Alberto Castagna

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Alberto Castagna (Castiglion Fiorentino, 23 dicembre 1945Roma, 1º marzo 2005) è stato un giornalista e conduttore televisivo italiano.

Debuttò in televisione come giornalista del TG2, lasciando poi la testata per condurre i programmi di Michele Guardì Mattina 2 e I fatti vostri, che lo resero popolare tanto da permettergli di vincere un Telegatto come "Personaggio maschile dell'anno" nel 1993. Nello stesso anno passò alla Fininvest.

Su Canale 5 condusse alcune trasmissioni nel primo pomeriggio, ma in particolar modo portò al debutto Stranamore, programma di successo al quale legò la sua immagine e che condusse fino a pochi giorni prima della sua morte, avvenuta nel 2005. Il suo stato di salute aveva tenuto in allarme il pubblico e i media alcuni anni prima, a causa di un aneurisma che lo aveva costretto ad una lunga convalescenza lontano dagli schermi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi in RAI[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia napoletana, esordì come giornalista, prima a Il Piccolo di Trieste e poi al Settimanale; nel 1982 entrò in RAI, in forze al TG2, inizialmente come cronista e poi in qualità di inviato speciale. Nel 1988 collaborò alla realizzazione di Serata d'onore, condotto da Pippo Baudo,[1] per poi condurre Mattina 2, trasmissione del mattino di Rai 2 di Michele Guardì, con il quale lavorò anche in seguito conducendo I fatti vostri (1992).[2]

Stranamore: il successo[modifica | modifica wikitesto]

La conduzione del programma del mezzogiorno della seconda rete RAI gli regalò una grande popolarità, che lo portò a vincere, nel 1993, il Telegatto come personaggio maschile dell'anno. Dall'autunno successivo passò alla Fininvest, esordendo su Canale 5 con il quiz del pomeriggio Sarà vero?.[1]. Nello stesso anno si concesse anche un cameo nei panni di sé stesso in un episodio del film di Enrico Oldoini Anni 90 - Parte II, assieme a Massimo Boldi e Nadia Rinaldi.

Già molto popolare, nel 1994 lanciò in prima serata su Canale 5 la sua trasmissione più rappresentativa, Stranamore, che nel corso delle stagioni ottenne un ottimo successo di pubblico, pur non essendo esente da critiche e insinuazioni sulla sua autenticità.[3] Nello stesso anno e il successivo condusse anche Bellissima, concorso di bellezza organizzato da Canale 5; ad affiancarlo, Luana Ravegnini (1994) e Francesca Rettondini (1995).

Ormai divenuto un volto popolare dell'azienda fondata da Silvio Berlusconi, condusse nel pomeriggio di Canale 5 anche Complotto di famiglia (1994-1995)[4] e Casa Castagna (1995-1996, con la regia di Gianni Boncompagni),[5] e nel 1995 il varietà estivo Cuori e denari, insieme ad Antonella Elia e Simona Ventura.[4] e successivamente Casa Castagna, di Gianni Boncompagni.[6].

Nel 1996 recitò in La villa dei misteri di Beppe Cino, fiction andata in onda su Rete 4.

Problemi di salute[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera subì una brusca battuta d'arresto nel 1998 quando, venti giorni dopo un intervento chirurgico che aveva rimandato da tempo, fu vittima di un doppio aneurisma all'aorta, che lo costrinse a subire due interventi chirurgici nell'arco di pochi giorni e una lunga degenza in ospedale durata otto mesi, subendo vari altri interventi anche nei mesi successivi al ricovero, avvenuto il 18 luglio.[7][8] Rimase ricoverato fino al marzo del 1999,[9] citando in seguito in giudizio i medici che lo avevano operato.[10][11]

La sua battaglia contro la morte fu raccontata nel suo libro La mano sul cuore, edito nel 1999 da Arnoldo Mondadori Editore.[12] I problemi di salute tuttavia rimasero anche dopo la fine della degenza, costringendolo a sottoporsi a dialisi e a rimanere in attesa per un trapianto di reni.[13]

Il ritorno sulle scene[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 tornò in televisione alla guida di Stranamore, che dopo aver inizialmente ritrovato il successo delle prime edizioni[14] fu spostato su Rete 4, a causa di un vistoso calo d'ascolti.

