Un tranquillo week-end di paura

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Un tranquillo week-end di paura
Un tranquillo week-end di paura.JPG
I protagonisti del film.
Titolo originale Deliverance
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1972
Durata 109 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.20 : 1
Genere drammatico, avventura
Regia John Boorman
Soggetto James Dickey (romanzo)
Sceneggiatura James Dickey
Produttore John Boorman
Casa di produzione Warner Bros.
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia
Fotografia Vilmos Zsigmond
Montaggio Tom Priestley
Effetti speciali Marcel Vercoutere
Tema musicale Duelling Banjos (Arthur Smith)
Scenografia Fred Harpman
Trucco Michael Hancock
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Un tranquillo week-end di paura (Deliverance) è un film del 1972 diretto da John Boorman.

Con Jon Voight e Burt Reynolds, il film è tratto dal romanzo Dove Porta il fiume di James Dickey.

Venne candidato a tre premi Oscar tra cui "miglior film" del 1973 e a vari Golden Globe.[1]

Il fiume Cahulawassee, lungo il cui corso si svolge gran parte dell'azione, è immaginario; le riprese sono state fatte sul fiume Chattooga, in Georgia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Ed Gentry, Lewis Medlock, Bobby Trippe e Drew Ballinger sono quattro amici di Atlanta che decidono di fare uno strappo alla regola e passare un fine settimana nei boschi dei monti Appalachi, discendendo il fiume Cahulawassee in una zona che presto verrà inondata d'acqua per la costruzione di una diga.

I quattro sono molto diversi tra loro. Lewis è il più spavaldo ed è fermamente convinto che, in vista della distruzione che la civiltà urbana trascinerà con sé, sia necessario imparare a sopravvivere nella natura selvaggia e porta con sé un arco da caccia nero, che non usa da tempo; Drew è un uomo dagli ideali solidi, intelligente, amante della musica e della giustizia; Bobby rappresenta invece il classico stereotipo dello statunitense ottuso e cinico, ma non cattivo, mentre Ed è un mite, capace di adattarsi perfettamente a qualsiasi situazione.

Arrivati a una stazione di servizio, chiedono a un vecchio se c'è qualcuno che vorrebbe fare un lavoro per loro. Nel frattempo Drew vede un ragazzino autistico, che stringe un banjo. Drew, non trovando altro modo per comunicare con lui, comincia a improvvisare una melodia con la sua chitarra, a cui il giovane risponde col suo strumento.

Lewis e Ed si mettono d'accordo con un meccanico di nome Griner, che insieme a suo fratello porterà - dietro compenso - le loro auto in una cittadina più a valle, dove i quattro dovrebbero arrivare in canoa domenica intorno a mezzogiorno.

Inizia dunque la discesa del fiume; il gruppo supera le rapide e riesce ad approdare in un luogo dove si accamperanno per la notte. Lewis comunica che l'indomani vuole cambiare compagno in canoa, non essendosi trovato bene con Bobby.

Qui inizia dunque un dibattito sulla civiltà moderna e sulla sua prossima caduta, alla quale Lewis dice di voler sopravvivere adattandosi alla natura selvaggia. Anche Bobby, più tardi, dice che in quelle foreste c'è qualcosa che l'uomo ha perso.

Il giorno successivo il primo a risvegliarsi è Ed, che di buon'ora prende l'arco di Lewis e decide di mettersi alla prova, cercando di uccidere un daino. Non riuscendo a tenere la mano ferma, non centra l'animale e, capendo di non saper maneggiare l'arma, torna all'accampamento dove, nel frattempo, gli altri si sono svegliati e si stanno preparando a proseguire la gita.

L'equipaggio, però, cambia: Ed va con Bobby e Lewis con Drew. Ed e Bobby decidono di sostare sulla riva del fiume per pescare; durante la sosta arrivano due individui piuttosto loschi, che iniziano a fare strani discorsi e si dimostrano piuttosto aggressivi.

La situazione si aggrava ancor di più quando Ed e Bobby notano che i due uomini hanno con sé un fucile da caccia, e presto degenera. Uno dei due tiene in ostaggio Ed con il fucile da caccia, mentre l'altro stupra l'inerme Bobby «come un bel suino». Lo stupratore finisce con Bobby e torna dal compagno armato; mentre sta per costringere Ed a praticargli una fellatio arriva Lewis che, di soppiatto, mira con la massima calma e scaglia una freccia contro lo stupratore di Bobby, trafiggendolo tra schiena e petto.

