Braveheart - Cuore impavido

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Braveheart - Cuore impavido
Braveheart.png
Mel Gibson in una scena
Titolo originale Braveheart
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1995
Durata 178 minuti
Genere epico, drammatico, azione, storico
Regia Mel Gibson
Soggetto Randall Wallace
Sceneggiatura Randall Wallace
Produttore Mel Gibson, Alan Ladd, Jr., Bruce Davey, Stephen McEveety
Produttore esecutivo Mel Gibson
Casa di produzione Icon Productions, The Ladd Company, Paramount Pictures
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia John Toll
Montaggio Steven Rosenblum
Effetti speciali Michael L. Fink, John Frazier
Musiche James Horner
Scenografia Peter Howitt
Trucco Peter Frampton, Paul Pattison, Lois Burwell
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Braveheart - Cuore impavido (Braveheart) è un film colossal del 1995 diretto da Mel Gibson. La pellicola narra la storia, romanzata, del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace. Il film, seconda regia di Gibson dopo L'uomo senza volto (1993), ha vinto 5 Oscar su 10 candidature nel 1996 e lo stesso Gibson è stato premiato con il Golden Globe per la miglior regia.

Secondo alcuni[1] il film ha svolto un ruolo chiave nel risveglio della coscienza nazionale scozzese, che ha portato al referendum sulla devoluzione dell'11 settembre 1997 (74,3% sì) e alla conseguente ricostituzione del parlamento scozzese, nel 1998.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po'. Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere un'occasione, solo un'altra occasione, di tornare qui sul campo a urlare ai nostri nemici, che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà? »
(William Wallace, interpretato da Mel Gibson, arringando il suo esercito prima della battaglia di Stirling Bridge)

Nella seconda metà del XIII secolo la Scozia è oppressa dalla tirannia del Re d'Inghilterra, Edoardo I Plantageneto. Dopo la morte del Re di Scozia, senza eredi, la regione cade nell'anarchia ed i nobili locali si azzuffano tra loro per salire sul trono. Il Plantageneto, approfittando della contesa, convoca tutti i pretendenti al trono ad una riunione, con lo scopo di decidere il futuro del paese. I nobili scozzesi, giunti disarmati su richiesta del Plantageneto, cadono facili vittime della sua trappola e vengono tutti impiccati alle travi dell'edificio scelto per ospitare l'incontro.

Malcolm Wallace, un borghese in attesa di notizie dall'incontro, si reca sul luogo della strage, insospettito dal fatto che nessuno sia ancora tornato dalla riunione. Qui con i due figli John e William scopre il massacro e, la sera stessa, con altri contadini del luogo, organizza un attacco contro i soldati inglesi alla frontiera: nello scontro Malcolm e John verranno uccisi. Al funerale il bambino William incontra per la prima volta Murron, che in futuro sarebbe diventata sua moglie: in quell'occasione la bambina dona a William un cardo, il fiore simbolo della Scozia, che egli conserverà per il resto della sua vita. La sera del funerale giunge il fratello di Malcolm, Argyle, che prenderà William in affidamento per crescerlo e istruirlo: egli gli insegnerà il latino, il francese e l'arte del combattimento con la spada.

Vent'anni dopo William fa ritorno a Lanark, ormai presidiata dagli inglesi che vi hanno costruito un fortino, deciso a ricostruire la sua vecchia casa ed a riprendere il lavoro nella fattoria. Durante una festa di matrimonio rincontra il suo amico d'infanzia Hamish Campbell e, con grosso stupore della giovane, riconosce Murron. Durante i festeggiamenti, però, irrompono dei cavalieri inglesi ed il nobile locale reclama lo ius primae noctis, portando con sé la neo sposa.

