Un tranquillo week-end di paura
| Un tranquillo week-end di paura | |
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I protagonisti del film. |
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| Titolo originale | Deliverance |
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | USA |
| Anno | 1972 |
| Durata | 109 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Rapporto | 2.20 : 1 |
| Genere | drammatico, avventura |
| Regia | John Boorman |
| Soggetto | James Dickey (romanzo) |
| Sceneggiatura | James Dickey |
| Produttore | John Boorman |
| Casa di produzione | Warner Bros. |
| Distribuzione (Italia) | Warner Bros. Italia |
| Fotografia | Vilmos Zsigmond |
| Montaggio | Tom Priestley |
| Effetti speciali | Marcel Vercoutere |
| Tema musicale | Duelling Banjos (Arthur Smith) |
| Scenografia | Fred Harpman |
| Trucco | Michael Hancock |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Un tranquillo week-end di paura (Deliverance) è un film del 1972 diretto da John Boorman.
Con Jon Voight e Burt Reynolds, il film è tratto dal romanzo Dove Porta il fiume di James Dickey.
Venne candidato a tre premi Oscar tra cui "miglior film" del 1973 e a vari Golden Globe.[1]
Il fiume Cahulawassee, lungo il cui corso si svolge gran parte dell'azione, è immaginario; le riprese sono state fatte sul fiume Chattooga, in Georgia.
Indice |
Trama [modifica]
Ed Gentry, Lewis Medlock, Bobby Trippe e Drew Ballinger sono quattro amici di Atlanta che decidono di fare uno strappo alla regola e passare un fine settimana immersi nella natura dei boschi nei monti Appalachi, discendendo il fiume Cahulawassee, una zona che dopo qualche settimana verrà inondata d'acqua a causa della costruzione di una diga.
I quattro individui sono molto diversi tra loro: Lewis è il più spavaldo del gruppo ed è fermamente convinto che, in vista della prossima ventata di distruzione che la civiltà urbana trascinerà con sé, sia necessario imparare a sopravvivere nella natura selvaggia. Porta con sé un arco da caccia nero che tuttavia non usa da tempo.
Drew è un uomo dagli ideali solidi, intelligente, amante della musica e della giustizia.
Bobby rappresenta invece il classico stereotipo dello statunitense ottuso e cinico, ma non cattivo. Al contrario, Ed è un mite, capace di adattarsi perfettamente a qualsiasi situazione.
Arrivati a una stazione di servizio, chiedono a un vecchio se c'è qualcuno che vorrebbe fare un lavoro per loro. Nel frattempo Drew vede un ragazzino autistico, che stringe un banjo. Drew, visto che non trova altro modo per comunicare, comincia a improvvisare una composizione con la sua chitarra. Intanto Lewis e Ed si mettono d'accordo con un meccanico di nome Griner, che insieme a suo fratello porterà - dietro compenso - le loro auto alla cittadina più a valle, dove i proprietari arriveranno in canoa all'inizio della prossima settimana.
Inizia dunque la discesa del fiume; il quartetto supera le rapide e riesce ad approdare in un luogo dove si accamperanno per la notte. Lewis comunica che l'indomani vuole cambiare compagnia, in quanto non si è trovato bene con Bobby.
Qui inizia dunque un dibattito sulla civiltà moderna e sulla sua prossima caduta, alla quale Lewis dice di voler sopravvivere allenandosi nella natura selvaggia. Anche Bobby, più tardi, dice che in quelle foreste c'è qualcosa che l'uomo ha perso.
Il primo a risvegliarsi, il giorno dopo è Ed, che di buon'ora prende l'arco di Lewis e decide di mettersi alla prova, cercando di uccidere un daino. Non riuscendo a tenere la mano ferma, Ed non centra l'animale che doveva uccidere. Ed capisce di non saper maneggiare l'arma e torna all'accampamento dove, nel frattempo, gli altri si sono svegliati e si stanno preparando al resto della gita.
L'equipaggio, però, cambia: Ed va con Bobby e Lewis con Drew. Ed e Bobby decidono di sostare sulla riva del fiume per pescare qualcosa; durante questa sosta si fanno vivi due individui piuttosto loschi, che iniziano a fare strani discorsi e si dimostrano piuttosto aggressivi. La situazione si aggrava ancor di più quando i due uomini notano che gli avventori hanno con sé un fucile da caccia.
La situazione presto degenera: uno dei due loschi figuri tiene in ostaggio Ed con il fucile da caccia, mentre l'altro stupra l'inerme Bobby «come un bel suino». Lo stupratore finisce con Bobby e torna dal compagno armato; mentre sta per costringere Ed a praticargli una fellatio arriva Lewis, di soppiatto.
Questi mira con la massima calma e lancia una freccia allo stupratore di Bobby, trafiggendolo tra schiena e petto. L'altro scappa, inseguito da Drew. Mentre lo stupratore ferito agonizza, il gruppo di uomini è incerto sul da farsi, non sapendo tra l'altro se l'uomo è morto o solo ferito. Dopo vari battibecchi, Lewis decide di sotterrare lì l'aggressore, seguendo questa logica: se si denuncia il fatto alla polizia, li giudicherà per omicidio. Tra l'altro, si corre il rischio che, vista la parentela che lega i villani, nella giuria vi sia qualche parente dell'ucciso.