L'altro scappa, inseguito da Drew. Mentre lo stupratore ferito agonizza, il gruppo di amici è incerto sul da farsi, non sapendo tra l'altro se l'uomo è morto o solo ferito. Dopo vari battibecchi, Lewis decide di sotterrare l'aggressore, sapendo che, se avessero denunciato il fatto alla polizia, sarebbero stati giudicati per omicidio, oltre al fatto che, probabilmente - viste le parentele che legano gli abitanti del posto - nella giuria avrebbe trovato posto qualche parente dell'ucciso.

Anche Bobby vuole seppellire l'aggressore, per non voler far sapere ad altri cosa ha dovuto subire. Solo Drew si oppone, reclamando sempre la giustizia, ma, visto che la maggioranza vota per il seppellimento dello stupratore, così vien fatto.

I quattro uomini prendono le canoe per continuare il loro tragitto. Drew cade in acqua, forse colpito da un proiettile, una delle due imbarcazioni sbatte contro le rapide e viene investita dall'altra, e poi spaccata in due. Gli amici finiscono in acqua e lottano contro la corrente. Quando riaffiorano e ritornano a riva, solo tre di loro sono vivi, ma Lewis è gravemente ferito al femore. Drew è invece sparito nel fiume, anche perché era senza salvagente. Lewis ha sentito uno sparo e pensa che la colpa sia dell'altro stupratore.

Lewis prega che Ed li salvi, dato che è l'unico col fisico adatto e ancora non ferito. Durante la notte Ed sale sulle rocce senza farsi vedere, nonostante i rischi di cader giù. All'alba arriva sulla cima, e avvista un uomo con un fucile.

Ed, pensando che sia l'altro montanaro scappato, arma l'arco, ma gli trema la mano e non riesce a non farsi notare. Ed lancia la freccia, ma si sbilancia e cade sulla faretra, ritrovandosi con una freccia conficcata nel fianco. Il montanaro minaccia un'ultima volta Ed, con il fucile spianato, per poi cadere per terra, morto. Ed si avvicina e scopre che l'uomo colpito non è l'altro stupratore, ma soltanto un uomo andato a caccia. Ed lo capisce perché lo stupratore non aveva gli incisivi superiori, che ha invece l'uomo appena ucciso. Ma facendo leva con il coltello scopre che si tratta di una dentiera parziale (comunque il dubbio resta, sia a lui che allo spettatore). Lo cala giù per gettarlo in acqua, e poi scende dal pendio, rovinosamente, ma riuscendo comunque a raggiungere Bobby e Lewis.

Con Bobby affonda il cadavere dello sconosciuto nel fiume, legandolo a un grosso masso. I superstiti, dopo aver rimesso in sesto la canoa, si dirigono di nuovo verso la città a fondovalle. I tre decidono di far credere che l'«incidente» sia avvenuto più in basso e poi fanno sparire anche l'appena rinvenuto cadavere di Drew, apparentemente privo di ferite da arma da fuoco.

Arrivati ai loro veicoli, Bobby, Ed e Lewis trovano le persone alle quali i fratelli Griner hanno lasciato le loro auto, e chiedono a un ragazzino se c'è un telefono per chiamare i soccorsi.

Gli uomini vengono curati all'ospedale del posto: il più grave è Lewis, che forse perderà la gamba fratturata. Arriva sul posto lo sceriffo che, con le tante domande, non crede alla loro storia. A un certo punto vengono trovati anche i resti della canoa spezzata, più a monte di dove dichiarato. Bobby e Ed sono costretti a ingegnarsi dicendo che si sono confusi. La cosa si aggrava perché un parente dello sconosciuto ucciso non crede alle loro parole e protesta. Ed e Bobby sono visibilmente tesi, riescono ad essere presenti al risveglio di Lewis avvisandolo di essere stati costretti a modificare in parte la versione dell'accaduto. Lewis risponde, con astuzia, di non ricordare nulla. La situazione si sblocca con lo sceriffo che, pur non convinto, si rassegna dichiarando che non vuole che il suo paese muoia con un crimine come ultimo atto di cronaca. Dei cacciatori di cui si sono perse le tracce, conclude, «forse sono andati a ubriacarsi in qualche rifugio per qualche giorno».