William e Murron, che nel frattempo si erano fidanzati, decidono di sposarsi segretamente per evitare che il nobile reclami la ragazza. Un giorno però, un soldato inglese tenta di abusare di Murron, che reagisce alla violenza e, aiutata da William, si dà alla fuga, venendo tuttavia catturata. Arrestata, gli inglesi la conducono davanti al magistrato e comandante delle guardie locali che ne sentenzia la condanna a morte, come monito per la popolazione, per "aver colpito un soldato di Sua Maestà". Murron viene giustiziata dal comandante in persona, che non esita a sgozzarla. William, scoperto l'accaduto, con pochi combattenti al seguito, tra cui Hamish e il signor Campbell, fa strage del piccolo manipolo di soldati inglesi e ne uccide il comandante, tagliandogli la gola come questi poco prima aveva fatto a Murron. Il padre di Hamish, il signor Campbell, vecchio amico del padre, osanna William davanti agli altri scozzesi, facendolo diventare capo della ribellione dapprima del suo clan, poi dell'intera regione. I ribelli, successivamente, riescono a penetrare nel fortilizio degli inglesi ed uccidono il nobile locale, risparmiando tuttavia i soldati della guarnigione e bruciando il loro accampamento ormai vuoto.

L'incapace principe Edoardo (il futuro Edoardo II), cui è stato affidato il compito di soffocare la rivolta dal padre, impegnato in guerra in Francia, manda l'intera armata del nord presso Stirling (1297). I nobili scozzesi, ormai a conoscenza della vittoriosa ribellione di Wallace, sfidando ulteriormente l'ira inglese si presentano sul campo di battaglia con i propri soldati per negoziare una tregua: tuttavia, alla vista dell'imponente esercito inglese, gli scozzesi iniziano a rompere i ranghi. Proprio in quel momento sopraggiunge Wallace alla testa dei suoi uomini: egli, fattosi riconoscere definitivamente, arringa i soldati con il proprio discorso. Ripristinata la fiducia negli uomini, William si reca insieme ai nobili al cospetto dei comandanti inglesi: il portavoce del Plantageneto propone, per convincere gli scozzesi alla ritirata, la ricompensa per i nobili di vari territori nel sud dell'Inghilterra, ma Wallace si intromette nella conversazione e propone le sue condizioni: oltre a chiedere scusa alla Scozia per anni di dominio e soprusi, il comandante dovrà "presentarsi dinanzi allo schieramento scozzese e baciarsi le natiche".

Gli inglesi, constatata l'inutilità delle trattative, attaccano, mandando in prima linea gli arcieri. Gli scozzesi si riparano dalla prima salva di frecce e, indomiti, mostrano i genitali sollevando il kilt. Arrivata un'altra salva, letale per diversi scozzesi, i nobili a cavallo, su indicazione di Wallace, fingono la ritirata. A questo punto gli inglesi lanciano all'attacco la cavalleria pesante, che carica gli scozzesi: Wallace, conoscendo la tattica inglese, aveva fatto preparare dei lunghi tronchi appuntiti, che i soldati scozzesi alzano contro i cavalli poco prima del loro sopraggiungere. I cavalieri così si ritrovano impalati addosso alla falange scozzese e vengono sopraffatti dalla rapida reazione dei fanti avversari.

Gli inglesi quindi, dopo aver assistito impotenti al massacro dei cavalieri, lanciano all'attacco la loro fanteria al completo.

Al termine di una lunga corsa gli schieramenti si scontrano con una violenza tremenda: gli scozzesi si battono valorosamente e grazie all'arrivo della cavalleria, che nel frattempo aveva aggirato gli inglesi, vincono lo scontro, nonostante le pesanti perdite subite. Wallace riesce anche ad uccidere il comandante di fanteria e portavoce inglese. Per i suoi meriti sul campo di battaglia William viene fatto cavaliere dai nobili scozzesi, ottiene il titolo di "Lord Protettore di Scozia" ed entra nelle grazie del principale pretendente alla corona del regno scozzese, il conte Robert Bruce. Bruce è un ardente patriota ed un idealista, ma è anche succube del padre lebbroso, un personaggio cinico e machiavellico che trama di consegnare Wallace agli inglesi per ottenere da essi l'appoggio per le pretese dinastiche del figlio. Wallace, certo di poter ancora recar danno agli inglesi, decide di invadere il sud dell'Inghilterra assediando la città di York, da cui sono partite tutte le invasioni della Scozia, riuscendo ad espugnarla. Nonostante la vittoria, i nobili scozzesi sono ancora dubbiosi sulla possibilità di battere definitivamente gli inglesi. Edoardo I, furioso, uccide l'amico di suo figlio, che aveva portato la notizia del fallimento.