Anche Bobby si schiera dalla parte di quelli che vogliono seppellire l'aggressore, anche perché non vuole far sapere ad altri quello che gli è capitato. Solo Drew si oppone, reclamando sempre la giustizia. Dato che la maggioranza vota per il seppellimento dello stupratore, così vien fatto.
I quattro uomini prendono le canoe e continuano il loro tragitto. Drew cade in acqua, forse colpito da un proiettile. La canoa sbatte contro le rapide e viene investita dall'altra, dunque spaccata in due metà. Gli amici finiscono in acqua e lottano contro la corrente. Quando riaffiorano e ritornano a riva, solo tre di loro sono vivi, ma tra questi Lewis è gravemente ferito al femore. Drew è invece sparito nel fiume, anche perché era senza salvagente. Lewis ha sentito uno sparo e pensa che la colpa sia dell'altro stupratore, rimasto vivo.
Lewis prega che Ed li salvi, dato che è l'unico col fisico adatto e ancora non ferito. Durante la notte, Ed sale sulle rocce senza farsi vedere, nonostante i rischi di cader giù. Arrivato in cima all'alba, avvista un uomo con un fucile.
Ed, pensando che sia l'altro montanaro scappato, arma l'arco contro di lui, ma gli trema la mano e non riesce a non farsi notare. Ed lancia la freccia, ma si sbilancia e cade sulla faretra, ritrovandosi con una freccia conficcata nel fianco. Il montanaro minaccia un'ultima volta Ed, con il fucile spianato, per poi cadere per terra, morto. Ed si avvicina e scopre che l'uomo colpito non è l'altro stupratore, ma soltanto un uomo andato a caccia. Ed lo capisce perché lo stupratore era privo degli incisivi superiori, mentre l'uomo che ha appena ucciso li possiede. Ma facendo leva con il coltello scopre che si tratta di una dentiera parziale (comunque il dubbio resta, sia a lui che allo spettatore). Lo cala giù per gettarlo in acqua, e scende dunque dal pendio, rovinosamente, ma riuscendo comunque a raggiungere Bobby e Lewis di sotto.
Insieme al primo dei due, affonda il cadavere dello sconosciuto nel fiume, legandovi una roccia. I superstiti, dopo aver rimesso in sesto la canoa si dirigono di nuovo verso la città a fondovalle. I tre decidono di far credere che l'«incidente» sia avvenuto più in basso e dunque fanno sparire anche l'appena rinvenuto cadavere di Drew, apparentemente privo di ferite da arma da fuoco.
Arrivati ai loro veicoli, Bobby, Ed e Lewis trovano le persone alle quali i fratelli Griner hanno lasciato le loro auto, e chiedono a un ragazzino se c'è un telefono per chiamare i soccorsi.
All'ospedale locale gli uomini sono subito curati. Il più grave è Lewis, che forse perderà la gamba fratturata. Ma lo sceriffo fa molte domande perché non crede alla loro storia. A un certo punto vengono trovati anche i resti della canoa spezzata, più a monte di dove dichiarato. Bobby e Ed sono costretti a ingegnarsi dicendo che si sono confusi. La cosa si aggrava perché un parente dello sconosciuto ucciso non crede alle loro parole e protesta. Ed e Bobby sono visibilmente tesi, riescono ad essere presenti al risveglio di Lewis avvisandolo di essere stati costretti a modificare in parte la versione dell'accaduto. Lewis risponde, con astuzia, di non ricordare nulla. La situazione si sblocca con lo sceriffo che, pur non convinto, si rassegna dichiarando che non vuole che il suo paesello muoia con un crimine come ultimo atto di cronaca. Dei cacciatori di cui si sono perse le tracce, conclude, «forse sono andati a ubriacarsi in qualche rifugio per qualche giorno».
Il film si conclude con Lewis in pericolo di morte e Ed e Bobby che tornano a casa. Segue l'immagine di una mano che emerge dalla superficie del lago, un incubo di Ed, che si sveglia di soprassalto, nel letto assieme alla moglie. L'ultima immagine ritorna alle acque del lago artificiale, che pone un dubbio inquietante, sottolineato dalla colonna sonora: forse un giorno faranno emergere il loro segreto. In ogni caso rappresentano la materializzazione del segreto che i superstiti, Ed e Bobby hanno nella loro coscienza.
Accoglienza [modifica]
Il film ebbe a suo tempo una grande eco sui mass-media a causa delle caratteristiche che lo ponevano in una categoria a sé stante dei pur numerosi film drammatici dell'inizio anni settanta, trattanti temi inusuali e poco ortodossi. Tra i motivi del clamore suscitato, vi era Burt Reynolds, all'apice della sua fama, della sua carriera e della sua forma fisica. All'epoca divenuto simbolo come pochi altri dell'attore virile, non aveva adottato ancora nel suo look i baffi neri che in seguito lascerà crescere. Un altro tema, ben più scabroso, riguarda l'episodio dello stupro di Ned Beatty che per quanto appena accennato nelle immagini, rappresenta la prima volta in cui un film con grande seguito di pubblico fa mostra di un episodio di violenza carnale, per di più di natura omosessuale.
