Aegilops triuncialis

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Cerere allungata
Aegilops triuncialis Enfoque 2010-5-26 DehesaBoyaldePuertollano.jpg
Aegilops triuncialis
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Monocotiledoni
(clade) Commelinidi
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Triticeae
Genere Aegilops
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Commelinidae
Ordine Cyperales
Famiglia Poaceae
Sottofamiglia Pooideae
Tribù Triticeae
Genere Aegilops
Specie A. triuncialis
Nomenclatura binomiale
Aegilops triuncialis
L., 1753

La cerere allungata (nome scientifico Aegilops triuncialis L., 1753 è una specie di pianta spermatofita monocotiledone appartenente alla famiglia Poaceae (sottofamiglia Pooideae ex Graminaceae).[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

In nome generico (Aegilops) deriva da una parola greca (aegiles) il cui significato è: "preferito dalle capre"; ed è stato dato a causa della sua presunta somiglianza con gli aegiles, una pianta la cui identità è incerta (era inoltre un'erba amata dalle capre).[2] L'epiteto specifico (triuncialis = tre uncini) è relativo alle glume o ai lemmi a tre apici.[3]

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778), conosciuto anche come Carl von Linné, biologo e scrittore svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" (Sp. Pl. 2: 1051)[4] del 1753.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori
Spighetta generica con tre fiori diversi

Queste piante arrivano ad una altezza di 2 - 5 dm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[5][6][7][8][9][10][11][12]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono più o meno fascicolate.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte aerea di queste piante è fascicolata. I culmi possono essere anche molto numerosi con portamento ginocchiato-ascendente o, altre volte, prostrato-diffuso.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille.

  • Guaina: la guaina è abbracciante il fusto, rigonfia, cigliata e con padiglioni auricolari falcati.
  • Ligula: la ligula membranosa, a volte cigliata, è tronca. Lunghezza: 0,5 mm.
  • Lamina: la lamina ha delle forme generalmente lineari e piatte con aspetto glauco e superficie più o meno pubescente. Dimensione delle foglie: larghezza 1 – 3 mm; lunghezza 10 cm

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, ascellari e terminali, in genere non sono ramificate e sono formate da 3 - 5 spighette fertili per nodo con la forma di una pannocchia spiciforme di aspetto cilindrico. Le spighette sono erette e sono subuguali; alla base sono inoltre presenti 2 - 3 spighette vestigiali. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli (o a due ranghi[13]), anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. L'asse dell'infiorescenza è tenace e a maturità non avviene la disarticolazione. Lunghezza dell'infiorescenza: 3 – 6 cm (escluse le reste).

Spighetta[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, più o meno cilindriche e non rigonfie, a volte sessili, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da 2 a 7 fiori. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. Dimensione delle spighette: larghezza 3,5 mm; lunghezza 9 mm; lunghezza reste 3 cm. La spighetta terminale ha una resta lunga fino a 5 – 6 cm.

  • Glume: le glume, con forme ovali, oblunghe o ellittiche, non sono carenate ma con apice bidentato; la consistenza è coriacea; le venature, prominenti, sono da 3 a 11; in genere sono più corte dei fiori. Le glume delle varie spighette sono tutte uguali con 3 (2) reste.
  • Palea: la palea è un profillo con alcune venature e margini cigliati; di solito è meno lunga del lemma.
  • Lemma: il lemma (carenato o no) a volte è pubescente; l'apice può essere acuminato con 3 denti aristiformi o 3 reste; le venature sono da 7 a 11. Lunghezza del lemma: 9 mm. Lunghezza della resta: 4 – 6 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.