Il plantageneto, preoccupato, invia a parlamentare la moglie di suo figlio, Isabella di Francia, per cercare di corrompere Wallace. Isabella, tuttavia, oltre a non riuscire nell'impresa, rimane positivamente colpita da quest'ultimo, che si dimostra non un semplice barbaro ma un uomo di cultura dai nobili ideali, innamorandosene.

L'esercito scozzese, guidato ancora da Wallace, sfida sul campo di Falkirk gli inglesi, guidati dal re Edoardo in persona. Nel momento cruciale della battaglia, però, Wallace e i suoi vengono traditi da due nobili, corrotti in precedenza dal re inglese con la promessa di cospicue terre se avessero desistito a combattere: abbandonate, le forze scozzesi vengono sconfitte e il signor Campbell rimane gravemente ferito e muore. William, pur ferito, decide di inseguire a cavallo il Plantageneto, che viene difeso dalla sua scorta personale di cui fa parte anche Robert Bruce, convinto dal padre a cambiare bandiera. Nel momento in cui potrebbe uccidere il suo connazionale, Bruce si pente del suo orribile tradimento e decide di salvare la vita a William, consegnandolo a Steven l'Irlandese che lo porta in salvo con Hamish. Wallace, quindi, decide di vendicarsi uccidendo i due nobili traditori e, quantomeno, seminando il terrore tra i loro colleghi.

Grazie ai preziosi suggerimenti della principessa Isabella, che si è nel frattempo infatuata di lui instaurando con egli una relazione amorosa segreta, Wallace riesce a sfuggire a tutte le imboscate che gli inglesi gli tendono. Ma nel 1305, sebbene sconsigliato dai suoi migliori amici, decide di recarsi a Edimburgo per una discussione politica sul futuro della Scozia: egli finisce preda di un'imboscata, progettata dal padre di Bruce. I nobili lo consegnano quindi al malato Edoardo, e a poco valgono le lacrime e la disperazione di Robert Bruce, il quale, avendo intravisto in Wallace un uomo coraggioso e patriottico, tenterà fino all'ultimo di salvargli la vita.

Wallace, considerato un traditore, viene torturato pubblicamente a Londra, dove il morente Edoardo I ne ode i lamenti sul letto di morte. L'ultimo desiderio del sovrano inglese è quello di sapere Wallace morto prima di morire egli stesso, ma viene messo a tacere da Isabella che, citando una frase di William, gli rivela di aspettare un bambino dal patriota scozzese, e che quindi la sua linea dinastica si esaurirà col figlio.

Il patriota Wallace intanto resiste alla tortura e non cede chiedendo pietà per ottenere una morte rapida. Le sue sofferenze impietosiscono la folla inglese, che poco prima lo aveva deriso e umiliato, tanto che essa si mette a chiedere a gran voce la pietà perché il boia lo faccia morire al più presto. Il capo dei torturatori (colpito anche lui dalla resistenza del condannato) gli sussurra di chiedere pietà: ma ecco che Wallace, dopo alcuni attimi, vincendo il dolore e sdegnando la proposta, grida con tutta la sua forza "Libertà!". Al grido eroico, il perfido re muore, la folla tace commossa mentre al boia viene dato l'ordine di porre fine alla vita del patriota scozzese. Negli ultimi attimi di vita, prima che l'ascia lo decapiti, Wallace scorge tra la folla il fantasma della sua amata Murron che gli sorride, come a volergli comunicare la gioia di poter ricongiungersi con lui e l'approvazione per le imprese che il suo amato aveva condotto fino all'estremo, per il suo paese e per lei.

