Tremenico

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Tremenico
comune
Tremenico – Stemma
Tremenico e Avano
Tremenico e Avano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
Sindaco Pierfranco Pandiani (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 46°05′00″N 9°22′00″E / 46.083333°N 9.366667°E46.083333; 9.366667 (Tremenico)Coordinate: 46°05′00″N 9°22′00″E / 46.083333°N 9.366667°E46.083333; 9.366667 (Tremenico)
Altitudine 754 m s.l.m.
Superficie 8 km²
Abitanti 191[1] (31-12-2010)
Densità 23,88 ab./km²
Frazioni Avano, Pernighera, Coldirola, Consolino, Fenile, Pezzaburo
Comuni confinanti Casargo, Colico, Dervio, Dorio, Introzzo, Pagnona, Vendrogno
Altre informazioni
Cod. postale 23836
Prefisso 0341
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 097081
Cod. catastale L368
Targa LC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Tremenicesi
Patrono sant'Agata
Giorno festivo 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tremenico
Posizione del comune di Tremenico nella provincia di Lecco
Posizione del comune di Tremenico nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Tremenico (Tremènech in dialetto locale[2]) è un comune di 243 abitanti della provincia di Lecco. Pur facendo parte della Valvarrone, Tremenico fa storia a sé rispetto agli altri paesi, ed in effetti ha una sua parrocchiale sin dal 1367, mentre gli altri tre Comuni valvaroronesi (Vestreno, Sueglio, Introzzo) fanno riferimento alla chiesa di San Martino a Sueglio. L'attività che da sempre ha caratterizzato questo paese è quella delle miniere di cui restano oggi solo alcune cave di feldspati che impiegano poche persone. Alcuni storici sostengono che già al tempo dei Galli e dei Romani esistessero cave di ferro sulle pendici della montagna. Ancora vivi sono sia il dialetto assai caratteristico, sia la consuetudine di sfoggiare nelle feste l'antico costume tradizionale.

Storia della parrocchia di s. Agata in Tremenico[modifica | modifica sorgente]

La storia del paese e della chiesa di s. Agata datano indietro nel tempo sino all'anno Mille: nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (codice pergamenaceo di 215 fogli, conservato nella Biblioteca del Capitolo del Duomo di Milano) il milanese Goffredo da Bussero elenca nella diocesi di Milano 26 chiese e oltre 21 altari dedicati a Sant'Agata. Una di queste chiese è quella situata "in loco Cremenego (Tremenico) Plebis de Deruio (Pieve di Dervio)". La storia dell'edificazione di questa chiesa è fitta di interventi di ampliamento e restauro fortemente voluti dai Tremenicesi, specie di quelli emigrati in pianura per lavoro: ad esempio l'altare proviene da Venezia, acquistato e trasportato appositamente dalla Laguna a testimonianza dell'amore di queste persone per la propria terra natale. In modo non dissimile, anche l'organo è giunto a Tremenico attraverso la generosità ed il lavoro dei paesani direttamente dalla Brianza, dalla prestigiosa bottega dei Prestinari di Magenta.

L'organo, compreso della cantoria, arriva nella chiesa di Sant'Agata nel 1853, per volere del parroco don Bellati e grazie ai contributi dei parrocchiani, dell'Arcivescovo, dello stesso Parroco e di Carlo Magno Buzzella.

Lo strumento è interamente meccanico con un grande mantice un tempo azionato manualmente (oggi elettricamente). Ciò che caratterizza questo organo rispetto a quelli modermi è il congegno a pedale che imposta i registri, tecnicamente (definizione ripresa dal sito del Comitato Organo Prestinari Marcallo) Combinazione libera “alla lombarda”: congegno meccanico a pedale che agisce sulle leve dei tiranti di un certo numero di registri, preventivamente selezionati dall’ organista, inserendo le file di canne corrispondenti.

