Intonaco

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Intonaco, Pompei (79 d.C.)

L'intonaco è uno strato di rivestimento protettivo delle murature. Esso, oltre alla funzione protettiva, assume, talvolta, una funzione estetica.

Composizione e classificazione[modifica | modifica sorgente]

L'intonaco è tradizionalmente una malta composta da una parte legante (indurente) che ingloba sabbia di dimensione granulometrica selezionata con diametro massimo generalmente non superiore ai 2 millimetri. Negli intonaci moderni, inoltre, sono presenti sostanze additive (ad esempio cellulosa, amido, fumo di silice ecc.) aggiunte con lo scopo di modificare le caratteristiche dell'intonaco. Gli intonaci si distinguono in base al legante usato:

  • intonaco a base di calce, dove l'unico legante è la calce idrata;
  • intonaco calce-cemento, dove il legante è una miscela di calce idrata e cemento portland, con prevalenza di calce;
  • intonaco cemento-calce, dove il legante è una miscela di calce idrata e cemento portland, con prevalenza di cemento;
  • intonaco a base di gesso, dove il legante è esclusivamente gesso;
  • intonaco a base di argilla, dove l'unico legante è l'argilla.

La sabbia utilizzata nell'intonaco può essere calcarea o silicea, di provenienza fluviale (naturale) o derivante da macinazione. L'intonaco, più correttamente detto corpo d'intonaco, forma un rivestimento compatto composto di più strati, ognuno con caratteristiche e funzioni diverse, che va a coprire la muratura con spessore generalmente compreso tra 1,5 e 2 centimetri; in casi particolari lo spessore può raggiungere anche i 10 centimetri.

Il primo strato a contatto con la muratura si chiama rinzaffo o abbozzo; esso ha il compito di ponte di adesione tra il corpo d'intonaco e la muratura; viene applicato in maniera non uniforme fino al rivestimento del 60-80% circa della muratura: con la sua granulometria grossolana crea delle zone ruvide che serviranno da aggrappante per gli strati successivi. Tra i vari strati dell'intonaco, il rinzaffo è quello che presenta le più elevate resistenze a sollecitazioni fisiche.

Il secondo strato è definito arriccio o arricciato o intonaco rustico, ha una granulometria media (circa 1,5 millimetri di diametro massimo) e viene applicato in spessori che variano da 1,5 a 2 centimetri, rivestendo così il ruolo di vero e proprio scheletro di tutto il sistema intonaco. Il suo principale compito è di uniformare la superficie delle murature, andando ad eliminare tutti gli eventuali difetti di planarità e verticalità, e, dato lo spessore, di barriera protettiva nonché di struttura portante per gli strati successivi (intonaco di finitura o sistema collante-piastrella).

L'ultimo strato, detto intonachino o velo o intonaco civile (la sua applicazione è generalmente definita stabilitura) ha generalmente due funzioni: proteggere l'intonaco e renderlo esteticamente gradevole. Ha una granulometria fine, di diametro massimo inferiore agli 800 micron, ed il suo spessore di applicazione è inferiore ai 3 millimetri. Nell'antichità quest'ultimo strato era solitamente realizzato con colorante, acqua e calce, mentre oggi vi sono numerose tipologie di pitture ed intonaci protettivi già rifiniti.

Modalità applicative dell'intonaco civile[modifica | modifica sorgente]

Appena il rinzaffo avrà preso consistenza, si distenderà su di esso lo strato di arriccio, in modo che le superfici risultino perfettamente piane ed uniformi senza ondulazioni. Le superfici controllate con staggia di legno ed a perfetto filo, ruotata per 180°, dovranno combaciare in ogni punto con la staggia. La superficie a vista dovrà essere perfettamente finita a frattazzo, in modo che l'intonaco si presenti con grana fissa e senza saldature, sbavature od altro difetto. La rifinitura va fatta con intonachino a grana finissima disteso con frattazzo.

Al giorno d'oggi nella maggior parte dei cantieri edili si intonaca con le macchine intonacatrici per mezzo di un composto a secco detto premiscelato, che ha sostituito la cazzuola manuale. Inoltre, esistono robot intonacatori alimentati dalle sopracitate intonacatrici (pompe mescolatrici in continua di polvere di calce, cemento o gesso e additivi detto premiscelato con acqua).

Altre tecniche[modifica | modifica sorgente]

L'intonaco permette di realizzare anche tecniche pittoriche molto raffinate come l'affresco, spesso di difficile realizzazione a causa della velocità di presa del materiale in opera.

Tipologie di intonaci[modifica | modifica sorgente]

  • Intonaco a calce
  • Intonaco cementizio
  • Intonaco monostrato, a base di leganti idraulici (cemento e calce), denominato "monostrato" per via del suo metodo di applicazione. Il vocabolo deve essere precisato, perché questo intonaco viene in effetti realizzato in due "mani", la seconda delle quali viene effettuata quando la prima è ancora fresca. L'insieme è però considerato come un unico strato, in contrapposizione agli intonaci detti "tradizionali", eseguiti con due o tre "mani" scaglionate su più settimane. L’intonaco monostrato è preparato con un prodotto realizzato industrialmente e per questo detto "pronto all'uso". L'impresa, che lo riceve direttamente in sacchi sul cantiere, deve solo impastarlo in una betoniera per un determinato tempo con la quantità d’acqua indicata. L'applicazione sulla parete avviene spruzzando il prodotto tramite un apparecchio ad aria compressa.

Quest'apparente semplicità nasconde, tuttavia, un certo numero di difficoltà, che possono provocare alcuni inconvenienti.

Tipologie di stabiliture[modifica | modifica sorgente]

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