Dopo la decapitazione, il corpo di Wallace viene fatto a pezzi, la testa viene esposta sul Ponte di Londra mentre braccia e gambe vengono inviate ai quattro estremi del regno come monito per eventuali altri ribelli. Ma il defunto Plantageneto non otterrà l'effetto sperato, poiché Robert Bruce, divenuto nel frattempo Re di Scozia, dopo la morte del padre causata dalla lebbra, si presenta alla testa dell'esercito scozzese dinanzi all'esercito inglese al gran completo, fingendo di compiere il rituale di sottomissione alla corona inglese. Ma dopo un iniziale timore, infatti, dice ai suoi uomini: "Vi siete battuti per Wallace! Ora battetevi per me!"; alla richiesta del sovrano, Hamish estrae la spada di Wallace e la scaglia con tutte le sue forze verso gli inglesi: la spada si conficca nel terreno ed Hamish incita i compagni invocando l'amico. Al grido "Wallace!" gli scozzesi partono all'attacco, cogliendo di sorpresa gli inglesi. Così gli scozzesi vincono la guerra con il loro re Robert I e, grazie a Wallace, rimangono una nazione indipendente per 400 anni.

L'immagine, a questo punto, sfuma sulla sola spada di Wallace che ondeggia al vento, e il film si conclude con la voce fuori campo di William Wallace:

« Nell'anno del Signore 1314, patrioti scozzesi, affamati e soverchiati nel numero, sfidarono il campo di BannockBurn. Si batterono come poeti guerrieri. Si batterono come Scozzesi. E si guadagnarono la libertà. »
(William Wallace, interpretato da Mel Gibson)

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per realizzare i combattimenti furono "arruolati" circa tremila militari dell'esercito irlandese ed utilizzate oltre 10 000 frecce. I ragazzi dell'esercito irlandese a giorni alterni vestivano le divise avversarie, a seconda delle scene da girare: era così possibile far sembrare gli schieramenti più numerosi, nonostante questi fossero già stati "infoltiti" tramite l'utilizzo di effetti speciali.

La pellicola fu girata quasi interamente in Irlanda tra giugno e ottobre del 1994. Effetti speciali creati dal computer, per quanto minimi e quasi inavvertibili, sono stati utilizzati, ma il film si può considerare uno degli ultimi colossal girati con tecniche "classiche".

La prima battaglia, quella di Stirling Bridge, doveva essere combattuta su di un ponte per rispettare la fedeltà storica, ma per varie ragioni questo non è stato fatto. Nondimeno, per realizzarla ci sono volute sei settimane, mentre per la battaglia successiva, grazie all'esperienza acquisita, sono state richieste solo due settimane. Nel film, coerentemente con quanto sempre affermato da Mel Gibson [senza fonte] sulla sicurezza in scena, nonostante i massacri rappresentati non vi sono stati feriti gravi e non è stato necessario uccidere nessun cavallo: i trucchi utilizzati hanno reso possibile ricreare gli effetti senza conseguenze drammatiche per i soggetti.

La spada che Mel Gibson usa nel film è stata forgiata da Fulvio Del Tin, un fabbro italiano rinomato a livello internazionale, in collaborazione con il maestro d'armi inglese Simon Atherton, fornitore di armi e armature in Braveheart.