  • 1367 - Le due chiese di Sant0Agata e San Martino ottengono dalla Curia di Milano di costituirsi in un'unica parrocchia con sede a S. Martino, detto anche Mont'Introzzo.
  • 1566 - L'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo si reca a Tremenico in visita pastorale e, sentite le lamentele dei tremenicesi, promette la costituzione della parrocchia di Sant'Agata a Tremenico.
  • 1575 - Prende servizio il primo parroco, Viviano Gussalli.
  • 1582 - L'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, in una seconda visita a Tremenico, vista la povertà della parrocchia decide di aumentarne le rendite. L'anno precedente i paesani si erano già impegnati a versare annualmente 300 lire imperiali a favore del loro parroco.
  • 1597 - Taddeo e Giovanni Paolo Rubini, ricchi mercanti di Tremenico, stanziati a Castello di Sarzana, incaricano la "Compagnia" di Tremenicesi che lavoravano a Domodossola di costruire la parte muraria della cappella del SS. Rosario nella chiesa di Tremenico, alla quale gli stessi Rubini regalarono anche la pala della Vergine.
  • 1624 - La stessa famiglia Rubini fa costruire l'oratorio di San Carlo in Tremenico.
  • 1635 - "si fanno il choro e le cornici conforme quelli di S.to Guirico di Dervio"
  • 1642 - Si rialza di nuovo la chiesa.
  • 1654 - Inizia la costruzione del campanile che viene terminata dopo 9 anni.
  • 1665 - Originariamente la chiesa era orientata con l'altare a monte e l'ingresso a valle. Nel 1665 si costruisce l'attuale facciata e la Chiesa assume l'aspetto attuale, ruotato con l'ingresso verso la piazza e la fontana Pileu.
  • 1684 - Viene costruita la Cappella di Sant'Antonio e messo in opera il suo quadro;
  • 1686 - Viene costruita la Cappella si San Giuseppe;
  • 1696 - È messo in opera il grande quadro di Sant'Agata di autore ignoto
  • 1784 - Viene montato l'altare maggiore donato dai Tremenicesi della "Confraternita del SS. Rosario" in Venezia.
  • 1797 - Dopo le vittorie napoleoniche, la chiesa è costretta a consegnare alla Repubblica Cisalpina alcuni arredi ecclesiastici preziosi (candelabri, ostensori, lampade, la grande Croce portatile).
  • 1853 - Il parroco don Bellati fa installare nella chiesa l'organo con la cantoria prodotto dai fratelli Prestinari di Magenta, tuttora funzionante.
  • 1878 - La chiesa viene ampliata in forma di croce latina.
  • 1892 - Viene rifatto l'altare della cappella di Sant'Antonio, vengono sostituite le tre esistenti campane con tre nuove fabbricate dalla fonderia Pruneri di Grosio in Valtellina, il cui concerto fu completato nel 1900, in memoria del Giubileo dell'Anno Santo, con l'aggiunta delle due campane piccole
  • 1894 - Viene rifatto l'altare della cappella di S. Giuseppe e viene collocata anche la statua del santo.
  • 1897 - Viene rifatto l'altare del SS. Crocefisso, anche la facciata viene rifatta interamente ed il pittore Luigi Tagliaferri di Pagnona viene chiamato a realizzare le figure di santi nelle nicchie esterne e gli affreschi nell'interno della Chiesa.
  • 1898 - Con il contributo di tutti i parrocchiani, vengono acquistati nuovi banchi.
  • 1942 - In esecuzione del Regio Decreto del 23 aprile 1942 che disponeva la consegna delle campane, gli operai della Ditta Ottolina di Seregno ritirano tre delle cinque campane esistenti (una delle quali si rompe nel calarla dal campanile) per un totale di 1530 kg di bronzo, compresi i rottami. L'anno successivo, dopo la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943, si apprende che le campane non sono ancora state fuse e possono essere recuperate. Le due campane intatte tornano al campanile nel 1944, i rottami di quella rotta vengono affidati ai Frati Olivetani di Seregno che li custodiscono finché, nel 1951 non si raggiunge l'accordo con la Ottolina per il loro riutilizzo nella fusione di una nuova campana da 450 kg. La campana viene inserita nel campanile l'8 ottobre dello stesso anno.
  • 1962 - L'orologio della metà del Seicento sistemato nel campanile, a carica manuale (la forza motrice era data da due pesi di pietra, che ogni giorno dovevano essere sollevati mediante due argani fino all'altezza dell'orologio), viene modificato a spese del comune con il meccanismo delle lancette dei minuti, un nuovo quadrante con le cifre in rame e un pendolo indipendente dalle variazioni di temperatura. Nel 1987 il meccanismo viene motorizzato. Nel 1988 viene installata una protezione per i campanari contro la caduta dei pesi dell'orologio.
  • 1964 - Con il contribuito di tutti i parrocchiani, viene rifatta la pavimentazione dell'altare con marmo bianco di Carrara e nero del Belgio.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Avano[modifica | modifica sorgente]

La frazione più grande è Avano, formata da un viale; vi è anche un bar. È posta in fondo a Tremenico.

Lentree[modifica | modifica sorgente]

Piccola frazione, conta qualche casa e una teleferica che serve anche la frazione Fenile. È un borgo, ma anche frazione.

Fenile[modifica | modifica sorgente]

Piccola frazione posta alla destra e sopra Tremenico, è un borgo, ma anche frazione. Conta qualche casa ed una piccola fattoria.

Consolino[modifica | modifica sorgente]

Nella Valvarrone Consolino è conosciuta per la Madonnina presente.

Pernighera[modifica | modifica sorgente]

Piccola frazione sulla strada provinciale, ha qualche casa ed una teleferica.

Coldirola[modifica | modifica sorgente]

Anche questa è una piccola frazione sulla strada provinciale ed ha anch'essa qualche casa ed una teleferica.

Pezzaburo[modifica | modifica sorgente]

Dopo e appena sopra Avano c'è questa frazione, chiamata anche Baia di Pezzaburo. Sopra Avano e Pezzaburo inizia l'alta Valvarrone e la Valsassina con Premana e Pagnona.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 666.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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