  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:[6]
*, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme da ovate a oblunghe, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è lungo 1/3 della lunghezza del frutto ed è provvisto di epiblasto; ha inoltre un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo. La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria). In particolare i frutti di queste erbe possono sopravvivere al passaggio attraverso le budella dei mammiferi e possono essere trovati a germogliare nello sterco.[14]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[15] – Distribuzione alpina[16])
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Euri - Mediterraneo. Nativa dell'Eurasia, in particolare di Levante e Palestina, è stata accidentalmente introdotta in California ai primi del 1900.[17]
  • Distribuzione: in Italia è una specie rara ed ha una distribuzione discontinua. Nelle Alpi è poco presente. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (alcuni dipartimenti più occidentali). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nel Massiccio Centrale, Pirenei e Monti Balcani.[16] Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo questa specie si trova nell'Europa mediterranea, Transcaucasia, Anatolia, Asia mediterranea e Africa del nord.[18]
  • Habitat: gli habitat tipici per questa pianta sono gli incolti erbosi e i pascoli. È considerata una specie infestante. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido.[16]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 600 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte quello montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Areale alpino[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[16]

  • Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile
    • Classe: Stellarietea mediae

Areale italiano[modifica | modifica wikitesto]

Per l'areale completo italiano la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:[19]

  • Macrotipologia: vegetazione erbacea sinantropica, ruderale e megaforbieti
    • Subclasse: Chenopodio-Stellarienea Rivas Goday, 1956
      • Ordine: Thero-Brometalia (Rivas Goday & Rivas-Martínez ex Esteve 1973) O. Bolòs, 1975
        • Alleanza: Taeniathero-Aegilopion geniculatae Rivas-Martínez & Izco, 1977

Descrizione. L'alleanza Taeniathero-Aegilopion geniculatae è relativa alle comunità nitrofile a ciclo biologico annuale con substrato sia acido che basico. Queste comunità si sviluppano soprattutto nei campi abbandonati e lungo i sentieri e sono principalmente legate a climi mediterranei caratterizzati da estati secche con caratteristiche vicine alla continentalità. La comunità è costituita da specie generalmente di piccola taglia e dominate da graminacee. In Italia questa cenosi è stata rinvenuta prevalentemente al Centro: nel territorio del Parco Naturale della Maremma, nei dintorni delle sorgenti del Fiume Pescara, in Umbria e nel Lazio. Altrove (nel resto dell'Europa) le specie di questo gruppo sono presenti nella Penisola iberica e nella Francia mediterranea.[20]

Specie presenti nell'associazione: Aegilops geniculata, Dasypyrum villosum, Avena barbata, Vulpia ciliata, Trifolium scabrum, Sherardia arvensis, Trifolium stellatum, Medicago orbicularis, Reichardia picroides, Erysimum pseudorhaeticum, Aegilops neglecta, Aegilops ventricosa, Astragalus scorpioides, Scandix australis, Taeniantherum caput-medusae.[19]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di appartenenza di questa specie (Poaceae) comprende circa 650 generi e 9.700 specie (secondo altri Autori 670 generi e 9.500[9]). Con una distribuzione cosmopolita è una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni e di grande interesse economico: tre quarti delle terre coltivate del mondo produce cereali (più del 50% delle calorie umane proviene dalle graminacee). La famiglia è suddivisa in 11 sottofamiglie, il genere Aegilops è descritto all'interno della sottofamiglia Pooideae con circa 30 specie distribuite in Europa, Medio Oriente e Nord America.[5][6]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Il genere della specie di questa voce è descritto all'interno della tribù Triticeae (supertribù Triticodae T.D. Macfarl. & L. Watson, 1982). La supertribù Triticodae comprende tre tribù: Littledaleeae, Bromeae e Triticeae. All'interno della supertribù, la tribù Triticeae forma un "gruppo fratello" con la tribù Bromeae.[21]

Il genere Aegilops si presenta con una "evoluzione reticolata"[22] per fenomeni di ibridazione, o per il trasferimento orizzontale di geni ma anche per l’endosimbiosi.

Il numero cromosomico per A. triuncialis è: 2n = 28.[23]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è indicata una sottospecie di questa voce, non sempre riconosciuta da altre checklist botaniche:[24]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[25]