Nel 2003 fu nominato assessore per i grandi eventi del comune di San Felice Circeo, carica dalla quale si dimise nel 2004.[15]

Nell'autunno del 2004 condusse un nuovo programma su Rete 4, Cosa non farei,[16] mentre da febbraio 2005 tornò alla conduzione di Stranamore, coadiuvato da Emanuela Folliero. Nello stesso mese suscitarono clamore alcune dure esternazioni e insulti su alcuni colleghi e sulla televisione in generale.[17]

La morte improvvisa[modifica | modifica wikitesto]

Il conduttore morì il 1º marzo 2005, all'età di 59 anni, per un'emorragia interna; a causa della sua scomparsa, l'edizione in corso di Stranamore fu sospesa.[18] Il fatto venne annunciato il giorno stesso, in diretta nazionale, da Paolo Bonolis al Festival di Sanremo 2005.[19]

Controversie e battaglie legali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 fu inizialmente sospeso per due mesi (a maggio) dall'Ordine dei Giornalisti per aver violato le norme sui minori durante una puntata di Stranamore,[20] per poi essere radiato dall'ordine nel 1997, per il caso per cui fu già sospeso e per un altro analogo avvenuto nello stesso periodo.[21]

Nel 1999, dopo la lunga degenza, citò in giudizio i medici che lo hanno operato,[10]. La causa contro il chirurgo venne però persa e fu a sua volta processato, insieme alla moglie, per diffamazione nei confronti del medico; l'accusa chiese per lui otto mesi di reclusione,[22] ma venne assolto.[23] Sempre nel 1999 venne accolto il ricorso fatto da Castagna contro la radiazione dall'Ordine dei giornalisti.[21]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto concerne la vita privata, nel 1994 sposa Maria Concetta (Pucci) Romano, dermatologa, da cui aveva avuto una figlia due anni prima, Carolina, matrimonio che termina dopo solo un anno a causa di una relazione tra Castagna e l'attrice Francesca Rettondini.[24] In seguito ai problemi di salute si è poi riavvicinato alla moglie.[12] Dopo alcuni anni, Castagna tornò con la Rettondini.[25]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Renato Franco, Lo Stranamore della tv che conquistò l'Italia, in Corriere della Sera, 2 marzo 2005, p. 41. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  2. ^ Lo Stranamore della tv che conquistò l'Italia, in Corriere della Sera, 2 marzo 2005, p. 41. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  3. ^ Ruffini, pp. 90-105
  4. ^ a b Mariolina Iossa, Castagna: sarò il confessore degli italiani, in Corriere della Sera, 14 luglio 1995, p. 29. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  5. ^ Valerio Cappelli, Castagna: sarò il confessore degli italiani, in Corriere della Sera, 14 luglio 1995, p. 29. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ Valerio Cappelli, Castagna: sarò il confessore degli italiani, in Corriere della Sera, 14 luglio 1995, p. 29. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  7. ^ Giovanna Cavalli, Infezione, Castagna torna in pericolo, in Corriere della Sera, 28 luglio 1998, p. 15. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  8. ^ Castagna migliora, ma non si vede più la Rettondini, in Corriere della Sera, 17 ottobre 1998, p. 14. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  9. ^ Castagna a casa dopo otto mesi, in Corriere della Sera, 14 marzo 1999, p. 1. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  10. ^ a b Alessandra Arachi, Infezione, Castagna torna in pericolo, in Corriere della Sera, 28 luglio 1998, p. 15. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  11. ^ Castagna migliora, ma non si vede più la Rettondini, in Corriere della Sera, 17 ottobre 1998, p. 14. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  12. ^ a b Maria Volpe, "Pucci mi promise l'eutanasia", in Corriere della Sera, 5 maggio 1999, p. 21. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  13. ^ Maria Volpe, Alberto Castagna di nuovo giornalista, in Corriere della Sera, 18 marzo 1999, p. 21. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  14. ^ Castagna uguaglia il proprio primato con oltre 10 milioni di spettatori, in Corriere della Sera, 24 aprile 2001, p. 37. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  15. ^ Castagna si dimette da assessore, in Corriere della Sera, 25 giugno 2004, p. 48. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  16. ^ Castagna realizza i sogni. In cambio prove di coraggio, in Corriere della Sera, 23 ottobre 2004, p. 38. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  17. ^ Castagna insulta colleghi e giornalisti. Mediaset si dissocia, in Corriere della Sera, 26 gennaio 2005, p. 35. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  18. ^ Renato Franco, "Addio a Castagna, finisce anche lo show Stranamore", in Corriere della Sera, 3 marzo 2005, p. 41. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  19. ^ Maria Volpe, "Addio a Castagna, finisce anche lo show Stranamore", in Corriere della Sera, 3 marzo 2005, p. 41. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  20. ^ Redattore Sociale, 88.33.89.70. URL consultato il 01-12-2009.
  21. ^ a b Alberto Castagna di nuovo giornalista, in Corriere della Sera, 18 marzo 1999, p. 21. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  22. ^ Diffamazione al chirurgo Viganò. Chiesti otto mesi per Castagna, in Corriere della Sera, 7 maggio 2003, p. 53. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  23. ^ Diffamazione al chirurgo Viganò. Chiesti otto mesi per Castagna, in Corriere della Sera, 7 maggio 2003, p. 53. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).
  24. ^ La "love story" di Castagna con la valletta mette in crisi il matrimonio, in Corriere della Sera, 10 agosto 1995, p. 27. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  25. ^ La "love story" di Castagna con la valletta mette in crisi il matrimonio, in Corriere della Sera, 10 agosto 1995, p. 27. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il ).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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