Il film si conclude con Lewis in pericolo di vita, ed Ed e Bobby che tornano a casa. Segue l'immagine di una mano che emerge dalla superficie del lago: è l'incubo di Ed, che si sveglia di soprassalto, nel letto assieme alla moglie. L'ultima immagine torna alle acque del lago artificiale, e pone un dubbio inquietante, sottolineato dalla colonna sonora: forse un giorno queste faranno emergere la verità, e in ogni caso rappresentano la materializzazione del segreto che i superstiti, Ed e Bobby, portano dentro di sé.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film ebbe a suo tempo una grande eco sui mass-media a causa delle caratteristiche che lo ponevano in una categoria a sé stante dei pur numerosi film drammatici dell'inizio anni settanta, trattanti temi inusuali e poco ortodossi. Tra i motivi del clamore suscitato, vi era Burt Reynolds, all'apice della sua fama, della sua carriera e della sua forma fisica. All'epoca divenuto simbolo come pochi altri dell'attore virile, non aveva adottato ancora nel suo look i baffi neri che in seguito lascerà crescere. Un altro tema, ben più scabroso, riguarda l'episodio dello stupro di Ned Beatty che per quanto appena accennato nelle immagini, rappresenta la prima volta in cui un film con grande seguito di pubblico fa mostra di un episodio di violenza carnale, per di più di natura omosessuale.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato girato sul Tallulah Gorge a sud-est di Clayton (Georgia) e sul Chattooga River, che divide l'angolo nord-est della Georgia da quello nord-occidentale della Carolina del Sud. Altre scene sono state girate a Salem in Carolina del Sud e a Sylva, in Carolina del Nord; un'altra nel cimitero della Mount Carmel Baptist Church, che ora si trova 120 metri sotto la superficie del Lago Jocassee, sul confine tra la Oconee County e la Pickens County, entrambe nella Carolina del Sud[2][3]

Oltre al famoso tema del film, ci sono altri passaggi musicali sparsi lungo il film, alcuni suonati con un sintetizzatore. Alcune stampe del film hanno cancellato molte delle musiche extra. A parte quelli relativi a Eric Weissberg e Steve Mandel (più tardi costretto ad aggiungere, dopo una causa, anche Arthur "Guitar Boogie" Smith) per "Dueling Banjos", non ci sono crediti per la colonna sonora del film. Il disco d'oro consegnato a Boorman per il singolo "Dueling Banjos" fu rubato dalla sua abitazione dal gangster dublinese Martin Cahill, una scena che il regista ha poi ricreato in The General (1998), un film sulla biografia di Cahill.

Mentre veniva filmata la scena delle canoe, James Dickey, alticcio, litigò con Boorman: l'esito fu una breve scazzottata, da cui Boorman uscì col naso e quattro denti rotti, mentre Dickey fu buttato fuori dal set, senza però subire una querela. I due poi risolsero la questione e diventarono buoni amici, e Boorman attribuì a Dickey il ruolo dello sceriffo alla fine del film.

Le canoe usate nel film per la gita di rafting sono state ospitate fino al 2012 al Burt Reynolds and Friends Museum, a Jupiter in Florida; una delle due è ora esposta al Tallulah Falls Railroad Museum, a Dillard, in Georgia.

La controfigura di Jon Voight, Claude Terry, ha acquistato l'equipaggiamento usato nel film dalla Warner Bros. per creare quella che è ad oggi la più antica organizzazione di rafting adventure sul Chattooga River[4].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 è stato scelto per essere preservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti[5].

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Premi for Deliverance (1972). URL consultato il 1º febbraio 2008.
  2. ^ Anna Simon, Cable network to detail history of Lake Jocassee, The Greenville News, 20 febbraio 2009. URL consultato il 25 febbraio 2009.
  3. ^ Rich Heldenfels, Body double plays banjo, Akron Beacon Journal, 5 novembre 2009. URL consultato il 6 novembre 2009.
  4. ^ Southeastern Expeditions. Accesso 19 agosto 2013.
  5. ^ National Film Registry 2008 - Films Selected to the National Film Registry, Library of Congress - 2008. URL consultato il 3 gennaio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Frank Manchel, Film Study: An Analytical Bibliography, New York, Fairleigh Dickinson University Press, 1991. ISBN 0-8386-3412-5.
  • Paul Gormley, The New-brutality Film: Race and Affect in Contemporary Hollywood Cinema, New York, 2005, Intellect Books. ISBN 1-84150-119-0.
  • Massimiliano Studer, Formazione alla teamleadership: analisi delle dinamiche di gruppo nel film 'Deliverance' di John Boorman, Roma, Edizioni Cinetecnica, 2007. ISBN 978-88-87457-68-9 .

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]