Tema della natura [modifica]
Forse la questione più delicata e sconcertante è stata la trattazione, da parte di Boorman, del rapporto tra uomo e natura. Qui l'immagine mostrata non è per nulla idilliaca: le persone di città sono poste a contatto diretto con una realtà incontaminata, selvaggia e pura, ma indifferente e popolata da abitanti potenzialmente ostili.
In un'epoca come quella dei primi anni settanta, il ritorno alla natura era predicato spesso come panacea dei mali della civiltà moderna, ma il film di Boorman va in una direzione se non proprio opposta, quantomeno diversa e meno schematica, che comporta anche da parte dei protagonisti 'buoni' un atteggiamento diverso dal solito, diffidando della legge pur avendo tutte le ragioni per comportarsi come necessitava per la sopravvivenza.
I 'cittadini' sono tutti uomini, adulti, e in buon numero, eppure vanno incontro a un'esperienza traumatizzante che lascerà morto uno di loro, storpiato l'altro e scossi nell'animo gli altri due. La parte finale del film, più confusa e affrettata del resto, perde di vista la visione del gruppo di amici, e si focalizza su Ed più che sugli altri, con poco riferimento a Bobby e quasi nessuno a Lewis, uscito di scena a causa della ferita riportata dopo avere assunto una funzione centrale nel gruppo. Peraltro, il vero protagonista della storia, come anche della tenuta della comitiva, è stato Ed, un uomo che forse non casualmente, non manifesta gli estremismi ideologici o la superficialità degli altri tre. Bobby è una persona sempliciotta - quasi innocente - che viene costretta ad assumere un atteggiamento più complesso solo dopo quello che gli è accaduto, Drew crede nella fondamentale validità della società civile mentre Lewis è convinto del contrario. In ogni caso, nessuno di loro sarà in grado di uscire immune da un mondo tanto selvaggio, nemmeno chi lo conosce e vi si trova adattato.
Riconoscimenti [modifica]
- 1973 - Premio Oscar
- Nomination Miglior film a John Boorman
- Nomination Migliore regia a John Boorman
- Nomination Miglior montaggio a Tom Priestley
- 1973 - Golden Globe
- Nomination Miglior film drammatico
- Nomination Migliore regia a John Boorman
- Nomination Miglior attore in un film drammatico a Jon Voight
- Nomination Migliore sceneggiatura a James Dickey
- Nomination Miglior canzone (Dueling Banjos) a Arthur Smith, Steve Mandel e Eric Weissberg
- 1973 - Premio BAFTA
- Nomination Migliore fotografia a Vilmos Zsigmond
- Nomination Miglior montaggio a Tom Priestley
- Nomination Miglior colonna sonora a Jim Atkinson, Walter Goss e Doug E. Turner
Nel 2008 è stato scelto per essere preservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[2]
Collegamenti ad altre pellicole [modifica]
- Il tema era il centro di Un giorno di terrore di Walter Grauman (1964).
- Lo stupro di Marsellus Wallace (Ving Rhames) in Pulp Fiction di Quentin Tarantino (1994) è un omaggio al film di Boorman.[senza fonte]
- La sequenza dello stupro viene citata anche nel film Così è la vita (1998) di Aldo, Giovanni e Giacomo, quando Aldo, in qualità di sequestratore, intima ai due malcapitati compagni d'avventura di togliersi i pantaloni, pronunciando: «Ora ve lo faccio passare io un tranquillo week-end di paura».
- La sequenza dello stupro viene citata anche nel film "Scuola per canaglie" (School for Scoundrels 2006)
Note [modifica]
- ^ Premi for Deliverance (1972). URL consultato in data 1 febbraio 2008.
- ^ National Film Registry 2008 - Films Selected to the National Film Registry, Library of Congress - 2008. URL consultato in data 3 gennaio 2009.
Bibliografia [modifica]
- Frank Manchel, Film Study: An Analytical Bibliography, New York, Fairleigh Dickinson University Press, 1991. ISBN 0838634125
- Paul Gormley, The New-brutality Film: Race and Affect in Contemporary Hollywood Cinema, New York, 2005, Intellect Books. ISBN 1841501190
- Massimiliano Studer, Formazione alla teamleadership: analisi delle dinamiche di gruppo nel film 'Deliverance' di John Boorman, Roma, 2007, Edizioni Cinetecnica. ISBN 9788887457689
Frase celebre del film:"Alle volte bisogna perdersi per ritrovare qualcosa!" detta da Burt Reynolds
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Un tranquillo week-end di paura dell'Internet Movie Database
- Scheda su Un tranquillo week-end di paura de Il mondo dei doppiatori