  • Aegilopodes triuncialis (L.) Á.Löve
  • Aegilopodes triuncialis subsp. persica (Boiss.) Á.Löve
  • Aegilopodes triuncialis subsp. triuncialis
  • Aegilops aristata Req. ex Bertol.
  • Aegilops buschirica Roshev.
  • Aegilops croatica Gand.
  • Aegilops echinata C.Presl
  • Aegilops elongata Lam.
  • Aegilops ovata var. triaristata (Willd.) W.D.J. Koch
  • Aegilops ovata var. triaristata (Willd.) Coss. & Durand
  • Aegilops ovata var. triaristata (Willd.) H. Lindb.
  • Aegilops ovata subsp. triaristata (Willd.) Jáv.
  • Aegilops persica Boiss.
  • Aegilops squarrosa L.
  • Aegilops squarrosa subsp. squarrosa
  • Aegilops triaristata Req. ex Bertol.
  • Aegilops triuncialis var. albescens Popova
  • Aegilops triuncialis var. assyriaca Eig
  • Aegilops triuncialis var. breviaristata Hack.
  • Aegilops triuncialis f. brunnea (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. brunnea Popova
  • Aegilops triuncialis subsp. caput-medusae Zhuk.
  • Aegilops triuncialis var. constantinopolitana Eig
  • Aegilops triuncialis subsp. fascicularis Zhuk.
  • Aegilops triuncialis f. ferruginea (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. ferruginea Popova
  • Aegilops triuncialis f. flavescens (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. flavescens Popova
  • Aegilops triuncialis var. glabrispica Eig
  • Aegilops triuncialis f. hirsuta H.Lindb.
  • Aegilops triuncialis var. hirta Zhuk.
  • Aegilops triuncialis var. muricata Zhuk.
  • Aegilops triuncialis f. nigroalbescens (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. nigroalbescens Popova
  • Aegilops triuncialis var. nigroaristata Flaksb.
  • Aegilops triuncialis f. nigroferruginea (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. nigroferruginea Popova
  • Aegilops triuncialis f. nigroflavescens (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. nigroflavescens Popova
  • Aegilops triuncialis f. nigrorubiginosa (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. nigrorubiginosa Popova
  • Aegilops triuncialis subsp. persica (Boiss.) Zhuk.
  • Aegilops triuncialis var. persica (Boiss.) Eig
  • Aegilops triuncialis var. pubispica Eig
  • Aegilops triuncialis f. rubiginosa (Popova) K.Hammer
  • Aegilops triuncialis var. rubiginosa Popova
  • Aegilops triuncialis f. subglabra H.Lindb.
  • Aegilops triuncialis var. triuncialis
  • Triticum persicum (Boiss.) Aiton & Hemsl.
  • Triticum squarrosum (L.) Raspail
  • Triticum triunciale (L.) Raspail
  • Triticum trunciale (L.) Raspail

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  2. ^ Etymo Grasses 2007, pag. 17.
  3. ^ Etymo Grasses 2007, pag. 288.
  4. ^ BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  5. ^ a b Kellogg 2015, pag. 224.
  6. ^ a b c Judd et al 2007, pag. 311.
  7. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 543.
  8. ^ Motta 1960, Vol. 1 - pag. 43.
  9. ^ a b Strasburger 2007, pag. 814.
  10. ^ Pasqua et al 2015, pag. 467.
  11. ^ Kew - GrassBase - The Online World Grass Flora, su powo.science.kew.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  12. ^ eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  13. ^ Kellogg 2015, pag. 28.
  14. ^ Kellogg 2015, pag. 73.
  15. ^ Conti et al. 2005, pag. 179.
  16. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 932.
  17. ^ (EN) A. Peters, D.E. Johnson and M.R. George, Barb Goatgrass: A Threat to California Rangelands, in Rangelands, vol. 18, n. 1, 1996, pp. 8-10.
  18. ^ EURO MED - PlantBase, su euromed.luomus.fi. URL consultato il 9 marzo 2020.
  19. ^ a b Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  20. ^ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org, p. 39B.2.2 ALL. TAENIATHERO-AEGILOPION GENICULATAE RIVAS-MARTÍNEZ & IZCO 1977. URL consultato il 9 marzo 2020.
  21. ^ Soreng et al. 2017, pag.284.
  22. ^ Treccani, su treccani.it, p. evoluzione reticolata. URL consultato il 12 luglio 2019.
  23. ^ Tropicos Database, su legacy.tropicos.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  24. ^ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 9 marzo 2020.
  25. ^ The Plant List, su theplantlist.org. URL consultato il 9 marzo 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]