Distribuzione e incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il budget del film è stato di circa 72 milioni di dollari e gli incassi negli Usa furono di oltre 75 milioni e in totale 210 milioni nel mondo. Uscì negli Usa il 18 maggio 1995 e in Italia il 1º dicembre. Il film fu trasmesso in prima TV in Italia su Canale 5 in due serate (9 e 10 novembre 1998) facendo registrare un discreto dato d'ascolto medio di circa 7 milioni di telespettatori.[senza fonte]

Inesattezze storiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli sceneggiatori di Braveheart sono stati accusati di pesanti errori storici, e lo stesso Mel Gibson ha affermato che errori di carattere storico sono stati volutamente commessi per spettacolarizzare il film. Va detto che, in effetti, vi sono notevoli incomprensioni, in generale, delle fondamentali differenze che esistono tra le esigenze e le capacità di un documentario e di un film storico, che praticamente mai può, anche quando in teoria potrebbe, seguire alla lettera le vicende storiche. Un esempio sono le vicende amorose di Wallace, che sono state romanzate con un'impossibile storia d'amore con la principessa Isabella; infatti non esistono fonti documentate sulla sua vita privata. La relazione con Isabella è probabilmente suggerita dal fatto che lei ha avuto, storicamente, un pessimo rapporto col marito Edoardo II, tanto che lo ha fatto uccidere con un complotto.

Di seguito si riportano alcuni errori, con particolare riferimento alle cronache medievali quattrocentesche di Harry il Cieco, principale biografo di Wallace:

