e il loro atteggiamento lascia supporre che siano perfettamente a conoscenza circa la natura del fenomeno;
  • la deformazione storico-temporale del film, dove si rappresentano i Maya durante la scoperta dell'America come una popolazione fiorente e sviluppata, quando invece alla fine del Quattrocento erano quasi completamente decaduti.
  • la presenza di numerose scene di violenza e di immagini disturbanti, spesso ai limiti del gore;

Vi sarebbero poi alcune incongruenze. Durante la notte della fuga di Zampa di Giaguaro, in cielo splende la luna piena (viene chiaramente inquadrata circa a metà del secondo tempo). Il giorno precedente tuttavia c'è stata un'eclissi totale di sole, che può verificarsi solo in condizione di luna nuova (tra la fase di luna nuova e quella di luna piena passano circa 14 giorni).

Censure[modifica | modifica wikitesto]

A causa dei suoi contenuti violenti, molti paesi europei hanno imposto un divieto ai minori al film: i Paesi Bassi ai minori di 16 anni, il Regno Unito ai minori di 18 anni e la Francia ai minori di 12 anni.

Negli Stati Uniti fu pubblicizzato addirittura come un Horror dall'MPAA, e classificato Restricted (vietato ai minori di 17 anni).

In Italia inizialmente venne classificato come "per tutti", ma sconsigliato dalla maggior parte dei cinema; il TAR del Lazio si oppose alla scelta affermando che il film contiene troppe scene truculente che si susseguono per tutto lo spettacolo, inadatte a un pubblico di minori, tanto che l'11 gennaio il film fu definitivamente vietato ai minori di 14 anni.

In Cina invece è stato bandito dalla censura cinese, che ne vietò l'uscita; fu molto attaccato anche in altri Paesi dell'Estremo Oriente.

Visti censura[modifica | modifica wikitesto]

  • Argentina: 18
  • Australia: M15
  • Francia: -12
  • Italia: VM14
  • Paesi Bassi: -16
  • Portogallo: M16
  • Regno Unito: 18
  • Spagna: 14
  • Stati Uniti d'America: R (v.m.17)
  • Svizzera: 16

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Negli USA la prima settimana ha incassato 14.000.000 $ e in tutto 51.000.000; nel Regno Unito è stato un buon successo come in Italia, dove ha incassato 6.000.000 . Complessivamente ha incassato in tutto il mondo 118.300.000 $, molto di meno del film precedente di Gibson, La passione di Cristo, che ha incassato in totale 650.000.000 $.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

In Italia come nel resto del mondo la critica è stata molto discorde;

Pino Farinotti lo ha trattato molto bene assegnandogli 4 stellette e dichiarando che "già fa parte del corpo del cinema", mentre Morando Morandini ne ha scritto: "Con Apocalypto Gibson fa un passo avanti: le sfumature non sono una prerogativa del suo cinema, e la violenza non manca, ma bisogna considerarlo soprattutto un film d'azione e di inseguimento, schematico ed elementare. Gibson vuol fare un cinema popolare e si impone con il ricatto emotivo sfruttando ogni occasione e ogni mezzo." assegnandogli due stellette e mezzo su cinque.[3]

Slogan pubblicitari[modifica | modifica wikitesto]

  • «Ogni civiltà nasce dalle ceneri della sua distruzione»;
  • «Nessuno può andare oltre il proprio destino»;
  • «Quando arriva la fine non tutti sono pronti ad affrontarla».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La città maya ricostruita per il film è probabilmente Palenque, ciò si può constatare dal glifo a forma di teschio che è stato ritrovato a Palenque, che nel film si trova all'entrata dell'arena dove vengono sterminati i sopravvissuti ai sacrifici.
  2. ^ MAYA: Dèi incoronati della foresta vergine; AAVV.; Ed. Konemann, 2000; pag. 39, pag. 179-segg, pag.265, pag.318, pag.337, etc.
  3. ^ http://www.mymovies.it/film/2006/apocalypto/?morandini=1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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