  • William rimane orfano di padre intorno ai 20 anni, non nell'infanzia.
  • William aveva due fratelli, Malcolm e John (quindi non solo John).
  • La battaglia di Stirling Bridge si svolse diversamente: la cavalleria pesante inglese non fu sopraffatta da uno scudo umano fatto di lunghe lance, ma precipitò dal ponte che crollò per il peso eccessivo.
  • Lo Ius primae noctis non era in vigore in quegli anni e nessun sovrano inglese lo introdusse; anche nei luoghi d'Europa in cui fu in vigore durante il Medioevo, non era come si pensa il diritto del signore di passare la notte con la consorte di un novello sposo, ma si trattava più semplicemente di una tassa che i contadini dovevano pagare al loro signore perché acconsentisse al matrimonio;[2]
  • La principessa Isabella di Francia non poté avere una relazione con Wallace, avendo contratto il matrimonio con Edoardo II soltanto nel 1308 ed essendo decenne all'epoca dell'esecuzione del patriota scozzese nel 1305.
  • Edoardo II viene presentato, in modo piuttosto caricaturale, come omosessuale. In realtà, se è certamente vero che intrattenne relazioni con uomini (in particolare Pietro Gaveston e Hugh le Despencer, suoi favoriti storici), secondo molti la sua sarebbe piuttosto da considerarsi una bisessualità. Nessuna cronaca dell'epoca, invece, mise mai in dubbio la paternità dei figli di Edoardo, come il film lascerebbe intendere, arrivando persino a confermare che la coppia reale fu sempre insieme nei nove mesi precedenti il parto di ciascuno dei figli. A ulteriore conferma di ciò vale ricordare che di Edoardo II si ricordano anche due figli nati al di fuori del matrimonio; infine, l'unico amante che si ricordi della regina Isabella fu Roger Mortimer, il quale ebbe un ruolo decisivo nella detronizzazione di Edoardo II nel 1327. Tuttavia Mortimer intrecciò una relazione con quest'ultima solo dieci anni dopo la nascita del futuro Edoardo III e prima non si ha notizia di alcun amante di Isabella, che inoltre all'epoca era poco più che una bambina.
  • Il re Edoardo I morì due anni più tardi di Wallace (nel 1307) e non contemporaneamente al suo rivale.
  • In una scena del film ambientata nella battaglia di Stirling Bridge, Wallace dice "Io sono William Wallace!", e un soldato risponde "William Wallace è alto due metri!"; ciò non sarebbe stato possibile, poiché il termine metro è stato coniato nel 1675 mentre il film è ambientato nel 1300 circa. Ciò, comunque, non può ritenersi un'inesattezza della sceneggiatura in quanto è presente solo nella versione in lingua italiana. Nella versione in lingua originale il soldato risponde "William Wallace is 7 feet tall!", cioè "William Wallace è alto 7 piedi!", e in effetti il piede è un'unità di misura che era già conosciuta all'epoca.
  • In tutto il film viene utilizzato il kilt ed è inesatto perché non era ancora stato inventato, arriverà nel 1700. William indossava invece un abito religioso, sotto il quale portava la maglia di ferro. Sotto la tonaca nascondeva la sua lunga spada. In queste vesti, metà monaco e metà guerriero, egli percorse le Highlands, ricevendo ad ogni passo l’appoggio dei contadini.[3]
  • Durante le battaglie Wallace e i suoi uomini vengono rappresentati con pitture di guerra di colore blu sul volto, ma tale usanza era praticata dai Pitti, popolazione estinta centinaia di anni prima dei fatti narrati nel film.
  • Nel film non è rappresentato un importante tratto biografico di Wallace: la sua fervente fede cattolica. Wallace era avviato alla vita ecclesiastica, fu l'omicidio del padre e del fratello maggiore da parte di una pattuglia inglese a sconvolgere la sua vita e a fargli abbandonare la vocazione religiosa, senza intaccarne però la fede.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Le cornamuse che vengono suonate al funerale di Malcolm Wallace non sono cornamuse scozzesi ma irlandesi: Mel Gibson ha dichiarato che quelle irlandesi, che producono un suono più melodico, gli sembravano più appropriate ('quelle scozzesi sembrano gatti').
  • Patrick McGoohan, per accentuarne il profilo, ha avuto un profilo del naso 'appuntito' con un trucco scenico.
  • Il generale inglese che alla battaglia finale, quella di Bannockburn, dice ai suoi con snobismo e sarcasmo, che le loro natiche saranno baciate da un re scozzese, non è altri che il ragioniere della produzione, che fa una piccola parte.
  • Le cicatrici che porta sul volto Tommy Flanagan, l'attore che interpreta Morrison, il marito depredato della moglie nel film e che in seguito si unisce alla rivolta, non sono un trucco scenico ma sono reali conseguenze di un'aggressione che l'attore subì in passato.[4]
  • Nel film Edoardo I ha una avversione per gli omosessuali. Gibson non ha ritenuto che questa scena, che pure gli ha causato molte critiche, sia da censurare: è vero che il re inglese uccide l'amico del figlio, ma 'in questa storia tutti uccidono tutti', non è certo un accanimento contro la categoria.
  • Mel Gibson doveva essere solo regista per questo film.[5] Infatti durante il casting per la scelta degli interpreti, nessuno dei provinati per la parte di William Wallace convinse Gibson e la produzione. Gibson allora decise di interpretare il condottiero nonostante fosse poco convinto, perché all'epoca delle riprese aveva 38 anni, mentre il vero William Wallace durante gli anni di rivolta non aveva ancora compiuto i 30 anni.
  • Steve Harris, bassista del gruppo heavy metal inglese Iron Maiden, ha scritto una canzone traendo ispirazione da questo film. Il brano è intitolato The Clansman, ed è stato inserito nel loro undicesimo album in studio, Virtual XI, pubblicato nel 1998.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Senay Boztas, Wallace movie ‘helped Scots get devolution’, su heraldscotland.com, 31 luglio 2005. URL consultato il 17 maggio 2016.
  2. ^ Boureau, Alain. The Lord's First Night: The Myth of the Droit de Cuissage, translated by Lydia G. Cochrane, University of Chicago Press, 1998. ISBN 0-226-06742-4
  3. ^ a b Julio Loredo, Il vero Braveheart: un eroe cattolico, su www.atfp.it-it. URL consultato il 04 giugno 2017.
  4. ^ http://www.vulture.com/2014/11/sons-of-anarchy-interview-tommy-flanagan.html
  5. ^ http://www.imdb.com/title/tt0112573/trivia?tab=tr&item=tr0744837

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